Test TV Sharp FN2EA 55" 4K HDR

Nicola Zucchini Buriani 07 Marzo 2024 4K e 8K

Il TV Sharp abbina un prezzo aggressivo ad un interessante pacchetto composto da un panello LCD Ultra HD di tipo VA, compatibilità con Dolby Vision e DTS:X, una Smart TV basata sul sistema operativo Android TV di Google e una buona taratura di fabbrica.


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Il TV che ho esaminato è diverso dal solito poiché capita raramente di poter recensire televisori a prezzo ridotto come lo Sharp FN2EA da 55” che è l’oggetto di questa prova. Il motivo è semplice: la maggior parte dei prodotti che riceviamo in prova arrivano direttamente dai produttori e distributori, che hanno maggior interesse a concentrare l’attenzione sulla fascia più alta, quella che permette anche di mostrare i "muscoli", evidenziando la summa delle tecnologia che ciascun marchio ha sviluppato.

Riceviamo inoltre con molta curiosità un esemplare della serie FN2EA a quasi due lustri dall'ultimo test di un TV Sharp su avmagazine (lo trovate a questo indirizzo) ma senza aver mai smesso di seguire un brand che più  recentemente, ha mostrato tanti segnali di effervescenza tecnologica. I motivi di interesse non si limitano alla sola fascia di appartenenza ma anche alle caratteristiche del TV, che alcune fonti ben informate ci avevano descritto come dotato di una modalità ben calibrata già in fabbrica, un pregio che solitamente è riservato ad una ristretta cerchia di prodotti, tutti concentrati nella fascia alta.

 

SOMMARIO

 

CARATTERISTICHE E DESIGN


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Come ho anticipato in apertura, il taglio che abbiamo ricevuto è il 55”. Esistono anche i modelli da 43”, 50”, 65” e 70”. I pannelli utilizzati sono tutti LCD di tipo VA con risoluzione Ultra HD e retroilluminazione Direct LED. Il 55” che ho testato monta uno schermo prodotto da China Star Optoelectronics Technology (CSOT, controllata di TCL), i tagli piccoli sono con pannelli Innolux mentre quelli più grandi sono prodotti direttamente da Sharp. La frequenza di aggiornamento è sempre 50 / 60 Hz. La scheda tecnica riporta una luminanza di circa 350-380 nit, variabili a seconda della dimensione dello schermo.


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Ad elaborare le immagini è l’ACE Pro Ultra Engine, che si appoggia ad un processore dual-core per ottimizzare tutti gli interventi in tempo reale. Abbiamo Active Motion 800 per la gestione delle immagini n movimento, filtri per la riduzione del rumore generato casualmente, quello per gli artefatti di compressione MPEG, oltre alla regolazione dinamica del contrasto. I contenuti con gamma dinamica elevata sono supportati sotto forma di HDR10, HLG e Dolby Vision. L’audio è curato da Harman Kardon e può contare su 2 speaker da 10 W ciascuno.


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Il TV gestisce tracce audio in formato Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby AC-4 e DTS:X. Volendo si può attivare la funzione DTS Virtual:X per espandere il campo sonoro virtuale tramite un'elaborazione che aumenta il "circondamento". La ricezione dei programmi televisivi è affidata ai sintonizzatori DVB-T2 e DVB-S2 con HbbTV 2.0.2, che permette di ricevere anche Rai 4K sul canale ibrido al 101 del digitale terrestre. Ovviamente non manca una piattaforma Smart TV che qui è rappresentata da Android TV 11, sul cui funzionamento in dettaglio tornerò nel capitolo dedicato.


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Il design è definito “frameless” per via della cornice molto sottile su tre dei quattro lati. Fa eccezione quello inferiore che, come su molti altri prodotti, ha una ampiezza maggiore per ospitare alcuni componenti come gli speaker. L’estetica ricalca le soluzioni più in voga nel mercato dei televisori: la cornice frontale è realizzata in plastica lucida, dall'aspetto un po' economico ma con linee molto semplici e sobrie che permettono al prodotto di sposarsi con qualsiasi tipo di ambiente. Lungo il bordo inferiore sono presenti i loghi Sharp (al centro) e Aquos (a sinistra). La base è costituita da due piedini separati che si agganciano in prossimità dei lati.


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Complessivamente il TV Sharp è sicuramente piacevole alla vista anche se l'aapetto di alcuni particolari suggerisce una costruzione più economica, un fatto del tutto normale per un prodotto di questa fascia. Non sorprende quindi l’assenza di soluzioni premium: c’è abbondante uso di plastica, nera lucida sul frontale e opaca sul retro e questo si riflette anche sul peso, che è piuttosto ridotto. Ciononostante non si avverte comunque l’impressione di avere di fronte un prodotto costruito troppo al risparmio ed eccessivamente fragile. Tutti gli ingressi sul retro sono collocati lungo due vaschette collocate all’interno di una sporgenza in prossimità del centro. Rispetto ad altri prodotti sono pertanto più lontane dai lati del TV.


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Nella vaschetta a sinistra troviamo 2 dei 4 ingressi HDMI, capaci di gestire una banda di 18 Gbps e perciò segnali Ultra HD fino a 60 Hz. Su HDMI 1 troviamo anche eARC. Dall’alto verso il basso abbiamo poi lo slot Common Interface, una porta per schede SD, l’ingresso video composito tramite adattatore da 3,5 millimetri, 2 porte USB 2.0, delle quali una capace di erogare fino a 5V e 500 mA. Nella vaschetta lungo il lato inferiore abbiamo gli altri 2 ingressi HDMI, i connettori per l’antenna satellitare e digitale terrestre, un’uscita cuffie, l’uscita digitale ottica e la porta Ethernet (100 Mbps). Completano la dotazione Wi-Fi e Bluetooth.


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Il telecomando compreso nella confezione è un elemento piuttosto semplice e con dimensioni contenute, che però non rinuncia ad un tastierino numerico completo. Per risparmiare spazio si è scelto di usare tasti per volume e cambio canale da spingere verso l’alto e verso in basso, praticamente la stessa soluzione proposta anche sui telecomandi compatti dei TV Samsung. C’è anche il microfono integrato con l’apposito tasto nonché pulsanti per passare direttamente a Netflix, Prime Video e YouTube. La fattura è economica ma l’ergonomia è buona e ci si abitua in fretta ad usarlo. Il TV 55FN2EA si può acquistare ad un prezzo intorno ai 400 euro, soglia sotto cui è sceso in occasione di alcune promozioni.

 

MISURE

 
Bilanciamento e gamut in modalità Eco
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Per le nostra analisi abbiamo utilizzato il software Calman, disponibile anche in versione consumer, oltre a colorimetri e generatori video che vengono verificati spesso con riferimenti di laboratorio. La modalità video impostata come base dal TV Sharp è quella Eco, che come il nome stesso lascia intendere, ha un occhio di riguardo per il risparmio energetico. Effettivamente le impostazioni sono più conservative rispetto ad altre modalità, ma solo perché su queste ultime si va ancora oltre: con i suoi 236 nit la luminanza è tutto fuorché bassa. I limiti vengono dalla scarsa fedeltà data dalle regolazioni di base: è letteralmente tutto blu, con temperatura colore elevata e un DeltaE medio, cioè l’errore rispetto al riferimento, di ben 9,9.

 
Bilanciamento e gamut in modalità Film
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In pratica anche un occhio ben poco allenato si accorgerà facilmente che qualcosa non va. Abbiamo poi un gamma impostato per ambienti più luminosi, 2,175 medio e sufficientemente regolare, mentre i colori sono davvero poco precisi, compresi gli incarnati che arrivano anche ad avere un DeltaE di 12. Si può comunque utilizzare l’impostazione Eco, con alcune modifiche, nel caso in cui ci sia bisogno di un’impostazione per ambiente molto ben illuminati. Nello specifico va cambiata la temperatura colore impostandola su Calda ('calda' nel senso di 'tinte più calde, poiché il riferimento di temperatura in gradi kelvin in realtà si abbassa).

 
Saturazioni e color checker in modalità Film
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Si potrebbe fare lo stesso con la modalità Standard ma gli aggiustamenti da fare sono di più perché la luminanza è sensibilmente più alta (378 nit) e il gamma è meno lineare, specialmente sulle alte luci dove si alza troppo. Anche il valore impostato, in media 2,376, è più adatto alla visione in ambienti oscurati e andrebbe perciò modificato da menu. In pratica, partendo dalla modalità 'standard', la calibrazione sarebbe più complessa ed è una operazione che consiglio solo se la modalità Eco risultasse insufficiente per contrastare efficacemente l'illuminamento presente nella stanza.

 
Bilanciamento e gamut in modalità Film calibrata
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Per ottenere i migliori risultati è necessario cambiare la modalità Eco e passare ad una delle altre presenti: abbiamo Utente, Standard, Vivida, Sport, Film e Gioco. Queste modalità sono le stesse anche per segnali HDR10 e HLG, con banchi apparentemente separati ma che in realtà non lo sono del tutto (ci torneremo in seguito). In Dolby Vision abbiamo invece tre modalità: chiaro, scuro e vivid. Le migliori modalità video sono le seguenti:

SDR e HDR

  • Ambiente luminoso: Eco (con le modifiche sopra elencate)
  • Ambiente oscurato: Film

Dolby Vision

  • Ambiente luminoso: Dolby Vision chiaro
  • Ambiente oscurato: Dolby Vision scuro

 
Saturazioni e color checker in modalità Film calibrata
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In linea di massima sconsigliamo di fare affidamento sulle elaborazioni dell’immagine presenti nei menu che promettono di aumentare il rapporto di contrasto. Il “Controllo del contrasto locale”, in assenza di local dimming, è praticamente ininfluente mentre “Adaptive Luma Control” comprime eccessivamente la dinamica sulle scene scure, facendo perdere dettagli e tridimensionalità. Meglio affidarsi alle prestazioni pure del pannello, davvero molto buone in senso assoluto. In modalità Film la luminanza del bianco vale circa 170 nit, un valore più consono ad un ambiente non molto illuminato.


Bilanciamento nella modalità Eco in HDR
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La qualità del pannello LCD VA è testimoniata dall’ottimo livello del nero che vale appena 0,027 nit, quindi con un rapporto di contrasto nativo di 6.269:1. Logicamente non siamo di fronte a un OLED né ad un prodotto Mini LED con centinaia o migliaia di zone di controllo indipendenti. Eppure si tratta di un rapporto di contrasto nativo che è tra i più elevati mai misurati per i TV con tecnologia LCD. Per essere ancora più chiari, anche TV dal prezzo sensibilmente più alto spesso non hanno pannelli altrettanto buoni da questo punto di vista.

 
Bilanciamento e saturazioni nella modalità Film in HDR
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Le regolazioni di fabbrica sono sorprendentemente buone: il DeltaE medio è 1,7. Siamo sempre sotto al 3 e mai oltre al 2 se si esclude il bianco al 100%, dove si arriva a 2,73. La temperatura colore è 6.686 K, molto vicina al riferimento. Buono anche il gamma che è piuttosto lineare ma un po’ più alto del necessario, soprattutto sulle alte luci. Il valore medio è 2,435 e si potrebbe portare in ad un livello più consono al TV abbassandolo un po’. La fedeltà riscontrata nella riproduzione della scala dei grigi si conferma anche sui colori: i grafici del gamut, del color checker e le saturazioni intermedie fanno tutti registrare coordinate che vanno dal molto buono all’ottimo. Nel caso peggiore si arriva a un DeltaE di 3,44, con la media sempre sotto al 2, quindi un errore che non è praticamente visibile a occhio nudo.

 
ColorChecker e ColorMatch nella modalità Film in HDR
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In HDR la modalità film offre una buona base di partenza: in default la temperatura colore tende sempre verso le tinte fredde ma con uno spostamento tutt'altro che eccessivo. Parliamo di un eccesso di blu dell’1% circa e una quasi speculare mancanza di rosso. Il TV segue abbastanza bene la curva EOTF anche se con qualche imperfezione: in basso si paga qualcosa perché non c’è un sistema di local dimming che spenga i LED. La retroilluminazione lavora alla massima potenza e il nero sale a circa 0,06 nit appiattendo un po’ le basse luci. Sulla scala dei grigi possiamo poi vedere che tra il 15% e il 30% circa lo Sharp schiarisce lievemente il quadro mentre tra il 35% e il 50% fa l’opposto scurendo leggermente l’immagine. Il roll-off si verifica invece a partire dal 60%, come risulta evidente dal grafico: si nota infatti che da quel punto lo schermo scurisce l’immagine per comprimere la dinamica che eccede le proprie capacità.

 
Copertura spazio colore BT.2020 e DCI-P3 nella modalità Film in HDR
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La riproduzione dei colori è influenzata dalla mancanza di soluzioni capaci di estendere la riproduzione degli spazi colore: dove conta l’estensione si verificano ovviamente gli scostamenti più importanti. Ne risente la precisione sul grafico del Color Match, piuttosto impegnativo anche per prodotti di ben altro costo. I colori che invece rientrano più o meno nell’ambito della gamma dinamica standard sono più fedeli: il Color Checker si ferma ad un DeltaE massimo di 2,68 con una media di 1,26. La copertura dello spazio colore BT.2020 è pari al 53% xy e 59% uv mentre per il DCI-P3 abbiamo il 73,99% xy e l’81,49% uv. Il picco di luminanza si attesta a circa 370 nit su tutto lo schermo, non fa differenza la finestra usata, un comportamento che si registra su qualsiasi LCD di questo tipo. Non ci sono limitazioni temporali nel mantenimento dei picchi: la retroilluminazione si mantiene costante anche dopo più di 2 minuti.

 
Bilanciamento e saturazioni nella modalità Film in HDR calibrata
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Sul 55FN2EA sono presenti molti strumenti utili per eseguire una taratura del televisore. Abbiamo la regolazione dei colori con tonalità, saturazione e luminosità e il bilanciamento del bianco a 2 e 11 punti. Quest’ultimo è inusuale in questa fascia di prezzo: ai passi del 10% si aggiunge un primo scalino al 5% per ottimizzare le basse luci. Non comune è anche la possibilità di modificare la temperatura colore per ognuna delle voci presenti: Utente, Fredda, Standard e Calda. In pratica si cambia la base di partenza sulla quale si interviene poi col bilanciamento del bianco. Le impostazioni sono molto semplici: tramite il guadagno per rosso, verde e blu si modifica il punto di bianco.

 
ColorChecker e ColorMatch nella modalità Film in HDR calibrata
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Il bilanciamento a 11 punti è efficace e funziona generalmente bene. Bisogna solo fare attenzione quando si lavora sul 100%: i controlli spostano insieme il 95% e il 100%. Una delle vie per risolvere facilmente è regolare il bianco tramite la temperatura colore e poi allineare con più precisione il 95% tramite il bilanciamento del bianco. I risultati sono davvero eccellenti in gamma dinamica standard: il Delta E medio con TV tarato è spettacolare e vale 0,2 sulla scala dei grigi (massimo 0,5 sul bianco al 100%) e anche il gamma è perfettamente lineare.

 
Copertura spazio colore BT.2020 e DCI-P3 nella modalità Film in HDR calibrata
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Anche la fedeltà cromatica migliora e rientra in gran parte sotto la soglia dell’errore visibile: sul Color Checker abbiamo un DeltaE medio di 1,15 con un massimo di 2,73. Da sottolineare che gli incarnati sono quasi tutti sotto al 2 e questo è ottimo perché è più facile percepire problematiche sulle tinte dei volti. Le saturazioni sono quasi tutte corrette ad eccezione di magenta e rosso, dove qualche errore più visibile c’è: si arriva a un DeltaE di 3,22 che è comunque ottimo specialmente per un prodotto di questa fascia.


Picchi di luminanza
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Per la taratura in HDR ci siamo invece affidati al bilanciamento a 2 punti perché quello a 11 punti non si è dimostrato realmente funzionante ed in realtà è un bene. Le regolazioni sarebbero infatti in comune con la gamma dinamica standard mentre i 2 punti sono indipendenti e possono essere usati differenziando gli interventi. Fortunatamente anche i 2 punti sono più che sufficienti per allineare ottimamente rosso, verde e blu sulla scala dei grigi. Permane invece la leggera tendenza ad 'aprire' leggermente le basse luci e a chiudere tra il 35% e il 55% della scala dei grigi, anche se in maniera ancora più lieve rispetto alle regolazioni di base. Sui colori non ci sono differenze molto rilevanti rispetto alla modalità Film senza alcuna correzione e vale pertanto quanto abbiamo scritto per la calibrazione di fabbrica.

 

LA SMART TV


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Sharp ha affidato la gestione della Smart TV alla piattaforma hardware m7632, dotata di una CPU quad-core a 1.500 MHz basata su architettura Cortex-A55, una GPU Mali-G52, 2 GB di RAM e circa 4 GB di memoria interna (non interamente disponibile per l’utente). La versione di Android TV installata è la 11, nome in codice Red Velvet Cake.

La capacità di calcolo è sufficiente per garantire prestazioni mediamente soddisfacenti nell’utilizzo delle applicazioni ma sono da mettere in conto alcuni cali nella fluidità e incertezze quando si compiono operazioni più pesanti, in sequenza o se si passa spesso da un’app all’altra. Come sempre è consigliata una pulizia periodica del sistema (si può eseguire tranquillamente dal menu) per evitare che il televisore si appesantisca: in questo modo si possono limitare al massimo i cali di prestazione.


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La disponibilità di applicazioni è ottima: tutti i principali servizi sono disponibili, da Netflix a YouTube passando per Disney+, Prime Video, Apple TV+, DAZN, Mediaset Infinity, TIMvision, Chruncyroll, Discovery+ eccetera. Buone anche le prestazioni del media-player integrato, compatibile con praticamente tutti i formati:

  • Video: MKV, MP4, MOV, AVI, MPG, MPEG, 3GP, 3GPP, ASF, FLV, WEBM, VOB, DAT, TS, TRP, TP
  • Audio: MP3, M4A, AAC, AC3, EAC3, DTS, WAV, FLAC, LPCM
  • Immagini: JPG, JPEG, BMP, PNG, GIF, MPO


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Nei nostri test siamo riusciti a visualizzare tutti i file che abbiamo testato, senza difficoltà. C’è però un limite riguardante il file system degli hard disk e memorie che si possono collegare tramite USB: la serie FN2EA supporta FAT16, FAT32 ma non NTFS.

Come su tutti gli Android TV c’è la possibilità di sfruttare Google Cast, cioè di replicare tutte le funzioni di un Chromecast e si può anche sfruttare l’interazione vocale con Google Assistant. Da questo punto di vista non abbiamo rilievi da riportare: tutto ha sempre funzionato perfettamente senza la minima incertezza.

 

LA PROVA DI VISIONE


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Iniziamo come sempre dal materiale a risoluzione standard (SD), quello meno nobile ma con in quale ancora oggi si deve fare i conti, almeno in alcuni contesti. La ricostruzione del dettaglio non è eccezionale e il quadro che ne risulta è più morbido che tagliente. Non è però una caratteristica così negativa perché l’elaborazione dell’immagine tende a non mascherare alcuni difetti che anzi, per via dell’adattamento alla risoluzione Ultra HD del pannello risultano a volte enfatizzati.

Ci riferiamo ad esempio al rumore video e a difetti come l’edge enhancement, cioè l’ispessimento dei bordi di soggetti e oggetti presenti su schermo, causato in parte dalla qualità tutt’altro che eccelsa del materiale di partenza e in parte dall’elettronica. In poche parole ci troviamo di fronte ad un trattamento del segnale sufficiente ma nulla di più. Non ci sono soluzioni evolute per l’upscaling così come per il miglioramento delle sfumature e se i difetti nella sorgente sono ben visibili, resteranno così anche una volta portati in Ultra HD.


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La situazione migliora ovviamente alzando la risoluzione: con contenuti HD o Full HD il TV fatica meno per restituire un quadro più dettagliato e pulito. Restano però sempre gli stessi limiti di base: se con un Blu-ray Disc di ottima qualità il quadro che si ottiene è a volte anche discreto, appena si passa a contenuti più compressi (anche Full HD) la ridotta efficacia dell’elettronica emerge nuovamente e ci si attesta sulla sufficienza.

Anche la gestione del moto non è sempre ottimale: ci riferiamo in particolare al 24p e quindi al materiale cinematografico. La fluidità è tutt’altro che perfetta e vengono introdotti alcuni micro-scatti che nella sorgente originale non sono presenti, segno evidente di un'alterazione del segnale con conversione a 60 Hz. Lo stesso può capitare con sorgenti a 50 Hz che mischiano immagini con scritte a scorrimento in sovrimpressione: il processore sembra a volte indeciso su come trattare il segnale e questo genera qualche scatto che però tende ad essere più sporadico che regolare.


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Se da una parte è giusto far presenti questi limiti, dall'altro sarebbe però ingeneroso calcare la mano: nella fascia di prezzo in cui rientra il televisore Sharp non ci sono prodotti significativamente migliori da questo punto di vista. Per ottenere un apprezzabile salto in avanti, sul versante dell’elaborazione video, occorre spendere cifre decisamente più alte, ad oggi evidentemente le economie di scala non permettono di integrare componenti prestanti senza alzare di molto i costi. Bisogna dunque accettare qualche compromesso.

Con sorgenti Ultra HD lo Sharp FN2EA riesce a dare il meglio: il quadro è compatto, si apprezza una buona fedeltà cromatica e anche un rapporto di contrasto più che soddisfacente. Un LCD con local dimming o un OLED si posizionano ad altri livelli che qui non possono essere replicati per una questione di costi. Volendo trovare qualche difetto si potrebbe citare un’uniformità che non è perfetta e a volte lo si può notare, soprattutto in ambienti oscurati, con un po’ di “clouding” (fughe di luce che assomigliano a leggere nuvolette) che fa capolino in alcune situazioni.


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Vale però lo stesso discorso fatto per l’elettronica: pannelli perfetti sono rari perfino nella fascia alta, pensare di trovali ad una frazione del prezzo è ad oggi assolutamente utopistico. L’esperienza di visione in gamma dinamica standard con contenuti a risoluzione Ultra HD è sicuramente appagante sia in ambienti poco illuminati sia in condizioni diurne. Il principale pregio è sicuramente rappresentato dalla calibrazione di fabbrica che qui gioca un ruolo potenzialmente più importante rispetto a prodotti di alto livello.

Un televisore proposto a questo prezzo non verrà mai tarato se non finisce in mano ad un utente esperto e dotato di tutto il necessario. Il motivo è molto semplice: pagare per una taratura professionale è poco conveniente su modelli così economici perché diventa difficile giustificare la spesa, visto quanto incide in rapporto al prezzo del TV.


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Poter contare su modalità pre-impostate già in modo corretto è quindi un grande punto a favore e lo diventa ancora di più se si considera che il livello medio è piuttosto basso, tanto da inficiare in vari casi la qualità dei pannelli usati, che di base sarebbero capaci di dare ben di più. Detto in parole più semplici: lo Sharp è una rara eccezione in un mare magnum composto da schermi economici che non puntano affatto sulla fedeltà dell’immagine.

Il passaggio all’HDR deve necessariamente scontrarsi con una retroilluminazione che non può esprimere un picco di luminanza molto elevato. È del resto una caratteristica che accomuna tutti i prodotti più economici e che alcuni OLED non molto brillanti compensano con l’ampissima gamma dinamica di cui sono capaci. Lo Sharp è più o meno in linea con tutti gli LCD simili: una visione realmente di impatto richiederebbe una maggiore estensione verso le alte luci e sicuramente anche un controllo a zone della retroilluminazione.


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Per compensare arriva in aiuto il Dolby Vision, che grazie ai metadati dinamici dimostra ancora una volta come questa tecnologia sia particolarmente utile proprio sui prodotti che esprimono un picco più contenuto. La dinamica espressa dal pannello è in ogni caso lontana da quella che si apprezza su un televisore realmente capace di gestire l’HDR. Complessivamente la visione è tutto sommato equilibrata: manca l’effetto “wow” ma fortunatamente Sharp ha scelto di non inseguirlo (inutilmente) enfatizzando i mezzitoni, come invece capita su altri prodotti (anche non economici) che finiscono per snaturare l’immagine senza risolvere comunque nulla.

La serie FN2EA ha infine evidenziato un angolo di visione non molto ampio, una caratteristica legata all’uso di pannelli di tipo VA, ottimi come rapporto di contrasto ma più limitati se visti da posizioni non centrate. Questo limite si può mitigare con filtri o soluzioni che sono però esclusivo appannaggio di televisori decisamente più costosi, motivo per cui non ci sentiamo di calcare troppo la mano su questo punto. A questi prezzi bisogna scegliere: con un TV LCD VA si ha maggiore rapporto di contrasto e un angolo di visione limitato, con un IPS vale invece il contrario, cioè visione più soddisfacente anche da posizioni angolate ma contrasto molto più basso.


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La sezione audio è senza infamia e senza particolari lodi, quinid in linea con la fascia di mercato in cui si inserisce lo Sharp. In linea di massima è sufficiente per seguire i programmi TV e l'intrattenimento ma chiaramente non ci si può aspettare troppo né sui bassi né sulla qualità in generale. Aggiungere una soundbar, anche economica è sicuramente consigliato, ma del resto faticheremmo a citare un prodotto dal prezzo simile capace di fare di meglio.

Chiudiamo con l’input lag, cioè il ritardo nella risposta ai comandi: le misurazioni che abbiamo effettuato non sono state tutte coerenti. Solitamente il ritardo si attesta sui 50 millisecondi ma in alcuni casi il valore ha subito forti oscillazioni in basso fino a poco più di 10 millisecondi. Le nostre prove hanno poi confermato che il TV si può usare tranquillamente per giocare a titoli non competitivi o troppo esigenti ma chiaramente chi vuole il massimo per sfruttare una console o PC di ultima generazione deve scendere a compromessi.

 

CONCLUSIONI


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Lo Sharp 55FN2EA si è rivelato un buon TV, non perfetto ma dotato di numerose frecce al suo arco. Non è chiaramente il prodotto che può soddisfare ogni bisogno dell’utente più esigente ma a una frazione del prezzo rispetto ad un top di gamma, però sa come farsi valere e sotto alcuni aspetti è capace di sorprendere. Gli aspetti su cui bisogna chiudere un occhio sono la costruzione, sicuramente economica, e alcuni limiti legati alla tecnologia.

In questa fascia di prezzo non ci sono LCD Mini LED con un local dimming evoluto e non ci sono OLED. La gamma dinamica non è quindi sufficiente per mostrare un HDR vero e proprio, anche se il Dolby Vision riesce a spremere qualcosa in più dal pannello. Proprio il pannello è uno dei punti di forza grazie al suo rapporto di contrasto nativo, davvero ottimo e superiore anche a prodotti dal prezzo decisamente più elevato.


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Per contro abbiamo un angolo di visione limitato e un trattamento del segnale che non fa gridare al miracolo, come dimostra anche la gestione dei contenuti a 24p, che evidenziano qualche microscatto. Il pregio maggiore è però da ricercare altrove ed è quello che fa pendere la bilancia in positivo: lo Sharp è un TV facile.

Basta selezionare la modalità video giusta e si ottiene subito una visione soddisfacente, una qualità per nulla scontata su prodotti economici. Per l'utente medio è un grande plus: la fedeltà dell’immagine è buona e non costa nulla. Il televisore si può anche usare per i videogiochi, ovviamente a patto di avere aspettative realistiche: l’assenza di HDMI 2.1 suggerisce già che il prodotto non è l’ideale per gli appassionati più esigenti.

Il rapporto qualità/prezzo è molto interessante: nel momento in cui scriviamo si parte poco sotto i 400 euro per il 50" e si sale a 560 circa per il 70". I tagli più grandi sono quindi ancora più interessanti di quelli più piccoli.

La pagella secondo Nicola Zucchini Buriani: voto finale 7,0

Costruzione 6,5
Versatilità 7,0
Menu e taratura 7,5
Prestazioni in SDR 7,5
Prestazioni in HDR 6,5
Riproduzione audio 6,5
Rapporto Q/P 7,5

Per maggiori informazioni: sito ufficiale Sharp

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