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Robin Hood
Robin Hood
Alessio Tambone - 29 Maggio 2010
“Ridley Scott e Russel Crowe ancora insieme per un film storico. Dopo Il gladiatore, i due si trasferiscono nell'Inghilterra delle ballate e delle guerre con la Francia, reinterpretando la leggendaria storia di dell'arciere gentiluomo. Ecco il giudizio di AV Magazine sul film e sulla proiezione Digitale 2K”
Pagina 1 - Introduzione

La Universal Pictures distribuisce in Italia dal 12 Maggio Robin Hood, ultimo film diretto da Ridley Scott che per l'occasione torna a lavorare con Russell Crowe coinvolto nel progetto anche come produttore. Robin è un esperto arciere dell'esercito di Re Riccardo I, al suo servizio durante la guerra inglese in terra di Francia. Alla morte del sovrano, avvenuta sul campo di battaglia, Robin e il suo piccolo gruppo di coraggiosi, tentano di raggiungere l'Inghilterra per scappare dalla Francia e dai pericoli derivanti dalla morte improvvisa di un sovrano. Giunto al piccolo borgo di Nottingham, Robin decide di restare accanto alla vedova Marion per difendere il villaggio dal discutibile trattamento riservato all'Inghilterra dal nuovo sovrano Giovanni, dal camaleontico Sceriffo di Nottingham e dall'inaspettata invasione dell'esercito francese favorita dal doppio gioco di alcuni importanti esponenti di Sua Maestà.

Robin Hood è stato scelto come film d'apertura - evidentemente fuori concorso - all'ultimo Festival di Cannes conclusosi la scorsa settimana. Nel cast, oltre al già citato Russell Crowe, il premio Oscar Cate Blanchett e una serie attori particolarmente ispirati come William Hurt (Guglielmo il Maresciallo), Mark Strong (Sir Godfrey), Oscar Isaac (Principe Giovanni), Danny Huston (Re Riccardo) e Max von Sydow (Sir Walter Loxley).

Nelle prossime pagine il giudizio sul film di AV Magazine, con un'interessante serie di video sul making of.

Pagina 2 - Tra storia e leggenda

I racconti delle gesta di Robin Hood fanno parte della letteratura inglese ormai da secoli. Le antiche leggende, tramandate oralmente nel IX secolo con il racconto Robin the Be-header, trovano una forma letteraria nelle ballate del XV e XVI secolo come A Gest of Robyn Hode, Robin Hood and the Curtal Friar e Robin and the Monk. Il celebre eroe è stato rappresentato sul grande e piccolo schermo diverse volte, con almeno 30 film realizzati per cinema e tv nel corso dei decenni. Si parte nel lontano 1913 con l'adattamento cinematografico del romanzo Ivanhoe, e si prosegue con Douglas Fairbanks (Robin Hood, 1922), Errol Flynn (Le avventure di Robin Hood, 1938), Sean Connery e Audrey Hepburn (Robin e Marian, 1976) e Kevin Costner (Robin Hood: il principe dei ladri, 1991). Senza dimenticare naturalmente la straordinaria lettura comica di Mel Brooks (Robin Hood: un uomo in calzamaglia, 1993) e l'eccellente animazione Disney con il cartone del 1973.

Nella maggior parte dei casi, Robin Hood è però presentato come nobile caduto in disgrazia o come furfante galantuomo che ruba ai ricchi per donare ai poveri. Il film di Ridley Scott racconta invece il personaggio da un punto di vista diverso, presentando la storia che anticipa il Robin conosciuto fino ad oggi, riprendendo l'idea che Christopher Nolan ha applicato al suo Batman con il primo film della serie nel 2005. E dobbiamo dire che l'idea non è affatto male, sempre che la si sposi a priori.

La sceneggiatura è stata scritta da Brian Helgeland, autore che aveva già incrociato Crowe con lo script - premio Oscar - di L.A. Confidential. Le vicende, attraverso qualche necessaria libertà storica, sono sviluppate in modo preciso e guidano lo spettatore nella comprensione delle lotte di potere e degli intrighi nella corte inglese a favore di quella francese. La sceneggiatura prende il sopravvento nella parte centrale del film, con una pausa nel ritmo di narrazione necessaria per sviscerare tutti i temi toccati. Ecco quindi la difficile salita al trono del Principe Giovanni dopo la morte di Re Riccardo, l'invasione dei francesi aiutata da Sir Godfrey (uomo di fiducia del nuovo re), e la stesura della Forest Charter, la carta antesignana della Magna Carta, che guida lo spettatore verso il finale del film e verso i nuovi equilibri di potere tra il monarca e i baroni.

Pagina 3 - Scott ritorna al passato

Aveva cominciato con un film in costume (I duellanti, 1977), tornando spesso al genere non appena possibile. Solo qualche anno fa aveva raccontato le storie della Terra Santa con Le crociate, film che termina praticamente 12 anni prima dell'inizio di questo Robin Hood, con l'uccisione di Re Riccardo I. Scott è uno di quei registi che ama questo genere di film e anche durante la visione di Robin Hood ci è capitato di sentire quell'odore di polvere e di essenza storica che solo la collaudata macchina hollywoodiana è in grado di dare.

Le scene di battaglia sono autentiche, vere ma non troppo sanguinose, lontane da quei balletti pre-confezionati inseriti in altri film, girate con un parco macchine che variava tra 5 e 12 cineprese utilizzate contemporaneamente sul set per non perdere neanche uno sguardo, un movimento o un'improvvisazione della scena in svolgimento. Questo modo di lavorare ha consentito anche un minor sforzo per gli attori intrappolati nelle pesanti armature, che hanno potuto ridurre al minimo il numero di ciak necessari per il completamento delle riprese, avvenute tra l'altro in condizioni climatiche spesso sfavorevoli per esigenze di copione.

Quella di Scott in Robin Hood è una grande regia, un lavoro che ti porta per mano direttamente dentro il film, circondato da abiti e scenografie sensazionali supervisionate dallo stesso regista inglese. Perdoniamo per questa volta qualche scena presa in prestito da altri film. Su tutte lo sbarco dei francesi sulle coste inglesi che richiama incredibilmente quel capolavoro di cinema firmato da Steven Spielberg con Salvate il soldato Ryan. Simile sia nelle inquadrature a campo largo che nei dettagli proposti, Ridley Scott cita senza nasconderlo troppo il collega d'oltreoceano.

Pagina 4 - Calarsi nel ruolo

Attore principale di questo successo è Russell Crowe, che incontra Scott nuovamente dopo Un ottima annata, American Gangster e Nessuna verità. E naturalmente dopo Il gladiatore, film che nel 2000 ha riscritto le regole cinematografiche del genere. Eravamo prevenuti su questa nuova collaborazione tra i due, ritenendo alto il rischio di un possibile Gladiatore II, specialmente dopo aver visto qualche scena particolare inserita nel trailer. E invece ci siamo fortemente ricreduti. Robin non è Massimo Decimo Meridio: i caratteri, i modi di fare e le posizioni in società sono diverse e queste diversità sono state magnificamente riportate nel personaggio. Con nostra grande soddisfazione.

Attorno a Crowe una serie di attori che confermano l'alta valutazione del cast artistico. A partire da Cate Blanchett e dalla sua Marion, sicuramente più accettabile quando il suo personaggio si discosta da una versione inglese di Giovanna d'Arco. Non possiamo non citare i compagni di Robin interpretati da Kevin Durand (Little John), Scott Grimes (Will Scarlet) e Alan Doyle (Alan A'Dale), molto affiatati nelle scene con l'attore protagonista e divertenti quando padroni della scena anche se per pochi momenti.

Straordinari i buoni buoni William Hurt (Guglielmo il Maresciallo), Mark Addy (Fra' Tuck) e Max von Sydow (Sir Walter Loxley) mentre dall'altro lato Mark Strong (Sir Godfrey) e Oscar Isaac (Principe Giovanni) si calano in quelli forse un po' più divertenti dei cattivi cattivi. Riportiamo infine qualche commento degli attori, che ha suscitato in noi profonda invidia per la bellezza del mestiere e per la possibilità che questi fortunati hanno di vivere esperienze magnifiche su set di questo tipo.

Partiamo dal giovane Scott Grimes, che ricorda ridendo come fosse terrorizzato durante le riprese in Galles. "C'erano più di 100 cavalli che galoppavano tutti insieme sulla spiaggia, e non avevamo idea di dove fossero state posizionate le macchine da presa. Sembrava veramente di essere in guerra. E' stata un'esperienza incredibile". Sulla stessa lunghezza d'onda Kevin Durand, che spiega la difficoltà di dover spiegare a casa la sua giornata di lavoro: "Ho capeggiato una cavalleria di 130 cavalieri al galoppo su una spiaggia del Galles. Poi ho attaccato un gruppo di francesi uccidendone circa 17, e tutto prima di pranzo".

Concludiamo con l'esperienza di Mark Strong, impegnato duramente contro Robin nella scena finale in quanto interprete del sanguinario Godfrey. "Mentre giravo il mio cavallo, davanti a me c'erano dozzine di uomini al galoppo attraverso un mare di francesi in ginocchio. In tutto quel caos, dovevo individuare i due coi quali dovevo battermi e colpirne uno alla testa e infilzarne un'altro nel costato mentre cadevano da cavallo. E' stato un momento così esilarante. E una volta finito avrei dovuto fermarmi perché quello era tutto ciò che avevamo provato. Ma, visto che le macchine da presa stavano ancora girando, ho deciso di girare il mio cavallo e gettarmi nuovamente nella mischia, colpendo chiunque mi capitasse a tiro, compresi i miei uomini. La sete di sangue mi aveva contaminato".

Pagina 5 - Costruire il Medioevo

Buona parte della magia storica che pervade Robin Hood è da tributare alle strepitose scenografie realizzate da Arthur Max, già collaboratore di Scott nei due storici Le crociate e Il gladiatore e in altri titoli come Black Hawk Down e American Gangster. Decisiva la lunga fase di studio, vissuta a cavallo tra Inghilterra, Francia e Spagna attraverso musei, biblioteche, ambienti turistici realmente ricostruiti e piccoli villaggi rimasti sostanzialmente identici nella topografia medievale.

Uno dei luoghi più importanti è sicuramente il villaggio di Nottingham, ricostruito nell'Hampton Estate (Surrey) in una tenuta privata dominata da antiche querce e prati sconfinati, intervallati da un ruscello, una palude e una ricca foresta di abeti. Una location naturalmente perfetta, arricchita dallo staff scenografico con oltre 50 edifici realizzati con legno, paglia e un particolare fango per costruzioni attorno ad una piazza principale sulla quale si affacciavano una taverna, un granaio e una chiesa, oltre a case e recinti per animali di ogni forma e dimensione. Poco lontano dalla proprietà si estendeva un frutteto piantato e curato dalla produzione per diversi mesi fino ad una crescita appropiata.

Il bosco di Bourne Woods è servito invece da base per i villaggi di Barnsdale, York e Peterborough, distrutti dai seguaci di Re Giovanni al comando del doppiogiochista Godfrey come punizione per il mancato pagamento delle tasse. A Bourne Woods è stato costruito anche il castello francese, esteso in cima ad una collina e realizzato utilizzando impalcature e gesso con calchi eseguiti sulle pietre dei castelli inglesi del periodo per una maggiore verosimiglianza storica.

Nel Surrey la troupe ha costruito il Royal Dock e la Royal Barge, un vero molo e l'imbarcazione galleggiante che riporta in Inghilterra Robin e i suoi uomini al ritorno dalla guerra. I teatri di posa di Shepperton sono stati invece utilizzati per ricostruire - a grandezza naturale - gli interni necessari: il lunghissimo corridoio che conduce alla gigantesca stanza del trono, le ernormi stanze da letto di Giovanni e della Regina Eleonora e l'abitazione della famiglia Loxley, ispirata ad una fattoria del XIII secolo individuata nello Shropshire dai realizzatori e comprendente il grande ingresso, le camere da letto, le cucine e altri ambienti necessari come granai, un cancello forticato, vari recinti e un mulino ad acqua (funzionante!).

A metà delle riprese la produzione si è spostata in Galles sulla spiaggia di Freshwater Beach per girare le epiche scene di combattimento inserite alla fine del film. Un lavoro arduo per il numero di attori e comparse coinvolte e per la continua azione della marea che cresceva di un metro al minuto, "problema" che ha costretto le 1500 persone e i 150 veicoli utilizzati dalla produzione ad una continua migrazione verso nord per girare le scene sempre con la medesima situazione ambientale.

Pagina 6 - Qualità A/V e conclusioni

Abbiamo visto il film in proiezione Digitale 2K, approfittando della copertura che Universal Pictures ha voluto in tutta Italia (attrezzatura delle sale permettendo). Quasi 150 sale che abbiamo riepilogato in una nostra news. Dal punto di vista video la proiezione è stata eccellente. Un grande dettaglio fruibile finalmente anche in sala ha restituito immagini assolutamente accattivanti, nonostante la particolare fotografia scelta da John Mathieson. I colori delle campagne inglesi, accentuati o desaturati in base alle esigenze di copione, hanno sempre una luminosità contagiosa e la funzione - riuscita - di catturare l'attenzione dello spettatore. Il tutto, naturalmente, accentuato dalla grande e sempre affascinante dimensione di una proiezione cinematografica.

Meno accattvante l'audio, al quale regaliamo una sufficienza risicata. Spesso chiuso e concentrato sul canale centrale anteriore, non offre un sonoro pulito e avvolgente, ponendosi in netta contrapposizione con la meraviglia del comparto video. Una differenza troppo evidente, che imputiamo probabilmente ad una non perfetta taratura dell'impianto audio utilizzato in sala. Peccato!

Questo Robin Hood finisce dove tutti gli altri film dedicati al leggendario eroe inglese cominciano. Questa considerazione è il punto di partenza per un giudizio sul film, che basa il suo soggetto su una storia dichiaratamente diversa da quello raccontato fino a ieri. Lo script realizzato è interessante e ben raccontato, supportato da una regia che non risparmia le ampie panoramiche, possibili grazie all'immenso lavoro di scenografia realizzato dalla produzione. Certo, ci sono anche aggiunte digitali, ma gran parte degli ambienti esterni e interni sono stati ricostruiti nella loro totalità e alla vera grandezza. E questo lo si nota magnificamente.

Questo Robin Hood non è un capolavoro, ma rappresenta davvero un ottimo film storico che corregge qualche errore de Il gladiatore (la troppa grafica digitale e qualche libertà storica di troppo) e presenta un protagonista altrettanto valido e ben interpretato ancora da Crowe. E sicuramente siamo lontani dal floscio Le crociate. Peccato per la colonna sonora scritta da Marc Streitenfeld, recente nuovo collaboratore di Scott, poco incisiva nei temi del film e promossa soltanto per le ballate divertenti cantate dai compagni di Robin.

Voto finale del film: 7.
"Ribellarsi e ribellarsi ancora finchè gli agnelli diventeranno leoni."

Pagina 7 - La scheda del film


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Titolo: Robin Hood
Titolo originale: id.
Data di uscita: 12/05/2010
Durata: 131'
Paese: USA
Genere: Azione, drammatico, storico
Produzione: Ridley Scott, Russell Crowe E Brian Grazer Per Imagine Entertainment, Scott Free Productions, Universal Pictures
Distribuzione: Universal Pictures International Italy
Regia: Ridley Scott
Cast: Russell Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Mark Strong, Mark Addy, Oscar Isaac, Danny Huston, Eileen Atkins, Kevin Durand, Scott Grimes, Alan Doyle, Max von Sydow, Matthew Macfadyen, Léa Seydoux
Soggetto
: Brian Helgeland, Ethan Reiff, Cyrus Voris
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: Pietro Scalia
Scenografia: Arthur Max
Musiche: Marc Streitenfeld
Effetti: Neil Corbould
Sito internet ufficiale: www.robinhoodthemovie.com
Sito internet italiano: www.cinema.universalpictures.it/website/robinhood