Senza peccare di megalomania, crediamo che più o meno siano le stesse sensazioni provate da chi ha visto, per la prima volta i cortometraggi dei fratelli Lumiere. Davanti a tutto questo il critico è costretto a fermarsi e a tributare l'onore delle armi, se dobbiamo cercare un precedente nel cinema moderno che per potenza visiva si avvicini ad Avatar forse possiamo pensare al primo Guerre Stellari, ma, anche qui, il paragone è impari. Lucas ha raffinato tecniche già esistenti, Cameron no, s'è spinto oltre, non s'è limitato a saltare l'asticella, ma l'ha alzata vertiginosamente.
Il film è allo stesso tempo un'immensa scommessa (vinta) e una pietra di paragone per il cinema di intrattenimento del futuro, giudicarlo con il metro che usiamo abitualmente per le pellicole "normali" non avrebbe senso, facendo un torto sia all'imponenza dell'opera di Cameron, sia al cinema passato, e l'aggettivo non è usato per nulla a caso.