CalabrOne ha detto:
Comunque vediamo di non esagerare: il tonno contiene molto mercurio...
Infatti l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di limitarne il consumo.
Non ricordo bene a quanto ma non è molto.
Il problema del tonno è lo stesso dei molti pesci di taglia grossa e longevi.
Il mercurio, di cui la stragrande maggioranza si trova in mare per cause naturali e non per l'inquinamento, viene smaltito solo in parte. Il resto si acculmula col tempo nei tessuti e nelle ossa (o cartilagini).
Per questo motivo i tonnetti sarebbero da preferire.
Tempo fa ho lavorato per un grosso produttore di tonno (ed altro) e mi sono fatto una certa cultura sull'argomento.
Se può interessare qualcuno vi dico le cose che so.
Le confezioni migliori sarebbero quelle più grandi dove il tonno viene messo a pezzi più grossi.
Le scatole aperte possono essere lasciate con il liquido di governo (l'olio) che ricopre il tonno che rimane nella scatola nella parte meno fredda del frigo. In questo modo anche una scatola da un chilo pò durare diversi giorni.
Se il consumo del prodotto è previsto per poco dopo l'acquisto allora sarebbe preferibile acquistarlo a tranci dal negoziante o nei banchi gastromia che lo vendono a peso da scatole grandi, di solito 3Kg o 5 Kg.
In quelle confezioni vengono messi i pezzi interi e più compatti, quindi migliori.
I vasetti di vetro sono molto belli ed attraenti, ma non sono il modo migliore di conservare il tonno, dato il lungo tempo di permanenza previsto.
Questo tipo di confezione andrebbe sempre tenuta al buio per evitare ossidazione dell'olio, cosa che viene fatta dal produttore ma quasi mai da grossisti e dettaglianti.
Se piace il vasetto di vetro è meglio acquistarlo al supermercato dato che il tempo di permenza della confenzione sullo scaffale è molto inferiore a quella del negozio tradizionale.
Si pensa che la parte migliore del tonno sia la ventresca ed effettivamente è una parte ottima, la migliore commerciabile.
Però la parte terminale della coda, in particolare la parte sotto, è molto più saporita, anche se molto più grassa.
Il problema è che è una parte percentualemente ridicola e spesso non viene neanche separata perché antieconomico.
Facendo un paragone con il maiale di terra, dato che il tonno è il maiale del mare nel senso che non si butta via niente di entrambi, la coda del tonno è come il culatello, ottimo ma rarissimo (diffidate del culatello che non sia di Zibello di cui si producono meno di 15.000 forme l'anno).
Il tonno inscatolato deve maturare nel liquido di governo per un certo periodo di tempo, almeno un anno.
Spesso la grande industria immette sul mercato prodotti "freschi", poco o per niente stagionati.
In questo caso è meglio osservare la scadenza. Per legge la data di scadenza sugli alimenti deve essere al massimo 5 anni dopo la data di confenzionamento, anche quando, come nel caso del tonno, il prodotto potrebbe essere consumato anche molto dopo la scadenza.
Se la scatoletta appena comprata ha una scadenza superiore ai 4 anni, significa che non ha maturato per il tempo necessario. Meglio metterla in dispensa ed aspettare un po'.
Come ho già letto, il tonno migliore sarebbe quello rosso. Il problema è che quasi tutto il tonno rosso del mediterraneo va a finire in Giappone per il consumo a crudo.
I pochissimi produttori che riescono ad averne ancora lo specificano a chiare lettere sulla confezione. Se le trovate prendetele.
Infine, il tonno buono deve essere compatto e scuro.
Quello rosino che si rompe con un grissino è meglio darlo al gatto.
A livello indutriale, la
Consorcio fa ottimi prodotti e si trova quasi dappertutto. La Callipo anche, ma IHMO, un pelo sotto.
Ciao.