7 giorni in Israele… natura, storia, misticismo, conflitti irrisolti e molto più…

fedetad

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Eccomi di nuovo a raccontare di una mia vacanza… a molti la cosa non interesserà, ma ci sono anche degli aficionados! :D
Spero di non esagerare con questi miei resoconti… nel caso passerà qualche moderatore a tirarmi le orecchie… non certo il Cobra, noto viaggiatore! :)

Per chi ricorda il thread sul mio viaggio in Brasile della scorsa estate, sappia che in questo caso ci sarà più spazio per le parole e meno per le foto (che pure non mancheranno), dato che Israele non offre tutti gli spettacoli naturali che propone l’immenso Brasile (soprattutto sotto certi punti di vista! :sbav:).
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L’idea è nata soprattutto dalla mia fidanzata, che da anni mi diceva di questa sua grande curiosità per Israele e per la gente che ci abita. Ho sempre scartato l’ipotesi di un viaggio ad agosto in queste zone, un po’ per la temperatura torrida, un po’ (soprattutto) perché ho da giocarmi una vacanza all’anno (lunga, sempre ad agosto) e una ventina di giorni solo in Israele mi sembravano esagerati (non mi sbagliavo). Quest’anno per la prima volta in vita mia avevo sia il tempo che le disponibilità economiche per affrontare un breve viaggio intercontinentale durante le vacanze di capodanno. Ne abbiamo approfittato al volo e Israele è stata davvero una ottima soluzione.

Quando ho cominciato a dire in giro che saremmo andati una settimana da quelle parti, sono partite le domande “stupide” o “strane”: tutte cominciavano con… “ma perché cavolo vai a fare in Israele”? e proseguivano con… “hai parenti lì?”; “vai in pellegrinaggio?”; “ci tieni a farti saltare in aria?”; “stai scherzando, vero?”; “ma che c’è da vedere?”; “ma perché non vai in Egitto come tutti?”; ecc. ecc… La mia risposta a tutte queste domande è sempre stata “NO”! Molto semplicemente avevamo l’opportunità di una vacanza e Israele pareva avere un sacco di caratteristiche positive: clima piacevole, un sacco di cose da vedere sia dal punto di vista storico che religioso (interessanti anche per due “ateacci” come noi!:D), spettacoli naturali notevoli, facilità di organizzarsi il viaggio da soli. C’erano anche un po’ di punti interrogativi, ma chi ci è andato ci ha rassicurato… e poi non è che si può programmare tutto! Che noia!:D
 
Tutto o quasi prenotato via internet dall’Italia (voli, auto e alberghi) e ben prima dell’alba del 30 dicembre si parte! Si vola Swiss via Zurigo e i controlli in Europa sono più che accettabili (i soliti, a dire il vero). Sul volo per Tel Aviv ci sono un paio di tizi che camminano con faccia bonaria su e giù per l’aereo per tutte le 4 ore del volo… hanno la faccia da padri di famiglia, ma mi sa che …
Una volta sbarcati a Tel Aviv ci attendevamo di entrare in una zona militarizzata. Ci avevano detto che avremmo trovato una situazione “spaventosa” in arrivo all’aeroporto, con militari e armi spianate ovunque, controlli al limite del sopportabile, veri e propri interrogatori al controllo passaporti. Ci dicevano che avremmo dovuto perdere un’ora o due per uscire dall’aeroporto (peraltro molto bello). E invece… Tutto Falso!! Si va al controllo passaporti e siamo i terzi nella nostra fila. Una tizia (anche piuttosto carina) ci fa la faccia da cattiva e da antipatica (peraltro su questo ci riesce benissimo..) e ci fa due o tre domande facili facili, del tipo: motivo del viaggio, dove andate, quanti giorni state. In tre minuti si esauriscono i controlli; recuperiamo i bagagli e ce ne usciamo senza che nessuno ci dia retta. A quindici minuti dall’atterraggio siamo fuori. Non abbiamo nemmeno visto un militare o una divisa… anche se probabilmente ce ne erano a decine in borghese… Israele sta facendo uno sforzo per diventare appetibile per i turisti e probabilmente stanno facendo uno sforzo per non spaventare gli stranieri in arrivo… se no che vacanza è??

Ritiriamo la nostra Honda Civic ibrida e partiamo, direzione Tel Aviv.
 
Da questi primi chilometri non si capisce ben se siamo in medio oriente o in un’altra parte del mondo. Quando arriviamo nel centro della città sembra proprio di essere a Milano… nel senso che in certe zone il traffico è caotico a quasi tutte le ore. Ci mettiamo pazientemente in coda (ci siamo abituati…).
Qui sembrano tutti molto rilassati e tranquilli, ma in macchina si trasformano. Suonano il clacson tutte le volte che possono. Mi ricordo una volta tanti anni fa, incontrammo un barbone piuttosto alticcio che fermò me e i miei amici e ci chiese: “ragazzi, sapete cos’è un attimo?? Un attimo è il tempo che passa da quando scatta il verde a quando l’imbecille che c’è dietro di te suona il clacson!”. Qui in Israele (città, mare, paesino, campagna o altro poco importa) quell’attimo dura 1,37 nanosecondi. A volte (io sempre) perdi proprio la pazienza; tu ci stai attento e un microsecondo dopo che è scattato il verde parti come una molla… niente da fare…il tizio che c’è dietro di te ha già suonato… così… tanto per… che fastidio!!!:grrr:

Dopo esserci sistemati apprezziamo questa città; sembra incredibile, ma qui regna un senso di grande pace. Tutti molto tranquilli e sereni, nessuno che urla o che perde la calma. Si cammina (come piace a noi) dovunque ti pare, senza mai provare il minimo senso di paura e di insicurezza. I pericoli sembrano inesistenti e anche se ti trovi di notte in zone buie e isolate non hai mai la sensazione che ti possa accadere qualcosa.

Fa abbastanza specie pensare che qui 100/120 anni fa non c’era assolutamente nulla
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Abbondano i palazzi “strani”
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Le spiagge sono ampie e pulitissime
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A volte ricorda un po’ Rio… fino a quando non cerchi ragazze in tanga e proprio non le trovi…:D

Alla sera apprezziamo anche altri aspetti di Tel Aviv, oltre ovviamente ai suoi difetti. Non siamo proprio abituati ad essere ispezionati all’ingresso di locali, grandi negozi o mall! All’ingresso c’è sempre un tizio “armato” di metal detector che ti ispeziona la borsa e lo zaino. Per noi i controlli sono piuttosto blandi (non abbiamo esattamente la faccia da possibili kamikaze…:D) ma ti mettono comunque in una certa agitazione. Poi però pensi che lo fanno per la sicurezza (anche tua) e la prendi in un altro modo… non sono pochi quelli pronti a “gesti inconsulti” da queste parti…
Anzi, suggeriscono (pure io) di privilegiare i locali con controlli all’ingresso, così non temi che il tizio grassoccio che balla di fianco a te sia in realtà un magrolino che ha qualche chilo di non so quale sostanza sotto la camicia... almeno ti godi la serata come si deve! E da queste parti le serate sembrano parecchio goduriose; c’è la zona del porto turistico che è piena di locali di ogni tipo. Sembrano tutti molto belli e da provare, ma siamo cotti e… non abbiamo più l’età per queste cose! :cry:
 
Alla sera apprezziamo anche altri aspetti di Tel Aviv, oltre ovviamente ai suoi difetti. Non siamo proprio abituati ad essere ispezionati all’ingresso di locali, grandi negozi o ristoranti! All’ingresso c’è sempre un tizio “armato” di metal detector che ti ispeziona la borsa e lo zaino. Per noi i controlli sono piuttosto blandi (non abbiamo esattamente la faccia da possibili kamikaze…:D) ma ti mettono comunque in una certa agitazione. Poi però pensi che lo fanno per la sicurezza (anche tua) e la prendi in un altro modo… non sono pochi quelli pronti a “gesti inconsulti” da queste parti…
Anzi, suggeriscono (pure io) di privilegiare i locali con controlli all’ingresso, così non temi che il tizio grassoccio che balla di fianco a te sia in realtà un magrolino che ha qualche chilo di non so quale sostanza sotto la camicia... almeno ti godi la serata come si deve! E da queste parti le serate sembrano parecchio goduriose; c’è la zona del porto turistico che è piena di locali di ogni tipo. Sembrano tutti molto belli e da provare, ma siamo cotti e… non abbiamo più l’età per queste cose! :cry:

Il giorno successivo giriamo dappertutto. Qui non ci sono troppe cose storiche da vedere (a dire il vero ce ne è praticamente solo una, l’antichissima Jaffa), per cui si va molto di shopping, anche se mancano i centri commerciali (probabilmente proprio per motivi di sicurezza… sarebbero obiettivi troppo “facili”). Ci godiamo i 20 gradi e le nostre “pause caffè” sotto il sole in maniche corte… al pensiero che a Milano ci sono zero gradi già è valsa la pena venire qui!

Se a nord Tel Aviv ha solo un secolo di vita a sud c’è Jaffa, che “sta lì” sul mare da 3800 anni.
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Mi sa che l’hanno “ristrutturata” troppo!
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Bella ma anche piuttosto “finta”.

Alla sera rinfresca ma si sta bene. Lungomare a mille e ricerca di un ristorante carino per la sera. Non tanto perché è l’ultimo dell’anno, dato che qui il calendario è diverso dal nostro, per loro è una serata come le altre e non festeggiano per nulla (c’è solo qualche locale che si adegua per i turisti ma non è la stessa cosa). Buona per la mia sfitinzia (:D) che finalmente, dopo XX anni, può finalmente festeggiare SOLO il suo compleanno, che invece tutte le volte precedenti veniva “sacrificato” in onore dei più importanti (per gli altri) festeggiamenti per l’inizio dell’anno nuovo. Ci concediamo una cenetta sulla spiaggia con champagne e pesce squisito. Dopo un ampio giro digestivo la serata si chiude nel migliore dei modi, ma sull’argomento preferisco non postare foto (:D), né un filmato, visto che peraltro questo durerebbe solo una ventina di secondi… :stordita: … :cry:
 
complementi per il viaggio e per la scelta coraggiosa...
se sei curioso e vuoi leggere qualcosa in più sulla storia, la cultura, la tradizione, le religione e la vita in israele ti consiglio di sfogliare questo sito che troverai sicuramente interessante e con piacevoli spunti di riflessione:
www.effedieffe.com
 
:)

Il nostro 2008 comincia lasciando Tel Aviv (che ci è piaciuta davvero tantissimo); ci trasferiamo a nord-est verso Tiberiade, Mare di Galilea. Strade deserte e guida facile facile… fin troppo visto che il limite massimo qui è 100, anche in autostrada! Sfioriamo Nazareth e arriviamo a destinazione, a 250 metri SOTTO il livello del mare. Una buona dose di foschia rende il paesaggio poco interessante, quando invece potrebbe essere notevole. Considerando anche che Tiberiade in sé è un posto triste (oppure noi non siamo in grado di apprezzarlo…:boh:), che io ho una sinusite pesantissima che mi causa un male continuo e quasi insopportabile ad un orecchio, che con il posto non è stato certo amore a prima vista… la si può ben chiamare una giornata sprecata. Ce ne stavamo un giorno in più da qualche altra parte ed era meglio… mah… non capisco… eppure tutti i tour organizzati passano da qui.
In più all’arrivo viviamo una situazione paradossale. Avevamo appena finito di dire che è proprio facile girare per fatti tuoi per Israele, quando ci siamo messi a cercare l’albergo da noi prenotato (Mercure). Dopo quasi un’ora in giro (il posto è piuttosto piccolo) non troviamo nulla! Chiediamo e ci dicono che il Mercure è “quello”… ma il nome è completamente diverso! Andiamo comunque alla reception e la receptionist non sa se quello è o meno il Mercure! Ma che è? Candid Camera??? Dopo un consulto con il fattorino la receptionist “decide” che il nostro albergo non è quello… ma ci dice che se usciamo lo troviamo lì dietro sulla destra… la stessa cosa ce la dicono in due o tre, ma lì dietro sulla destra non c’è nulla! Finalmente troviamo un villico con tutti i neuroni al posto giusto che ci dà precise indicazioni. Troviamo l’hotel che dovrebbe essere il nostro, ma si chiama MORIAH! Risolto il mistero… ha cambiato nome dal 1° gennaio 2008! Che sfig@! La camera peraltro è triste quanto tutto il resto.
Il mattino dopo il cielo è grigio. La vacanza prende una brutta piega…:mad:
 
Puntiamo verso sud. E cambia il paesaggio
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E pure il nostro umore! :D

La nostra Civic si prende una pausa…
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anche se qui le distanze sono davvero minime…

Costeggiando la Giordania arriviamo sul Mar Morto! Paesaggi insoliti
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Con il bel tempo ritroviamo il sorriso. Non si può prescindere dal visitare il sito archeologico di Masada; è una fortezza israeliana situata su un altopiano, ai tempi praticamente inespugnabile. Fu creata da Erode utilizzando espedienti architettonici innovativi, soprattutto a livello di raccolta di acqua “potabile” (40.000 metri cubi in svariate cisterne). Dopo essere “passata di mano” più volte nel corso dei decenni, subì l’ultimo assalto dell’esercito romano nell’anno 74 d.c.. La locale comunità ebraica resistette per lungo tempo, fino a quando non fu prossima alla sconfitta. Gli abitanti di Masada preferirono suicidarsi in massa piuttosto che vedere i soldati romani conquistarla. Da quell’episodio Masada divenne uno dei simboli della resistenza e dell’orgoglio del popolo ebraico.

Niente male è anche la vista dall’alto del Mar Morto.
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In fondo c’è la Giordania (il Mar Morto è diviso in due tra Israele e Giordania)

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Complimenti fedetad, e' sempre un piacere leggere i tuoi reportage.
Arriva, comunque, alla fine del viaggio, non concludere le descrizione qui.
Grazie.

Saluti,
Barbamath.
 
Grazie Barbamath.
Arriverò sicuramente alla fine del viaggio, ma adesso gli impegni di lavoro mi perseguitano!:cry:
Arriverei alla fine anche se non mi leggesse nessuno (o quasi...:stordita:), perchè è un modo di sentirsi ancora in viaggio e di "immortalare" la vacanza.
Ciao
 
Lungi da me l'idea di metterti fretta !!!
Voleva solo essere un incitamento a continuare !

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... veramente non e' esattamente vero quanto detto all'inizio del post !!!
Letto un post, vien subito la voglia di leggere il succesasivo, quello che ancora non c'e' (foto comprese).
:)

Saluti,
Barbamath.
 
fedetad ha detto:
Niente male è anche la vista dall’alto del Mar Morto.
QUOTE]

Solo con qualche grado di temperatura in più, la prossima volta non ti perdere un bagno nel Mar Morto (e porta ai tuoi amici in Italia qualche blocco di sale): è un'esperienza unica.
Non mancare di andare a vedere (con molto rispetto verso la gente che trovi) il muro del pianto. E con un po' di organizzazione preventiva il santo sepolcro: anche per chi come me non è religioso, è tutto davvero emozionante; purtroppo certe condizioni locali non consentono una visita turistica "tradizionale" (per lavoro, io sono in Israele una decina di volte l'anno e quando mi hanno organizzato la visita in questione mi sono reso conto che è difficilmente dimenticabile).
Personalmente amo quasi tutto di Israele: la gente (araba compresa ovviamente), la cucina, i panorami, i paesini, le zone industriali persino: un autentico esempio di come si può far progredire l'economia senza spazio, la borsa dei diamanti: se si trova il modo o l'amico per entrare, non bisogna portarci però le mogli perché li comprano tanto sono convenienti, il mercato di Gerusalemme, anche la separazione tra zona araba ed ebraica è purtroppo toccante, ancora con molto rispetto i territori occupati da poco "rilasciati", ecc.
Ripeto: personalmente ho la fortuna per lavoro di andarci continuamente (anche in altri paesi ben più pubblicizzati ma a mio avviso di interesse reale non eccelso) ma non credo di esagerare dicendo che ogni volta che vado nella terra di Israele, è un'emozione particolare e non certo ripetibile.
Davvero bello Masada: pensa che da anni cerco (senza successo) di vedere (ed avere) in lingua italiana una fiction americana sull'assedio di Masada di un po' d'anni fa con Peter O'Toole che ho visto in inglese (ma purtroppo non ho nemmeno in copia) peraltro valida anche sul piano cinematografico.
Smetto altrimenti continuo all'infinito: se ti ricapita di andarci prova la El Al (la compagnia aerea israeliana), estremamente confortevole ed accogliente, non ti perde i bagagli, ed è anche molto sicura. Come -a mio avviso anche se facendo un po' di corna- è decisamente sicuro un viaggio in Israele. Basta forse evitare il ristorante o la discoteca di facile accesso (ecco perché trovi di continuo il metal detector all'ingresso: per la tua sicurezza).
Ciao
 
Ettore, grazie per le interessanti informazioni.:)
Come sai la descrizione del mio viaggio continuerà a breve... per cui alcuni dei posti che hai descritto li (ri)vedrai in fotografia.

Sì, è stato un peccato non poter fare un bagno "serio" nel Mar Morto, ma la temperatura era ben poco piacevole... tornassi indietro forse forse farei comunque uno sforzo, proprio per provare questa esperienza unica.

Comunque è stato un viaggio che mi ha dato forti emozioni.

L'unico punto su cui non siamo del tutto d'accordo è quella della gente che abita quelle terre. Noi nella nostra settimana abbiamo incontrato un solo autentico cafone (da mettergli le mani al collo...:D) e una infinità di persone mai scortesi, mai fastidiose... ma anche molto fredde e distaccate.
Le volte in cui abbiamo chiesto aiuto abbiamo sempre trovato molta disponibilità, ma abbiamo percepito i "locali" come persone diffidenti e distaccate nei nostri confronti. I rapporti si limitavano allo stretto necessario.
Niente di grave, per carità, ma se da una parte mai ci siamo sentiti "malvoluti" o peggio in difficoltà, dall'altra non ci hanno mai accolto con un minimo di calore (reale o fasullo che fosse).
Per fare un esempio: quando vai via da un ristorante o da un hotel non ti salutano nemmeno sotto tortura!

Immagino che la loro diffidenza dipenda dalla loro travagliata storia... e prima di darti confidenza ci pensano parecchio tempo...

O forse siamo stati noi che non siamo stai in grado di entrare in sintonia con loro...:confused:

Non so, comunque non è stato un grosso problema... peggio è dove ti trattano con i guanti bianchi e poi appena ti giri... ZAC!:D
 
scusami Ettore,
ma non posso non dire la mia, non per darti contro ma, senza entrare nel merito delle "ragioni" (che li fanno essere così), trovo gli israeliani tra le persone meno simpatiche sulla faccia della terra,
nonchè avendo volato con piu di una dozzina di diverse compagnie aeree, l'unica che non ho mai piu preso in considerazione dopo avela provata è proprio l'el-al !!!
non ho mai avuto risposte sul perchè, ma mi hanno praticamente sequestrato tutte le volte che sono passato dai loro maledetti check in..
 
bellpop ha detto:
non ho mai avuto risposte sul perchè, ma mi hanno praticamente sequestrato tutte le volte che sono passato dai loro maledetti check in..
Sarebbe piuttosto banale -e tu ne hai già fatto cenno- andare a ripetere i motivi (e le situazioni) che condizionano l'ingresso al suolo d'Israele (aerei di bandiera compresi) a certi controlli. Se determinate circostanze pesano, forse è anche il caso di chiedersi se le responsabilità (storiche ed attuali) siano tutte delle genti d'Israele e arabe, e non anche del resto del mondo. Sarebbe appena il caso -per noi italiani- di ricordare che nel nostro paese qualche decina d'anni fa erano in vigore le leggi razziali e hanno "brillantemente" funzionato deportazioni e quant'altro ha contribuito a scrivere le pagine più tristi della storia umana.
A pensarci bene, a me pare (ma può anche essere solo un'impressione) che i controlli di El Al siano talvolta lunghi, severi, accurati, ma anche intelligenti, ovvero utili e tempestivi, oltre che selettivi. Provate a valutare la mancata coerenza (in un areoporto devi levarti le scarpe e in un altro no; allora: è insicuro il controllo a Roma o è inutile il controllo a Londra?) e talvolta la superficialità e/o la disorganizzazione dei controlli in Europa e in America.
E' ovviamente difficile individuare bene differenze, meriti e limiti, in un settore come quello aereo nel quale non funziona quasi nulla (e non sono certo io a scoprirlo), ma francamente a me pare che anche in quel caso (come in altri settori, in quello in cui opero -e non fa certo testo- gli israeliani sono leader al mondo) a Tel Aviv e dintorni siano molto efficaci ed organizzati.
Ti assicuro, Fedetad (scusa, ma per mia colpa non ricordo come ti chiami), che a conoscerli meglio, a frequentarli spesso (per affari, ma inevitabilmente anche nel quotidiano, ovvero come amici), può capitare (come è capitato a me che qualche decennio fa dimostravo in piazza con la sciarpa palestinese al collo) di accorgersi che è molto difficile conoscere persone così intelligenti, capaci, ricche (sul piano culturale ed umano), disponibili, accoglienti, simpatiche, e potrei continuare a lungo.
Ho un osservatorio privilegiato perché da anni e anni ho rapporti con loro? Può darsi, è tutto relativo.
Ma certamente non è relativo che British di recente -per andare negli USA- mi ha perso due bagagli all'andata e uno al ritorno, tanto per non smentirsi, o che ogni volta che capito all'areoporto di Berlino e al locale check in mi sorprendo per la maniera ottusa di applicare norme esistenti ma probabilmente mal digerite.
Ciao
 
..sono d'accordo,
i controlli fanno bene a farli e piu accuratamente sui voli della compagnia di bandiera, e sono anche d'accordo sul fatto che vi siano vantaggi in termine di sicurezza per tutti i passeggeri, questo però comporta il rischio di essere presi di mira ai controlli come è capitato a me
ho perso svariate ore nell'anticamera di un camerino dove gli addetti alla sicurezza mi hanno smontato e vuol dire letteralmente smontato, la macchina fotografica comprata 20 giorni prima, (estraendo e rendendo inutilizzabile un rullino di diapositive appena iniziato) il flash, i cavalletti e tutto ciò di elettronico che avevo con me, nonchè disfato lo zaino che accuratamentre mi ero organizzato per un lungo viaggio..
e questo ve lo giuro è accaduto, al primo check in partenza, al check di ritorno, all'arrivo a telaviv, e alla ripartenza da telaviv..
 
Non voglio per forza difendere gli operatori israeliani di El Al o quelli all'areoporto di Tel Aviv (entrambi terribili, forse per fortuna :D ); può anche darsi che tu sia stato particolarmente sfortunato (o per qualche ragione non facile da capire dall'esterno "sospetto").
Per essere chiari: sono severi all'inverosimile con chi non conoscono (in qualche modo) o non comprendono dove e perché e insieme a chi, vada in Israele o salga su un loro aereo.
Per essere ancora più chiaro (e non sarebbe il caso di dirlo con questa leggerezza): io per perdere meno tempo quando passo sto attento ad avere una tale messe di riscontri (inviti di società israeliane, numeri telefonici di manager israeliani, prenotazioni di alberghi, reperibilità rapida di israeliani ad hoc -che loro distinguono per telefono al volo-, motivi consolidati e chiari dei miei frequenti viaggi in Israele, ecc.) che riconosciuto come "amico" potrei passare anche con qualche pistola :D :D
Certamente mi è capitato di salire sui loro aerei con gli oggetti più diversi e inconsueti. Non sarei mai potuto salire su aerei tedeschi o italiani nemmeno se a pilotarli fosse stato un mio cugino; ma su questi ultimi chi mi assicura che il mio vicino non sia il cugino di Bin Laden?
Se invece il viaggio o la persona non sono chiari (soprattutto perché non chiariti da altri israeliani o da loro riscontri concreti), puoi stare anche ore al check in a rispondere a ogni genere di domande (peggio se sei in due persone ed una delle due sbaglia qualche virgola nelle risposte alle domande incrociate) e possono smontarti anche "fisicamente", non solo la macchina fotografica.
Il tutto, mi è sempre però parso, con buon senso e gentilezza. In maniera sicuramente efficace per la sicurezza di tutti i passeggeri.
Prova a pensare ad Alitalia quando una ragazzetta in divisa viene distrattamente a chiederti se hai fatto tu la valigia, se porti armi con te, ecc.
Seconda soltanto al questionario per gli USA sulla tua possibile natura di terrorista (ma per gli americani, è noto che quel questionario in apparenza ridicolo ha un peso enorme in un eventuale procedimento giudiziario successivo: se sei un terrorista e hai pure mentito, è di una gravità inaudita :D :D ).
Oppure prova a pensare quanto meno efficienti eppure molto meno gentili e pazienti sono gli operatori della stragrande maggioranza delle altre compagnie (ovviamente non li conosco tutti, ma quando incontro tedeschi o inglesi o italiani, mi arrabbio sempre; e per motivi che non migliorano la mia sicurezza o quella degli altri).
Non è nemmeno da dimenticare (e noto) che gli israeliani di solito sono un popolo molto unito (se non altro per la sindrome da assedio): a fianco dell'immediata esigenza di sicurezza (tanto più sui loro aerei o alle loro porte d'ingresso), avvertono anche l'importanza di non far calare oltre misura l'afflusso turistico già in crisi per ovvie ragioni. L'equilibrio tra le due esigenze non è proprio semplice da riconoscere.
Ciao
 
Proprio nel giorno in cui la tensione a Gerusalemme ricomincia a salire, riprendo il mio racconto.



La giornata di vacanza non è ancora finita (qui le distanze sono brevi e attraversi Israele da nord a sud in un giorno). Poco sotto Masada (a Ein Boqeq) si trova un gruppo di grandi alberghi, quasi tutti di ottimo livello. Ci accomodiamo e ci godiamo il rilassante panorama
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Poi vediamo se è il caso di fare il bagno e mettiamo un piede nelle acque del Mar Morto… sinceramente troppo fredde… ma già così è molto strana la sensazione… con il piede che, una volta uscito dall’acqua, sale di temperatura… Dopo è necessario risciacquarsi con abbondante acqua “dolce”.
Il sole purtroppo in questa stagione tramonta davvero presto…
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Fa impressione pensare che siamo 300 metri sotto il livello del mare.

Come spesso capita in questi posti la cena e il dopo cena sono i momenti peggiori. Sono tutti chiusi nei rispettivi alberghi e in giro ci sono 4 gatti.
 
Il giorno dopo ci aspetta il Mar Rosso! Nonostante il fascino del Mar Morto, preferiamo la soluzione “calda” e puntiamo subito verso sud. Passiamo in mezzo al deserto mantenendoci a un paio di chilometri dal confine giordano
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Qui i controlli sono più evidenti. Si vedono molti militari e un paio di posti di blocco.

Arrivati alla nuova destinazione (Eilat) ci aspetta un po’ di relax in spiaggia. Il pensiero di fare il bagno mentre a Milano nevica e si gela è succulento!:D Questo è un posto “strano”; è vero che siamo sul Mar Rosso, ma lo sbocco al mare di Israele è veramente minimo. E così in pochi chilometri ci sono spiagge, hotel a volontà, un porto turistico, un porto commerciale (che disturba il paesaggio ma è ben comprensibile che ci sia! E’ lo sbocco su questo mare di Israele e non possono non sfruttarlo in tutto e per tutto), delfinari, ecc..
Se vai verso ovest in breve tempo ti trovi al confine con l’Egitto…

Se vai verso est devi stare più attento… se ti distrai e passeggi qualche minuto di troppo sulla spiaggia ti ritrovi in Giordania… se non ti impallinano prima!:D
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Ci godiamo il sole e il mare… Peccato che le spiagge attrezzate siano poche in questa stagione… e nella nostra sembra di essere a Rimini ad agosto!
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:eekk:
 
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