Consiglio per l’Amazzonia: programmate una permanenza non troppo lunga e proporzionata al numero di “gitarelle” disponibili. Le giornate, se trascorse fermi nel lodge, sono assolutamente noiose e senza nulla da fare, per cui devono essere riempite da “escursioni” che sono sempre interessantissime ma che non sono illimitate.
L’alternativa (soprattutto per te, cobracalde) è quella di formare un piccolo gruppo di avventurosi, affidarsi ad una guida con le palle quadrate e trascorrere (magari) una settimana risalendo il Rio. Si fanno delle soste in vari villaggi lungo il percorso, allontanandosi sempre più dalla civiltà, con il culmine che si tocca con una o due notti accampati in piena foresta amazzonica.
Lì abbiamo fatto un giro nella foresta al mattino; ma fa molto caldo e gli animali sono quasi tutti a riposo, per cui non si vede quasi nulla. Invece di notte la foresta è più fresca e prende vita; e allora ragni, serpenti, insetti giganti, ecc. ecc. sono “finalmente” presenti in grande quantità…
Il pensiero di accamparsi di notte in quella foresta mi fa venire i brividi, per cui lascio provare l’esperienza a persone più coraggiose.
Affidandosi a guide sagge ed esperte non si corrono molti pericoli; conoscendo gli animali, anche quelli pericolosi, gli stessi diventano prevedibili. Mai e poi mai, ovviamente, andare in giro senza guida. Nemmeno a pochi metri dal resort.
Con la nostra guida (lui davvero esperto, ex militare e con svariati corsi di sopravvivenza alle spalle) cominciamo con una “tranquilla” pesca dei piranha.
Si sceglie la location
e si buttano in acqua canne da pesca improvvisate, con carne fresca come esca.
La sensazione è che sotto ci siano decine o centinaia di piranha… Siamo in 8 a pescare e ognuno ha il suo da fare… I piranha sono molto scaltri (ma come fanno a vedere in quelle acque così scure??) visto che fregano spesso l’esca a noi turisti/pescatori improvvisati… Io per tre volte tiro su un piranha, ma sempre mi sfugge… che incazzatura! Gli altri turisti non beccano nulla, mentre la guida e il “locale” pescano che è un piacere… piranha e non solo…
Alla fine…
Sosta da un tizio che vive lì e ci cucina al volo i piranha appena pescati: carne molto saporita, anche se sono pieni di spine e di commestibile rimane poco…
Facciamo conoscenza con un paio di scimmie. Il maschietto si occupa del lavoro di fino con gli avanzi di pesce…
L’altra è molto più timida (dicono che non si fermi mai perché ha paura degli attacchi di una anaconda che si è vista da quelle parti tempo addietro…)
L’agilità di questa scimmia (Isabella… anche se di bello ha ben poco…) è di gran lunga superiore a quanto uno si possa aspettare. Le scimmie non stanno mai ferme (da qui i vari modi di dire… avere la scimmia, ecc.) e fanno dei salti da fermo da un ramo instabile ad uno a 6/8 metri di distanza con un precisione e una tranquillità incredibili.
La scimmia che prima si occupava degli avanzi del piranha ora si gode un po’ di riposo…
E’ impressionante nelle sue movenze. E’ vero che si muove spesso a vuoto e senza un senso logico… ma nel momento in cui mangiava il pesce era molto simile ad un uomo senza posate. Lo ha guardato con sospetto, lo ha annusato con attenzione e poi ha cominciato a lavorarlo fino a ricavarne tutto quello che si poteva mangiare…
Chiudiamo la nostra escursione diurna rientrando alla base.
Come avete visto ho allegato molte foto.
Impossibile è, per una foto, rendere l’idea di cosa sia il tramonto sul Rio Negro, con il fiume assolutamente piatto e pacifico, mentre in lontananza si vedono saltare i delfini rosa e, sullo sfondo, regna la natura quasi incontaminata. Sono immagini che restano solo nel cuore e che, nella loro estrema semplicità, non dimenticheremo mai. Facile restare incantati e rapiti…