Via verso il traffico congestionato di Tel Aviv per ultimo aperitivo sotto il sole di Jaffa. Tocca proprio andare; l’aeroporto ci aspetta… Ci diciamo: se i controlli per noi sono stati scarsi in ingresso, figuriamoci come lo saranno in uscita… Di regola con chi “si leva di mezzo” sono meno severi. Questo è almeno quello che ipotizziamo, ma come al solito ci sbagliamo…
Arriviamo al controllo bagagli e sono al 90% donne con la faccia rassicurante (ma sotto sotto si vede che sono tutte cattivissime…

). Ritorna l’impressione di controlli fatti con la massima accuratezza ma effettuati da persone che hanno l’obbligo di mostrarsi rassicuranti, per non spaventare il turista. Così si spiegherebbe il largo impiego di donne (alcune pure carine…

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Ma donne o uomini che siano le domande sono sempre e comunque abbondantissime. Ci spiazzano non poco quando, dopo le domande “classiche” (avete lasciato il bagaglio incustodito, ecc.), ci chiedono che relazione c’è tra di noi… cominciamo ad andare in stress… e non diamo l’unica risposta corretta e possibile (“viviamo insieme…”). Bofonchiamo qualche risposta insensata e già ci guardano un po’ male…
Passaggio del bagaglio ai raggi e sembra finita… invece comincia il “brutto”. Fidanzata e suo bagaglio passano… io e il mio no! Mi piazzano in coda e aspetto una quindicina di minuti… è ora di pranzo e abbiamo pure fame! In più ho il timore che mi possano contestare la mancata dichiarazione dei tappeti (che sono in valigia).
Arriva il mio turno e la solita graziosa e sorridente addetta mi guarda e scruta il contenuto del bagaglio su un monitor… mentre io attendo le sue domande… mi fa accomodare in cabina e mi fa mettere le cuffie… La domanda è una sola ed è la seguente: “mi dica sig. fedetad… cosa ha messo nello scomparto centrale della sua valigia, in cima a tutto quanto?? Cosa trovo per prima cosa se apro qui?”… EH???:what: La tentazione è quella di rispondere come segue… “ma brutta stordita, è una settimana che viaggio e avrò fatto e disfatto valigie più o meno una quindicina di volte… sono stanco e affamato… come cavolo vuoi che mi possa ricordare con precisione cosa ho messo esattamente in ogni singolo pertugio della mia ormai fetida valigia??!!??”. Ma siccome ho studiato ad Oxford evito risposte avventate… Chiedo insieme l’aiuto del pubblico, il 50 e 50, lo switch, la telefonata a casa, il primo, il secondo e il terzo jolly, la domanda a piacere… ma ovviamente sono irremovibili e nulla mi viene concesso… Allora provo a concentrarmi, ma niente… proprio non mi ricordo… comincio a sudare e sparo a casaccio una risposta senza convinzione… Camicie?? Sbagliato… Pantaloni? Sbagliato! La cugina israeliana di Jerry Scotti mi dà finalmente una mano! “Non è che hai dei libri?” Ma, penso, il mio libro è nello scomparto laterale… numble numble… ho capito!:doh: Sono delle guide turistiche! “Bravo! In che lingua sono scritte?”… “In italiano!”. “Ottimo, buon viaggio…”. Finisce così? Ora che stavo cominciando a divertirmi…
Il viaggio di ritorno è molto peggio di quello dell’andata. Di passaggio a Zurigo i doganieri e “controllori di bagagli” sembrano, in confronto a quelli israeliani, dei cabarettisti…
Il rientro è “tragico”, visto che passiamo dai 18 gradi di Tel Aviv ai -2 di Malpensa, dove ci aspetta anche un “bel” nebbione… Si ritorna alla triste realtà, con il ricordo di un viaggio molto bello… Ora tocca solo aspettare
8 mesi

quando, se tutto andrà bene, ce ne andremo nelle terre care a cobracalde… ovviamente non prima di aver messo a segno un paio di rapine in banca…
