ho capito perchè i negozi stanno chiudendo uno dopo l'altro: un caso concreto

ora magari il discorso e-commerce esula un po' dal discorso fabbrica
Si infatti, stavo estremizzando.

Il mio concetto è che è inevitabile che un negozio online porti ad avere meno dipendenti.
Estremizzo di nuovo, pensiamo se Amazon avesse una diffusione fisica come lo è online (un punto vendita ogni 100km supponiamo), non guadagnerebbe quanto guadagna adesso, perché però? perché ci sono più spese a cui badare, perché ci sono più dipendenti a cui dare lo stipendio.
Spero di essermi fatto capire.

I piccoli negozi di questo passo sono destinati a fallire, perché quando vedi che non stai fatturando molto da parecchi mesi, non abbassi il prezzo al di sotto di quello online, magari neanche perché non vuoi, ma perché il guadagno sarebbe quasi nullo, quindi la tendenza è di alzare i prezzi, e questo fa peggiorare il circolo vizioso.
E purtroppo non lo dico io, ma è una cosa palese, che si è vista nel corso degli anni.

Io lo ammetto, compro molto online, quasi tutto, però forse riflettendoci bene, è meglio spendere quel 10% in più, e dare i soldi a una persona che vive nella nostra città, che potrebbe spenderli a sua volta nel negozio dei nostri genitori/zii/amici.....
 
Wercide, mi ripeterò... ma io benchè abbia iniziato a spendere online nel 1996, arrivando anche a comprarci le verdure :D :D o i mobili della camera... in questi ultimi 2 anni son quasi tornato a comprare tutto, tranne poche piccolezze, nei negozi fisici. Sia perchè mi sentro più comodo, sia perchè mi sento più curato, sia per... come dici tu... lasciare la ricchezza sul territorio. Ricchezza che tornerà comoda a me, ai miei figli e parenti o amici.

Attenzione, intendo i piccoli negozi di privati.
 
Subzero, quanto al fatto che il mondo vada così... ma manco per niente.

Che il sistema economico attuale abbia degli errori al suo interno lo stiamo verificando molto bene in questi ultimi anni, ma qualcuno... se volete qualche nome lo facciamo degli economisti fine '800 e non solo... lo andava dicendo da tempo. Che lo stesso sistema sia destinato molto probabilmente a fallire è altrettanto vero.
Abbiamo lasciato le redini al capitalismo pensando che l'economia si sarebbe autoregolata in base alla concorrenza e alle capacità, abbiamo finito per concludere che non solo l'ipotesi era sbagliata, ma anche la tesi. L'economia ha finito per sostituirsi alle regole sociali e politiche. Che il mondo debba tornare indietro a quando tutti avevamo di meno, ma contavamo di più, questo è poco ma sicuro.

Non me ne faccio più nulla di tutti questi beni di consumo in più che il risparmio, che comprando online potrei avere, mi permetterebbe e potrei, anzi lo faccio sempre più, vivere benissimo con molto meno... però il concetto che ho sposato io è che il negoziante sotto casa, poi spende dal macellaio accanto, il quale va dal tecnico locale per qualche problema, che compra l'auto magari una volta in più in 20 anni, la quale auto ha bisogno del meccanico... e via discorrendo. Il vero km zero.

Questo vale per tutto l'e-commerce? Ci sono ovviamente eccezioni, ma io non mi riferisco a nessuno se non a un concetto semplicistico e semplificato.
Sia chiaro, infatti, che io non ce l'ho con questi aspetti del commercio, non solo sono legittimi, ma loro pregio è stato spostare l'argomento sulla concorrenza e sull'efficienza, tuttavia non è possibile estremizzare dall'altro lato. Si finirebbe per avere solo pochi dettaglianti e ancor meno grossisti, in una corsa al ribasso dei prezzi che non premia nessuno... nemmeno l'utente finale che per spendere deve avere un lavoro o uno stipendio! :D :D

Ovviamente sono scelte personali, questa è la mia! :D :D
 
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Subzero, quanto al fatto che il mondo vada così... ma manco per niente.

Guarda che non è un mio parere... basta studiare un poco di economia per saperlo.
L'economia si muove.. prima era fondata sull'agricoltura, poi sull'industria e infine sui servizi. Noi siamo ancora abbastanza indietro sui servizi (di circa un 10%) rispetto agli usa e ai paesi europei più sviluppati, e sono tutti posti che verranno bruciati al manifatturiero e convertiti in servizi.
Relativamente alla risposta di wercide non capisco il senso di porre un'altro esempio sostituendo contadini con operai, la risposta è la medesima, ottimizzazione della catena del valore e ricollocamento delle risorse.
 
non capisco il senso di porre un'altro esempio sostituendo contadini con operai
Perché stavo cercando di farmi capire, ma Neros22 mi ha capito, quindi credo di esserci riuscito, e poi possono essere tutte le categorie di lavoratori che la situazione non cambia.

ottimizzazione della catena del valore e ricollocamento delle risorse.
Se non ci sono abbastanza posti per ricollocare cosa fai?

prima era fondata sull'agricoltura, poi sull'industria e infine sui servizi.
Appunto, trovi che ci siano le stesse possibilità di lavoro che c'erano 100 anni fa?
 
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.... forse riflettendoci bene, è meglio spendere quel 10% in più, e dare i soldi a una persona che vive nella nostra città.[CUT]


Non so dove abiti, però in una città come Milano i negozianti sono ormai "degradati" e ho forti dubbi sul fatto che si meritino qualcosa.
Un esempio. Qualche anno fa ci fu un progetto per piantare una quantità significativa di alberi in varie parti della città, già tutto pianificato e sovvenzionato. Alla fine non si è fatto nulla perchè i negozianti di Milano hanno detto che gli alberi tolgono posteggi per le auto dei propri clienti e tolgono visibilità dei negozi da lontano. I negozianti di Milano sono riuscita anche a far cassare parecchi progetti di vibilità per rendere meno caotica e con meno traffico e smog la città.

Forse la presa per il **** di certi negozianti comincia ancora prima che si entri in negozio...
 
@wercide

non mi dilungo per non annoiare, comunque poni dei quesiti che poco hanno a che fare con l'economia in senso stretto..
"Se non ci sono abbastanza posti per ricollocare cosa fai?"
Il Mercato (con la M maiuscola) non è un ente di beneficienza, nel momento in cui è esiste un canale distributivo più economico (e-commerce nel nostro caso) il canale tradizionale è destinato a morire, a meno che non trovi e sfrutti dei vantaggi di differenziazione, come possono essere ad esempio un efficace contatto col cliente, la possibilità di effettuare provela, un servizio post vendita migliore ecc..) Tutti questi sono comunque estensione del prodotto che si riperquotono sul costo complessivo del prodotto finale, a fronte però di servizi maggiori. Agli operatori il compito di individuare e raggiungere i potenziali clienti disposti a pagare un premio maggiore a fronte servizi più esclusivi.
 
Si ma alla fine stiamo dicendo la stessa cosa, che i negozi fisici hanno costi più alti per le ragioni già citate, i negozi online hanno meno costi, ma a mio parere si abbatte un po di personale.

Per il fatto di non dilungare per non annoiare, tranquillo perché sono sempre del parere che si puó imparare qualcosa dagli altri, e sono ben felice di leggerle :)

@roy
Vivo in Sardegna, e qualche negozio è rimasto, perció se devo comprare una bobina di cavo di potenza, magari la pago 0,15cent in più al metro, peró preferisco lasciare i soldi "in casa", sta di fatto peró che se una cosa costa il 25-30% in più non ci penso e la compro online.

P.S. Scusate se ho fatto errori di battitura ma sto scrivendo dall'iPhone.
 
Be almeno qua dilunghiamoci su cose più allegre dell'economia va ;)
Cmq sono il primo a non augurarmi città senza piccoli negozi e vendite completamente in mano alla GDO e all e-comm..

ps: mi hai fatto venir voglia di rivedere Il buono il brutto e il cattivo :D
 
La mia "paura" è che in un futuro in cui tutto è online, poi i prezzi inizino comunque a lievitare, sino a arrivare come quelli dei negozi fisici, ma sarà difficile che accada.

P.S. Mi fa piacere sentirlo dire perché ieri c'ero mezz'ora per scegliere la citazione giusta da inserire nella firma :D
 
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Faticaccia ma l'ho ricostruita a norma.

Ritornando proprio nel tema da dove è partito, alla fine stiamo concludendo che probabilmente la causa non è perché i venditori non sono molto adempienti a fare lo sconto (almeno per quanto mi riguarda), ma per cause diciamo più importanti.
 
Tutto in rete

Compro in rete dal 96/97 circa. questo smartphone da dove sto scrivendo e il mio ultimo acquisto (comprato a 250 me nr hanno chiesto tutti 350 nei negozi) Compro in rete dal 96/97 circa. questo smartphone da dove sto scrivendo e il mio ultimo acquisto (comprato a 250 me nr hanno chiesto tutti 350 nei negozi) nn ho mai preso fregature ed ho risparmiato tanti e tanti soldi. mi dispiacerebbe che non ci fossero piu i negozi xche non risparmi Compro in rete dal 96/97 circa. questo smartphone da dove sto scrivendo e il mio ultimo acquisto (comprato a 250 me nr hanno chiesto tutti 350 nei negozi) Compro in rete dal 96/97 circa. questo smartphone da dove sto scrivendo e il mio ultimo acquisto (comprato a 250 me nr hanno chiesto tutti 350 nei negozi) nn ho mai preso fregature ed ho risparmiato tanti e tanti soldi. mi dispiacerebbe che non ci fossero piu i negozi xche non risparmierei piu cosi tanto in rete.
 
Se lo avessi comprato in un negozio fisico lo avresti pagato di più, ma probabilmente avresti avuto un modello perfettamente funzionante che non ripeteva continuamente le stesse frasi rendendo il post quasi illeggibile. :D

Seriamente, il fatto ci scrivere con un cellulare non esime dal fare in modo che i messaggi siano leggibili, se ci si accorge di aver commesso degli errori (sicuramente si controlla quanto inviato) esiste il tasto "modifica" con cui rimediare prontamente, cosa che sei invitato a fare.

Grazie.

Ciao
 
Secondo me questa contrapposizione fra negozio fisico (caro ma con servizio) e negozio on line (economico) e' un luogo comune che deve essere oltrepassato.

Esistono negozi fisici che offrono un servizio magari non eccezionale ma decente e hanno prezzi allineati a quegli on line. Proprio ieri ho comprato dei diffusori in un negozio di Milano, ad un prezzo equivalente alle numerose inserzioni dello stesso prodotto su ebay.
Chiaro che per raggiungere risultati simili bisogna saper fare il proprio mestiere, magari in modo innovativo, cercando approvvigionamenti a basso costo, gruppi di acquisto, nuovi modi di proporsi ai clienti.

Il vero problema e' che la maggior parte dei piccoli negozi dietro l'angolo, pretendono di poter fare il mestiere del commerciante come 20 anni fa. Il mondo e' cambiato e non basta più alzare la saracinesca e aspettare i clienti.
 
Il discorso era interessante, peccato che si sia deviato su accuse-scuse-cavilli sul regolamento del forum.
Comunque a mio parere dal punto di vista strettamente economico il ciclo di vita del negozio specializzato è ormai inevitabilmente arrivato alla fase di declino, a parte improbabili renewal di settore "fisici" il negozio virtuale è ..........[CUT]

Penso invece che il negozio fisico debba evolvere la propria funzione, incentrando il guadagno piú sul servizio di installazione/configurazione che sulla vendita vera e propria: chi entra in un centro commerciale tipo MediWorld cerca il prezzo assoluto, probabilmente ha giá in mente cosa comprare (comunque in una fascia di prezzo ben delineata). Difficilmente su quelle linee si puó "fare margine" (ossia avere un lucro soddisfacente) a meno di non entrare in gruppi d'acquisto e comunque effettuare acquisti in grossissimi volumi. Un negoziante "tradizionale", a mio avviso, puó offrire quello che la MW non offre o offre in maniera insoddisfacente (avendoci lavorato): installazione e configurazione.
Per non parlare poi dei prodotti di alta qualitá (e di conseguente alro prezzo d'acquisto) che non trovano certo posto nei centri commerciali.

Faccio un esempio legato a Verona:
- cerco un amplificatore HT Pioneer -> vado alla MediaWorld dove so che posso trovare un buon prezzo e portarmelo via subito (cosa che non avviene online)
- cerco un amplificatore Mcintosh -> vado da Benali & Antolini dove so giá che dovró lasciare un rene come 1a rata d'acquisto ma almeno troveró sia il prodotto sia la persona che me lo saprá configurare al meglio.

Chiaro che se entro alla MediaWord per comprare qualcosa mi aspetto comunque una discreta competenza (e onestamente l'ho sempre trovata) da parte del personale di settore, a prescindere o meno dall'economicitá dei prodotti. Un negozio di settore deve avere conoscenze del settore.

(perdonate eventuali errori ma il fatto di vivere nel sud del Brasile sta lentamente uccidendo il mio Italiano!)
 
Direi che quanto scritto da Edo sia di una chiarezza cristalline a fotografa perfettamente quella che dovrebbe essere la situazione.

Personalmente, se dovessi acquistare un nuovo decoder DTT andrei, per prima cosa, nel vicino Outlet Unieuro per vedere se hanno qualche modello magari non recentissimo ma a prezzo buono (ed ho preso così il mio 32"), ma se dovessi cambiare, ad esempio, i frontali, pur sapendo già cosa scegliere e non avendo bisogno di ascolti o conforti altrui andrei o a Milano o a Torino (a seconda del marchio e reperibilità), pagherei e mi porterei a casa il tutto (magari facendo 2 viaggi come ho fatto con i miei attuali :D), non mi passerebbe neanche per l'anticamera del cervello di farmelo spedire da chissà dove e chissà da chi solo per risparmiare qualche Euro.

Ci fosse qualche problema post acquisto voglio avere la possibilità di andare a guardare negli occhi il venditore mentre gli spiego la situazione e mi informo sui suoi intendimenti (per non parlare della spedizione con annessi rischi e garanzie/assistenza).

Edo, non preoccuparti della lingua, il tuo messaggio era perfetto, ce ne fossero di italiani in Italia che scrivessero in tal modo (la nostra lingua ringrazierebbe).

Ciao

Ciao
 
antani ha detto:
Il vero problema e' che la maggior parte dei piccoli negozi dietro l'angolo, pretendono di poter fare il mestiere del commerciante come 20 anni fa. Il mondo e' cambiato e non basta più alzare la saracinesca e aspettare i clienti.

Sono d'accordissimo.

Inoltre, la questione del pretendere lo sconto, soprattutto in questo settore, non può essere bollata come un semplice malcostume dell'acquirente italiano, ponendo nel solo ruolo di vittime gli operatori. Il caos "listino-prezzo reale" (un'anomalia, credo, tutta nostrana), che vige da anni, in un crescente peggioramento, nell'Hi-Fi/End non è certo stato creato dai clienti che chiedevano lo sconto. Sarebbe un concetto un po' troppo semplicistico nonché comodo:le principali responsabilità sono da ricercare altrove. Non è che l'appassionato, un bel giorno, si è svegliato e ha deciso che da quel momento i rivenditori di Hi-Fi avrebbero dovuto praticare un congruo sconto sui loro prodotti. Chi ha dato il via a tutto ciò e chi ha permesso che degenerasse? Se poi si vuole continuare a sparare sulla Croce Rossa...
Ad ogni modo, non è così scontato trovare nel negozio sotto casa competenza, affidabilità ed assistenza. Tutto questo lo si trova, ci mancherebbe, ma occorre scegliere con attenzione, e spesso non proprio sotto casa.

Vorrei precisare che anche io preferisco, di norma, rivolgermi ai negozi fisici (anche se non ne farei principalmente una questione di territorio): i posti di lavoro sono importanti, il Lavoro è importante: andrebbe rimesso al centro della Questione. "Il Mondo va così" non per un bizzarro capriccio della Natura, ma per scelte e comportamenti precisi. E se provassimo a cambiare queste scelte, questi comportamenti invece di trincerarsi o rassegnarci dietro all'inevitabile?
 
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