Come qualcuno ha evidenziato, di Spielberg bisogna considerare varie fasi artistiche. Certo la sequenza Duel-Lo squalo-Incontri ravvicinati-E.T.-I predatori è semplicemente mostruosa, impossibile che con 5 film del genere non diventasse un regista da storia del cinema. Questi film, secondo la ricostruzione classica del suo iter professionale

, esplicitano il lato più fanciullesco del regista, essendo basati su questioni per volti versi primordiali ed emotive. La paura, il diverso, il brivido del volo, l'infanzia, il rapporto con l'altro, con l'alieno, con l'adulto. Rimasto definitivamente sulla Terra quando E.T. è decollato con la navicella, Elliot/Spielberg, ormai adulto, si è quindi cimentato con film più "impegnati" (ma su questa abituale distinzione io non sono del tutto d'accordo), fino a "Munich". Il più bello di questi film, ma sarò in minoranza, è imho "L'impero del sole", grande capolavoro sottostimato. Nel frattempo il nostro non ha disdegnato puntate nel fantastico con i sequel di Indy (magistrale il terzo episodio), alcuni film bellissimi e sottovautati ("Always", stupendo), giri al parco giochi (Jurassic Park), sequel vari, fino a quel capolavoro che pone la parola fine sul fantastico spielberghiano, il definitivo, struggente, bellissimo "A.I.". Ultimamente Steven sembra avere un po' perso l'ispirazione. L'ispirazione, non la mano, visto che la sua mano oscilla sempre fra l'eccellente e l'eccezionale. "Guerra dei mondi", per dire, è deboluccio ma la regia è fenomenale. E personalmente non disdegno nemmno alcuni suoi film "leggeri" (ma leggeri solo in apparenza) come "Prova a prendermi" e The terminal". Certo l'ultimo Indy è robetta evitabilissima, e il prossimo "Tin Tin" forse ci farà perdere definitivamente pure Spielberg (abbiamo già perso, per chi non se ne fosse accorto, Cameron e Zemeckis, tutti impazziti per il digitale, per il motion capture e per il 3D). Però io sono fiducioso, e attendo con ansia i suoi prossimi lavori (insieme a quelli di Cameron e Zemeckis

).
EDIT: torno IT rivolgendomi a Vigo e intanto complimentandomi con lui. In primo luogo egli è giovane, ed un giovane che è disposto a misurarsi con i classici merita rispetto. In secondo luogo, il suo approccio è corretto. Ogni film, fosse pure un capolavoro universalmente riconosciuto, deve superare il proprio vaglio personale. Sviluppare un proprio spirito critico è fondamentale, e in questo aiutano i commenti di chi Incontri lo ama, non limitandosi a dire "ti deve piacere per forza" ma evidenziando i meriti del film. Io mi limito a far notare a Vigo l'ampiezza narrativa di Incontri (quando le dimensioni e la durata di un film erano giustificate), l'uso magistrale e toccante della musica, l'effettistica (mirabolante ancora oggi) che crea la tensione, il mistero dell'alienità e il "non visto" non perché vi sia poca luce nelle scene ma perché ce n'è troppa, le evidenti implicazioni religiose, i magistrali tocchi di regia di Spielberg (Dreyfuss fermo nella macchina con le luci di qualcosa che gli arriva dietro, la prima volta pensiamo sia un ufo invece è una macchina. La seconda volta... una roba da storia del cinema!). Mi fermo qui. Ciao Vigo, e mi raccomando, non abbandonare i classici. Spingiti sempre più indietro nel tempo, ci sono autentici tesori che ti aspettano.