Scusate il ritardo, ma sono stato fuori casa tutto il we.
Purtroppo temo che le mie parole non potranno mai rendere abbastanza giustizia all'encomiabile arte di Mastro Bibo e alla superlativa prelibatezza sei suoi manicaretti :ave: : detto questo, partiamo dall'inizio.
Dopo aver assistito in religioso silenzio all'emozionante e suggestiva recita del menu per bocca del nostro prode, siamo stati subito invitati ad ingannare l'attesa con una deliziosa
fettunta, a base di pane buono come mai ne avevo mangiato prima, un
cru di olio Siciliano che pareva toscano (ma di quello bono bono) e sale (se non erro francese) ridotto in sottilissime scaglie che si scioglievano in bocca: per dirla con l'esimio Fabio Picchi,
"... e qui ci vole i' filoncino!".
Per accompagnare gli antipasti abbiamo optato per un onestissimo
Rosso di Montalcino dell'Az. Agr. Canalicchio di Sopra: un bel vinello da 14% che si è confermato ottimo nel rapporto qualità/prezzo e perfettamente adatto all'uopo.
La prima pietanza è stata il frutto di un incontrollabile raptus di gola, generosamente corroborato dalla commovente descrizione dell'oste:
trancio di baccalà alla piastra. L'inusitata collocazione si spiega con la struggente delicatezza del manufatto: appena appoggiato per una scottata veloce, presentato nel suo elegante nitore cinto di un semplice filo d'olio, il fu natante ci ha letteralmente stupito ed estasiato al contempo, confermando in pieno tutte le nostre bramose aspettative. :sbav:
Dopo di questi, è stata la volta delle
tartare battute al coltello: l'una di chianina, l'altra di scottona piemontese. Entrambe ottime e saporite, ma ancora una volta la vacca delle Langhe (già protagonista, sotto forma di succulenta fiorentina, della nostra precedente scorribanda forumiana) si è dimostrata superiore in virtù di un gusto più delicato e nel complesso più appagante al palato.
E siccome non ci pareva abbastanza, ci siamo pure scofanati una sana porzione di una fresca ed appetitosa
panzanella, tanto per non farsi mancare nulla. :nonio:
A questo punto, ormai abbandonati alla spirale di sapori che ci aveva avvolto, abbiamo affrontato senza alcuna esitazione i
tortelli: Stefano ha pensato bene di appestarci prendendoli al pecorino di fossa e vinsanto (anche se a me parevano più al puzzone di Moena, ma lascio al diretto interessato ogni ulteriore commento al riguardo), mentre io e Marco ci siamo tenuti più sul classico con un ragù bianco.
Chi mi conosce lo sa, il tortello di Bibo non è il mio preferito in assoluto, ma di qui a dire che non s'è goduto ce ne corre, e parecchio!
Ed eccoci dunque giunti al
clou della serata, a quella prelibatezza ormai diventata oggetto di culto e venerazione: la
coppa di maialino iberico alla griglia. E per accogliere degnamente la regina delle portate avevamo già provveduto ad ordinare una bottiglia di
Bolgheri Superiore "Le Difese" della Tenuta San Guido: un vino importante, complesso ed esaltante, degno accompagnamento di quell'autentica esplosione di emozioni che scaturisce dall'ispanico porco e per la quale ringraziamo IbBibo ogni mattina che scendiamo dal letto.
Patate arrosto accosto, tanto per gradire.
Scontato il finale:
caffé e grappino, per un totale complessivo di 150 €uri, IVA compresa; soldi spesi no bene, benissimo, e che rispenderei volentieri non
sol con quella compagnia picciola, ma attorno ad una bella tavolata di gente che ha voglia di gòdere e divertirsi.
Alla prossima