Purtroppo gli "audiofili" sono una strana razza, sentono le differenze che ci sono tra un 1 m. di cavo di alimentazione ed un altro, o tra il diffusore messo su punte di un materiale piuttosto che un altro, ma non sentono minimamente i buchi od i picchi da 10-15 dB e più che sicuramente ci sono nella risposta in frequenza del loro ambiente (e di qualsiasi altro se non progettato e realizzato appositamente), non notano i battimenti e gli effetti di filtraggio a pettine che le riflessioni (inevitabili) del suono sulle pareti provocano in gamma media e alta a quanto stanno ascoltando, pontificheranno però per ore sugli supporti migliori per sostenere il cavo dei diffusori lontano dal pavimento, aiutati in tutto questo da furbi maghi del marketing.
La scomparsa dei controlli do tono ed ancor più (anatema al solo parlarne) del controllo del Loudness ne è un chiaro esempio.
Ad un certo punto, un bel po' di anni fa, tra mode ricorrenti periodicamente, qualche costruttore si trovò a corto di idee su cosa mettere nel catalogo della nuova stagione, la riesumazione delle valvole (morte e sepolte da anni, con buona pace di TUTTI gli "esperti" del settore, anche quelli che ora le lodano) era già avvenuta e qualcuno allora disse: "Siamo arrivati a riempire il pannello di interruttori e manopole, molte per funzioni che nessuno ha mai adoperato o assolutamente inutili, proviamo a togliere tutto e lasciamo solo il controllo di volume e l'interruttore di accensione, passate la cosa anche al marketing che inventino la motivazione", così noi risparmiamo in materiale e possiamo vendere maggior prezzo l'amplificatore "finale e top dei top".
Detto fatto.
Ovviamente il fatto che si sia dimostrato da diversi decenni che la sensibilità dell'orecchio alle varie frequenze varia al variare dell'intensità del suono percepito non li ha minimamente sfiorati, basta scrivere "eliminati i nefasti circuiti che sporcano il suono" ed il gioco è fatto, la vendita è assicurata, chi vorrebbe mai un ampli che sporca il suono?
Meglio ascoltare un ampli che per quanto lineare possa essere ci farà ascoltare un suono che, per le deficienze innate del nostro sistema auditivo, sarà totalmente sbilanciato in gamma bassa ed alta.
Tanto magari molti ascolteranno con qui micro diffusori che per un po' di anni l'hanno fatta da padrone, con "woofer" da 10 cm. ed in cui la gamma bassa era un puro ricordo, ma venerati ed ascoltati in religioso silenzio dai veri appassionati, perchè quella era l'hi-fi, così aveva sentenziato il guru di turno.
I controlli di tono, altro anatema, perchè inserirli, perchè correggere un pochino una registrazione magari carente o non proprio perfetta? Togliamoli e teniamoci le eventuali imperfezioni, mica si sentono quelle, passiamo intere giornate a confrontare il tal cavo di segnale con il tal altro, per trovare quello che si sposa al meglio con il nostro impianto: se è freddo ci vorrà un cavo che scaldi o viceversa, tutte cose che saltano subito all'orecchio allenato del superaudiofilo, mica il totale sbilanciamento della risposta causato dall'Effetto Fletcher-Munson (questo però non è poetico, ci sono persino, orrore, dei grafici per dimostrarlo, sono cose scientifiche, mica interessano).
Allora ecco la risposta definitiva: Sua Maestà il "pre passivo", il componente ideale che non altera il suono; come avviene questo miracolo dell'elettronica? Semplice, eliminando l'elettronica, ovvero realizzando una scatola completamente vuota, con solo un controllo di volume, magari, nelle realizzazioni più audaci, un deviatore per passare da un ingresso ad un altro, ovviamente tale capolavoro di ingegneria dovrà avere un prezzo adatto al suo rango, qualche migliaio di Euro.
Ci sono poi alcuni produttori, per lo più tra i più vecchi e blasonati che, invece continuano ad inserire simili sciocchezze quali i controlli di tono ed il Loudness nei propri ampli, fregandosene altamente delle varie mode.
Personalmente, con ambiente abbastanza corretto acusticamente e con correzione attiva dell'acustica, tengo i controlli di tono praticamente lineari, solo una leggera enfasi in basso ed in alto, in multicanale, per lo stereo se ascolto a livelli non elevati, ma piacevoli, uso un tocco di Loudness, se la registrazione lo richiede magari una spruzzata di toni, ma non per avere un suono che mi piace, ma per riportare il suono che ascolto a quello che ritengo sia quello corretto (parlo di strumenti non amplificati), se poi ascolto in cuffia (ne ho di due tipologie: elettrostatica e dinamica") ritocco i controlli secondo eventuale necessità, per lo più però mi mantengo lineare.