Samsung Galaxy Fold

Fabio Angeloni 26 Febbraio 2020 Mobile

Dopo la commercializzazione del Samsung Fold niente, nel form factor dei cellulari top di gamma, somiglierà più al passato.

Display, considerazioni e rilevazioni fotometriche


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Il punto di forza del Galaxy Fold è ovviamente il suo grande display pieghevole e in questa pagina ci occupiamo principalmente delle rilevazioni fotometriche, della qualità generale ma anche delle sue funzionalità base.

Iniziamo subito col dire che la "piega" centrale è visibile soltanto in alcune condizioni, specialmente con luce radente; osservando il display davanti e con contenuti luminosi, la "piega" è praticamente invisibile. Rapporto d'aspetto e risoluzione sono in netta controtendenza rispetto alla formattazione classica del display di uno smartphone, quest'ultimo sempre più vicino al rapporto d'aspetto di 2:1 e con applicazioni pensate proprio per sfruttare questo tipo di rapporto d'aspetto. 


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Il display del Fold è "quasi" un 4:3 VESA (2048x1536) con 104 pixel in più nella dimensione maggiore e con rapporto d'aspetto di 1,4:1. Non c'è un reale guadagno in termini di informazioni nell'uso comune: al contrario, anche nella navigazione web ci sono meno informazioni ma il testo e le immagini sono più grandi, quindi più leggibili. Il risultato nella visione dei film è duplice. In modalità "portrait", lo spazio dedicato alle immagini in 16:9 ha una diagonale di circa 4,9 pollici mentre in "landscape" la diagonale, sempre di contenuti in 16:9, sale a 6,8" e per dimensioni è simile a quella di un tablet da 7" come l'Amazon Fire 7. I contenuti con rapporto d'aspetto in "scope" (alias 2,39:1) sul Fold sono ancora più piccoli.

 
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Veniamo ora alle rilevazione fotometriche. Tutti i parametri principali sono molto buoni ma lontani da quelle dei migliori Galaxy S, da ogni punto di vista. La massima luminanza raggiunta con le impostazioni "vivid" è in media di 484 NIT, mentre nella modalità "Normal" scende a 366 con la calibrazione. Specifichiamo "in media" poiché il dato si è rivelato eterogeneo e ha superato anche i 500 NIT. Nella modalità "Vivid" il bilanciamento del bianco tende decisamente al ciano mentre il gamma è molto elevato, specialmente nelle alte luci, con immagini troppo contrastate e decisamente sovra-sature. Il gamut è più ampio del DCI nei vertici del verde e del blu.

 
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Va decisamente meglio nella modalità "normal", con gamut vicinissimo al REC BT.709 e gamma regolare che sale solo sulle alte luci, quindi con basse luci praticamente perfette. Il bilanciamento è sempre "freddino" ma la dominante "ciano" è meno evidente rispetto alla modalità "Vivid".

 
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Con la calibrazione, il bilanciamento del bianco è finalmente corretto e ne giovano anche i colori, specialmente a saturazione intermedia. Il gamma è ancora più regolare, anche se c'è la tendenza a riprodurre la seconda metà della scala dei grigi a livelli di luminanza leggermente superiori al normale.

  
gamut nelle modalità normale (a destra), vivid (al centro) e calibrato (a destra)
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