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Shoot-out: Boston M25

di Redazione , pubblicato il 30 Maggio 2013 nel canale DIFFUSORI

“Le piccole Boston Acustics M25 rappresentano il sistema di ingresso della sere M: un due vie con con un piccolo ma generoso woofer da 13cm ed un tweeter da 25mm che hanno mostrato i muscoli soltanto dopo qualche ora di rodaggio”

LAB: le misure di laboratorio

La risposta in frequenza del piccolo diffusore mostra una regolarità notevole dalla limitata gamma bassa fino alle frequenze medie, a cui segue un solo avvallamento ed una enfasi in gamma altissima. Nella ripresa fuori asse notiamo come tutta la gamma altissima subisca un deciso abbassamento della pressione emesse, l’abbassamento più vistoso del gruppo, con quasi 20 decibel persi. Facile ipotizzare allora che in ambiente questo diffusore appaia quanto meno spento in gamma altissima, anche se la pressione sull’asse c’è. La frequenza a -3 dB dichiarata dal costruttore è verificabile con precisione, mentre il dato di sensibilità è venuto fuori addirittura maggiore di quanto dichiarato dal costruttore. Specifiche aderenti al vero in genere, ed anche in questo caso, costituiscono un ottimo indice della serietà di un marchio.

Il carico visto dall’amplificatore ha due picchi abbastanza elevati ai lati della frequenza di accordo a dimostrazione di fattori di merito meccanici mediamente elevati e di perdite dovute all’assorbente molto contenute. La notevole variazione della fase elettrica conduce ad una condizione di massimo carico che è appena inferiore ai 3 ohm resistivi a 48 Hz, Il picco in gamma media appare asimmetrico a causa di un taglio elettrico del woofer probabilmente configurato a doppia pendenza finalizzato alla buona linearità dell’incrocio.

Al banco delle misure dinamiche notiamo alcune caratteristiche peculiari che dovrebbero aggiungere informazioni sul comportamento in sala d’ascolto. Come sempre ho eseguito la misura a tre pressioni differenti, un modo di fare che mi sta aprendo ad una visione leggermente differente delle cose, perché ci mostra lo sviluppo e la variazione della distorsione al variare del segnale. Come possiamo vedere dai tre grafici alla pressione di 85 decibel a bassa frequenza le armoniche superiori, quarta e quinta, salgono notevolmente, fino all’uno per cento, per poi discendere verso il fondo del grafico man mano che il livello del segnale aumenta.

Ciò già sta ad indicare che ai bassi livelli si perde un po’ di articolazione anche se in gamma bassa e mediobassa articolazione può essere una definizione con poco senso. In gamma media, e per l’esattezza a circa 320 Hz notiamo una vibrazione costante a tutti i livelli di pressione, che vede coinvolte tutte le armoniche. Secondo me è questa apparente anomalia è dovuta al cestello del midwoofer che sopporta già il carico di un doppio magnete di notevoli proporzioni. All’aumentare del segnale ai morsetti le armoniche superiori scendono mentre seconda e terza armonica , pur basse in assoluto, danno ancora segno della loro presenza. Vi invito anche a guardare alla terza armonica in gamma media, tra i 1000 ed i 2000 Hz.

Possiamo notare come all’aumentare di ben 10 decibel tra 85 e 95 decibel di pressione emessa ci sia la variazione di un solo decibel di questa fastidiosa componente spettrale. Allo stesso modo ai bassi livelli si nota un andamento della seconda e della terza armonica al variare del livello, con un picco di seconda che sfiora appena l’uno per cento.

La misura al gradino mostra anche in questo caso entrambi i picchi “puntati” verso l’alto, a dimostrazione della fase positiva di entrambi i trasduttori. Da una membrana comunque più piccola e leggera mi sarei aspettato un pizzico di decadimento in più sull’impulso del midwoofer.

La waterfall, diciamocela tutta, combatte quasi ad armi pari con quella della Sonus Faber ed entrambe sono, nella mia ottica, le peggiori, con riflessioni in gamma mediobassa notevoli e problemi legati sempre al midwoofer sempre ben visibili fino a frequenze elevate. Anche il tweeter non è da meno, con prolungamenti risonanti di oltre quattro millisecondi nelle vicinanze degli 8.000-10.000 Hz. Anche in questo caso credo che queste alterazioni, specialmente in gamma mediobassa possono essere velocemente ridotte in poco tempo senza apprezzabili aumenti di spesa.