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Il D-Cinema italiano in stallo?

di Edoardo Ercoli , Emidio Frattaroli , pubblicato il 21 Maggio 2009 nel canale CINEMA

“In queste ultime settimane sono tante le sale cinematografiche italiane già passate al digitale che propongono film in 3D. Nello stesso tempo stiamo assistendo alla quasi totale scomparsa della proiezione di film tradizionali in digitale 2D, con una battuta d'arresto senza precedenti”

La trattativa tra esercenti e distributori

Con queste premesse, anche alla luce di un recente articolo pubblicato su Box Office lo scorso 6 Maggio, il dietro-front degli esercenti italiani è più comprensibile. Mentre all'estero - in primis negli USA - per favorire la migrazione da pellicola a digitale vengano dati dei incentivi agli esercenti, qualora essi proiettino il film in digitale (sia esso 2D o 3D), in Italia questo contributo per il momento viene concesso solo per alcune edizioni in 3D.

Di conseguenza l'ipotesi più plausibile è che gli esercenti italiani che hanno già sostenuto spese enormi per l'istallazione di proiettori digitali e relativi server, in maniera compatta non proietteranno più film in 2K finché non verrà accordato il contributo da parte dei distributori. Per quanto riguarda  il 3-D, sembra che gli esercenti proiettino solo i film delle case che concedono gli incentivi. La richiesta degli esercenti di un impegno concreto da parte dei distributori in forma di incentivi è una via efficiente per la ridistribuzione dei vantaggi economici del passaggio al digitale e per sostenere attivamente gli esercenti più lungimiranti e virtuosi.

Il beneficio per gli esercenti del passaggio al digitale sarebbe invece solo potenziale in quanto si tradurrebbe in un'aspettativa di maggiore afflusso di clientela alle sale, quest'ultima condizionata dall'informazione e dalla ricezione da parte del pubblico dell'effettivo miglioramento che si ha col digitale. Purtroppo è proprio sugli esercenti che finora è caduto l'onere maggiore della trasformazione del cinema. Vi terremo aggiornati.

 



Commenti (16)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: Pistolpete pubblicato il 21 Maggio 2009, 23:30
Beh, in marketing si definiscono premi di marketing i soldi richiesti dagli esercenti. Incentivi, nulla più, richiesti grazie al potere contrattuale: quello legato al rifiuto di proiettare film in 2D digitale. Comprensibile.
Mi piacerebbe sapere se il mercato del cinema (italiano in particolare) è in crescita oppure no...
Commento # 2 di: junkman1980 pubblicato il 22 Maggio 2009, 03:48
La maggiore risoluzione del 35mm rispetto al 2K si riferisce in realtà soltanto al negativo originale poiché la risoluzione effettiva delle copie che arrivano in sala è molto bassa e nettamente inferiore al digitale 2K.

azz...ora mi spiego perche i miei blu ray si vedono meglio della versione cinematografica...non era solo una mia impressione allora...
pero pensavo che l'analogico non avesse risoluzione e la qualita dipendesse esclusivamente dall'hardware...
Commento # 3 di: koshien pubblicato il 22 Maggio 2009, 08:46
Potrebbe incidere sul discorso anche il fatto che quelle due o tre sale che di solito proietterebbero film 2D in digitale 2K, ora sono utilizzate per i più remunerativi film 3D? I proiettori sono gli stessi, no? Da un punto di vista economico, meglio poter mandare contemporaneamente Angeli e Demoni in pellicola e San Valentino in digitale 3D, piuttosto che proiettare solo Angeli e Demoni in 2K e rinunciare a San Valentino di Sangue...anche perchè la differenza pellicola-digitale non è così percepita dalla massa...
Commento # 4 di: AV Magazine pubblicato il 22 Maggio 2009, 09:12
Originariamente inviato da: koshien
Potrebbe incidere sul discorso anche il fatto che quelle due o tre sale che di solito proietterebbero film 2D in digitale 2K, ora sono utilizzate per i più remunerativi film 3D?
Per i cinema con una sola sala attrezzata per il digitale il tuo discorso è plausibile ma per i grandi circuiti con molte sale digitali non è così.

I classici Multiplex (per intenderci come Arcadia, Giometti, Furlan e UCI) hanno molte sale attrezzate per il digitale. se escludiamo le sale digitali che proiettano in questo momento i film in 3D, le altre non sono utilizzate. L'esempio di Angeli e Demoni (campione di incassi anche qui in Italia) è proiettato in 35mm nella stessa sala dove potrebbe essere proiettato in digitale.

Per fare un esempio più concreto, l'Arcadia di Melzo (che, come abbiamo detto è l'eccezione assieme a Giometti e Furlan) ha 3 sale su cinque con proiettori DLP Cinema ma ne sta utilizzando soltanto due: una per il 3D con San Valentino di Sangue 3D e l'altra per Star Trek, mentre Angeli e Demoni e X-Men vengono proiettati in 35mm.

In pratica, su quasi 100 sale digitali, solo una parte di queste sono utilizzate per proiettare film in 3D e/o 2D in digitale. Inoltre abbiamo provato a fare qualche domanda agli esercenti (Arcadia in primis) ma ci hanno risposto con un esplicito no comment...
Commento # 5 di: koshien pubblicato il 22 Maggio 2009, 09:33
Capito, grazie della risposta...
La richiesta degli esercenti di un impegno concreto da parte dei distributori in forma di incentivi è una via efficiente per la ridistribuzione dei vantaggi economici del passaggio al digitale e per sostenere attivamente gli esercenti più lungimiranti e virtuosi.

Mi sembra giusto...speriamo ci saranno più accordi di questo tipo allora!
Commento # 6 di: Stanley pubblicato il 22 Maggio 2009, 13:36
Originariamente inviato da: AV Magazine' Staff

I classici Multiplex hanno molte sale attrezzate per il digitale. se escludiamo le sale digitali che proiettano in questo momento i film in 3D, le altre non sono utilizzate. L'esempio di Angeli e Demoni (campione di incassi anche qui in Italia) è proiettato in 35mm nella stessa sala dove potrebbe essere proiettato in digitale.


nella discussione raggiungibile a questo link sembrerebbe eseistere in Italia un multisala tutto digitale, ma anche qui angeli e demoni è stato proiettato in 35mm
Commento # 7 di: Aidoru pubblicato il 22 Maggio 2009, 13:46
Allora: come sanno Edoardo e Gianluca, sono un piccolo esercente: nonostante questo, sono stato tra i primi a partire con il 2K, ormai due anni fa.

Posso confermarvi che esistono da tempo trattative in atto con la distribuzione per il cosidetto virtual print fee, cioè un contributo dato direttamente all'esercente se sceglie di programmare un film in D-Cinema piuttosto che in pellicola. Si chiede ai distributori di partecipare alle spese della digitalizzazione per x anni, riconoscendo alla sala una parte di quello che avrebbero dovuto spendere per la stampa della copia: i distributori hanno un risparmio immediato, e il contratto prosegue finchè gli impianti vengono finanziati quasi per intero.

Poi, a fine contratto, con l'intero parco sale ormai in D-Cinema, la distribuzione può praticamente annullare i costi per la stampa e la logistica (visto che ormai è certo che anche SAC e i corrieri verranno eliminati dall'equazione con la trasmissione via satellite, già diffusa in altri paesi).

Queste trattative sono ad uno stato piuttosto avanzato, e si conoscono già dei numeri indicativi. Non appena saranno definite, e potrebbe accadere entro l'anno, assisterete al decollo del D-Cinema in Italia.

Ora, la questione schermi: di 110 impianti 2K, oggi quasi tutti hanno scelto e implementato una delle 4 soluzioni 3D disponibili.
E parliamoci molto chiaramente... siamo tra appassionati, la maggior parte di chi scrive qui sa riconoscere una proiezione 2K rispetto ad una 35mm, e se può sceglie la prima.

Il grande pubblico, invece, non ha la minima idea di cosa va a vedere.

Qualcuno, come il sottoscritto, fa il possibile ogni giorno per comunicare questa innovazione a più gente possibile, ma ad oggi si tratta solo di un investimento di immagine con ritorni limitati.

I numeri veri li sta facendo il 3D. E' questo che sta, in qualche modo, riportando la gente in sala. Quindi, se ci sono uscite 3D, i film in 2D rimangono necessariamente tagliati fuori. Spesso con risultati tristi, se pensate che quasi tutti i miei colleghi hanno dovuto dare spazio a CAGATE PAZZESCHE (cit.) sia sul piano tecnico che artistico come MBV3D, lasciando da parte cose come Star Trek in 2K. Vi lascio immaginare quale dei due abbia avuto più successo... lo stesso capiterà con Coraline che esce una settimana prima di Transformers (ma almeno Coraline è un gran film).

Ma voi sostenete che alcuni gruppi stanno evitando di proiettare Digitale 2D appositamente, anche se hanno schermi liberi. Francamente, a me non risulta che questa linea ostile sia mai stata portata avanti, anche perchè non ha senso: se ho uno schermo 2K libero, perchè non utilizzarlo per costruire un vantaggio competitivo, e nello stesso tempo eliminare tante variabili che sono sempre possibili anche con i migliori impianti 35mm? Non è neanche una gran forma di protesta contro la distribuzione, primo perchè nel momento in cui si sta per trovare un accordo non sarebbe utile, secondo perchè tanto le copie 35mm devono stamparle comunque, quindi a non fargli mandare in giro 40 DCP alla fine gli si quasi anche un favore.

Quello che spesso si perde di vista sono i rapporti contrattuali alla base dell'industria cinematografica: ognuno di noi firma per tenere il film per un periodo definito, e sa più o meno di quanti posti ha bisogno nell'arco della tenitura del film.

Esempio, esce MBV3D insieme a Star Trek: se in un multiplex sono state digitalizzate una sala media ed una piccola per le prosecuzioni, il film 3D va nella sala media. Ma era impossibile, alla prima settimana, prevedere il pessimo risultato di Star Trek, e nessuno avrebbe richiesto una copia Digitale per tenerlo due settimane in una sala piccola. Per questo, Trek sarà andato in un'altra sala media, o nella grande, in 35mm.

E come questa, possono esistere tante altre situazioni e motivi specifici: non cercateci troppi significati reconditi, davvero. Non potete sapere se davvero un film << (...) è proiettato in 35mm nella stessa sala dove potrebbe essere proiettato in digitale (...) >>.

In sintesi, la situazione è questa.

- Fino a Journey 3D le sale 2K in Italia non arrivavano a 50.
- Oggi, a tre uscite 3D di distanza, sono più che raddoppiate (con tutto ciò che ne consegue, tipo installazioni affrettate e operatori ancora da formare): virtualmente *tutte* sono state installate proprio per fare 3D.
- Per dare spazio a tutte le uscite 2K (che, volendo, ci sono) servono altri impianti: ma per questo, ci vorranno prima gli accordi VPF.
Commento # 8 di: IukiDukemSsj360 pubblicato il 23 Maggio 2009, 03:53
Originariamente inviato da: junkman1980
La maggiore risoluzione del 35mm rispetto al 2K si riferisce in realtà soltanto al negativo originale poiché la risoluzione effettiva delle copie che arrivano in sala è molto bassa e nettamente inferiore al digitale 2K.


Confermo... si vede spesso più nitido un buon DVD in RGB, che un Cinema tradizionale 35m su 16, 20 metri di schermo, contro pochi centimetri di un buon tv...

senza contare, un livello del nero, una luminosità generale e brillantezza dei colori ecc... che spesso latita e lascia a desiderare in diverse scene, e i frequenti segni/difetti presenti anche su pellicole nuove di zecca
Commento # 9 di: Tony359 pubblicato il 23 Maggio 2009, 04:59
Ricordiamoci che è moooolto difficile trovare impianti 35mm ben tarati...
Commento # 10 di: ais001 pubblicato il 23 Maggio 2009, 13:41
Originariamente inviato da: Aidoru
1. Il grande pubblico, invece, non ha la minima idea di cosa va a vedere.
2. ... ma per questo, ci vorranno prima gli accordi VPF.

1. sempre stato che noi ITA siamo ignoranti e pecoroni sul piano restiamo al passo coi tempi e teniamoci aggiornati x quanto poco.
... c'è un'ignoranza abnorme in giro sul fronte informatizzazione.

2. eh, hai detto niente

P.S.= ne so qualcosa visto che ho amicizie nel campo, anche se io faccio tutt'altro lavoro... ma capisco pro e contro valutando entrambi i punti di vista
... come sempre noi siamo la ruota di scorta del carro xò gli facciamo comodo quando dobbiamo investire partendo dal nulla ^^
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