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La casa di carta | parte 5.2 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 09 Dicembre 2021 nel canale CINEMA

“parte 5 volume 2 | Il finale della serie spagnola è ancora una volta ricco di colpi di scena improvvisi, mescolati a riflessioni profonde. Tra qualche errore evitabile e i tanti altri pregi come ritmo, sceneggiatura e recitazione, si chiude così una serie che resterà comunque indimenticabile.”


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A causa dell’improvvisa perdita di Tokyo, l’intera banda subisce ripercussioni emotive importanti. All’esterno il Professore si lascia sfuggire Sierra, mentre nella Banca alcuni elementi iniziano a cedere. Ne approfitta il Colonnello Tamayo che riorganizzati i pochi militari rimasti nella Zecca tenta un colpo di mano. Ma il gruppo continua il lavoro per portare fuori tutto l’oro sotto il naso della polizia. Intanto continua a comporsi il puzzle delle motivazioni profonde che hanno portato il Professore e suo fratello Berlino a mettere in piedi una rapina tanto imponente. Tra intrighi e drastici cambi di direzione la banda cercherà di non perdersi d’animo e di restare unita per chiudere i conti e tornare a gustare la già conquistata e poi perduta libertà.


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Si chiude con questi ultimi cinque episodi la serie spagnola più vista di sempre. Che dopo essere uscita sulla rete spagnola Antena 3 nel 2017 è approdata su Netflix, passando da due milioni e mezzo a sessantacinque milioni di spettatori grazie al successo internazionale. Cifra che potrebbe essere superata da questo finale che per ora è saldamente al primo posto della Top 10 della grande N rossa ma non si sa ancora con quali esiti numerici. Qui potete trovare la nostra recensione della parte 5 volume 1.


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I personaggi che hanno accompagnato questi cinque capitoli sono la colonna portante principale della serie. A partire dalla Tokyo di Úrsula Corberó, la cui voce fuori campo continua anche stavolta a portare per mano lo spettatore, evocando via via immagini ricche di metafore e filosofia. Se la cosa da un lato risulta poetica, appassionata ed affascinante, dall’altro suona poco realistica nonostante la giustificazione della sua presenza immanente in forma di spirito guida. Un po’ come succede in American Beauty, se un personaggio è uscito definitivamente di scena, lasciargli il compito di continuare a fare da narratore non aiuta ad elevare la qualità della storia.


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Qualcosa si è rotto nel corso del racconto, a partire dalla perdita di Nairobi che qui viene raddoppiata dalla scomparsa di un altro pezzo da novanta. Sia la morte di Tokyo che quelle dei vari militari usati per stanarla, hanno infranto l’aura di eroismo che la circondava la banda. La mente di Monica alias Stoccolma inizia a traballare in attesa di un crollo imminente, e questo causa disequilibrio con Denver, già molto tentato dalle avances di Manila, l’ultima ad essersi unita al gruppo che col ragazzo condivide un passato di amicizia e allegria. Anche Sergio è diviso tra due donne, ma in senso differente. Da una parte Raquel lo sostituisce all’interno della Banca, dall’altra il Professore deve inseguire Alicia Sierra cercando di portarla dalla loro parte. L’ex ispettrice diventa, se possibile, ancor più irritante proprio perché non cambia atteggiamento neanche dopo esser diventata madre. Almeno inizialmente. Perché quando è costretta a darsi alla fuga e non può fare affidamento su altri che Sergio le sue difese, anche se timidamente, si fanno per un momento da parte.


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Opposto alla squadra di rapinatori c’è ancora Tamayo, il nervoso colonnello anche lui diviso a metà e su due fronti. Quello dell’azione, guidata internamente dal gruppo militare – i cui pochi membri rimasti macchinano per portare a termine la missione – ed esternamente dai poliziotti – che corrono a destra e a manca a caccia dell’oro – e quello della burocrazia che da un lato vede il direttore della zecca consigliare alla meno peggio il colonnello, più che altro nel prendere atto dei continui fallimenti, e dall’altro vede i rappresentanti del governo spagnolo fargli una enorme pressione affinché tutto venga risolto rapidamente ed efficacemente. E mentre i giochi di potere – sia con la politica che col Professore – prendono il sopravvento, l’uomo di legge viene messo in una posizione più che scomoda che genererà paradossi e contrasti talmente elevati da superare in intensità diverse altre scene di conflitti a fuoco.


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Intanto si susseguono i flashback di Berlino, scomparso eroicamente nella prima parte della serie sulle note di Bella Ciao, che fa da collante sia per l’animo di Sergio nei confronti della banda, sia per la trama, che continua a dipanarsi arricchendosi di significati e sviluppi sempre più intricati e ambiziosi. Il rapporto con la seducente moglie, quello col figlio ritrovato, col fratello Sergio e col sodale Palermo, arricchiscono la storia elevando lo spirito di gruppo a scopi che vanno oltre il volersi semplicemente arricchire indebitamente. In più, il suo carattere romantico e passionale lo rende ancora una volta una figura densa, la cui presenza, anche se in forma di ricordo, alimenta la narrazione in maniera imprescindibile.


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Anche in quest’ultimo capitolo non mancano errori vistosi, alcuni davvero fuori misura. Le sirene spiegate della polizia mentre si fa un blitz in quello che si pensa sia il nascondiglio di parte della banda, non è esattamente una buona idea. Forse usate per aumentare acusticamente l’adrenalina, ottengono l’effetto contrario. Arriva poi un momento in cui le cose sembrano precipitare (per l’ennesima volta) ma in modo in parte inspiegabile. Possibile che un piano così ben congegnato non preveda una fuga adeguata in caso arrivi la polizia? Specialmente dopo essere usciti da situazioni impossibili in stile Houdini? Per giunta interviene un certo apparente patetismo che mina l’impianto indebolendolo non poco, salvo essere spiegato più tardi. Ma la cosa fa avvertire un certo senso di stanchezza, come a voler chiudere la serie senza le giuste qualità e compiutezza. Ma come già detto il problema viene rivelato più avanti, sebbene ci si sarebbe aspettato un modo migliore per risolvere il momento di stallo, affrontato tra le altre cose anche con un eccesso di enfasi di cui si poteva tranquillamente fare a meno.


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E tra pregi – importanti – e difetti – pesanti ma che diventano trascurabili nella miriade di fascinazioni sempre presenti nella serie – gli episodi si susseguono con la medesima cadenza, calcolata e precisa. La dote maggiore dell’intera serie è infatti il ritmo, incalzante, travolgente, incessante, affascinante. Grazie all’ottimo lavoro di montaggio, l’alternanza tra le scene d’azione e quelle che lasciano spazio alla riflessione è sempre costante e perfettamente dosata, merito anche di una sceneggiatura che sa come muovere personaggi e accadimenti in maniera potente ed esaustiva. Anche con tutte le sue imperfezioni, La casa di carta resta una serie ad alto tasso di emotività misto a una grossa carica di adrenalina. Magari non all’altezza di monumenti irraggiungibili (come Breaking Bad), ma che resterà nella memoria collettiva come una storia ben ideata e realizzata, peraltro sviluppata più che dignitosamente (con buona pace dei numerosi detrattori) in altre tre parti dopo le prime due che avrebbero potuto chiudere i giochi. Ottenendo sempre maggiore successo ma mai cullandosi sugli allori, alzando sempre di più l’asticella della qualità, sia a livello visivo che narrativo.


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VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 8,5 Potenziale 9

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 9 Senso 7,5 Qualità 8
Giudizio Complessivo 8,1

La casa di carta | parte 5 volume 2 (La casa de papel)
azione, avventura, drammatico | Spagna | 3 dic 2021 | 5 ep / 57 min | Netflix

ideatore Álex Pina

personaggi interpreti

Sergio Marquina / Salvador Martín / Il Professore Álvaro Morte
Silene Oliveira / Tokyo Úrsula Corberó
Raquel Murillo / Lisbona Itziar Ituño
Alicia Sierra Najwa Nimri
Colonnello Luis Tamayo Fernando Cayo
Andrés de Fonollosa / Berlino Pedro Alonso
Aníbal Cortés / Río Miguel Herrán
Daniel Ramos / Denver Jaime Lorente
Mónica Gaztambide / Stoccolma Esther Acebo
Arturo Román Enrique Arce
Yashin Dasáyev / Mirko Dragic / Helsinki Darko Peric
Bogotà Hovik Keuchkerian
Martín Berrote / Palermo Rodrigo de la Serna
Marsiglia Luka Peroš
Julia / Manila Belén Cuesta
César Gandía José Manuel Poga
Raúl Suárez Mario De la Rosa
Ágata Jiménez / Nairobi Alba Flores
Agustín Ramos / Mosca Paco Tous

critica IMDB 8,2 /10 | Rotten Tomatoes critica 7 /10 utenti 3,5 /5 | Metacritic critica nd

camera Red Helium and Leitz SUMMILUX-C lenses
aspect ratio 16 : 9 4K

 

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Commenti (1)

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Commento # 1 di: giannia pubblicato il 11 Dicembre 2021, 14:39
Mi ha lasciato soddisfatto.. Non si capiva la ragione per cui fare una seconda rapina… erano già ricci sfondati! Quest’ultima parte dà esauriente spiegazione a tutto quanto. Secondo me, il finale lascia aperto per una sesta parte.. ma se fossi in loro finirei questa bella storia qua senza aggiungere fronzoli inutili col rischio di rovinare tutto quanto :-)