la classe A da quanto mi sembra debba essere sempre accompagnata da un collegamento XLR per via del guadagno, riuscendo così a sfruttare tutti i 45 watt della classe
Strane cose capita di leggere a volte.
Confesso che mi è difficile comprendere cosa c'entri la Classe di un ampli con la sensibilità di ingresso e il tipo di collegamento.
Un ampli, in qualsiasi Classe lavori, è dato con una certa sensibilità di ingresso per una certa potenza di uscita.
Ad esempio: 1 V per la massima potenza, quindi se ho un ampli in Classe A di 45 W di potenza ottenibili con 1 V ed un ampli in Classe AB di 45 W di potenza, sempre con la stessa sensibilità di 1 V in ingresso otterrò esattamente la stessa potenza di uscita.
Normalmente tutti gli ampli e tutte le uscite a livello di linea hanno valori tali da potersi tranquillamente collegare tra loro in modo da ottenere comunque la potenza massima, stessa cosa dicasi per le Impedenze (bassa in uscita e media-alta in ingresso) che sono sempre tali da poter consentire un collegamento senza perdite di livello.
Pertanto, se proprio si vuole essere sicuri, si deve guardare ai dati del'ampli: la sua sensibilità ed ai valori relativi al livello del segnale in uscita dal pre o ampli, non certo se un ampli è in Classe A.
L'unica cosa che cambierà sarà eventualmente la posizione della manopola del volume, ma esiste proprio per questo scopo.
Quanto ai collegamenti bilanciati non sono certi stati inventati per questo scopo, ma solo per fornire un collegamento privo di disturbi nel caso di lunghezze elevate e segnali molto deboli, caso tipico i collegamenti microfonici nei concerti dal vivo o in sala di registrazione.
Nel caso di impianti Hi-Fi dove un collegamento di segnale sarà raramente più lungo di 1 m. o 1,5 m e, sopratutto, mai del valori di pochi mV, direi che l'ultima cosa cui pensare sia il problema del rumore, usando cavi coassiali di buona qualità, che vuol dire con ottima schermatura, non "audiofili" dal costo assurdo.