7 giorni in Israele… natura, storia, misticismo, conflitti irrisolti e molto più…

Io sono sempre qui a leggere il tuo interessante reportage.
Le foto, poi, sono, come al solito, molto belle.
Continua ... e grazie!

Saluti,
Barbamath.
 
Se insistete proseguo!:D
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E’ il 5 gennaio e, come si può notare dagli ornamenti, tra due giorni è Natale!
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Ovviamente sto parlando del Natale ortodosso… che cade il 7 di gennaio. La proprietà esclusiva di quasi tutta la basilica è infatti della Chiesa greco-ortodossa.

Se vi interessa una sistemazione per la notte da queste parti…
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Aspettiamo il nostro “autista”
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Nell’attesa provo a far “sbottonare” il pacifico e pacato Giuseppe, che fino ad ora non si è lasciato molto andare con le opinioni personali. Scrutando l’orizzonte e dopo aver vissuto una giornata dai forti contrasti, gli chiedo se si dichiara ottimista o pessimista riguardo alla situazione di queste zone. Lui ci pensa un attimo e, scuotendo la testa, mi dice secco: “non ci sarà mai vera pace qui”. Prosegue poi con una opinione dal suo punto di vista: “gli israeliani sono troppo duri… gli dai un dito e si prendono il braccio…”. Chiaro è che se avessi fatto la stessa domanda ad un israeliano mi avrebbe detto che i palestinesi sono troppo…
In ogni caso le sue parole confermano il mio pensiero, anche se il suo evidente pessimismo mi dà da pensare.
 
Torniamo a nord verso Gerusalemme…

Usciamo dai territori…
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… poi via verso la “frontiera”…
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… passata senza controlli…

La giornata è proprio finita, una giornata intensa alla fine della quale Giovanni ci saluta e ci abbraccia (ci mancherebbe… con tutti i soldi che gli abbiamo dato!:D Naturalmente è solo una battuta…:) E’ stata un’ottima guida, se non fosse che abbiamo dovuto “subire” le solite soste obbligate da questo o da quel negoziante… la scena è sempre la stessa… “casualmente” si passa davanti ad un negozio, da dove esce il proprietario che “casualmente” saluta la guida, che “casualmente” ti consiglia di andare a dare un’occhiata… e tu ti senti quasi obbligato a comprare qualcosa… Nonostante questo ci siamo trovati proprio bene, facendo tutto o quasi quello che era giusto fare. Ci ha dato pure la dritta giusta per visitare il Santo Sepolcro il mattino dopo, ma sarebbe stato necessario alzarci alle 5 e non ce la siamo sentita.
 
Ultima modifica:
Ultimo giorno di vacanza, “purtroppo” con un bel sole. A parte per il cibo sempre uguale ci dispiace proprio andare via. Non torneremo presto in Israele, forse mai (il Mondo è così grande e le occasioni per una vacanza così poche…). Giriamo liberamente intorno alla città vecchia.

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Dopo 7 giorni di scrupolosa osservanza del codice della strada israeliano (più o meno…), sbagliamo strada e, per tornare indietro, facciamo una svolta vietata su linea continua… Mi dico: ci sarà tanta polizia ma non è che mi beccheranno subito… E invece, ovviamente, una jeep della polizia arriva in tempo zero! Che sfig@! Si avvicina un tizio con faccia truce… e io già mi vedo rinchiuso nelle prigioni israeliane… Non so se comportarmi all’americana (fermo immobile con le mani sul volante in attesa di istruzioni…) o all’italiana (scendi e discuti con l’autorità…). Scelgo la prima soluzione… e sbaglio! Il tizio si incavola pure perché non sono sceso al volo… Riprendo il controllo delle mie azioni e, dopo aver subito un breve ma intenso cazziatone, utilizzo la tattica che in Italia funziona sempre. Metti da parte l’orgoglio per una trentina di secondi e…: “è proprio come dice lei, che scemo sono stato, mi sono distratto, è stato un errore imperdonabile che non si ripeterà, lei ha ragione, lei ha proprio ragione, lei ha davvero tanto ragione!”. Di regola in questi casi l’interlocutore gonfia il petto, si sente superiore a te ed è convinto di averti “sconfitto”. Alla fine di questa scenetta scopro che… funziona pure qui!!! Niente multa, niente cella stretta stretta in coabitazione con presunti o reali terroristi! Ma un semplice rimbrotto! Il tizio mi punta il dito contro, mi dice “non farlo più!” e se ne va con la sua faccia costantemente incazzata…:D
 
Via verso il traffico congestionato di Tel Aviv per ultimo aperitivo sotto il sole di Jaffa. Tocca proprio andare; l’aeroporto ci aspetta… Ci diciamo: se i controlli per noi sono stati scarsi in ingresso, figuriamoci come lo saranno in uscita… Di regola con chi “si leva di mezzo” sono meno severi. Questo è almeno quello che ipotizziamo, ma come al solito ci sbagliamo…

Arriviamo al controllo bagagli e sono al 90% donne con la faccia rassicurante (ma sotto sotto si vede che sono tutte cattivissime…:D). Ritorna l’impressione di controlli fatti con la massima accuratezza ma effettuati da persone che hanno l’obbligo di mostrarsi rassicuranti, per non spaventare il turista. Così si spiegherebbe il largo impiego di donne (alcune pure carine…:oink:).

Ma donne o uomini che siano le domande sono sempre e comunque abbondantissime. Ci spiazzano non poco quando, dopo le domande “classiche” (avete lasciato il bagaglio incustodito, ecc.), ci chiedono che relazione c’è tra di noi… cominciamo ad andare in stress… e non diamo l’unica risposta corretta e possibile (“viviamo insieme…”). Bofonchiamo qualche risposta insensata e già ci guardano un po’ male…:(
Passaggio del bagaglio ai raggi e sembra finita… invece comincia il “brutto”. Fidanzata e suo bagaglio passano… io e il mio no! Mi piazzano in coda e aspetto una quindicina di minuti… è ora di pranzo e abbiamo pure fame! In più ho il timore che mi possano contestare la mancata dichiarazione dei tappeti (che sono in valigia).
Arriva il mio turno e la solita graziosa e sorridente addetta mi guarda e scruta il contenuto del bagaglio su un monitor… mentre io attendo le sue domande… mi fa accomodare in cabina e mi fa mettere le cuffie… La domanda è una sola ed è la seguente: “mi dica sig. fedetad… cosa ha messo nello scomparto centrale della sua valigia, in cima a tutto quanto?? Cosa trovo per prima cosa se apro qui?”… EH???:what: La tentazione è quella di rispondere come segue… “ma brutta stordita, è una settimana che viaggio e avrò fatto e disfatto valigie più o meno una quindicina di volte… sono stanco e affamato… come cavolo vuoi che mi possa ricordare con precisione cosa ho messo esattamente in ogni singolo pertugio della mia ormai fetida valigia??!!??”. Ma siccome ho studiato ad Oxford evito risposte avventate… Chiedo insieme l’aiuto del pubblico, il 50 e 50, lo switch, la telefonata a casa, il primo, il secondo e il terzo jolly, la domanda a piacere… ma ovviamente sono irremovibili e nulla mi viene concesso… Allora provo a concentrarmi, ma niente… proprio non mi ricordo… comincio a sudare e sparo a casaccio una risposta senza convinzione… Camicie?? Sbagliato… Pantaloni? Sbagliato! La cugina israeliana di Jerry Scotti mi dà finalmente una mano! “Non è che hai dei libri?” Ma, penso, il mio libro è nello scomparto laterale… numble numble… ho capito!:doh: Sono delle guide turistiche! “Bravo! In che lingua sono scritte?”… “In italiano!”. “Ottimo, buon viaggio…”. Finisce così? Ora che stavo cominciando a divertirmi…

Il viaggio di ritorno è molto peggio di quello dell’andata. Di passaggio a Zurigo i doganieri e “controllori di bagagli” sembrano, in confronto a quelli israeliani, dei cabarettisti…:D

Il rientro è “tragico”, visto che passiamo dai 18 gradi di Tel Aviv ai -2 di Malpensa, dove ci aspetta anche un “bel” nebbione… Si ritorna alla triste realtà, con il ricordo di un viaggio molto bello… Ora tocca solo aspettare
8 mesi :cry: quando, se tutto andrà bene, ce ne andremo nelle terre care a cobracalde… ovviamente non prima di aver messo a segno un paio di rapine in banca… :D
 
Tutto molto bello. Complimenti, gran bel viaggio!

Che peccato non aver visitato il Santo Sepolcro, tenuto conto che difficilmente si ritorna per la seconda volta nello stesso posto, forse ne valeva la pena !

Ma la guida ... si chiamava Giuseppe o Giovanni ??? :)

Saluti,
Barbamath.
 
Barbamath ha detto:
Tutto molto bello. Complimenti, gran bel viaggio!
Grazie:)

Barbamath ha detto:
Ma la guida ... si chiamava Giuseppe o Giovanni ??? :)
Ripensandoci... si chiamava Antonio... :stordita:...
Sono proprio rimbambito... non so perchè mi siano venuti in mente tutti i nomi del mondo tranne quello giusto...:D. Ho controllato e si chiamava proprio Antonio!

Ciao:)
 
Ultima modifica:
fedetad ha detto:
Inutile dire che pure qui hai l’impressione di non avere mai (ovunque tu vada) nulla da temere. All’ingresso dei piccoli centri commerciali ti controllano, ma non sembrano molto convinti. Per il resto in Israele la microcriminalità se c’è non si vede per niente!
Sembra proprio che facciano bene a non abbassare mai la guardia, vista la brutta novità di questa mattina...:mad:
 
Mi mancava di "chiudere il cerchio"; lo faccio oggi a 50 giorni dal rientro in Italia.
E' stato un viaggio che per il 95% degli aspetti consiglio caldamente. Assolutamente ideale per il periodo a cavallo di capodanno, visto che i prezzi sono comunque quelli standard (tranne per i voli), il clima è comunque ottimo e l'affollamento scarso se paragonato ad altre mete in questo periodo.
Chi vuole farsi una settimana o più di vacanza nel periodo invernale troverà di tutto e di più: mare, montagne, laghi... città d'arte o moderne, ricchissime di storia e di cultura... significati religiosi per chi crede... prezzi accettabili e ottima organizzazione.

Consiglio vivamente un viaggio in libertà (poi nei luoghi di maggiore interesse ci si trova una guida locale); una volta che si è entrati in Israele si gira da soli senza il minimo problema. Si noleggia un'auto e si può andare quasi ovunque.

Sulla sicurezza: mi sono sentito molto ma molto più insicuro nelle città brasiliane o statunitensi. Il mio amico che gestisce una agenzia di viaggio non ha voluto organizzarmi questo viaggio in Israele perchè non si sentiva tranquillo a mandarmi lì. Non sa che se manda qualcuno in Brasile, negli USA, in Venezuela o anche solo in Egitto lo espone (IMNSHO) a rischi molto ma molto maggiori...

Si devono solo osservare alcune cautele:
- arrivare con un itinerario già prefissato e dimostrabile (per evitare lungaggini e sospetti in ingresso)
- avere in mano una mappa ed evitare i territori a rischio (che comunque sono pochi rispetto al resto e sono soprattutto facilmente evitabili... della serie non è che ti ci ritrovi dentro senza accorgertene...)
- se proprio volete essere tranquilli al 100%: evitate autobus pubblici e i locali affollati che non prevedono controlli e metal-detector all'ingresso
Ma per il resto io mi sono sentito tranquillo come se stessi girando in Germania o in Svizzera.

Gli aspetti negativi? Sostanzialmente uno, anche se non di poco conto: la gente è disponibile a ti aiuta se ne hai bisogno. Ma non chiedete loro di essere simpatici ed espansivi fin dal primo minuto. Non è proprio nel loro dna... deve essere un retaggio del loro passato quello di essere diffidenti con tutti... e così risultano freddi e distaccati, facendoti sentire per nulla coccolato. Poi magari a conoscerli si entra in sintonia e cambia tutto... chissà!:boh:
Di fatto non scherzavo quando dicevo che i doganieri dell'aeroporto di Zurigo in confronto a quelli di Tel Aviv parevano dei cabarettisti...:D

Ora non resta che aspettare 5 mesi...:cry: .... ad agosto mi giocherò le mie ultime... riserve auree... in Namibia e Sud Africa... Per agosto 2009 porto tutta la famiglia all'Idroscalo!:p

Se ci sarà un reportage africano prometto di far parlare esclusivamente le foto così non vi annoiate!

Ciao
 
Ma che noia... ho letto con molto interesse il tuo racconto! ;)

E avendo visto in anteprima il programma del tuo prossimo viaggio.. devo dire che ti aspettano grandi cose! sono sicuro che sarà un'esperienza fantastica! :)
 
FuoriTempo, il tuo messaggio è assolutamente OT.
Ti inserisci in una discussione che parla di un viaggio con argomenti "politici", facendo sarcasmo ed inoltre, presentando una sola faccia di un problema che affligge da decenni il Medio Oriente.

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