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Robin Hood

di Alessio Tambone , pubblicato il 29 Maggio 2010 nel canale CINEMA

“Ridley Scott e Russel Crowe ancora insieme per un film storico. Dopo Il gladiatore, i due si trasferiscono nell'Inghilterra delle ballate e delle guerre con la Francia, reinterpretando la leggendaria storia di dell'arciere gentiluomo. Ecco il giudizio di AV Magazine sul film e sulla proiezione Digitale 2K”

Tra storia e leggenda

I racconti delle gesta di Robin Hood fanno parte della letteratura inglese ormai da secoli. Le antiche leggende, tramandate oralmente nel IX secolo con il racconto Robin the Be-header, trovano una forma letteraria nelle ballate del XV e XVI secolo come A Gest of Robyn Hode, Robin Hood and the Curtal Friar e Robin and the Monk. Il celebre eroe è stato rappresentato sul grande e piccolo schermo diverse volte, con almeno 30 film realizzati per cinema e tv nel corso dei decenni. Si parte nel lontano 1913 con l'adattamento cinematografico del romanzo Ivanhoe, e si prosegue con Douglas Fairbanks (Robin Hood, 1922), Errol Flynn (Le avventure di Robin Hood, 1938), Sean Connery e Audrey Hepburn (Robin e Marian, 1976) e Kevin Costner (Robin Hood: il principe dei ladri, 1991). Senza dimenticare naturalmente la straordinaria lettura comica di Mel Brooks (Robin Hood: un uomo in calzamaglia, 1993) e l'eccellente animazione Disney con il cartone del 1973.

Nella maggior parte dei casi, Robin Hood è però presentato come nobile caduto in disgrazia o come furfante galantuomo che ruba ai ricchi per donare ai poveri. Il film di Ridley Scott racconta invece il personaggio da un punto di vista diverso, presentando la storia che anticipa il Robin conosciuto fino ad oggi, riprendendo l'idea che Christopher Nolan ha applicato al suo Batman con il primo film della serie nel 2005. E dobbiamo dire che l'idea non è affatto male, sempre che la si sposi a priori.

La sceneggiatura è stata scritta da Brian Helgeland, autore che aveva già incrociato Crowe con lo script - premio Oscar - di L.A. Confidential. Le vicende, attraverso qualche necessaria libertà storica, sono sviluppate in modo preciso e guidano lo spettatore nella comprensione delle lotte di potere e degli intrighi nella corte inglese a favore di quella francese. La sceneggiatura prende il sopravvento nella parte centrale del film, con una pausa nel ritmo di narrazione necessaria per sviscerare tutti i temi toccati. Ecco quindi la difficile salita al trono del Principe Giovanni dopo la morte di Re Riccardo, l'invasione dei francesi aiutata da Sir Godfrey (uomo di fiducia del nuovo re), e la stesura della Forest Charter, la carta antesignana della Magna Carta, che guida lo spettatore verso il finale del film e verso i nuovi equilibri di potere tra il monarca e i baroni.