Senza voler creare polemiche, mi permetto di far notare che l'importanza culturale, sociale e storica di Bridgerton e il Signore degli Anelli non penso possano essere avvicinate o anche solo messe nello stesso paragrafo.
Io sono molto più preoccupato dalla questione diritti che dalle questioni di politiche hollywoodiane, ma chiunque si avvicini a opere che sono pietre miliari della cultura umana, deve rendersi conto che sono immortali e non si possono applicare i parametri della società attuale, ma devono essere il più fedele possibile.
Già con la Fondazione di Asimov, Apple TV ha fatto un casino pazzesco, con l'ovvio disappunto di tutti gli appassionati di fantascienza, con la parziale scusante che Asimov e il ciclo della Fondazione sono molto più complicate da adattare allo schermo che le opere di Tolkien.
Discorso molto più contenuto in Dune, ma che dove la spiegazione di Villeneuve al cambiamento di genere di Liet-Kynes è stato giustificato con la scarsità di ruoli femminili, è risultata falsa come una moneta da 40 centesimi, essendo le Bene Gesserit il fulcro di tutta l'opera di Herbert.
Il mio parere è che quando si affrontano i testi sacri della fantascienza e del fantasy, ci vuole rispetto, si deve sentire la responsabilità di trattarli, e regista-sceneggiatore-produzione devono mettere le loro capacità professionali al servizio della fedeltà dell'opera, come ha fatto Jackson (salvo poi essersi venduto con la trilogia dello Hobbit).