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Audyssey e ingressi analogici multicanale

kinopio

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Le correzioni Audyssey, di norma, funzionano quando il lettore è collegato in multicanale analogico (e non in hadmi)? C'è chi mi ha detto che dipende dal sinto (il mio è quello in firma) ma sul manuale non ho trovato nulla al riguardo, boh.
Qualcuno mi può aiutare? Grazie mille.
 
niente correzione del sinto/pre/processore con l'analogico (per fortuna)..
solo in digitale (hdmi - ottica- coax) per correzione ambientale e dsp vari
 
Mi sfugge il senso di questa cosa.Non sarebbe meglio poterlo attivare/disattivare a prescindere ? Senza considerare il fatto che praticamente nessuno può permettersi di non correggere attivamente.
 
niente correzione del sinto/pre/processore con l'analogico (per fortuna)..
solo in digitale (hdmi - ottica- coax) per correzione ambientale e dsp vari

per la musica (sia 2ch che multi), sfondi una porta aperta, nel senso che condivido molto il tuo "per fortuna": le correzioni fanno solo danni. Per i film, però, ammetto di usarlo. non foss'altro perché mi consente di tenere volumi decenti e "sentire più o meno tutto", voci comprese. speravo che anche in analogico facesse scegliere, ecco.
però non mi torna una cosa: quando ascolto musica stereo da analogico, al momento in cui seleziono "pure direct" la differenza che avverto è davvero abissale. in sostanza, è come se "prima" funzionasse l'audyssey e dopo venisse escluso... dici che non è possibile?
 
le correzioni fanno solo danni
Invece un ambiente non trattato non ne produce, tutto fila liscio come l'olio.

Le orecchie così sensibili a questi "danni" non si accorgono, invece, minimamente dei buchi e delle risonanze di cui abbonda la gamma bassa, con variazioni di oltre 10 dB, passano del tutto senza colpo ferire, così come non provocano alcun disturbo le riflessioni e relativo filtraggio a pettine nella gamma media e alta (per non parlare dei tempi di riverbero); tutte cose che sono inevitabili in un qualsiasi ambiente che non sia stato progettato appositamente da zero da fior di esperti del settore.

Che cosa strana sono le orecchie degli audiofili, si accorgono delle differenze che un cavo di alimentazione, o anche solo una spina, portano in un impianto e restano del tutto insensibili ed indifferenti a risposte che farebbero invidia al più sensazionale degli ottovolanti.
 
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Invece un ambiente non trattato non ne produce, tutto fila liscio come l'olio.

Le orecchie così sensibili a questi "danni" non si accorgono, invece, minimamente dei buchi e delle risonanze di cui abbonda la gamma bassa, con variazioni di oltre 10 dB, passano del tutto senza colpo ferire, così come non provocano alcun disturbo le rifless..........[CUT]

rispondo sia a te, nordata, che a sanosuke.
la mia stanza non è trattata. è un normale salotto. mi sono limitato a prendere piccolissimi accorgimenti (distanza dei diffusori dalle pareti, loro "inclinazione" nel triangolo quasiequilatero d'ascolto, grosso tappeto "tra me e loro" ecc). mi permetto di azzardare che se la stanza avesse, di per sé, un risposta in frequenza perfetta forse l'audyssey sarebbe addirittura inutile, dato che la sua funzione principale è proprio quella di ottimizzare la risposta in frequenza di diffusori "costretti a suonare in ambienti non ottimizzati" che greatly degrade the home theater listening experience (cit.). Se si parla di room correction, poi, un motivo ci sarà ;) Detto diversamente: in un ambiente "perfetto" c'è poco da correggere.
Detto questo, nel mio ambiente lontanissimo dalla perfezione, l'Audyssey, per l'ascolto musicale, fa danni (enormi). Almeno alle mie orecchie non audiofile. Ma io quelle, ho. Nella musica multicanale, l'effett(acci)o più evidente è lo sbilanciamento verso i due surround, che finiscono per mangiarsi il centrale ma, soprattutto, i frontali. Per il due canali, il discorso è più complicato. Sapete qual è il mio parametro di giudizio? reggetevi forte perché potrà suonare molto passé, nell'epoca dell'iperdisincanto post-postmoderno. Questo parametro è l'emozione. Vi lascio un attimo di tempo per alzare il sopracciglio e fare un sorrisino di sufficienza. Fatto? Proseguo, allora: metto su John Wayne Gacy Jr., di Sufjan Stevens, mi siedo al centro del divano e ascolto. Se mi emoziono, come è giusto che sia, ci siamo, se il pezzo passa via liscio senza smuovere nulla, non ci siamo. Se provo a razionalizzare un po', l'impressione è che l'Audyssey (anche senza Dynamic EQ e Dynamic volume) appiattisca la dinamica, asciughi un po' tutto e tolga corpo ai bassi. Alle mie orecchie il tutto risulta meno musicale, più freddo, con un qualcosa di artefatto onnipresente ma più o meno (per me) illocalizzabile. Danni, insomma.

Detto questo, mi sono permesso di scherzare un po' (ma neanche tanto), perché sono rimasto sinceramente stupito dal tono della tua risposta, Nordata. Voglio dire, un moderatore che va probabilmente OT e usa del sarcasmo venato di saccenza e derisione carsica nei confronti di un utente (io) che ha solo fatto una domanda sulle analogiche e l'Audyssey, boh, mi ha lasciato un po' così, ecco.

Comunque, mi permetto di tornare IT, mi confermate che l'Audyssey con gli ingressi analogici multicanale non funziona?
Grazie mille!
 
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appiattisca la dinamica, asciughi un po' tutto e tolga corpo ai bassi. Alle mie orecchie il tutto risulta meno musicale
Questo parte del tuo lungo intervento spiega perfettamente come stanno le cose.

A te non interessa la fedeltà di quanto arriva al tuo orecchio, ovvero la corrispondenza per quanto possibile esatta con quanto registrato sul disco, che è quello che conta e per cui si dovrebbero spendere i soldi in questa passione, no, tu cerchi l'evento che ti "emoziona", quando ti trovi ad ascoltare il suono come dovrebbe essere le tue orecchie lo giudicano, "non piacevole".

L'accenno ai bassi "senza corpo", che credo voglia dire un po' più frenati, non sbordanti, è significativo, sei abituato ad ascoltare bassi enfatizzati da risonanze varie, che colpiscono, ma che non hanno nulla a che fare con l'ascolto fedele, pertanto quando il tutto viene riportato nei limiti normali la cosa non ti "emoziona" più.

Io mi emoziono per il contenuto di un brano (melodia, testo, capacità vocali e/o strumentali dell'esecutore), anche se lo ascolto su una radiolina, non perchè ha i bassi più o meno gonfiati.

Ovviamente si dirà che se a qualcuno piace ascoltare in questo modo, va bene; giusto, contento lui, lo scopo è raggiunto.

Questo però dovrebbe essere un forum tecnico dove si devono spiegare i criteri di base dell'audio e del video, cercare di far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato in modo obiettivo.

Il fatto che tu trovi scarso il suono che ti ricrea il sistema Audissey è proprio l'indicazione che, bene o male, sta facendo il suo lavoro; se ascoltassi i risultati di Dirac o Trinnov probabilmente scapperesti inorridito dalla "piattezza" e mancanza di "emozionalità" che forniscono, ma è quello il vero suono, bisogna farsene una ragione, ammetterlo e ripartire da lì a farsi una cultura dell'ascolto.

L'Audyssey non è il miglior sistema possibile, io stesso ho sempre sparato abbastanza a zero su di lui, ma non per i motivi, errati, che hai adottato tu, ma per tutti i problemi che pone al suo utilizzatore.

Devo anche dire che le ultime versioni, che ho avuto modo di provare, sono migliorate, meglio tardi che mai, esistono però sistemi di correzioni molto validi, nonchè costosi, come quelli che ho appena citato, ma anche questi, sono sicuro e come ho appena scritto, produrrebbero risultati che non ti "emozionerebbero", ma la colpa di ciò non è nel sistema ma in chi lo ascolta.


Scritto questo vengo ora al paragrafo con cui ha chiuso il tuo intervento,

Sarei andato OT rispondendo ad un tuo intervento e lo avrei fatto in modo sarcastico? Interessante, ma non mi sembra, ho puntualizzato e fatto notare le incongruenze di certi comportamenti in risposta ad una tua affermazione assolutistica e senza alcun fondamento concreto, ma basata solo sul solito luogo comune tanto caro a certi ambienti, ovvero che la correzione attiva fa solo danni, che però dimostra come non si sappia assolutamente nulla di un certo argomento, ma si voglia pontificarne ugualmente, sparando la prima cosa che vien in mente, ma non portando alcuna prova valida.

In ogni caso vorrei farti notare che se ritenevi che il mio intervento non fosse adeguato avevi due modi per farlo: scrivermi in privato chiedendomi spiegazioni oppure segnalare la cosa tramite il tasto apposito, il tutto come da regolamento.

Per questa volta sorvolo anche se le tue accuse non sono state certo leggere, accusandomi di "sarcasmo e saccenza", ma se sono basate sulle stesse convinzioni che hanno generato la tua affermazione appena citata allora posso capirlo.
 
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Esattamente.

Comunque vista la domanda originale confermo che in praticamente tutti gli ampli e pre dotati di Audyssey essa e' disattiva e non attivabile sugli ingressi multicanale, e' attivabile su alcuni modelli sugli ingressi 2ch, ovviamente con doppia conversione dato che lavora in ambito digitale.
 
Questo parte del tuo lungo intervento spiega perfettamente come stanno le cose.

A te non interessa la fedeltà di quanto arriva al tuo orecchio, ovvero la corrispondenza per quanto possibile esatta con quanto registrato sul disco, che è quello che conta e per cui si dovrebbero spendere i soldi in questa passione, no, tu cerchi l'evento che ti "..........[CUT]

Ri-rispondo a te, Nordata, e anche a sanosuke, che controfirma.

Riguardo alla prima questione, mi sfugge quale altro parametro dovrei utilizzare per giudicare la bontà di un impianto che non sia il mio piacere d'ascolto. Non sono un audiofilo ma un musicofilo che cerca il maggior piacere possibile nell'ascolto della musica che gli piace. Quello che tu descrivi, parlando addirittura di "giusto e sbagliato" (sic) è qualcosa che si avvicina più all'amore per la scienza, della fisica, dell'acustica (intesa come branca della fisica). La (presunta) ricerca del vero suono, per il solo piacere di trovarlo, per come la vedo io è una cosa da fare in laboratorio, preferibilmente sotto compenso, e non nel salotto di casa mia, mentre mi rilasso ascoltando Moon Safari. Aggiungo: se trovassi piacere/emozione, come fai tu, anche ascoltando una radiolina (beato te), mi fermerei francamente lì, risparmiando(mi) anche un sacco di soldi e diverse crisi coniugali.

Riguardo alla questione sulla quale, magnanimamente, "sorvoli" (ne approfitto, anzi, per ringraziarti), confermo e puntualizzo: la tua era una risposta sarcastica venata di saccenza. Quello che ho capito solo ora (che prima mi sfuggiva) è il motivo: era una risposta seccata, che oltretutto mi inchiodava (rectius: cercava di inchiodarmi) a un sostantivo maschile plurale (danni) inserito in una risposta empatica a una altro utente del quale condivid(ev)o il parere sulla room correction. Provo a spiegarmi meglio: la tua seccatura deriva dal fatto che, copio e incollo, chi dice che "la correzione attiva fa solo danni (....) dimostra come non si sappia assolutamente nulla di un certo argomento, ma si voglia pontificarne ugualmente, sparando la prima cosa che vien in mente, ma non portando alcuna prova valida". E siccome "la correzione attiva fa solo danni" l'ho detto io, tu di me pensi che io non sappia assolutamente nulla dell'argomento, che però voglia pontificare ugualmente, sparando la prima cosa che mi viene in mente, non portando alcuna prova valida. Insomma, non sei esattamente "neutro", sull'argomento. Diciamo che ti sta a cuore e che un atteggiamento come il mio lo trovi, uso un eufemismo, detestabile (sono ignorante, pontifico, sparo cazzate, non ho argomenti). Ecco che il tuo messaggio originario ti è venuto, forse preterintenzionalmente, "sarcastico e saccente". Meglio: il sarcasmo si compenetrava con la saccenza. Nello specifico: il sarcasmo ("Che cosa strana sono le orecchie degli audiofili" ecc) serviva per mascherare il tuo disappunto (altro eufemismo) nei confronti del mio atteggiamento (non sai nulla, pontifichi, dici le prime stupidaggini che ti vengono in mente, non porti argomenti), la saccenza (tutta la parte tecnica: le riflessioni e relativo filtraggio a pettine, tempi di riverbero ecc) serviva invece a ricordarmi, coram populo, quante cose dovrei sapere prima di essere legittimato a dire la mia. Ma il tutto era autoevidente, non bisogna aver studiato De Saussure e Genette per arrivarci.

Ma guarda, arrivo a dire che ci sta. Capisco che la tua battaglia per il vero suono sia molto importante per te e che tu ti infervori, quando ne parli. E' un atteggiamento che rispetto. Basterebbe, però, dirsi le cose come stanno, invece di negare l'evidenza. Avrei insomma preferito un "sì, è vero, sono stato sarcastico perché secondo me scrivi un sacco di stupidaggini" a una negazione dell'evidenza come "lo avrei fatto in modo sarcastico? Interessante, ma non mi sembra", ecco.
 
Esattamente.

Comunque vista la domanda originale confermo che in praticamente tutti gli ampli e pre dotati di Audyssey essa e' disattiva e non attivabile sugli ingressi multicanale, e' attivabile su alcuni modelli sugli ingressi 2ch, ovviamente con doppia conversione dato che lavora in ambito digitale.

Questo mi torna, credo che sia il mio caso. Nel menu dell'ingresso CD, infatti, settato su analogico (2ch), mi compare la voce Audyssey (posso anche accedere e settare i vari parametri) mentre in quello DVD (settata su 7.1) la voce Audyssey è spenta e non selezionabile. Peccato, però... paradossalmente, sono qui che parlo male di Audyssey ma poi, per la SOLA parte film, la uso e mi piace. E purtroppo non mi riesce far funzionare in contemporanea l'uscita HDMI e quella Analogica multicanale del lettore... o va l'una o va l'altra... :mad: . Non ho ancora capito se sbaglio qualcosa io (ci sta benissimo), se il lettore non lo consente o se ha qualcoasa che non va :confused: (anzi, se tu avessi qualche idea in merito)
Grazie comunque
 
Non conosco nello specifico il tuo lettore ma non ci vedo qualcosa di strano nel fatto che non si possa avere nello stesso tempo un flusso digitale su hdmi e lo stesso convertito in analogico sullo stesso lettore.
Da valutare peraltro la bonta' della conversione e del bass management del tuo lettore rispetto allo stesso del tuo ampli, potresti trovare sorprese.
 
Non conosco nello specifico il tuo lettore ma non ci vedo qualcosa di strano nel fatto che non si possa avere nello stesso tempo un flusso digitale su hdmi e lo stesso convertito in analogico sullo stesso lettore.
Da valutare peraltro la bonta' della conversione e del bass management del tuo lettore rispetto allo stesso del tuo ampli, potresti trov..........[CUT]

E' il mio dubbio, in effetti. Per adesso ho provato (peraltro con dei cavetti rca da 2 euro ripescati in qualche cassetto) e devo dire che non mi sembrava affatto male. Ma dovrei fare delle prove, magari in doppio cieco, switchando all'istante, cosa che non posso fare per i motivi di cui sopra.
Rigaurdo alla bontà dei due DAC, devo dire che in due canali, ad esempio, quello del Lettore mi sembrava "migliore" (nel senso che il suono mi piaceva di più ;) ). Avevo provato a collegarlo col coassiale digitale e con l'analogico, trovando migliore la seconda opzione (anche se ora ho un DAC esterno, il MyDac, che mi piace ancora di più). Ma in multi è da vedere... boh.
Comunque quello che mi dici un po' mi tranquillizza, nel senso che forse non sono io a sbagliare e che il povero, vecchio, economico (ma per me valido) Panasonic BDT500 non ha nulla che non va.
Grazie ancora
 
la correzione audyssey in effetti non è attiva sugli ingressi analogici,pero si puo sempre utilizzare la connessione digitale che ti permette di fare bass management e room eq anche per la musica,cosa che a te non piace,ma che invece secondo me è fondamentale,anche perché,come diceva nordata,è l unica strada per avere una riproduzione vagamente fedele a cio che è stato inciso.tra l altro dici di utilizzarla per la visione dei film,ma come dice sempre Dakhan,non c è alcun motivo per cui una risposta corretta per i film non lo sia anche per la musica.poi i gusti son gusti e quindi sta solo a te valutare :)
 
la correzione audyssey in effetti non è attiva sugli ingressi analogici,pero si puo sempre utilizzare la connessione digitale che ti permette di fare bass management e room eq anche per la musica,cosa che a te non piace,ma che invece secondo me è fondamentale,anche perché,come diceva nordata,è l unica strada per avere una riproduzione vagamente fed..........[CUT]

Ma cosa vuol dire "si puo sempre utilizzare la connessione digitale che ti permette di fare bass management e room eq anche per la musica"?... in pratica che tipo di collegamenti dovrei fare? Non ho mica capito :confused:

Continuo a non seguirti/vi sul discorso "riproduzione fedele a ciò che è stato inciso". Mi spiegate perché dovrei inseguire la chimera del vero suono anche se non mi piace? Davvero, senza polemica, ma mi sfugge del tutto il senso di questa cosa (ammesso e non concesso che l'Audyssey restituisca qualcosa di vagamente simile al vero suono). Mi pare che Nordata abbia scritto che (vado a memoria) una volta trovato il vero suono bisogna ammetterlo, farsene una ragione, ripartire da lì e farsi una cultura d'ascolto. E se poi non ci piace, è un problema nostro. Ma davvero, perché dovrei sforzarmi per farmi piacere qualcosa come "un suono" (legato a una musica) che non mi piace? Cioè, se i vocalizzi di Jeff Buckley in Grace mi piacciono/emozionano con un certo suono dovrei "farmi una cultura" (di che tipo? fisico/teorico?) per cercare di emozionarmi anche con suoni che al momento mi lasciano indifferente?
 
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ps: riguardo al cinema, è ovvio che la musica, la colonna sonora di un film, sonicamente è la stessa roba che ascolto quando ascolto la musica: gli archi di Zimmer saranno gli stessi di Wagner, la voce della Kidman sarà "una voce" come quella di Billie Holiday, da un punto di vista acustico. Ma è anche vero che il film è un'esperienza mista, ti tipo audio/visivo/narrativo, e si è molto più disposti ad accettare compromessi che in campo squisitamente musicale possono invece compromettere del tutto il momento della fruizione estetica. Nella fattispecie, scendo volentieri a patti con un "suono che mi piace di meno" se quel compromesso mi serve per ascoltare "bene", magari di notte, un film a un volume decente senza perdere (troppo) in termini di coinvolgimento e comprensibilità dei dialoghi. Ergo, ben vengano Audyssey, Dynamic EQ e Dynamic volume per il cinema. Vade retro per la musica (mi two cents, ovvio).
 
Ma davvero, perché dovrei sforzarmi per farmi piacere qualcosa come "un suono" (legato a una musica) che non mi piace?
Dipende da cosa si vuole ottenere.

Detto in termini terra terra, lo scopo per cui da 60 anni circa esiste l'Alta Fedeltà e si sono studiate e si continuano a studiare mille soluzioni tecniche, è molto semplice: cercare di riprodurre in casa propria un evento musicale che si è tenuto altrove in modo tale che sia indistinguibile dall'evento originale.

Ovviamente questa è una estremizzazione, bisogna comunque scendere ad alcuni compromessi, ad esempio per quanto riguarda la pressione sonora, non si potrà mai riprodurre nella propria camera di 5x4 metri quella sonora di una orchestra sinfonica completa di coro mentre esegue la Nona di Beethoven.

In effetti il livello lo si potrebbe anche raggiungere, ma il risultato non sarebbe molto simile all'originale.

Questo è lo scopo dell'Hi-Fi, tutti gli altri discorsi del "a me piace però così" saranno validi, non sono condannabili, li posso anche capire, ma non sono l'Alta Fedeltà.

Molte volte mi viene il dubbio che se qualcuno di questi appassionati, ad esempio, ascoltasse dal vivo Salvatore Accardo che suona uno Stradivari magari troverebbe da dire sul suono, che non è setoso, che la grana non è sufficientemente fine, ecc. e che l'ascolto non lo ha emozionato, non era il suono giusto, quello che piaceva a lui.

So per certo che molti appassionati di questo tipo non hanno mai assistito ad un concerto live (non mi riferisco ad un concerto rock), ma anche solo qualche evento di un piccolo gruppo jazz, o un quartetto che esegue musica da camera (che non mi piace molto, ma è utilissima per farsi un po' l'orecchio).

Quando parlo di educazione all'ascolto mi riferisco a questo, bisogna cercare di imparare a capire qual è il suono giusto, quello vero, non quello che ci piace, ma ha poco a che fare con quello originale.

Se ascoltate un contrabbasso dal vivo scoprireste che non ci sono i bassi che si sentono in molti impianti, quelli che ti fanno tremare lo stomaco, anche ascoltare qualche musicista da strada può essere utile.

C'è chi sulla propria auto spara i bassi a millanta watt che fanno letteralmente esplodere le portiere ed asserisce che è così che si deve sentire, che quella è la vera musica, nessun problema, se a lui piace così OK, ma non ammetto che sostenga che quello sia il modo giusto per ascoltare la musica, è completamente fuori strada.

Purtroppo certi dischi o anche esecuzioni datate sono già sballate in partenza, per i motivi più vari, li ascolto ugualmente perchè ascolto la musica, non l'impianto, anche se cerco in tutti i modi di farlo rendere al meglio.

Se volessi ascoltare brani incisi al top acquisterei i dischi che si trovano alle fiere di settore, incisi meravigliosamente, con tecniche di presa sopraffine e stampati ancor meglio, ma eseguiti da illustri sconosciuti o poco più, bravini ma niente altro.

Posso anche ascoltare una incisione rovinata se è quella di un artista che mi piace anche se potrei magari trovare lo stesso brano inciso nel modo che ho appena descritto.

Spero di aver spiegato il mio modo di "emozionarmi", se poi ascolto l'artista da me preferito che esegue il suo più grande successo tramite una incisione al top e su un impianto quanto possibile al top, allora il piacere è ancora più grande, e non vado certo a cercare un impianto che mi fornisca un suono che mi piace, avrò cercato di mettere assieme un impianto che so che non altera il messaggio sonoro (compatibilmente con il mondo reale, quindi con tutte le sue limitazioni, non ultima quella economica), in altre parole, non cerco mai il suono "caldo", "freddo" o che altro, ma il suono "neutro", giudicandolo tale in base ai miei ricordi ed alla mia "educazione all'ascolto", con tutti i limiti che pure lei ha.

Motivo per cui avrò anche messo la massima cura nella correzione dell'acustica ambientale, che non si risolve con l'angolazione millimetrica dei diffusori, il cavo venduto nella scatole di legno pregiato con interno di velluto e la spina di alimentazione in alluminio tornito dal pieno e mi continuerà a meravigliare chi si cura di queste cose e non si cura minimamente del problema principale, anzi, lo snobba perchè ritiene che snaturi il suono per poi ammettere candidamente che a lui del suono originale poco importa, importa solo che che "gli piaccia".

Discorso non riferito ad alcuno in particolare, ma che ho letto oramai troppe volte, purtroppo.
 
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ps: riguardo al cinema, è ovvio che la musica, la colonna sonora di un film, sonicamente è la stessa roba che ascolto quando ascolto la musica: gli archi di Zimmer saranno gli stessi di Wagner, la voce della Kidman sarà "una voce" come quella di Billie Holiday, da un punto di vista acustico. Ma è anche vero che il film è un'..........[CUT]
semplicemente sono in disaccordo con quello che hai scritto.per il resto ha gia risposto nordata,quindi evitero di ripetere inutilmente tutto il discorso.buoni ascolti.
 
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