poe_ope
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Segnalo uno splendido film che ahimé in pochi troveranno nelle sale della propria città e che ancora meno andranno a vedere, ma tant'è...
La vicenda narrata è quella di una ragazzina, Laure, di dieci anni, che ha appena traslocato in una nuova casa coi genitori e la sorellina di sei anni. Nel condominio ci sono altri ragazzini più o meno della stessa età, con cui Laure vorrebbe giocare anche se è un po' taciturna, timida. L'aiuta a rompere il ghiaccio un'altra ragazzina sua coetanea, Lisa e fin qui nulla di strano se non che
Il film è diretto con grande delicatezza da una regista francese di chiare origini italiane, sa mettere davanti alla mdp un gruppetto di ragazzini con grandissima spontaneità, non ricatta i sentimenti dello spettatore e riesce ad entrare nel loro piccolo/grande mondo con notevole acume e sensibilità.
Se poi avete (come il sottoscritto) una figlia esattamente della stessa età (la mia è solo di un anno più grande) ma soprattutto anche lei è un "ragazzaccio", il film vi lascerà più di una cosa dentro, inneggia alla libertà e fa riflettere, come sempre più di rado capita al cinema.
Ciao!
Marco
La vicenda narrata è quella di una ragazzina, Laure, di dieci anni, che ha appena traslocato in una nuova casa coi genitori e la sorellina di sei anni. Nel condominio ci sono altri ragazzini più o meno della stessa età, con cui Laure vorrebbe giocare anche se è un po' taciturna, timida. L'aiuta a rompere il ghiaccio un'altra ragazzina sua coetanea, Lisa e fin qui nulla di strano se non che
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| proprio quest'ultima scambia Laure inizialmente per un maschio: la protagonista infatti è un "tomboy", un "maschiaccio": si veste da maschio, capelli cortissimi, gioca benissimo a calcio, preferisce di norma la compagnia dei maschi: Laure non solo non corregge Lisa ma le dice di chiamarsi Michael e come tale verrà presentata agli altri ragazzini del condominio che come maschio la tratteranno. Oltre all'evidente questione di "genere" nelle dinamiche del gruppo (con tutte le difficoltà del caso per una femmina per simulare i maschi in tutto: giocare a pallone a torso nudo, andare a fare il bagno in costume) si inserisce l'infatuazione di Lisa per Laure/Michael... |
Il film è diretto con grande delicatezza da una regista francese di chiare origini italiane, sa mettere davanti alla mdp un gruppetto di ragazzini con grandissima spontaneità, non ricatta i sentimenti dello spettatore e riesce ad entrare nel loro piccolo/grande mondo con notevole acume e sensibilità.
Se poi avete (come il sottoscritto) una figlia esattamente della stessa età (la mia è solo di un anno più grande) ma soprattutto anche lei è un "ragazzaccio", il film vi lascerà più di una cosa dentro, inneggia alla libertà e fa riflettere, come sempre più di rado capita al cinema.
Ciao!
Marco