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Anche RAI nel Super Hi-Vision

di Emidio Frattaroli, pubblicata il 01 Aprile 2008, all 11:07 nel canale HT

“Sebbene in Italia stenti a partire l'alta definizione a 1920x1080, la RAI si unisce a NHK e a BBC nella ricerca e sperimentazione delle trasmissioni del Super Hi-Vision in banda 21 GHz”

Roma, 30 Marzo 2008. Lo scorso week-end a Roma si è tenuto il SAT Expo, la fiera dedicata alle tecnologie di trasmissione dei segnali con particolare attenzione al broadcast televisivo e all'alta definizione. In questo contesto la RAI ha annunciato una serie di sperimentazioni per servizi ad alta definizione basati sulla tecnologia Wimax.

Inoltre, secondo quanto pubblicato da Key4biz, la stessa RAI avrebbe stretto accordi con la NHK e la BBC per la sperimentazione sull'Ultra High Definition da 33 megapixel (7680x4320) di cui vi avevamo già mostrato le meraviglie in occasione di uno dei report dal CEATEC dello scorso 2006, disponibile a questo indirizzo.

Mentre BBC e NHK si occuperanno principalmente dei problemi di compressione del segnale video, la RAI aiuterà i giapponesi a risolvere i problemi della trasmissione dei segnali, utilizzando la banda a 21 GHz. Gli accordi prevedono anche uno scambio di ricercatori e l'organizzazione di alcuni eventi in comune.

Per maggiori informazioni: www.key4biz.it/News/2008/03/31



Commenti (18)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: blitzkrieg pubblicato il 01 Aprile 2008, 11:54
RAI aiuterà i giapponesi a risolvere i problemi della trasmissione dei segnali, utilizzando la banda a 21 GHz.Cioè siamo noi ad aiutare loro?Ma invece di aiutare gli altri perchè non aiutano noi utenti a farci vedere un segnale Tv ad una risoluzione e con copertura decente?
Commento # 2 di: sevenday pubblicato il 01 Aprile 2008, 11:58
Ecco dove vanno a finire i soldi del canone...
Commento # 3 di: chicca pubblicato il 01 Aprile 2008, 12:45
Almeno finissero nella ricerca.... e non nelle tasche di nani e ballerine varie !!!
Commento # 4 di: f_carone pubblicato il 01 Aprile 2008, 12:59
Scrivete Voi che mi vien da ridere...

ciao,
fil
Commento # 5 di: Nordata pubblicato il 01 Aprile 2008, 13:18
Invece non c'è nulla da ridere.

La notizia parla di ricerca ed il Centro Ricerche RAI di Torino, cosa purtroppo ignorata dai più, è sempre stato all'avanguardia in tale campo e non ha nulla da invidiare ad altre istituzioni sparse in altri Paesi notoriamente all'avanguardia nel settore delle telecomuncazioni.

Che poi tali ricerche e le innovazioni che ne derivano siano o meno applicate nella pratica giornaliera dalla RAI è un altro discorso, in cui intervengono tantissimi altri fattori, tra cui quelli politico e finanziario.

Sarebbe un po' come mettersi a ridere se qualcuno affiancasse il nome FIAT alla Formula 1, dimenticandosi che, in forndo, Ferrari (nel caso RAI: la ricerca) è FIAT oppure si chiedesse del perchè allora le FIAT (nel caso RAI: la pratica di tutti i giorni) non fanno i 300.

Ciao
Commento # 6 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 01 Aprile 2008, 13:23
Non capisco tutto questo qualunquismo.

Il CRIT RAI (Centro Ricerce Inovazione Tecnologica) è una meravigliosa fucina di idee, ricca di professionalità ai più alti livelli in cui è nata l'alta definizione, prima analogica e poi digitale, con l'applicazione dei primi sistemi di compressione che sfruttavano l'IDCT.

Il CRIT ha resistito al drammatico depauperamento delle risorse di questi ultimi venti anni e non è certo la causa dell'arretratezza italiana in campo HD poiché il suo lavoro lo ha sempre svolto, anche con le minime risorse a disposizione. Un esempio:

http://www.avmagazine.it/articoli/s...-rai_index.html

Quindi, non solo non mi sembra strano che qualcuno in RAI possa contribuire in maniera determinante allo sviluppo del formato Super Hi-Vision ma sono certo che la particolare inventiva tutta italiana sarà ancora una volta determinante.

Se dovete lamentarvi con qualcuno per la situazione italiana (al netto dell'imbarazzante risoluzione e qualità dei pochissimi canali in chiaro del digitale terrestre) e siete invidiosi dei cugini francesi che partiranno ad ottobre con l'alta definizione su Digitale Terrestre, lamentatevi con tutti quelli che sono stati in questi ultimi sette anni al Governo del nostro paese.

Questo tipo di facile ironia sul CRIT RAI è fuori luogo, inutile e anche fuorviante.

Fatevi un giro qui: www.crit.rai.it



Emidio Frattaroli
www.avmagazine.it



P.S.

Grazie Norico.

Quando ho premuto il tasto di invio ho visto il tuo intervento
Commento # 7 di: sevenday pubblicato il 01 Aprile 2008, 14:09
Emidio; ma noi non critichiamo gli studi fatti da mamma RAI.

Il problema è che dovrebbero PRIMA pensare alla situazione in ITALIA, visto che è la nostra emittente e che paghiamo il canone per non avere NULLA.
Un sacco di pubblicità e degli spettacoli in prima serata PENOSI!!!

Senza considerare che non in tutto lo stato il segnale è valido...

Sviluppare il digitale terrestre ecc...
Commento # 8 di: Cantalamessa pubblicato il 01 Aprile 2008, 14:14
Il CRIT lo ha fatto il suo sforzo, visto che negli anni'90 è stato tra quelli che ha standardizzato il digitale terrestre europeo presso l'EBU. Forse ultimamente si sono un attimo messi a sedere, ma questo è dovuto anche ad un generale problema di mancato avanzamento tecnologico dell'Italia.
Commento # 9 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 01 Aprile 2008, 14:30
seveday e Cantalamessa,

il mio intervento ha lo scopo di mettere i puntini sulle i e di evitare che qualche incauto lettore pensi che la situazione attuale sia anche colpa del CRIT RAI, che pensi che il CRIT sperperi denaro pubblico etc.

Fino a prova contraria, questo è lo spazio deciato al commento di una notizia di argomento ben definito e a questo voglio limitarmi. Non ho alcuna intenzione di finire in politica.

Ma vedo che il mio intervento ha avuto scarsi risultati.

Originariamente inviato da: sevenday
... dovrebbero PRIMA pensare alla situazione in ITALIA...

... Sviluppare il digitale terrestre ecc...


Ripeto: non è compito del CRIT RAI quello di incentivare la qualità tecnica delle trasmissioni (che spesso è ben inferiore a quella del buon caro vecchio segnale analogico).

Il CRIT ha già sviluppato e continua a sviluppare il digitale terrestre. Chi ha avuto la buona volontà di leggere l'articolo che ho indicato poco sopra, saprà che già durante le olimpiadi invernali di Torino, il CRIT trasmetteva in HDTV su DVB-T.

Il CRIT fa il suo lavoro: fa ricerca e innovazione. Per utilizzare i risultati nella giusta direzione è necessaria la buona amministrazione e la buona politica.

Anche perché senza gli opportuni incentivi e indicazioni nessuno mai avrà interesse ad investire a breve sull'alta definizione che ha bisogno di almeno 10 megabit di banda per ottenere dei risultati accettabili (vedi Sky HD in Italia).

Con lo stesso datarate, è possibile trasmettere fino a cinque-sei mefitici canali supercompressi a definizione standard oppure due-tre a discreta qualità, ma sempre a definizione standard.

Politica e mercato mi sembrano orientati in maniera definitiva verso la diffusione del pay-per-view a definizione standard su digitale terrestre.

Originariamente inviato da: Cantalamessa
... Forse ultimamente si sono un attimo messi a sedere...
O forse non hanno avuto più le risorse adeguate per troppo tempo...

Comunque, vi invito ancora una volta a rimanere in topic e utilizzare eventualmente altre discussioni (nuove o vecchie che siano) per discutere di tutto quello che non riguarda direttamente il Super Hi-Vision, il CRIT etc.

Emidio
Commento # 10 di: giamic pubblicato il 01 Aprile 2008, 15:51
Poi va anche detta una cosa, nei luoghi dove la Rai si vede bene, ed io sto in uno di quelli, la qualità del segnale video e delle immagini su schermo è cmq una spanna sopra rispetto a tutte le emittenti private (parlo naturalmente del segnale analogico terrestre).
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