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Dal DVD video al Blu-ray Disc
Con il passaggio dal DVD al Blu-ray Disc c'è stato contestualmente un aumento della risoluzione nativa pari esattamente a 5 volte e l'adozione di codec più efficienti rispetto al vetusto MPEG2. Tornando alla risoluzione:
720 x 576 = 414.720 pixel
1920 x 1080 = 2.073.600 pixel
2.073.600 / 414.720 = 5
In più c'è da considerare che la risoluzione del DVD doveva sempre essere scalata sul display digitale poiché i pixel non sono quadrati ma rettangolari e in più c'è la compressione anamorfica da rimettere a posto e l'operazione di scaling non era di certo indolore. Più è alta la risoluzione d'arrivo, meno si perde ma qualcosa si perde comunque, anche passando da 720x576 a 1920x1080 anche se molto poco.
Poi bisogna considerare anche le dimensioni dei display e il normale rapporto di visione: anche con display piccoli e/o rapporti di visione elevati (grande distanza di visione in rapporto alla base dello schermo), le differenze tra i due media sono notevoli.
C'è anche un'ultima considerazione da fare nel passaggio tra DVD video e Blu-ray Disc: il media d'elezione per la produzione cinematografica è il 35mm e la risoluzione full HD permette di sfruttarlo a dovere. In pratica, con un telecine ben fatto a risoluzione 2K, la differenza tra un DVD e un Blu-ray Disc in termini di risoluzione è eclatante in assoluto.
Dal Blu-ray Disc all'Ultra HD Blu-ray
Con il passaggio da Blu-ray Disc a UHD Bly-ray la situazione è leggermente più complessa. Limitiamoci ai soli elementi che ho affrontato nel passaggio da DVD a BD, ovvero risoluzione, scaling, rapporto di visione e sfruttamento del media per la produzione.
Nel primo caso, l'aumento di risoluzione è pari a 4 volte per contenuti cinema 24p e sarà invece di 8 volte per contenuti TV 50p, rispetto all'HT televisiva che invece è a scansione interlacciata).
Nel secondo caso non c'è compressione anamorfica, esattamente come per il Blu-ray Disc.
Già nel terzo caso la situazione è più complessa. La distanza di visione ottimale dipende da molti fattori, ad iniziare dall'acutezza visiva, dalle condizioni d'illuminamento, dal rapporto di contrasto dell'immagine e compagnia. In genere, più si sta vicini meglio è. diciamo che con un rapporto di visione pari a 1,5 volte la base si dovrebbe essere in "area" 3K (quindi circa 5 megapixel, pari a due volte e mezza l'alta definizione). Con un rapporto di visione 1:1 si dovrebbe essere abbastanza sicuri di poter apprezzare l'intera risoluzione 4K.
L'ultimo caso è ancora più complesso e vi rimando alle note tecniche che ho già pubblicato sulla famigerata recensione di Interstellar che trovate a questo indirizzo:
http://www.avmagazine.it/articoli/cinema/959/interstellar_9.html
Aggiungo che la maggior parte dei metri di negativo utilizzato non è certo il 50 ASA, bensì 250 e 500 ASA. Prendiamo la sensibilità intermedia e una delle migliori pellicole in commercio:
http://motion.kodak.com/KodakGCG/up.../Resources/VISION3_5207_7207_SS_lo-res_it.pdf
A pagina 2 del documento in lingua italiana, nel grafico centrale, c'è l'analisi della risoluzione e mi sembra evidente che non è possibile in nessun caso andare oltre gli 80 cicli per millimetro. Ebbene, visto che il negativo Super 35 (il più grande tra i formati 35mm) ha un'area utile di 24,89mm, viene da sé che la risoluzione massima sarà di 80 x 25 = 2.000 cicli complessivi, quindi 4.000 pixel.
Badate bene però perché questa è la risoluzione massima teorica. Se aggiungiamo lenti, diaframma e movimento di macchina, la risoluzione può soltanto scendere, anche fino a meno del full HD.
In ogni modo, come ho già detto, il vantaggio degli UHD-BD è anche per la risoluzione di crominanza, che vale quattro volte quella del Blu-ray. A patto di sapere cosa e dove guardare, anche in questo caso i vantaggi dovrebbero essere comunque visibili.
Emidio