Come capita spesso, nella diffidenza che avvicina molta utenza cinematografica alle produzioni d'autore italiane, spesso non vengono considerate pellicole, di certo non capolavori che passeranno alla storia (anche se poi la mediocrità circolante non è certo meglio...), ma che costituiscono comunque espressione di un'ottima cinematografia.

E' il caso di "piano solo", un film di Riccardo Milani sulla storia di Luca Flores, grandissimo interprete dell'Italy jazz forse un pò dimenticato o meglio, offuscato all'epoca dalla grande personalità di Massimo Urbani.

Certo si poteva fare di meglio, personalmente avrei posto l'attenzione sulla figura dell'artista e poi sui suoi tormenti e sulla sua contorta personalità.Con un cast migliore poi il risultato sarebbe stato diverso (ma si sa, se non sono sparatorie, astronavi e fantasmi, di soldini per il cinema ne escono pochi).

Nel rivedere, anche se in trasposizione cinematografica, dei concerti dal vivo di Chet Baker e Massimo Urbani, vi garantisco che qualche brivido spunta inesorabile.

Se siete appassionati di rock, metal e frastuoni da discoteca, lasciate perdere, non è proprio il vostro genere.
Chi ama il jazz non può non vederlo