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Pagina 1 - Introduzione Un interessante incontro al CES ci ha permesso di conoscere il punto di vista di tre protagonisti del cinema americano su quello che potremmo definire il supporto definitivo per i contenuti audiovisivi, ovvero il blu-ray. Usiamo il termine “definitivo” in quanto Oliver Stone, ad un certo punto della discussione, chiama all’appello tutti i collezionisti facendo notare che i vecchi film che ora si stanno rieditando in blu-ray non conosceranno un nuovo supporto di distribuzione, non ci saranno insomma altri salti tecnologico/commerciali in grado di farci conservare a casa un film con la qualità del blu-ray o superiore. Come già per la musica anche per i film l’orientamento è dunque quello di consegnare tutto alla “nuvola” del web che ci consentirà di accedere a qualsiasi contenuto ma senza possederlo fisicamente. Insomma il regista di Wall Street ci invita ad affrettarci, perché la nostra collezione di dischi blu avrà un valore tra qualche annetto. Stone si comporta da vero collezionista infine quando afferma che avere un blu-ray si può paragonare al possesso di una copia in pellicola, e spesso la qualità del disco è molto migliore. Ci permettiamo a questo punto di stemperare l’ottimismo di Stone su un aspetto, ricordando un dettaglio che il collezionista conosce, ovvero che a fini conservativi e di durata nel tempo della copia, della pellicola conosciamo ormai le reazioni negli anni sia alle temperature ed umidità che ad altri fattori, invece delle reazioni del blu-ray ancora poco sappiamo e soprattutto che un timido graffio sulla sua superficie rischia di farci perdere tre quarti di film!! Pagina 2 - Mann, Luhrmann e Stone Altro gigante invitato ad esprimersi, Michael Mann mette in evidenza come l’immagine del blu-ray ripaghi finalmente il lavoro che i registi fanno sul film, riferendosi ovviamente al rispetto delle cromie, le luci, i dettagli e la profondità. Al discorso cromatico si riaggancia Baz Luhrmann che, a proposito della sua trilogia, racconta di aver tentato di riprodurre i colori del Technicolor ma senza successo; solo l’edizione in alta definizione, grazie alle 1.000 ore di lavoro del colorist Jan Yarbrough, è in grado di restituire fedelmente l’effetto cromatico che lui aveva in mente. Infine Luhrmann sottolinea, sollecitato dal moderatore dell’incontro, che il suo rapporto con la lavorazione del film è ovviamente cambiato pensando alla futura edizione in blu-ray, ovvero alla necessità di inserire extra e contenuti speciali che documentino le fasi salienti di tutto il complesso lavoro che porta alla realizzazione di un prodotto audiovisivo. Ma sul problema del colore Luhrmann trascina anche Stone, che si dice entusiasta della riproduzione del colore nel blu-ray e sottolinea l’importanza dell’impronta cromatica nel comunicare il particolare mood di un film e porta come esempio le varie scale di marrone che caratterizzavano il suo primo Wall Street. A questo punto la palla torna a Mann - e non poteva essere altrimenti ripensando, a proposito di colori, ai blu elettrici di Dante Spinotti (Heat – La sfida) o alle sgranature o ai controluce di Nemico Pubblico – che introducendo una clip de L’Ultimo dei mohicani sottolinea l’importanza dell’ambientazione, e lo sforzo della messa in scena di comunicare la forza lussureggiante della natura, il senso, aggiungiamo noi, di quella wilderness tanto cara al romanzo originario di Fenimore Cooper. Mann quindi sottolinea l’enorme lavoro fatto sui dettagli, per dare autenticità a tutta la ricostruzione storica. Dalla giubba alla ghetta, un lavoro immane che ora la qualità del blu-ray riesce per fortuna a restituire. Pagina 3 - Conclusione Se di dettaglio vive il film di Mann, al contrario di dettaglio rischia di perire il lavoro sul restauro dei vecchi film come ci fa notare, in chiusura, Baz Luhrmann che sottolinea come le riedizioni dei vecchi film andrebbero eseguite con la consulenza dei registi stessi o di coloro che hanno lavorato originariamente sul film, altrimenti l’alta risoluzione del blu-ray rischia di far emergere particolari e dettagli non presenti nella versione originaria – come di recente è accaduto nel lavoro del suo colorist sul Mago di Oz. Segnaliamo quindi le uscite - per gli USA e non per l’Italia - in blu-ray di alcuni piccoli grandi capolavori del cinema contemporaneo: la Disney/Buena Vista ha annunciato per il 12 aprile il rilascio de Gli incredibili, il film d’animazione della Pixar che ha per protagonisti un’allegra famiglia di supereroi; nel 20° anniversario tornano Thelma & Louise di Ridley Scott, esattamente l’8 febbraio da parte di MGM/UA; sempre per il ventennale, è già uscito invece il premio Oscar Balla coi lupi; chiudiamo con l’annuncio di una versione “diamond” ovvero con due blu-ray, ricchissima quindi di contenuti, del 5° lungometraggio d’animazione Disney, Bambi, annunciata per il 1 marzo. |
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