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Verità ad altissima definizione

di Dimitri Bosi , pubblicato il 17 Gennaio 2011 nel canale CINEMA

“Oliver Stone, Baz Luhrmann e Michael Mann hanno discusso al recente CES di Las Vegas, in un panel organizzato dalla Panasonic, del valore del blu-ray e dei cambiamenti introdotti dall’adozione di questo formato nella loro maniera di fare film”

Mann, Luhrmann e Stone

Altro gigante invitato ad esprimersi, Michael Mann mette in evidenza come l’immagine del blu-ray ripaghi finalmente il lavoro che i registi fanno sul film, riferendosi ovviamente al rispetto delle cromie, le luci, i dettagli e la profondità. Al discorso cromatico si riaggancia Baz Luhrmann che, a proposito della sua trilogia, racconta di aver tentato di riprodurre i colori del Technicolor ma senza successo; solo l’edizione in alta definizione, grazie alle 1.000 ore di lavoro del colorist Jan Yarbrough, è in grado di restituire fedelmente l’effetto cromatico che lui aveva in mente.

Infine Luhrmann sottolinea, sollecitato dal moderatore dell’incontro, che il suo rapporto con la lavorazione del film è ovviamente cambiato pensando alla futura edizione in blu-ray, ovvero alla necessità di inserire extra e contenuti speciali che documentino le fasi salienti di tutto il complesso lavoro che porta alla realizzazione di un prodotto audiovisivo.

Ma sul problema del colore Luhrmann trascina anche Stone, che si dice entusiasta della riproduzione del colore nel blu-ray e sottolinea l’importanza dell’impronta cromatica nel comunicare il particolare mood di un film e porta come esempio le varie scale di marrone che caratterizzavano il suo primo Wall Street. A questo punto la palla torna a Mann - e non poteva essere altrimenti ripensando, a proposito di colori, ai blu elettrici di Dante Spinotti (Heat – La sfida) o alle sgranature o ai controluce di Nemico Pubblico – che introducendo una clip de L’Ultimo dei mohicani sottolinea l’importanza dell’ambientazione, e lo sforzo della messa in scena di comunicare la forza lussureggiante della natura, il senso, aggiungiamo noi, di quella wilderness tanto cara al romanzo originario di Fenimore Cooper.

Mann quindi sottolinea l’enorme lavoro fatto sui dettagli, per dare autenticità a tutta la ricostruzione storica. Dalla giubba alla ghetta, un lavoro immane che ora la qualità del blu-ray riesce per fortuna a restituire.

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