VINILI PIRATA... ESISTONO?

FUGAZI86

New member
me lo sono sempre chiesto.. e non ho mai osato chiedere, se esistono come nel caso dei cd masterizzati, i vinili pirata; se volete sapere da dove deriva questa mia curiosità: nel 2002 acquistai due vinili alla vinilmania di Milano NUOVI di fiamma, ed entrambi presentavano, e presentano, lo stesso difetto, ossia dei gracchiamenti e dei forti spernacchiamenti solo su un canale e solo nella side A in entrambi i casi.. così mi sono chiesto se fosse casuale vista la differente natura dei vinili in questione!
pure curiosità! grazie! :)
 
Non penso che esistano vinili pirata in quanto, mentre per taroccare un disco ottico è sufficiente un masterizzatore, quindi un'apparecchiatura accessibile a molti, per stampare i vinili occorre un'attrezzatura molto complessa, costosa ed ingombrante: sono prodotti tramite pressa che schiaccia due matrici in metallo sul supporto di vinile caldo. Anche procurarsi la matrice non è facile per non parlare della sua produzione.
Ciao, Enzo
 
Ciao, e grazie della conferma! quello che dice Enzo è razionalmente giusto e probabilmente esclude la mia teoria a proposito di quei due vinili in questione, anche se davvero strana la coincidenza... due vinili con lo stesso di fetto di "fabbrica" identico mi ha fatto molto pensare, e uno dei due lo possedevo di mio e non presentava quel difetto! e peraltro quello da me posseduto ha l'etichetta in carta diversa, quella al cento del disco, da quello sospetto... forse perché quest'ultimo è stampa inglese! comunque i dischi in questione sono "dark side" dei PF, e "tangram" dei tangerine dream, questo è quello che possedevo già. controllando su discogs i numeri di matrice corrispondono, quantomeno in quello dei PF, stampa greca tra l'altro, quelli dei tangerine devo confrontarli avendone due! è anche vero che stampare vinili richiede quasi uno stabile ad hoc, non è cosa facile, senza contare poi reperire i master o le tracce!

@gnakkiti: la "gz vinyl" nell'est europa stampa sia per privati che per le label di ristampe tipo back to black.. se provi uno di quei dischi ti sembreranno dischi pirata legali vista la pochezza delle incisioni e dei vinili stessi! :D :D
la tua battuta casuale ha un fondo di verità.....! :eek:
 
Pensavo ad un concerto registrato abusivamente con strumento idoneo "in tasca". Registrazione poi portata in un lab, che non fa troppe domande (tanto viene pagato) per la stampa su vinile di tale concerto.
 
Giusto per la cronaca (ed i più vecchi probabilmente lo ricorderanno).

Negli anni '70, prima dell'avvento delle tecnologie digitali, vi era un fiorente mercato di "bootleg" soprattutto sul mercato anglosassone ed americano. In sostanza si trattava di registrazioni abusive di concerti - spesso realizzate con mezzi di fortuna - che poi venivano riversate su vinile ovviamente con una qualità che è facile immaginare.

Famosissimo, ad esempio, è: "Led Zeppelin Live On Blueberry Hill" un doppio vinile uscito nel '72 che io acquistai direttamente dall'Inghilterra (ovviamente in Italia non esistevano) e che ancora conservo.

Naturalmente credo che ve ne fossero esempi per tutti i gruppi più famosi.

Ciao

Alfredo
 
Certo: me li ricordo i bootleg. Li ho sempre evitati proprio per la qualità terribile. Ma qui penso che si voglia discutere della possibile esistenza di copie pirata di dischi regolari ed originali che, se esistessero, sarebbero un'altra cosa ancora.
Ciao, Enzo
 
Le copie pirata dei dischi originali ci sono sempre state. Nella mia ampia collezione, ad esempio, avevo il disco di Bruce Palmer "the circle is complete" nella versione originale e quella fake. Le due copie sembrano uguali ma per chi è abituato a maneggiare dischi e una certa esperienza li riconosce al volo. Un altro esempio è il primo disco americano dei Beatles "Introducing the Beatles", di cui possedevo l'originale (c'erano diverse versioni).
Di esempi comunque ce ne sono tanti.
 
interessante! ma leggendo quanto da me scritto in apertura tread, pensi i difetti di registrazione audio possano essere un indizio non casuale?? :eek:
quali sarebbero in ogni caso i segni per riconoscerli al volo?? anche io maneggio dischi da parecchio, se mi dai due dritte potrei verificare.
la cosa che mi è sempre puzzata di bruciato è che fossero nuovi di fiamma! ed era il 2002 periodo in cui il vinile non era ancora tornato in auge!
ciao
 
Io continuo ad essere dell'idea, per quanto scritto sopra, che copie davvero pirata ne esistano in percentuale del tutto trascurabile, soprattutto, ai nostri giorni mentre esistono, e sono sempre esistite, una buona percentuale di stampe regolari eseguite in modo molto approssimativo.
Ciao, Enzo
 
quali sarebbero in ogni caso i segni per riconoscerli al volo??

Io collezionavo dischi originali degli anni '50, '60 e '70. Identificare un fake era una cosa piuttosto immediata. Inanzitutto sapevi più o meno quali autori venivano copiati. Nel caso del disco di Bruce Palmer già la copertina diceva molto. L'originale aveva una copertina di cartone pesante e squadrata sul dorso, tipico delle stampe americane di quegli anni. La copia aveva una copertina leggera. Ci sono poi altri aspetti sono l'etichetta, i caratteri di stampa, i colori o i codici stapati sul vinile. Per quanto riguarda la qualità del suono non ne ho idea in quanto li evitavo proprio grazie ad una prima ispezione visiva.
Comunque il falso era un aspetto marginale. Le conoscenze acquisite negli anni ti servivano per riconoscere l'originale dalle stampe originali successive. Era più facile trovare chi spacciava ristampe per originali che qualcuno che ti rifilava stampe pirata.
 
Lo so Enzo... lo sarei anche io... la cosa che mi è sempre un po' puzzata di bruciato è questo "difetto" che hanno in comune i due vinili citati e il fatto che fossero completamente nuovi. ma sicuramente nei meandri del vinile esistono effettivamente troppe stampe eseguite in maniera discutibile per poter gridare al fake.

i codici stampati sul vinile se intendi, caro 9664, quelli seriali sull'etichetta corrispondono nel caso del primo vinile, adesso controllo pure il secondo... SI! ma non corrisponde la nazione, discogs me lo da in australia, mentre sul mio dice made in England.. può esser pure che su discogs gli manchino delle versioni. ah il vinile in questione è tangram dei tangerine dream, del quale possiedo un'altra copia quella usuratissima, che ha l'etichetta in carta diversa, proprio come grafica. ma penso voglia dire poco! beh poco male... forse son tutte mie paranoie! :cry:
 
Personalmente ritengo che copie "pirata" di vinili, se esistono attualmente, siano rarissime.

Per "pirata" intendo copie ottenute dall'originale e stampate in proprio, fuori dal controllo dei detentori o licenziatari dei diritti.

Il motivo è abbastanza semplice: le macchine occorrenti per fare la stampa, costose e non diffusissime o realizzabili in proprio.

Che esistano stampe diverse per la stessa incisione invece è cosa risaputa e normale.

Che siano poi di qualità variabile, anche, dal master originale su nastro, conservato con cura (si spera) dalla casa editrice o studio che ha realizzato l'incisione vengono ricavate le copie, sempre su nastro, da inviare ai vari stabilimenti di stampa, nella stessa nazione o in altre e da queste parte tutto il procedimento.

Se poi la cosa viene fatta in Paesi che offrono costi più favorevoli è probabile che i risparmi si vedano.

Il fatto che i colori di una copertina o la carta di una etichetta siano diverse vuol solo dire che il disco, in questo caso però anche solo la custodia o l'etichetta, sono stati stampati in un luogo diverso dai primi usciti o da quelli distribuiti in una certa area.

Può darsi che ai giorni nostri la cosa sia anche peggiorata, i grandi stabilimenti che stampavano nell'epoca d'oro del vinile hanno chiuso quasi tutti, per cui probabilmente sono nate successivamente piccole o medie realtà che usano macchine dell'epoca ed i risultati saranno ancor più variabili.

Un po' come avviene oggi con le valvole.

Molti produttori usano macchine recuperate qua e là dai vecchi stabilimenti ormai demoliti, la richiesta non è elevata (anche se i prezzi lo sono) e la qualità per lo più è ben lungi da quella standard di 40 anni fa.

Discorso ovviamente ben diverso era la pirateria delle cassette (audio e/o video) come ora quello dei CD/DVD, basta un PC per fare una copia uguale all'originale, qualsiasi ragazzino lo può fare, ricavare le varie matrici dal master e poi stampare il vinile, no (tra l'altro penso che il ricavato non sarebbe tale da giustificare l'allestimento di un laboratorio clandestino di stampa di vinili, si fanno le copie del DVD dell'ultimo film e si guadagna sicuramente di più).

Ciao
 
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Ottima analisi, grazie dell'intervento! concordo su tutto soprattutto sul fatto che i mezzi necessari siano esponenzialmente di costi e manutenzione maggiori rispetto al Compacti disc o simili. la mia era curiosità, e direi che le vostre spiegazioni sono state più che esaustive.
solo una piccola digressione personale; hai citato stabilimenti dove ad oggi si cercano di ammortizzare i costi e si usano macchinari obsoleti con risultati non eccelsi: niente di più veritiero. esiste un impianto in repubblica ceca dove alcune major, tra cui la universal, mandano i master digitali per creare "ristampe" su vinile dal CD, vinili di qualità discutibilissima, molto sibilanti, col risultato che chi si avvicina al disco nero ad oggi rimane molto più perplesso di vent'anni fa. come ho già avuto modo di dire queste stampe si potrebbero definire stampe "pirata autorizzate". provare per credere! :cry:
si la situazione è peggiorata, e molto!
ciao
 
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@ Pelo1986

Se è un OT dovresti benissimo sapere che sono vietati per cui la tua domanda non ha senso, era inutile farla.

Oltre ciò l'argomento che hai trattato è regolamentato in modo molto chiaro e tu hai infranto diverse regole.

Per questa volta ti risparmio la sospensione ma sei pregato, per il futuro, di prestare maggiore attenzione al Regolamento.

Grazie.

Ciao
 
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