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B&W cinese!?!

Enzo,ma dietro il 686 che sta scritto?parlo del diffusore stesso,non l'imballo.grazie

PS:anche l'ampli che ho in firma viene assemblato in China,pero io ho smontato e dentro ho trovato tutto made in England(e forse anche giappone ma non mi ricordo)
Questo perché esistono case Europee che esportano l'intero prodotto,con tutte le parti progettate e costruite in casa, e le fanno SOLO assemblare oltre oceano(per ovvi motivi di costi di manodopera)
altre case,invece,esportano solo il progetto finito,chiedendo alle ditte (fabbriche nella maggior parte dei caso)
di assemblare il prodotto con le caratteristiche la componentistica e i valori che si trovano sul progetto,ma con i componenti del paese in questione Cina,Taywan,Corea che sia.
Rotel il primo caso
Cambridge il secondo
Tutto questo non va a discapito del prodotto finale...e cmq e ben accettato da molti(quasi tutti)se cosi non fosse,sui nostri porta elettroniche e nelle nostre sale ci sarebbero solo AudioAnalogue,Dired,Chario e IndianaLine.. Per citarne alcune!!!
 
Avevo scritto che, a quanto ne sapevo, gli altoparlanti montati sulla serie 6 sono realizzati in UK. Ho smontato la vaschetta della morsettiera di una delle 686 e, sul magnete del mid-woofer, è attaccata un'etichetta con scritto "made in China". Come al solito non ne sapevo abbastanza ma la fattura del componente, almeno ad occhio, pare che non abbia niente da invidiare ai componenti realizzati in UK. I componenti del semplice crossover sono degnissimi ed hanno evitato l'uso di condensatori elettrolitici (cosa non scontata soprattutto su diffusori molto economici come i 686).
Ciao, Enzo
 
nelle nostre sale ci sarebbero solo AudioAnalogue,Dired,Chario e IndianaLine..
Forse neanche quelle, non perchè questi prodotti non siano assemblati in Italia, ma perchè, molto probabilmente, i componenti che ci sono all'interno arrivano dall'Estremo Oriente (e non solo Giappone).

Magari mi sbaglierò, ma non mi sembra che in Italia ci siano ancora fabbriche di condensatori o di resistenze, e di componenti attivi, in particolaree integrati e transistors, c'è solo SGMicroelectroncs (ex SGS- Thomson), però raramente usati in questi prodotti.

Se il discorso della "schifezza made in China e dintorni" vale per il prodotto finito ritengo che dovrebbe valere anche per i singoli componenti, pertanto un amplificatore messo insieme in Italia, ma con componenti attivi costruiti in Malesia cosa sarebbe? Ottimo e da invidiare perchè realizzato a Tre Case sotto il Monte da sante mani nostrane o da non guardare neanche perchè tolte le fiancatine di legno pregiato e le cromature dentro vi sono banali componenti di origine orientale? Tra l'altro non mi risulta che le valvole siano realizzate a Murano da abili soffiatori di vetro.

Ciao
 
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Il problema vero imho non e' la qualita' circa il discorso cina si cina no.

Il problema e', e ognuno dovrebbe ficcarselo in testa, che quando compriamo qualcosa fatto al di la' delle nostre frontiere (specifico europee), esportiamo ricchezza (perche' paghiamo il prodotto) importando poverta' (perche' il valore aggiunto e' stato fatto altrove)
Ques..........[CUT]

Ciao a tutti, stavo leggendo questo 3d e mi trovo perfettamente daccordo con quanto affermato sopra.
 
Quanta fuffa e ignoranza tocca leggere qui sulla Cina & co.... Ma ci siete stati? Ce l'avete un'idea di che si parla? Operaio cinese delle campagne vs operaio italiano responsabile, capace e serio,(e sindacalizzato) ahahaah rido per non piangere... Ma siete mai stati a Shangai? Vi rendete conto che siamo un paese spocchioso e deindustrializzato? Sfrusciamo ormai inesorabilmente il capitale accumulato dalle generazioni precedenti, parliamo di diritti di cui non comprendiamo gli omologhi doveri, supponenza a non finire, e tra un paio di generazioni, le giovani italiane partiranno per l'Asia per andare a pulire il c**o ai vecchi ricchi asiatici... No, no qui c'è gente che non ce l'ha proprio un'idea di quello che c'è intorno e pensa che la Ferrari, il Parmigiano Reggiano e la moda italiana (sempre più kitsch) ci salveranno. Poveri noi...

Ormai mi preoccupo se leggo Made in Italy su un prodotto commerciale a buon prezzo, se invece è made in Thailand, come la mia nuova reflex, sto più tranquillo...

sarà che in questo periodo sono abbastanza negativo, (l'italia la vedo sempre "messa peggio") che mi fa quotare anche questo intervento:(
 
Caro anti ora ti invito a moderare termini come ignoranza et similia. Ció premesso il tuo mi sembra un paragone assurdo.... Vedere Shanghai per vedere tutta la Cina? È come dire che vista Firenze hai visto tutta l'Italia. Premesso anche questo mi permetto di osservare che il nostro non è un paese de industrializzato è soltanto un paese..... Democratico! Dove gli operai per legge non possono guadagnare 5 euro all'ora ed hanno diritto all'azsistenza medica gratuitamente. Inoltre hanno la libertà e scegliere quello che vogliono fare per sè e per i propri figli, nom c'è alcun soviet spremo che decide tu che lavoro dovrai fare e quanto guadagnerai. Ad ogni modo ti prego dimmi uno, ma almeno un prodotto cinese di qualità che sia minimamente paragonabile ai nostri omologhi prodotti. Almeno uno dai....
 
errr.... va che lui ha quotato male, nel senso che ha copiato e incollato qualche post delle pagine prima....

Cmq il prodotto ce l'ho, si chiama IPHONE, e pare che non si possa vivere senza :D
 
Apple produce di fatto TUTTO in Cina.... lo scrivono pure sulle scatole Made in China.
La produzione e' la'.... certo che se quel che ti importa e' dove sta seduto l'amministratore delegato.... questa e' un'altra storia

... e che mi dici di LENOVO ???
 
Si ma si dimentica che sugli smartphone, Iphone compreso, la tecnologia che permette di scrollare le pagine o ingrandirle con il tocco delle dita è tutta ed esclusivamente italiana. Per cui evitiamo di fare certi paragoni please che di eccellenze in Italia ce ne sono e anche un bel pò. :)
 
parlo per me..... possiedo le quad esl 2805 e sono assemblate e suonano alla grande..... credo che valghi + il progetto e la tecnologia utilizzata che la manodopera (cinese a basso costo)
 
Nel campo Hi-Fi o Video (non parlo di TV) non sono tantissimi i prodotti non made in China, ovvero "messi assieme" in Cina per i soliti motivi di cui si è parlato: là costa meno la manodopera, così come era un volta per il Giappone (e tutto era made in Japan), stesso motivo per cui si costruisce moltissimo in Thailandia, Malesia e dintorni, poi sarà la volta dell'India ed infine dell'Africa.

Mi sembra che il tanto osannato Oppo arrivi da quelle parti, anche NAD, i modelli di fascia bassa e non solo di molti grandi nomi pure.

Molti sono progetti realizzati direttamente dalle industrie cinesi ed acquistati chiavi in mano" e rimarchiati e poi venduti con nomi vari, a volte anche famosi.

Che poi il fatto che un operaio sia sottopagato, secondo i nostri standard, cosa vuol dire, che deve lavorare male? Lavora comunque al suo meglio perchè altrimenti si trova ad andare a mondare e trapiantare riso a mano da un momento all'altro.

Che poi la cosa sia eticamente giusta o meno è un altro discorso, ma non mi sembra che qui si stia facendo questo discorso, si parte invece solo dal presupposto che tutti i prodotti made in China siano quelli da 2 € in vendita nei loro mercatoni, quelli sono porcherie come lo sono gli analoghi prodotti made in Italy o altre parti del mondo venduti un po' più cari per via della manodopera nostrana.

Ciao

Ciao
 
Lenovo? Ma conosci chi è la Lenovo? Sai che si è semplicemente appropriata - acquistando per fortuna - la gloriosa IBM troppo presto dimenticata in questa epoca di iphonizzati? Siamo tutti iphonizzzati o ipnotizzati come dir sii voglia. Quello che io intendevo dire è ditemi si un prodotto, una tecnologia, un brevetto - escluso il comunismo - che non sia autenticamente cinese. Apple produce in Cina è vero! Ma dove nascono i progetti industriali, le idee, le innovazioni progettuali ? In Cina dove con tutti i soldi che hanno non sono ancora stati capaci di produrre in sommergibile nucleare degno di tale nome
 
Cosa c'entra la capacità di vincere il premio Nobel con la capacità e qualità produttiva?

Sono due cose totalmente diverse e, molto probabilmente, complementari, anche Leonardo era un genio, ma non aveva la tecnologia per realizzare quello che pensava.

Qui si stava discutendo sulla validità o meno del preconcetto che "costruito in Cina" voglia dire automaticamente "schifezza" mentre io ed altri sosteniamo che voglia solo dire costo inferiore di produzione, pertanto maggiormente concorrenziale.

Maggiormente concorrenziale vuol solo dire più conveniente per il produttore e non, automaticamente, minor costo per l'utente finale.

Altri invece sostengono che, poichè sono diffusissimi sulle bancarelle i prodotti da pochi Euro e di valore analogo, tutto quello che arriva da quel Paese sia di quel livello.

Quanto al fatto di non avere la tecnologia per realizzare in proprio un sottomarino nucleare probabilmente è vero, ma credo che a loro importi poco, se li possono comprare da chi li produce usndo i dollari che ricavano vendendoci tutto il resto.

Precisazione: il Comunismo, come sicuramente saprai, non è neanche quello di origine cinese, ma come per altre cose lo hanno importato, adottato e modificato, portandolo al top (dal loro punto di vista).

Ciao
 
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[CUT]Che poi il fatto che un operaio sia sottopagato, secondo i nostri standard, cosa vuol dire, che deve lavorare male? Lavora comunque al suo meglio perchè altrimenti si trova ad andare a mondare e trapiantare riso a mano da un momento all'altro.

Sono d'accordissimo con questa affermazione.
Certamente un operaio cinese potenzialmente ha le stesse capacità di un operaio occidentale, così come un ingegnere cinese ha potenzialmente le stesse capacità di un ingegnere occidentale. Se la B&W decide di spostare i propri centri di produzione dal Regno Unito alla Repubblica Popolare Cinese lo fa per risparmiare sulla manodopera. Questo punto credo sia chiaro a tutti. Un operaio nel Cambridgeshire lo si dovrà pagare 450 sterline la settimana, mentre un operaio della periferia di Shangai, perché no, ugualmente qualificato, chiederà la stessa cifra, ma lavorerà un mese anziché una settimana, perché il costo della vita lì è molto più basso (ancora per poco) rispetto al Regno Unito! A quel punto la scelta di una compagnia di spostare i propri centri di produzione e assemblaggio, laddove le leggi locali lo consentano, diventa facile. Però ho il sospetto che ultimamente la B&W e tante altre compagnie (nel campo dell'hi-fi, ma non solo) si stiano facendo prendere la mano dalla filosofia del risparmio. Guardando i vecchi prodotti B&W "Made in England" e guardando quelli recenti "Made in China" mi sono accorto ad esempio che i materiali di costruzione sono diversi. I materiali di costruzione appunto, non l'assemblaggio del prodotto. Questo chiaramente non è da imputare alla mancanza di capacità da parte di operai cinesi secondo me, ma ad una filosofia del risparmio (estremo) che le compagnie sposano, filosofia che ha come punto di partenza lo spostamento dei centri di produzione in Cina o comunque in paesi in cui la manodopera costi poco.
Quindi lo spostamento dei centri di produzione in oriente non è necessariamente sinonimo di povertà qualitativa, però è vero che le compagnie che compiono questo passo, oggi spesso (non sempre comunque) lo fanno in concomitanza di politiche di produzione votate al risparmio e ad una predilezione per la produzione di massa piuttosto che per una produzione di qualità.
Questa concomitanza genera secondo me l'equivoco.
 
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Oramai anche il prodotto più "MADE" in assoluto è capace che sì ritrova composto dall'80% di componentistica proveniente dalla Cina o dall'Oriente in genere, come può essere per un ampli Made in Europa ed ha....., connettori RCA, connettori di uscita,presa di alimentazione, telaio, potenziometri, la componentistica attiva, passiva, trasformatori o il rame che li compongono, i banchi di livellamento, etc...., tutto rigorosamente made in Cina o giù di lì....a suonare resta solo la bontà del circuito/progetto
 
a mio avviso tutto dipende dalla metodologia di controllo ed etica aziendale.
Un prodotto può essere realizzato sfruttando la manodopera di un posto X piuttosto che Y, il fatto che sia realizzato in un paese più o meno sviluppato non indica comunque il grado di competenza e attenzione dei lavoratori.
Tralasciando il discorso "made in" che al momento dice tutto come non dice niente.
 
antonio leone ha detto:
Oramai anche il prodotto più "MADE" in assoluto è capace che sì ritrova composto dall'80% di componentistica proveniente dalla Cina o dall'Oriente in genere, come può essere per un ampli Made in Europa ed ha....., connettori RCA, connettori di uscita,presa di alimentazione, telaio, potenziometri, la componentistica attiva, passiva, trasformatori o il rame che li compongono, i banchi di livellamento, etc...., tutto rigorosamente made in Cina o giù di lì....a suonare resta solo la bontà del circuito/progetto

Scusa Antonio, ma questa e' una "palla".

"Made in representations
- substantial transformation in the country represented; and
- 50 per cent or greater production costs incurred in the country represented"

Il made in indica "dove un prodotto riceve il valore aggiunto piu' consistente"

Quindi son tutte palle "l'han progettato qua"... oppure "essi ma i componenti", tutte scuse per non voler ammettere come stanno davvero le cose.
 
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