Oltre alle bufale, ci sono anche quelle a metà....mi spiego meglio: cose che funzionano certamente, ma che non mantengono in toto ciò che promettono...
Alla fine degli anni '70 - inizio '80 una famosa ditta americana presentò in finale rivoluzionario: il famoso "cubo di Carver"...il sottoscritto a quel tempo distribuiva nel Veneto marchi come Sae e Treshold, per cui un po' c'era da preoccuparsi per quest'oggetto che, a detta di costruttore e distributore, invecchiava di dieci anni tutti i finali convenzionali...
Il sistema tanto declamato era, mi pare, il "magnetic crossfield" o giù di li...in pratica, al posto di un alimentatore tradizionale, monrava un trasformatore che giudicherei piccolo anche per un pre, sfoderando in compenso un "filotto" di transistor finali, per cui il peso del tutto si limitava ad un paio di chili..
Dopo qualche insistenza con un amico-rivenditore riuscii ad averne uno in prova per una settimana durante la quale ebbi modo di ascoltarlo e non solo...
Devo dire che, spece collegato a diffusori poco sensibili, mi dava l'idea di avere poca dinamica ma,onestamente,come timbrica non era poi male...
Fortunatamente disponevo della preziosa collaborazione(e ancora ne dispongo) di un amico valente tecnico elettronico: aperto l'oggetto e messo sotto prova con un carico puramente resistivo, non si riusciva a portarlo molto sopra i 50 W. prima che intervenisse la protezione staccando di fatto l'alimentazione...(la casa dichiarava 200 W./ch)...
e dato che poi mica lo regalavano, il mercato inesorabilmente ne decretò la fine ingloriosa...
Della serie..i miracoli solo pochi li fanno, ma non sono certo costruttori di hi fi...
