XRCD

Highlander ha detto:
La diff. è a dir poco :eek:
Non solo il microdettaglio è più intelligibile, ma oltre a una dinamica maggiore avverti chiaramente ogni variazione minima della stessa, è come se riuscissi a cogliere ad esempio ogni step di un suono che varia tra -20 e -30 ;)
Altamente consigliato

Condivido a pieno, l'XRCD24 vale i soldi spesi. Peccato per la disponibilità di titoli non proprio estesa.
 
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Antonio1969 ha detto:
Jazz at Pawnshop:

30° anniversario in sacd ibrido multicanale a 60 euro (n. 3 sacd, con 20 minuti di pezzi inediti + dvd con interviste e varie)

cosa mi consigliate di prendere?


"Jazz at the Pawnshop/30th Anniversary" € 47 su Suoni e Ritmi.

Ottima qaulità artistica e ottima registrazione. Più lo ascolto e più mi piace.
 
Per chi non lo sapesse, gli XRCD sono normalissimi cd audio a cui é stata riposta particolare cura nella fase di mastering e riproduzione, o almeno cosi' sostiene JVC.

Io ne ho alcuni e in effetti suonano bene, pero' a me sembra più che altro una abile manovra di marketing, finalizzata ad alzare i prezzi dei CD, manco fossero già bassi di loro :rolleyes: .
 
JoK3R ha detto:

Anche per me 70 euro sono troppi per un XRCD che tra l'altro non è ne a 24bit, ne quello del 30° anniversario di cui parlavo precedentemente.
Comunque sulle possibilità e sopratutto sui gusti personali non voglio assolutamente discutere.

Nonostante 33-37euro non siano pochi, per un xrcd24, ci posso arrivare e personalmente penso proprio che a volte ne valga la pena; il dettaglio de "La Follia" è una cosa da sentire.
Diciamo comunque che nella mia collezione il supporto masterizzato con tecnologia XRCD24 non rappresenta più del 10%. Diciamo che se dovessi improvvisare una statistica nella mia collezione di musica su CD ci sono:
40% SACD
40% CD standard
10% XRCD24
10% HDCD (migliore qualità/prezzo)
 
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allora...........oggi ho messo a confronto le due versioni de "Jazz at the pawnshop" quella XRCD e quella SACD (30th anniversario)...........ragazzi, non c'è storia la differenza è, a dir poco, ABISSALE........a netto vantaggio della versione XRCD.
ho ascoltato prima la versione sacd e poi quella xrcd, mi è sembrato come se qualcuno mi avesse tolto dei tappi dalle orecchie, il dettaglio e la limpidizza sono di gran lunga maggiori.

certo, 70 € sono un pò troppi!!! ed in più nella versione xrcd ci sono diversi brani in meno!!!
 
Antonio1969 ha detto:
a netto vantaggio della versione XRCD.

Con quale lettore SACD l'hai ascoltata ? Non vedo lettori SACD nel tuo impianto in firma, non è che hai ascoltato lo strato CD del disco ibrido ?

Oppure, se anche hai un lettore SACD, sicuro che non è uno di quelli che converte in PCM, vanificando praticamente tutti i vantaggi del DSD ?
 
Da un punto di vista "tecnico" il SACD é un supporto dalle caratteristiche superiori. Se l'XRCD suona meglio partendo dallo stesso master io mi incazzerei con chi ha realizzato la versione SACD.
 
in effetti non l'ho ascoltato con un lettore sacd, ma con quello che ho in firma............chiedo venia e scusa per la mia ignoranza, la mia prova non è quindi attendibile, dovrò ripeterla quando acquisterò un lettore sacd
 
antani ha detto:
Da un punto di vista "tecnico" il SACD é un supporto dalle caratteristiche superiori. Se l'XRCD suona meglio partendo dallo stesso master io mi incazzerei con chi ha realizzato la versione SACD.

ma se è così perchè gli XRCD costano di più? :mad:............allora a queso punto devo desumere che (nel caso specifico) conviene comprare la versione sacd?

eppure ho letto che il Tonetti (in un altro 3d) afferma che la versione xrcd è migliore

http://www.avmagazine.it/forum/showthread.php?t=32509&highlight=xrcd
 
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Antonio1969 ha detto:
ma se è così perchè gli XRCD costano di più? :
Mi posso autoquotare :D ?

antani ha detto:
...una abile manovra di marketing....

Antonio1969 ha detto:
...ho letto che il Tonetti (in un altro 3d) afferma che la versione xrcd è migliore...
Non credo si possa escludere a priori. Dipende da che master sono partiti e come ci hanno lavorato.

Personalmente sono scettico su "miracolose" lavorazioni dello stesso master. Non é poi cosi' difficile far sembrare un versione "migliore" ("diversa" é il termine più adatto) con un po di equalizzazione. Mai sentito parlare di loudness war ;) ?
 
Partiamo dal presupposto che il *supporto* SACD è oggettivamente superiore al CD, e quindi all'XRCD, che non è altro che un normalissimo CD audio standard. La sigla XRCD è semplicemente un marchio che garantisce una certa cura nella lavorazione, ma alla fine sempre di Redbook audio si parla, cioè 44.1 hkz 16 bit.

Se capita di ascoltare un XRCD che suona meglio di un SACD, le motivazioni possono essere svariate:

- Si sta ascoltando lo strato CD di un SACD ibrido. Oggi i SACD pubblicati sono tutti ibridi, e può capitare, per sentire la parte Stereo, di selezionare il layer sbagliato.

- Se si possiede un lettore CD normale, è ovvio che del SACD funzionerà solo la parte CD

- Si possiede un lettore SACD, si seleziona lo strato giusto, ma il lettore (tipico dei lettori DVD universali) converte prima in PCM, peggiorando il suono e portandolo a normali livelli CD.

- Durante la lavorazione del master, l'XRCD è stato trattato diversamente. Lavorare il SACD interamente in DSD, cioè come dovrebbe essere fatto, riduce la flessibilità e le opzioni di lavorazione del suono, perchè tutti i mixer, effetti, software di editing, plugin, etc, lavorano in PCM quindi, o viene convertito il suono in PCM per usare i software standard (e quindi si lavora come se fosse un CD a 24 bit, oppure un DVD Audio 96/24), oppure si decide di rimanere in DSD, rinunciando a molti plugin per l'elaborazione sonora.

Usando plugin per il remaster, è possibile modificare drammaticamente il suono, e farlo sembrare più aperto, potente, aggressivo, ma ci sono anche simulatori del suono valvolare, della compressione analogica dei nastri e via dicendo. Se non sappiamo cosa hanno fatto durante l'elaborazione, non possiamo essere sicuri a priori di cosa si sta ascoltando.

Ci sono SACD incisi meravigliosamente, e SACD incisi malissimo. Ma questo non cambia il fatto che, a parità di master ed elaborazione e (soprattutto) cura e bravura dei fonici, il SACD è indubbiamente molto superiore al XRCD.
 
antani ha detto:
Mai sentito parlare di loudness war ;) ?

Come non quotare! :eek:

Il fatto è che sono più di 10 anni che ci abituano a musica masterizzata sempre più di m**da! :rolleyes:

Il motivo? Comprimono e addirittura clippano l'audio per farlo suonare più "forte"!

Mio fratello lavora in un famoso studio di registrazione italiano e mi ha confermato che le case di produzione respingono un album e cambiano cliente, se non gli viene presentato un master DDP con compressioni assurde.

Figuriamoci che hanno fatto uno studio su una serie di fonici per stabilire il numero di bit-crash al secondo (clip) che non varia significativamente l'ascolto finale..

Sti XRCD sono tecnicamente comunissimi CD senza la benchè minima differenza. La differenza la fanno appositamente in fase di mastering, dove probabilmente non sparano i livelli oltre il clipping.

Figuratevi che esistono plug-in per macchine professionali di mastering che cercano i clip sulla traccia audio e li abbassano di 0,01dB in modo da poter mandare tutto in stampa (un DDP clippato, non è conforme allo standard RedBook Grade A e quindi non è "stampabile").

Se non ci credete prendete un qualsiasi cd attuale, importatelo in un programma tipo Wave Editor (per Mac), e andare a "zoomare" i picchi... ;)

Esempi pratici?
Ce n'è una marea cercando su internet (es. "loudness war" su youtube e wikipedia).

Ne cito uno..
The Cure - Love Song (confrontate la versione originale del 1989 con la rimasterizzata nel "Best of" del 2001)

Se qualcuno ha "Atom Heart Mother" dei Pink Floyd, ascolti la prima traccia, in particolare il primo pezzo ritmico dopo le trombe. Alzate il volume finchè non vi dà fastidio...vedrete che distorgerà prima il vostro impianto! Questi si che erano album mixati bene! :)

Per concludere...questi ci prendono per i fondelli da anni e noi gli diamo pure 70€ per un album in 2 cd.... :D


Concordo sul fatto che le possibilità techiche del DSD siano di gran lunga superiori a tutti i formati attualmente codificati in PCM (cd, dvd, dvd-audio, ecc).
Purtroppo manca quasi completamente il supporto a livello di programmi e plug-ins professionali (Pro Tools & co.).
Anche l'hardware è scarso, se non sbaglio solo la prismsound produce un convertitore compatibile con il formato.

Il formato SACD penso sia morto o quasi proprio per il fatto che non esistono soluzioni per le fasi di mixing sul formato DSD. Eseguire tutto il processo in PCM e convertire il master in DSD non ha molto senso..
 
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JoK3R ha detto:
Ho visto che c'è un Brothers in Arms dei Dires Straits e volevo comprarlo... ma costa una fucilata!!

Mi associo, l'ho visto al TAV a 35 euro...

Siccome sarebbe la mia terza o forse quarta copia del disco in questione (ne ho varie edizioni siccome sono accanito fan di MK)...ne vale davvero la pena????

Differenze rispetto all'edizione ibrida SACD del 25° Anniversario?
 
Non ho trovato grosse informazioni relativamente alle fasi di editing.

La registrazione diretta in DSD è possibile da tempo, il problema è l'elaborazione del suono su una DAW e l'applicazione di plugin ed effetti.

Bisognerebbe tornare a fare tutte queste cose in dominio analogico...non ce la cosa mi fastidio :D , ma nessuno studio al giorno d'oggi si mette ad applicare un compressore a 30 tracce in analogico..senza contare i problemi della doppia conversione.

Oggi tutti usano pro tools e relativi plugin che lavorano in PCM..
Il DSD rimane buono per il mastering. Chiaro però che si deve partire da registrazioni multitraccia fatte ad alto sample rate e risoluzione.
 
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