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Equinox | la recensione della stagione 1

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 08 Gennaio 2021 nel canale CINEMA

“Serie TV | La nuova serie Netflix realizzata in Danimarca, somiglia un po’ a Dark perché ci racconta una storia che ha del drammatico e del sovrannaturale. Partendo senza molta forza ma crescendo via via che il mistero si dipana.”


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Nel 1999 un gruppo di studenti appena diplomati scompare senza lasciare traccia. La piccola Astrid perde la sua adorata sorella maggiore Ida crescendo nel suo ricordo coi conseguenti e inevitabili traumi. Vent’anni più tardi Astrid conduce una trasmissione radiofonica. La telefonata di un ascoltatore la sconvolge: l’uomo asserisce di sapere cos’è successo a Ida e agli altri. La donna parte così alla ricerca dei tre amici della sorella, unici sopravvissuti, per ottenere nuove informazioni utili. Si imbatte così nelle altre persone legate al gruppo che potrebbero collegare i diversi pezzi che sta mettendo insieme. Partendo dai suoi stessi ricordi che riportano a galla i frequenti incubi che aveva da bambina ambientati in un mondo apparentemente di fantasia ma nel suo sentire di allora molto reali e spaventosi, Astrid ripercorre i passaggi chiave di quei momenti mettendo in discussione la sua vita soprattutto nella relazione coi suoi genitori. Si troverà di fronte a rivelazioni inimmaginabili e a riferimenti legati ai cicli temporali di equinozi e solstizi da cui tutto sembra essere partito.


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Basato sul podcast Equinox 1985 di Tea Lindeburg, showrunner e sceneggiatrice della serie, Equinox è apparsa subito come la versione danese dell’eccellente serie tedesca Dark, soprattutto nel cuore di quanti ne sono rimasti orfani al termine della terza stagione. E in effetti ci sono diversi elementi che tornano in questa serie - primo fra tutti un’inspiegabile sparizione - che non parte però con la stessa intensità e capacità evocativa. Il primo episodio scorre lentamente, quasi stancamente, non avvince e non appassiona come dovrebbe fare un pilot. Ma dal secondo le cose prendono una direzione più chiara e la storia inizia a dipanare le maglie del mistero mai risolto.


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So che ho ragione ma i miei pezzi ancora non combaciano.
Punizione, sparizione, sofferenza, sacrificio. L’adolescente Ida è bella, studiosa, dolce. Ma qualcosa interrompe la sua serenità facendole incrinare il rapporto coi genitori, in particolare con la madre soffocante. Spesso di cattivo umore, prende a trattare male anche la sorellina Astrid di nove anni per la quale fino ad allora dimostrava un affetto sconfinato. Fino a quando scompare nel nulla coi suoi compagni di scuola. Astrid comincia a sognare di lei, il suo trauma si approfondisce sempre di più e la sua vita ne resta compromessa. Da adulta ha una bambina e un marito col quale ha però deciso di interrompere la relazione. Quando un giorno, alla radio presso cui lavora come speaker, qualcuno in diretta dice di essere Jakob - l’allora fidanzato di Ida - e di sapere cos’è successo, il suo già precario equilibrio interiore viene mandato in pezzi.


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Decide di tornare alla sua città natale per trovare Jakob e indagare su quanto accaduto vent’anni prima. Riaffiorano così le immagini delle persone che un tempo circondavano Ida. L’inseparabile amica Amelia con cui condivideva ogni cosa, l’amico Falke, segretamente innamorato di lei e Jakob il suo primo vero ragazzo, bello e poco affidabile, che possiede il Grimorio, un libricino che lui giura essere magico e che conterrebbe verità oscure. Durante le indagini Astrid si imbatte in Henrik, il loro professore di lettere, un insegnante moderno che gli studenti chiamavano per nome. E infine in Torben, l’autista del camioncino che portava i ragazzi a festeggiare. Quando Astrid lo incontra trova un uomo malato mentalmente che però ha qualcosa da comunicarle. Si scopre così qualcosa di sovrannaturale legato a date di nascita e morte di alcune persone coinvolte.


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Per varie atmosfere, colori e un certo tipo di sacralità, in alcuni momenti di Equinox si sentono le vibrazioni del film del 2019 Midsommar, diretto da Ari Aster - che aveva sconvolto il pubblico un anno prima col suo Hereditary, eletto tra i film più spaventosi mai realizzati - ma solo per i temi perché quella pellicola era decisamente più cruda e spaventosa nel suo apparire fredda e distante.


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I flashback che raccontano il 1999 si presentano scollegati dal contesto. Astrid è alla ricerca d'indizi ma invece di alternare le sue scoperte al passato di vent’anni prima, questo viene presentato parallelamente, rivolgendosi esclusivamente allo spettatore. Una costruzione che inizialmente pare non funzionare ma che via via che gli eventi si succedono prende maggiore forma e forza nel racconto generale. Alcuni elementi necessari alla storia non sono poi supportati dalla messa in scena, che stenta a costruire un immaginario capace di invogliare alla visione. Altri invece sono realizzati molto bene, particolarmente i flashback sull'isola in cui la scena del rituale primeggia su tutte grazie all’alone di mistero che la circonda e che sostiene il resto degli eventi e le motivazioni dei vari personaggi.


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Il finale potrebbe essere conclusivo della serie, ma lascia diverse questioni insolute, prive di spiegazioni fondamentali. Frettoloso, forse anche a causa dei soli 6 episodi di cui è composta la serie, non approfondisce i temi descritti inizialmente lasciando un po’ d’amaro in bocca perché avrebbe potuto innalzare di molto il livello e creare aspettative per una seconda stagione avvincente. Che al momento non si sa se ci sarà. Resta un prodotto ben confezionato - il secondo su Netflix proveniente dalla Danimarca - da vedere se si è amanti del magico, del fantastico e delle indagini complesse, sperando che un’eventuale seguito continui a lavorare sui personaggi - già ben descritti - e maggiormente sullo sviluppo degli accadimenti soddisfacendo le aspettative molto alte che si erano avute dopo la visione del trailer e avevano inevitabilmente riportato alla mente la fortunata serie tedesca.


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VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 7,5 Potenziale 7,5 Risultato 6

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 7 Qualità 5

Equinox | stagione 1
drammatico, fantastico, thriller | Danimarca | 30 dic 2020 | 6 ep / 45 min | Netflix

ideatrice Tea Lindeburg basata sul suo podcast Equinox 1985

personaggi interpreti
Astrid Danica Curcic
Astrid bambina Viola Martinsen
Ida Karoline Hamm
Jakob August Carter
Amelia Fanny Bornedal
Falke Ask Truelsen
Dennis Lars Brygmann
Lene Hanne Hedelund
Henrik Alexandre Willaume
Falke adulto Joen Højerslev
Cybelle Maria Rossing
Torben Peder Holm Johansen

critica IMDB 6,1 /10 | Rotten Tomatoes 7,5 /10

camera Arri Alexa Mini LF
aspect ratio 2:1

 

 

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Commenti (1)

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Commento # 1 di: marklevi pubblicato il 12 Gennaio 2021, 21:17
Sinceramente non vale un'unghia di Dark. Immagini carine a livello di fotografia, ma non sono riuscito ad empatizzare con la protagonista.
Mentre nella serie tedesca abbiamo parecchi personaggi ed intrecci personali che ti tengono in tensione.
Nessun legame per quanto riguarda il motivo e la dinamica della sparizione. Anzi alla fine non l'ho nemmeno capito.
Non aspetterò con ansia la seconda stagione ma la vedrò a tempo vuoto.
Ma non consiglierei a qualcuno di iniziare da zero.