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5' @ HEM19: Emotiva

di Fabio Adslinkato , pubblicato il 09 Luglio 2019 nel canale AUDIO

“Cinque minuti, ovvero il tempo oggettivamente concesso dalla stragrande maggioranza dei visitatori alle varie sale di una manifestazione ricchissima di contenuti, come nel caso di High End Munich: chi espone i propri prodotti all'HEM sa bene di giocarsi tutto in un colpo solo”


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Come capita molto più spesso di quanto si creda, nelle denominazioni dei brand di qualsiasi natura si attinge - esplicitamente, implicitamente o addirittura in modo mascherato - alle etimologie latine. Come, per esempio, le auto con Volvo (rotolo) e FIAT (sia fatta), anche "Emotiva" prende le mosse da una nostra parola e più precisamente emotus, participio passato del verbo "scuotere, smuovere". E sul fatto che il brand, irrompendo sul mercato con i suoi prezzi e con una buona qualità costruttiva sia riuscito a smuoverlo, dandogli un "sonoro" scossone, non credo si possa nutrire alcun dubbio; sono inoltre certo che, nelle intenzioni dei loro creatori, i prodotti intendano anche scuotere l'ascoltatore, circuendolo con un suono all'altezza delle aspettative estetiche e costruttive. 


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Emotiva è un marchio relativamente giovane, sorto grazie alla passione di Dan Laufman, presidente e fondatore di Emotiva Audio Corporation: figlio d’arte, chitarrista, allevato tecnicamente e per il design alla scuola di Infinity. Per rispondere positivamente al quesito “Perché non possiamo avere audio e video sorprendenti a prezzi che non minaccino il pagamento del nostro mutuo?" Emotiva, nel suo quartier generale americano di Franklin, Tennessee, a Sud di Nashville, ha iniziato a disegnare e assemblare le sue macchine costruite nella città portuale di Guangzhou (Canton), a NordOvest di Hong Kong, in Cina, con l'intento di porle a confronto diretto con quelle analoghe di concorrenti che però, come sostiene il brand nella sua brochure, “costano parecchie volte di più”. E l'arrivo in società, avvenuto nel 2017, di Walter Schofield (ex SVS, Meridian, Harman International/Mark Levinson), con l'incarico di vice presidente delle strategie globali, non può che aver rafforzato la proiezione internazionale del brand che da quel momento, forse non a caso, ha iniziato ad impiantare una rete di distributori esteri.


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Il brand ha lavorato così bene da essere riuscito a piazzare, nel 2018, un suo prodotto nella "mitica" lista dei componenti raccomandati da Stereophile, oltre ad essere stato destinatario di numerosissimi awards da parte di prestigiose testate internazionali del settore (manca quello di AV Magazine, ma mai dire mai...): insomma niente male, per un brand in Europa percepito ancora come esordiente.A dire il vero sono anni che in Italia, e più ampiamente in Europa, si acquistano prodotti Emotiva, seppure con il contagocce in quanto la distribuzione diretta, che era stata adottata nella fase di lancio per contenere i costi, presentava alcuni inconvenienti dovuti al fatto che i prezzi, pur originariamente convenientissimi, al passaggio dell'EU border venivano appesantiti dal pagamento obbligatorio di IVA e dazio in ragione di circa un terzo sul costo iniziale. Tra le mie conoscenze dirette, proprio in AV Magazine il noto forumer Claudio/Gnagno in tempi non sospetti acquistò un pre XSP-1 2nd generation di cui da anni non fa che decantare le lodi.


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Le cose sono però migliorate da quando, nel novembre 2017, XFAudio ha costituito Emotiva-Italia, rendendo più facili le procedure di acquisto e, soprattutto, offrendo la garanzia (non banale) di non dover rispedire negli USA i prodotti per questioni legate a possibili difettosità iniziali o intervenute. A Monaco la sala Emotiva era non grande, ma ben strutturata. Nella prima parte, per così dire pregiata (in quanto visionabile attraverso la vetrina anche dalla grande hall nella quale fluiscono le persone) dell'ambiente erano esposti i prodotti danesi di Gato Audio, nella seconda, posta in fondo, c'era il bel set da audio immersivo di Emotiva: 8 torri poste a circolo (alla "Stonehenge" o, per noi italiani, alla "colonnato di San Pietro"), un centrale e un subwoofer posteriore, oltre ad un display per la semplice visualizzazione del programma prescelto.


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La sorgente era costituita dal solito ottimo Oppo UDP-203. La potenza muscolare era fornita da due finali XPA 3rd generation five/5.0 (5 x 250 su 5 canali su 8 Ohm con alimentazione in classe H ad alta corrente) da 1.999€ (listino) e da un raro 10/0.5s (4 x 200 Watt e 6 x 65 Watt su 8 Ohm con alimentazione in classe H ad alta corrente). Il cuore dell'impianto era costituito dal pre-processore per audio immersivo RMC-1, del quale starei qui volentieri a parlare per ore, in quanto è praticamente l'unica macchina del genere che si attesti intorno ai 5.000€ (listino 6.000€); tutti i concorrenti (fatta eccezione per il recente Monoprice Monolith HTP-1, di derivazione ATI) costano per lo più importi a 5 cifre e giungono a prezzi di acquisto anche superiori ai 30.000€. AV Magazine ha dedicato alla macchina due news, nell'agosto del 2017 e nell'agosto del 2018


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L'Emotiva RMC-1 per lungo tempo è stato venduto per lo più negli USA e da lì arrivavano notizie di una sua supposta immaturità firmware. Queste indiscrezioni potrebbero in effetti avere un fondamento in quanto il produttore non ha imboccato la strada più facile, quella di customizzare, ricarrozzandola e rimarchiandola, una macchina non sua, come hanno fatto tanti altri produttori, anche blasonati. Nel settore A/V progettare un pre-decoder per audio immersivo da zero è probabilmente l'esercizio tecnologico più difficile, perché involve una notevolissima quantità di elaborazioni complesse di entrambi i mondi  (l'audio e il video, per l'appunto), e presenta, come nel felice caso dell'RMC-1, anche difficoltà legate al percorso da far fare al segnale analogico stereo, per cercare di mantenerne intatta la purezza (diversamente da come ormai fanno, purtroppo, quasi tutti i pre-pro) supponibilmente senza mai convertirlo in digitale. Se aggiungiamo che tutto questo processo è avvenuto nel bel mezzo della crisi dell'HDMI e dei suoi fantasiosi, plurimi formati per l'UHD (2.0 draft, 2.0. 2.0a e 2.0b), la frittata è fatta.


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Fatto sta che la macchina ora funziona bene e sta per essere distribuita più diffusamente anche nel continente europeo. Onboard possiede già tutto quello che può desiderare chi intenda passare dalle codifiche audio lossless a quelle ad oggetti dell'audio immersivo. Mi riferisco a 16 canali, una sezione di preamplificazione analogica con un percorso del segnale tracciato per evitare interferenze, componenti di qualità premium audiophile, design completamente bilanciato, processamento Dolby Atmos, DTS:X Audio ed Auro3D (tramite modulo opzionale), conversione AD/DA a 32 bit, DAC separati AKM Verita (che a mio parere deriva da "veritas", secondo il rimando al latino citato in apertura) 32-bit che operano in "precision balanced mono mode", processamento DSP tramite due chips state of the art di Analog Devices dual core ADSP-SC573 SHARC (esclusiva), 8 ingressi HDMI HDR 10 e due uscite HDMI del tipo 2.0b (con "supporto" alla 2.1) e HDCP 2.2, sistema di trattamento dei segnali UHD, Dolby Vision, HDR10, HLG e Advanced HDR by Technicolour passthrough, 3 uscite LFE subwoofer, sistema di correzione dell'ambiente 13.3 live Dirac con campionamento ad una frequenza di 192 KHz, decoding di segnali digitali DSD a singolo e doppio rate, con supporto al multicanale, attraverso HDMI o USB, modalità Reference stereo che bypassa tutti i controlli digitali, equalizzatore parametrico ad 11 bande su ogni canale, doppio display anteriore OLED con matrice 64 x 256, 3 baie di espansione per moduli futuri. Anche la citata implementazione di Dirac Live, dopo qualche incertezza temporale non ascrivibile ad Emotiva, è stata ormai portata a termine. Si tratta dunque di una macchina tecnicamente davvero prossima all'ideale.

 
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Passando al colonnato degli speakers Airmotiv, le 8 torri erano tutte delle T-Zero, un nuovo modello più compatto dei tre disponibili, un due vie con doppio midwoofer da 5e1/4' (ognuno dei quali emette una parte diversa del segnale sonoro) e trasduttore a nastro da  32 x 25 mm (il medesimo componente installato praticamente su tutta la gamma), con 87 dB di efficienza, 100 Watt di tenuta in potenza, 4 Ohm di impedenza (che richiedono quindi una attenta scelta del finale o del sintoamplificatore da interfacciare loro), griglie magnetiche e contatti dorati all'incredibile prezzo di circa 500$ di prezzo alla coppia. La struttura di tutti mobili è stata irrigidita e usa l'HDF al posto del meno pregiato MDF. 

 
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Le 6 torri, per così dire, "principali" superiormente erano dotate di modulo aggiuntivo Atmos refflecting/height ceiling-firing A1 (di cui conosciamo con certezza solo gli 85 dB di efficienza), per sfruttare le riflessioni ambientali in senso verticale e garantire l'effetto immersivo. Il centrale era il compatto tre vie C1+ con un tweeter a nastro, midrange da 3' e doppio woofer da 5-1/4', con 89 dB di efficienza, sempre 4 Ohm di impedenza e 399€ (listino) di costo. Il sub era un S10, il secondo dal basso di una gamma di quattro, che vanta 350 watt di potenza RMS, ma è amplificato - attenzione - non dal solito finalino da auto a sottiletta in classe D, bensì da un vero finale in classe AB, dotato di un toroidale ad alta potenza: emette in aria grazie ad un altoparlante downfiring e ad un radiatore passivo front firing (in generale, quindi, forse meglio che l'emissione inferiore vada a riflettersi su superfici concrete, piuttosto che su moquette), entrambi da 10', per 500$ di costo.


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Sul fronte anteriore della sala c'era la parte ricevente di un sistema di extender HDMI 4K 18 Gbps HDBaseT Signal in grado di ricevere su cavo ethernet di categoria 6 UTP i segnali audio e video (fino ad HDMI 2.0b, HDCP 2.2) e telecomando (bidirezionale, IR e RS-232), che provenivano dal trasmettitore posto vicino alle elettroniche nella parte posteriore: viene accreditato di una portata fino a 70 metri per l'HD, che scendono a 40 metri per l'UHD, ed ha un costo di 250$. La mia prima sorpresa è stata di tipo culturale, nel senso che (come molti, credo, in Europa) mentalmente legavo il marchio Emotiva alle elettroniche, ma sono stato velocemente costretto a ricredermi. In un folle delirio di onnipotenza, non infrequentemente i produttori di elettroniche decidono di fare il gran passo e di mettere in produzione anche dei diffusori (molto raramente avviene il contrario, al di là del limitato comparto della autoamplificazione, come ad esempio ATC, Genelec e quasi tutti per i subwoofer), per sottoporre alla clientela un facile pacchetto "all-in-one" che oggettivamente solleva l'acquirente dai problemi legati allo studio delle sensibilità, impedenze, gain, moduli di impedenza e al difficile abbinamento della resa sonora con le specifiche caratteristiche di riproduzione delle elettroniche. Il tentativo unificante appare dunque lodevole, in quanto mirato a garantire - almeno sulla carta - la realizzazione delle migliori sinergie. Ma la perplessità e il pregiudizio nascono spontanei per i tanti, troppi esempi di marchi di standing elevato ai quali il colpo non è riuscito per mancanza di esperienza e per palese incompetenza progettuale e realizzativa. 


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Malgrado le mie cautele iniziali, non posso che confermare che qui il set di speaker suonava bene in rapporto al prezzo. Ho notato, inoltre, che nessuno speaker portato in mostra a Monaco (immagino non certo per questioni legati allo sviluppo di cubature e quindi ai costi di trasporto) è il top di gamma: Emotiva, quindi, ha dimostrato di non voler "impressionare" il suo pubblico, ma semplicemente di voler mostrare alla clientela europea quanto suonino bene i suoi prodotti. Il set esposto, peraltro, oltre a sollevare l'acquirente dal dover acquisire delle conoscenze tecniche per interfacciare meglio le elettroniche con gli speaker, rispettando la tradizione del marchio viene offerto ai soliti costi particolarmente abbordabili. La sessione era tenuta da un mediatore tecnologico dall'aspetto di un surfista. Magro, alto, biondo, sveglio, naturalmente americano, ma purtroppo non accogliente, un po' sbrigativo, che sembrava star lì quasi controvoglia e che non gradiva gli venissero poste domande: più probabilmente era semplicemente stanco o avrebbe preferito calcare le candide spiagge di Baywatch.


Luca Siesser, XFAudio, illustra caratteristiche e prezzi di RMC-1 ed RMC1-L
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Abbiamo ascoltato uno spezzone di un disco demo Dolby Atmos, Audiosphere, e la resa del set si è subito rivelata notevole. Ad esso ha fatto seguito la solita scena in Mad Max, dell'arrivo della "desert buggy" nel deserto, dove la profonda voce del narratore risultava enorme e pervadeva tutto l'ambiente, anche se giustamente la prevalenza era comunque concessa al compatto speaker centrale: in effetti sembrava di ascoltare altoparlanti dalle dimensioni molto più grandi di quelle effettive. Si è continuato con uno spezzone tratto da Unbroken, sempre con colonna sonora in inglese e in Dolby Atmos. Qui l'effetto circondamento spaziale appariva davvero realizzato al meglio. Il set esibiva una gamma bassa presente e al contempo controllatissima, senza però diventare anoressico o, al contrario, pungente in gamma alta. Malgrado il volume, purtroppo decisamente moderato credo anche per via della situazione coabitativa, il set generava una notevole pressione sonora. Non si avvertivano slabbramenti o distorsioni. I colpi della contraerea erano precisamente identificabili nello spazio. L'effetto immersivo c'era eccome, in quanto sembrava davvero di trovarsi nel bel mezzo del combattimento. Se davvero tutto questo sistema costa, come mi sembra di aver percepito, meno di 9.000€, vuol dire che i marchi più consolidati si dovranno assuefare un po' supinamente alla sempre maggiore affermazione di un player molto competitivo sotto il profilo del rapporto qualità prezzo e - con l'RMC-1 (prezzo suggerito di 5.990 Euro IVA inclusa) e il suo recentissimo epigono privo di possibilità di espansione, l'RMC-1L (4.990 € IVA inclusa) - particolarmente temibili sotto il profilo tecnico. 

Meditiamo, gente, meditiamo...

Per maggiori informazioni: emotiva-italia.com  -  xfaudio.it  -  emotiva.com

 

 

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Commenti (2)

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Commento # 1 di: AlexHRider pubblicato il 09 Luglio 2019, 14:10
Molto interessanti questi articoli di Fabio, Emotiva in particolare la seguo da vicino. Il prossimo anno vedrò se riusciro a seguirvi fino al Munich Hi-End
Commento # 2 di: adslinkato pubblicato il 12 Luglio 2019, 20:19
Grazie! Sono felice che ti siano piaciuti! Mi piacerebbe ricevere più feedback per aggiustare il tiro, ma nella nostra comunità, al contrario che in altre, i commenti sono rarissimi e questo è un vero peccato...

Per quanto riguarda Monaco, sarà un vero piacere scambiarci idee e impressioni!