Torno su quanto scritto da Nordata.
Seppure ritengo sia condivisibile, anche io penso che, a giudicarlo da quanto si legge nel forum, l'elemento principe ricercato dai più nel vpr, sia la definizione.
A parte, come ha già ricordato qualcuno, le sfumature e la precisione dei colori, il nero, inteso come contrasto, direi che sia un valore imprescindibile, fondamentale, anche se giustamente non è il solo a cui fare riferimento. Perchè il contrasto si deve confrontare con la nostra vista - e non dimentichiamoci che c'è il cervello di mezzo

- che ha una capacità dinamica enorme, sconosciuta quanto irragiungibile dalla latitudine di posa di qualsiasi pellicola o sensore. E questo non è certo un aspetto secondario.
Per quanto riguarda le proiezioni cinematografiche, esse non possono ambire al nero assoluto, in quanto la pellicola non ha una densità tale da bloccare completamente la luce della lampada che l'attraversa.
D'accordo sul fatto che la visione reale sia "iperdefinita", però non è detto che l'iperdefinizione di un vpr sia garanzia di immagine vicina alla realtà. Anzi.
Per citare un piccolo esempio, le ottiche di certa scuola tedesca, sfuttando il così detto micro-sfocato, regalano immagini morbide, ma definite, plastiche e molto tridimensionali. Molto più realistiche di quelle ottenute con certi vetri freddi ed iperdefiniti.
Pure io devo dire di essere rimasto stupito nel leggere di difetti sul blu-ray di Titanic, tanto quanto leggere dei tanti difetti di cui sarebbe afflitta la visione con vpr, soprattutto in relazione al fatto che tali problemi non sarebbero riscontrabili nella visione con tv.
Non sono d'accordo. La visione con vpr, secondo il mio parere e la mia esperienza, garantisce una naturalità e una "cinematograficità" che le tv non consentono.