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Viaggio in Brasile… magia, saudade e molto altro

E sale anche la nostra saudade..... :-(((((
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Una selezione. Il più delle volte gli uccelli erano in grandi voliere. Eri tu ad entrare, a stretto contatto con enormi volatili…
Ce ne era una gigantesca che conteneva almeno un centinaio tra pappagalli e altri volatili che andavano continuamente da una parte all’altra e che ti volavano a gran velocità a pochi centimetri dalla testa, ma non ho avuto il coraggio di entrare, anche perché dovevi toglierti qualsiasi oggetto “luccicante”… tornassi indietro proverei l’esperienza…
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Abbandoniamo il fresco di Foz do Iguacu (che sio trasformava in “gelo” – 8 gradi! – al mattino presto… e dopo i 28 gradi di Rio è stata durissima!!!). E’ un posticino che vale solo come base di partenza per vedere le cascate… mentre per il resto è sì tranquillo ma anche parecchio triste… Se si vogliono un po’ di emozioni si deve andare nel vicinissimo Paraguay… ma lì le emozioni potrebbero essere un po’ eccessive… :-))

FINALMENTE SI VOLA IN AMAZZONIA!!!!! :yeah: (4000 chilometri o poco meno………)
 
Complimenti Fede, bellissime foto e bel racconto prosegui così ;)

Mi fai quasi venire voglia di aprire una discussione sulle mie ferie:
" Viaggio in Sardegna.... porceddu, seadas e molto altro" :D






:eek: Io sapevo che il Brasile era famoso per altro, non per gli uccelli..........:D :p
 
Bravo!! bel viaggio!

E posto interessante... purtroppo sono così malato d'Africa che ogni volta che ho cominciato ad organizzare un viaggio in un altro continente... alla fine mi sono sempre ritrovato all'aeroporto di Johannesburg in Sud Africa..:D

Ma prima o poi... se poi dici Amazzonia... mi si accende il campanellino nel cervello...:D
 
In effetti in Amazzonia abbiamo vissuto le emozioni più forti.

Siamo atterrati a tarda sera a Manaus. L’equatore è molto vicino e siamo dunque passati da un clima fresco e ventilato ad uno parecchio caldo ma soprattutto estremamente umido. Ci dicono che (per fortuna!) è appena finita la stagione delle piogge (35 gradi come minimo… 99% di umidità… temporali infiniti e violenti che rendono le strade delle autentiche piscine…) e si è entrati nella stagione secca. Qualche breve ma violenta pioggia l’avremo anche noi, così come un altissimo tasso di umidità (una costante da quelle parti), ma per il resto si sopravvive. Scopriamo dunque (e mi tolgo il dubbio che mi assillava) che questo è un ottimo periodo per quella zona dell’Amazzonia; piogge accettabili, così come le temperature; inoltre la foresta pluviale è al suo massimo e molto godibile.
Il giorno dopo il nostro arrivo ci trasferiscono in un lodge in piena Amazzonia, a stretto contatto con la natura. La struttura non è invasiva e ci fanno accomodare in bungalow piuttosto comodi. Peccato che manchi, in camera, la luce elettrica e ci si debba arrangiare con le candele… Aspetto piuttosto negativo in un posto dove, in questa stagione, il buio arriva alle 18…

Durante il breve trasferimento ci fanno notare un fenomeno davvero particolare e che non conoscevamo. L’Amazzonia e attraversata dal notissimo Rio delle Amazzoni; ma anche dal suo grandissimo affluente Rio Negro. Nei pressi di Manaus i due fiumi si fondono… ma non subito… Il Rio delle Amazzoni è più “fresco” e più veloce. Questa velocità fa sì che trascini molto di quanto si trova sul fondo (terriccio), facendogli assumere un colore marrone chiaro; diventa quindi anche più denso.
Il Rio Negro, invece, è più caldo. Inoltre e più lento e, di conseguenza, non trascina la terra che si trova sul fondo. E’ dunque anche meno denso, oltre ad essere caldo e lento. Assume un colore moto scuro, quasi nero (da lì il nome).
Bene, quando i due fiumi si uniscono… non si uniscono!! Corrono paralleli ma nettamente separati per chilometri e chilometri, senza mischiarsi! Questo per le differenze di densità, velocità e temperatura.
Per cui dall’alto vedi un fiume immenso, per una metà del colore (come dicono loro) della coca-cola, per l’altra metà di tutt’altro colore… marrone chiaro.
Dipende dalle stagioni, ma in alcuni periodi ci vogliono una dozzina di chilometri prima che i due fiumi si uniscano in un fiume di un solo colore (che poi è sempre il Rio delle Amazzoni, fiume che scarica in mare il 20% delle acque dolci che vengono scaricate da tutti fiumi del pianeta…).

Per capirsi…
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Mi dicono che, nonostante così non sembri, lì i due fiumi non sono per nulla inquinati. Lo testimonia il fatto che si avvistano sempre abbondanti delfini, anche quelli rosa! E i delfini lì sembrano essere sinonimo di scarso inquinamento.
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Risaliamo il Rio Negro e arriviamo al lodge
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E’ preferibile rimanere sul Rio Negro; c’è meno fauna rispetto al Rio delle Amazzoni, ma anche pochissime zanzare (in due siamo stati punti da una zanzara in tutto in tre giorni… peccato che il “bozzo” se ne sia andato via dopo 5 giorni…). Inoltre il Rio Negro è molto più lento e “piatto” (e questo porta ed “effetti-specchio” incredibili, come solo in parte le foto – che posterò in seguito – possono mostrare…), oltre ad avere un colore più “piacevole” ed essendo del tutto balenabile (se hai voglia di buttarti in acque pulite sì, ma per nulla trasparenti e soprattutto… ricchissime di piranha…).
 
Ultima modifica:
Posso assicurarti che io che sono appassionato di acquari un tuffo in quelle acque me lo sarei fatto!!!!!
La sotto ci devono essere cose spettacolari, discus selvatici, ciclidi, chi più ne ha più ne metta!!!!!:sbav:
 
Consiglio per l’Amazzonia: programmate una permanenza non troppo lunga e proporzionata al numero di “gitarelle” disponibili. Le giornate, se trascorse fermi nel lodge, sono assolutamente noiose e senza nulla da fare, per cui devono essere riempite da “escursioni” che sono sempre interessantissime ma che non sono illimitate.
L’alternativa (soprattutto per te, cobracalde) è quella di formare un piccolo gruppo di avventurosi, affidarsi ad una guida con le palle quadrate e trascorrere (magari) una settimana risalendo il Rio. Si fanno delle soste in vari villaggi lungo il percorso, allontanandosi sempre più dalla civiltà, con il culmine che si tocca con una o due notti accampati in piena foresta amazzonica.
Lì abbiamo fatto un giro nella foresta al mattino; ma fa molto caldo e gli animali sono quasi tutti a riposo, per cui non si vede quasi nulla. Invece di notte la foresta è più fresca e prende vita; e allora ragni, serpenti, insetti giganti, ecc. ecc. sono “finalmente” presenti in grande quantità…
Il pensiero di accamparsi di notte in quella foresta mi fa venire i brividi, per cui lascio provare l’esperienza a persone più coraggiose.
Affidandosi a guide sagge ed esperte non si corrono molti pericoli; conoscendo gli animali, anche quelli pericolosi, gli stessi diventano prevedibili. Mai e poi mai, ovviamente, andare in giro senza guida. Nemmeno a pochi metri dal resort.

Con la nostra guida (lui davvero esperto, ex militare e con svariati corsi di sopravvivenza alle spalle) cominciamo con una “tranquilla” pesca dei piranha.

Si sceglie la location
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e si buttano in acqua canne da pesca improvvisate, con carne fresca come esca.

La sensazione è che sotto ci siano decine o centinaia di piranha… Siamo in 8 a pescare e ognuno ha il suo da fare… I piranha sono molto scaltri (ma come fanno a vedere in quelle acque così scure??) visto che fregano spesso l’esca a noi turisti/pescatori improvvisati… Io per tre volte tiro su un piranha, ma sempre mi sfugge… che incazzatura! Gli altri turisti non beccano nulla, mentre la guida e il “locale” pescano che è un piacere… piranha e non solo…
Alla fine…
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Sosta da un tizio che vive lì e ci cucina al volo i piranha appena pescati: carne molto saporita, anche se sono pieni di spine e di commestibile rimane poco…

Facciamo conoscenza con un paio di scimmie. Il maschietto si occupa del lavoro di fino con gli avanzi di pesce…
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L’altra è molto più timida (dicono che non si fermi mai perché ha paura degli attacchi di una anaconda che si è vista da quelle parti tempo addietro…)
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L’agilità di questa scimmia (Isabella… anche se di bello ha ben poco…) è di gran lunga superiore a quanto uno si possa aspettare. Le scimmie non stanno mai ferme (da qui i vari modi di dire… avere la scimmia, ecc.) e fanno dei salti da fermo da un ramo instabile ad uno a 6/8 metri di distanza con un precisione e una tranquillità incredibili.

La scimmia che prima si occupava degli avanzi del piranha ora si gode un po’ di riposo…
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E’ impressionante nelle sue movenze. E’ vero che si muove spesso a vuoto e senza un senso logico… ma nel momento in cui mangiava il pesce era molto simile ad un uomo senza posate. Lo ha guardato con sospetto, lo ha annusato con attenzione e poi ha cominciato a lavorarlo fino a ricavarne tutto quello che si poteva mangiare…

Chiudiamo la nostra escursione diurna rientrando alla base.

Come avete visto ho allegato molte foto.
Impossibile è, per una foto, rendere l’idea di cosa sia il tramonto sul Rio Negro, con il fiume assolutamente piatto e pacifico, mentre in lontananza si vedono saltare i delfini rosa e, sullo sfondo, regna la natura quasi incontaminata. Sono immagini che restano solo nel cuore e che, nella loro estrema semplicità, non dimenticheremo mai. Facile restare incantati e rapiti…
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Dopo cena il nostro “villaggio” diventava abbastanza. Cena alle 19… poi nessuna luce o quasi nelle camere, nessun plasma… nemmeno uno straccio di saletta HT… :D
Per fortuna nelle due sere in cui siamo rimasti lì abbiamo trovato il modo di distrarci con la fauna che ci circondava.
La prima sera… escursione notturna con la solita barchetta su “sentieri d’acqua” che noi ci saremmo persi anche di giorno… mentre loro riuscivano a “gestire” anche con il buio pesto che c’era quella sera… E così abbiamo assaporato ancora la bellezza della foresta pluviale, stavolta in notturna. Di per sé già un’esperienza ricchissima di fascino e indimenticabile. La nostra espressione più classica durante queste giornate in Amazzonia è stata di costante stupore; mi sa che stavamo per ore a bocca aperta, parecchio inebetiti e silenziosi, ad ammirare un paesaggio inimmaginabile e superlativo nella sua semplicità.
Quella sera si è andati a “caccia” notturna di caimani (di giorno pure loro non si vedono); gli adulti (possono raggiungere i 3 metri, se non ricordo male) “scappavano” quando la nostra barca si avvicinava. Abbiamo solamente “intuito” la presenza di un paio di loro, vedendo a distanza e a pelo d’acqua il riflesso rosso dei loro occhi (un po’ di impressione me l’hanno fatta comunque, anche se lontani… poi probabilmente era uno del lodge che si metteva lì la sera con due lucine rosse, giusto per far contenti gli stupidi turisti…
In precedenza siamo arrivati con la barca al confine tra la foresta bagnata dalle acque del fiume e la foresta vera e propria. Lì, su acque alte circa 60 centimetri (e per quanto ne so io ricche di piranha) due brasiliani sono scesi dalla barca a piedi nudi con le torce e sono rimasti in cerca per qualche minuto.

Alla fine…
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Un piccolo (ma pur sempre munito di pericolosi dentini) caimano di circa un anno.

Il nostro nuovo “amico” non sembra gradire troppo la nostra improvvisata…
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Anzi…
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(fuori fuoco… mannaggia a me!!)

Come prevedibile il povero malcapitato passa di mano in mano per le foto di rito… Arriva anche il mio turno
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Poi la guida lo mette in acqua
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e ci fa vedere come il caimano abbia una doppia palpebra… una “classica” per chiudere gli occhi e una trasparente che “attiva” appena va sotto acqua.

Vi dirò che alla fine sto povero “cucciolo” di caimano mi ha fatto un po’ pena…

Mi sono visto a casa mia, che so… a 15 anni… I genitori non ci sono e me ne sto bel tranquillo a mangiare schifezze, mentre mi gusto finalmente da solo il mio telefilm preferito sul plasma o un film cult sul VPR… Nel bel mezzo della serata un essere sconosciuto, spaventoso e gigantesco mi solleva improvvisamente con la sua immensa mano, mi stringe e mi trascina in un posto dove ci sono altri esseri come lui. Il gruppo comincia ad esaminarmi e a strapazzarmi; si passano di mano in mano il sottoscritto, facendomi abbondanti foto con il flash (e dire che la stanza da cui mi hanno prelevato era completamente buia…). Parlano a voce alta e qualcuno di loro non è nemmeno in grado di tenermi in mano decentemente… Poi quello che sembra il capogruppo comincia a “torturarmi”: mi tiene un dito sotto il mento e me lo schiaccia per non farmi aprire la bocca; poi lo stesso dito si sposta e fa in modo di farmi tenere la bocca spalancata; poi mi passa a tutti gli altri e vai di flash! Infine comincia a torturarmi con un dito nell’occhio per dimostrare che non sono fatto come loro! Che dire… una bella serata di m….!

Per fortuna alla fine il caimano riacquista la libertà. E così, dopo aver avvistato la mamma e il papà, torniamo indietro per gli stessi affascinanti “sentieri d’acqua”… l’espressione di stupore stampata in faccia… un’altra emozione forte… Infine, contrariamente alle attese, il “pilota” trova agevolmente al buio il corso d’acqua che porta al resort.

Si chiude il primo giorno in Amazzonia… davvero indimenticabile…:cry:
 
Il mattino dopo il sole è caldo e l’umidità al top (in Amazzonia non si va oltre il 100%, ma solo perché è scientificamente impossibile…). Il “programma” prevede una camminata nella foresta amazzonica, io, Roberta e la espertissima guida ci vestiamo come da istruzioni (calze, scarpe alte, maniche lunghe…) e ci prepariamo a questa bella sudata…
Come già detto di giorno la fauna riposa e si ripara dal caldo. Inoltre ci sono degli uccelli che fanno quasi da “guardiani” della foresta. Se uno di questi sente un rumore sospetto (tipo quello che fa un visitatore inatteso, schiacciando i rami con le scarpe) emettono uno specifico fischio di “avvertimento”. Il fischio si propaga per la foresta, tramite altri uccelli dello stesso tipo. E’ il segnale, per gli animali più fifoni, che è il caso di nascondersi…
E allora ci si deve accontentare di molta flora, ma è interessante scoprire che in pochi metri c’è l’albero della cannella (curioso sentirne il gusto masticando un pezzetto di corteccia), della gomma, del caucciù, ecc. ecc. Molti alberi “sanguinano” se li incidi con il machete (uno ad esempio rilascia una sostanza, che abbiamo masticato, che è quella utilizzata per fare i chewing-gum). Un braccialetto che la guida ha “confezionato” con la corteccia elastica di un albero è ancora al mio polso, in ricordo di questi posti affascinanti.
La foresta è talmente fitta che c’è “buio” anche in pieno giorno; la nostra guida ci dà piena sicurezza anche se, ripeto, vedremo ben poca fauna, soffreno più che altro l’umidità. E’ impressionante la quantità di termitai e formicai… moltiplicato per il numero impressionante di formiche e termiti che ciascuno contiene (escono a migliaia anche solo “svegliandole” con un colpetto di machete) non voglio sapere quante ce ne sono in tutta l’Amazzonia…
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A parte l’avvistamento di qualche scimmia, vari uccelli, un paio di serpentelli (tutti molto sfuggenti, quindi impossibili da fotografare) e a vari lucertoloni, di interessante siamo riusciti ad immortalare solo formiche giganti e… “simpatici ragnetti”…
(continua…)
 
Le prime sono gigantesche! Se ti morsicano sono in grado di causarti febbre alta e svariati giramenti di testa per circa 24 ore…
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(la terza foto è, al solito, con il soggetto non a fuoco… ma è solo per far capire le dimensioni… Qui tutti gli insetti sembrano dediti al doping… :-))

I ragni ci hanno dato, invece, non poche soddisfazioni... Per i motivi che ho spiegato prima si è dovuto mettere d’impegno un paio di volte il tizio che ci faceva da guida, visto che i ragnetti facevano i timidi…

Il primo si è mostrato solo in parte…
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Il secondo è più esibizionista e, dopo la timidezza iniziale…
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… si mette in posa
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:eekk:

Rientriamo alla base; tre o quattro docce a testa e meritato riposo sull’amaca.
 
Con le ultime foto mi hai dato una valida motivazione per non fare mai questo viaggio..............:eekk: :ops: :Puke:
 
Qualche foto agli animali “domestici” presenti nel lodge…
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C’è anche un ragno enorme e spaventoso!!! :-) (tino.k, questo lo puoi tranquillamente guardare!:D)
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E si riprende la barca per un altro giro sul fiume (e vai!!!)

Si comincia con una visita ad un micro villaggio sulle rive del Rio Negro.

Il “segreto” di questi posti è quello di tenere qualche animale a beneficio dei turisti muniti di macchina fotografica o videocamera… così ci scappa l’acquisto di una bibita o di articoli di artigianato locale… Non ci sottraiamo a questa usanza e allora si parte con un piccolo serpente boa
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Incredibile il nostro primo “contatto” con un bradipo. E’ un animale davvero curioso… Pare molto timido, tanto che, per fotografarlo, ci deve dare una mano uno del posto, sollevandogli la capoccia… a favore di telecamera… Lui appena può nasconde la testa e torna a farsi gli affari suoi… Impressionante, oltre ai suoi speciali “artigli”, il tipo di pelo che lo ricopre…
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L’immancabile scimmia che non sta ferma un attimo…
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E si riparte…
 
L’ultimo pomeriggio in Amazzonia lo trascorriamo soprattutto su quella parte del Rio Negro che, alla fine della stagione secca (novembre/dicembre) sarà completamente secco. Ora siamo alla fine della stagione più umida, quindi il fiume sommerge la parte della foresta amazzonica più prossima al Rio.
Impossibile descrivere le sensazioni provate; sembrava di vivere un sogno o di attraversare un paesaggio fiabesco. Intanto il fiume completamente piatto favorisce l’effetto specchio…
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Anche qualche orchidea “volante”…
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Ma l’esperienza più incredibile la proviamo quando ci infiliamo in un sentiero d’acqua piuttosto stretto. Lì il fiume è silenzioso e calmo, ma così calmo che di più non si può! Per far avvicinare qualche scimmia proseguiamo a remi e così pure il rumore del piccolo motore scompare. La guida “richiama” le scimmie con uno strano verso… e loro si avvicinano davvero! Poi vedono che costituiamo un pericolo e si tengono a distanza; le osserviamo che saltano senza sosta da un ramo a un altro.
In questa pace assoluta (noi stiamo pure in silenzio per non spaventare eventuali animali che vogliono avvicinarsi) restiamo tutti a bocca aperta. L’effetto specchio si presenta dove ci sono alberi sommersi dalle acque; l’acqua è talmente piatta e tranquilla che non si capisce dove finisce l’acqua, così che la barchetta sembra volare a mezza altezza nel bel mezzo di una foresta. La parte di albero che emerge dalle acque fa un tutt’uno con la parte che si riflette nell’acqua… e allora a te sembra di volare. Il silenzio assoluto fa il resto. Una sensazione difficile da descrivere e che provo a farvi immaginare con delle foto (prossimo post), conscio del fatto che non possono far comprendere al 100% quanto provavamo…
 
Per fortuna siamo passati nei pressi di anaconde piuttosto timide... ;)
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L’avventura in Amazzonia sembra finita. Ci rimane solo una noiosa serata al lodge, poi domani si va via. Per “fortuna” dopo cena abbiamo la possibilità di osservare un po’ di fauna locale…

Pure i gatti in Amazzonia sono speciali….
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Un altro gatto passa il tempo cercando di catturare una cicala (la si nota, in difficoltà, tra le due “bestie” finte)
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Poi il gatto desiste, ma è comprensibile… pure la cicala è dedita al doping…
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Dopo aver avvistato qualche altro animaletto notturno “normale”, arriva la “sorpresa” finale!
TINO.K NON GUARDARE IL PROSSIMO POST!!!!!! :D
 
Dopo cena stiamo tranquillamente leggendo un libro nell’unico posto in cui la luce elettrica è sufficiente, cioè nel bel mezzo della Reception, quando, alzando lo sguardo e al massimo a 5 metri da noi, noto qualcosa sopra le nostre teste…








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:eekk: :eekk: :eekk:

La guida mi piazza su uno sgabello e così sono al massimo a due metri dalla tarantola… Scatto un paio di foto (quelle che si vedono sopra). C’è da dire che ormai alle tarantole ci avevo fatto l’abitudine.. :D In precedenza la guida mi aveva chiamato sul retro delle cucine. Lì, in questo caso al massimo a mezzo metro dalle nostre teste abbiamo osservato questo simpatico esemplare…

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Certo è che se scovi una tarantola solo perché sei andato a cercartela in posti “tranquilli” (tipo il retro di una cucina) dove non c’è nessuno è un conto… se ne trovi una sopra la tua testa in una reception dove c’è un discreto passaggio di persone è un’altra cosa…
Le tarantole non sono poi pericolose; non ti attaccano di certo… l’unico rischio è scontrarsi con loro senza accorgersene… in quel caso il contatto non è piacevole, in quanto sono urticanti.

Dopo questa emozione forte rimaniamo dove siamo, cioè a leggere il nostro libro in reception, con l’amica tarantola sempre lì a 5 metri. Facciamo in modo di non disturbarci a vicenda…
 
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