Ritornato dallo Zambia... nostalgia e tristezza..

cobracalde

Moderatore
Eccomi di nuovo in Italia... dopo un viaggio di ritorno piuttosto massacrante (4 voli..) e una giornata passata a sistemare bagagli, casa e a dare una prima occhiata alle foto, ho trovato il tempo di scrivere anche sul forum.. ;)

Un'esperienza incredibile e coinvolgente.. in un paese povero ma bellissimo, ricco di animali, stupendi paesaggi e gente accogliente.

La prima parte del viaggio è stata molto estrema.. e sebbene l'avessi scelta proprio per questa ragione.. diciamo che lo è stata anche troppo :D

Non dico di aver rischiato seriamente la pellaccia... ma qualche brivido al fondo schiena non mi è stato risparmiato. Insomma.. 10 giorni in cui l'attività principale è stata camminare in uno dei posti più remoti dell'Africa, circa 6 o 7 ore al giorno (di cui 3-4 con circa 10 kg di zaino sulle spalle). Circondato da animali di ogni genere, su un terreno veramente difficile (vegetazione fitta, lagune, assenza di strade..) e un caldo terribile nelle ore centrali della giornata.

Ora sarà difficile (ma non impossibile! :D ) trovare destinazioni più emozionanti.. e soprattutto ci metterò qualche giorno (o settimana) a riadattarmi al nostro mondo..:rolleyes:
 
Ciao Stefano e bentornato. :)
Ci mancavi... :D

Prima di trasferirti definitivamente nel Continente Nero, perchè non posti qualche bella foto?
 
bentornato cobretti,
ero in pensiero.

pensavo al mal di stomaco del povero leone che ti aveva sgagnato la chiappa.

:D :D
 
Grazie del bentornato! :D

Devo riorganizzare le foto.. ma pur non essendo malvage.. non sono all'altezza di quelle che ho fatto nei precedenti viaggi.

Per due motivi:

1) per via del limitato peso che potevo condermi come bagaglio (piccoli aerei e trasporto a piedi per km..) ho deciso di rinviare l'acquisto di una reflex e mi sono preso una Sony H9 (zoom 15x) con tele converter 2.0. Veramente leggera e con zoom potente, ma la qualità delle foto lascia a desiderare..

2) quasi tutto il mio viaggio l'ho passato muovendomi a piedi in una zona remotissima ed estremamente selvaggia, dove gli animali non sono abituati all'uomo. E quelli che conoscono gli esseri umani (elefanti) sono super aggressivi, perchè hanno un passato (ed un parziale presente.. purtroppo..) di caccia selvaggia..
Di conseguenza, si tengono a distanza di sicurezza e tendono a scappare al primo movimento.

Ad esempio.. ho visto 3 leopardi ma non sono riuscito a fotografarli.. il primo è balzato da un albero a circa 5-6 metri ma dopo una rapida occhiata è scappato velocissimo.. forse avrei avuto anche il tempo di scattare ma la sorpresa è stata tanta che sono rimasto inebetito..:D

Comunque, appena posso... comincio a postarne qualcuna... :)
 
cobracalde ha detto:
... mi sono preso una Sony H9 (zoom 15x) con tele converter 2.0. Veramente leggera e con zoom potente, ma la qualità delle foto lascia a desiderare..
Beh, le ottiche delle "integrate" (anche se prosumer come questa) non possono reggere il confronto, ovvio.
Sulla leggerezza non discuto (il mio zaino con macchina e obiettivi peserà 8-10kg :D), ma sulle dimensioni non direi che è così tanto più piccola di una reflex.

Comunque aspettiamo le foto. :fagiano:
 
obiwankenobi ha detto:
ma sulle dimensioni non direi che è così tanto più piccola di una reflex.

Obi, la Sony H9 pesa 546g, la Canon EOS 400D 556g. Il problema è l'obiettivo.

Per fotografare gli animali, avrei bisogno di una lente che arrivi a 400 (almeno 300) e il peso (e l'ingombro) crescono notevolmente... considerando che magari uno si vuole portare anche un altro obiettivo (con focale più corta, magari adatto ai paesaggi..).

Comunque... ho deciso che in ogni caso passerò alle SLR. Sono indirizzato sulla nuova Canon 40D.
 
Bentornato Cobra! Anche se mi pare di capire che abbiamo visioni diametralmente opposte sul genere e luogo di vacanza che amiamo,devo dire che l'amore e la passione che provi per quei luoghi si legge attraverso iltuo pensiero,ed e' una cosa di inestimabile valore.
 
cobracalde ha detto:
...magari uno si vuole portare anche un altro obiettivo (con focale più corta, magari adatto ai paesaggi..).
Si può risolvere (più o meno a parità di luminosità di obiettivo) con un 70-300 compatto, più un 20 o 50mm (cortissimi e di ottima qualità).

cobracalde ha detto:
...ho deciso che in ogni caso passerò alle SLR. Sono indirizzato sulla nuova Canon 40D.
:rolleyes: :(
Non ti parlo più.


:D

PS: visto il tuo reddito, indirizzati su una FullFrame, invece. :cool:
 
Bentornato :D

Un commento da scattatore di foto subamatoriale (niente modestia,
tutto vero) convertito per puro amore delle cose tecnologiche dalle
punta e scatta formato credit card ad una SLR.

Un tele 70-300 luminoso fa a cazzotti, oltre non solo col portafoglio
(posto che interessi qualcosa al cobra) ma anche con la portabilità.

Io (che ho una 400D regalo di natale) alla fine ho preso l'ultimo canon
consumer (il 70-300 4-5.6) stabilizzato che, per ora mi va benone (è
stato anche recensito ottimamente su diversi fronti).

già il 70-200 f4 L, apparentemente un tele spettacolare, è notevolmente
più grande (e comunque è relativamente veloce), non parliamo poi del
70-200 f2.8 L :eek:

Per completare il range per ora gli ho affiancato un onesto Sigma 17-70.

Per quanto riguarda il corpo macchina non ho paragoni ma ti individuo
qualche potenziale difetto:
Come da filosofia Canon il corpo macchina non è stabilizzato ma lo sono,
in caso, gli obiettivi.
Il mirino non mi entusiasma particolarmente.
Alcune modalità di scatto mi hanno tradito (in particolare l'A-Dep,
profondità di campo automatica) ma non so se è colpa mia o della
macchina.
Infine in modalità automatica (per quanto possa essere un controsenso)
ha una tendenza decisamente troppo spinta a tirare fuori il flash in
situazioni dove è inutile o dannoso.

Ho avuto per le mani la 1D ed è veramente enorme, io la 400d e i due
obiettivi l'ho portata dietro senza grossi sacrifici (ma ero così stretto che
ho dovuto lasciare a casa il 50mm 1.8 che certo non è un gigante :mbe:

E comunque ricorda se devi comprare in germania, compra sempre a
Monaco di Baviera, mai a Stoccarda :D
 
I primi 10 giorni di viaggio li ho trascorsi nel parco del North Luangwa.

Questo parco, di circa 4600 kmq, è stato parzialmente aperto al pubblico nel 2002. Gestito dal governo dello Zambia con la collaborazione della società zoologica di Francoforte, è diviso in 3 zone, la più meridionale (wilderness) è vietata al pubblico e soggetta a studi scientifici da parte dei ricercatori della citata società. In particolare negli ultimi anni si sta tentando di reintrodurre i rinnoceronti neri, estinti in Zambia, con la creazione di un habitat dedicato (sanctuary).

Una piccola parte, settentrionale, è aperta ai visitatori indipendenti (self drive e operatori turistici di altre zone) che peraltro la sfruttano pochissimo per via delle difficoltà di accesso (esistono pochissime piste in condizioni terrificanti..).

La parte centrale (semi-wilderness), la più grande, è stata divisa in 7 concessioni mediante un lungimirante piano regolatore. Solo gli operatori di queste concessioni possono attraversarla ed esiste un accordo tra questi che proibisce ad uno di entrare nell'area di un altro, a meno di permesso concordato.
Di queste 7 concessioni, solo 5 sono sfruttate, cioè dispongono di campo tendato o di lodge (2 aree sono ancora vuote e parzialmente inesplorate).
In pratica, dunque, ci sono solo 5 campi. Il più grosso può ospitare 8 persone.

L'accesso al parco è severamente controllato da un organismo di controllo che monitorizza i vari gate di accesso e coordina, via radio, i movimenti di tutti gli operatori. E' severamente proibito aggirarsi nel parco senza uno scout armato, fornito dal governo dello Zambia ed addestrato nei campi allestiti dalla Società Zoologica di Francoforte.

Questo è sufficiente a far comprendere come in 10 giorni io non abbia visto esseri umani, se non il proprietario del lodge che ci ha ospitato per 5 giorni e portatori, guida e scout che ci hanno accompagnato per i 5 giorni di trekking mobile. In effetti.. io ed Elisabetta siamo stati gli unici ospiti di questi 10 giorni! non c'erano altri turisti..:cool:

Inoltre... chicca finale... era la prima volta che nel parco veniva sperimentato questo tipo di spedizione! ci siamo spostati a piedi da un campo ad un altro, in 5 giorni.. circa 80km.. io, Elisabetta, la guida spagnola, uno scout armato, un tracker (per seguire tracce ed animali), un cuoco e 5 portatori (con tende, cibo, acqua, pentole e varie..)

Continua...
 
Il Parco è caratterizzato dalla presenza di un corso d'acqua permanente, il Mwaleshi River, intorno al quale si concentrano le aree più ricche di fauna in habitat molto diversi tra loro.. foreste, lagune, spiagge sabbiose..

In particolare, il parco è famoso per le enormi mandrie di bufali, i numerosissimi ippopotami (onnipresenti), coccodrilli, elefanti, varie razze di antilopi, scimmie, uccelli (è un paradiso per i birdwatchers), iene ed ovviamente i grandi felini. E' uno dei pochi posti in Africa dove i leoni riescono a cacciare ed uccidere gli ippopotami (oltre ovviamente ai bufali)! Numerosi anche i leopardi..

Prima della conversione a parco nazionale, l'area è stata soggetta a un'indiscrimanato bracconaggio che ha ridotto moltissimo il numero degli esemplari delle varie razze presenti. Ancora oggi il fenomeno è parzialmente attivo e duramente contrastato dagli scout che pattugliano costantemente il parco.

Vi sono anche alcuni villaggi e la popolazione locale non vive in grande armonia con gli animali.. ogni anno diverse persone vengono uccise dai leoni, dai bufali.. ma soprattutto da elefanti e coccodrilli che in questa zona rappresentano il pericolo più grosso e costante..

E' per questo che i pochi operatori turistici cercano di sensibilizzare la popolazione locale, fornendo occupazione e strumenti per proteggersi dalla fauna (recinzioni elettrificate..) oltre a libri, attrezzature mediche, informazioni sulla prevenzione delle malattie più diffuse (malaria, AIDS..)

Gli elefanti sono stati una sgradita sorpresa. Soprattutto per me che ero abituato a vederli come grandi e mansueti animali (in Namibia e Botswana), a fotografarli (dalla macchina) a pochi metri di distanza.. se non addirittura mentre strusciavano sulla carrozzeria..
Qui invece, hanno rappresentato un pericolo costante...
Caratterizzati, come sappiamo, da una longevissima memoria (che si trasmette tra le generazioni) e da un'intensa vita sociale ed affettiva, vedono l'uomo come il predatore più pericoloso..

Difficilmente, come ho visto fare in rari casi in altri paesi africani, effettuano cariche per intimidire (mock charge) che consistono in una corsa verso la minaccia a testa alta per poi deviare ad una decina di metri dall'obiettivo e fuggire via. Qui, quasi sempre, eseguono cariche totali (full charge), a testa bassa.. per colpire ed uccidere. E spesso lo fanno senza il minimo preavviso, con provocazioni praticamente nulla e da grandi distanze: abbiamo visto partire una carica di 3 elefanti verso la nostra macchina da circa 1 km, con i binocoli. E se inzialmente ci siamo messi a ridere... quando, dopo qualche minuto la distanza si è ridotta a qualche centinaio di metri.. siamo partiti a tutta velocità: morale, ci hanno seguiti per 10 minuti buoni... a piedi non avremmo avuto scampo, se non su qualche albero robusto e particolarmente alto..:eek:

Continua..
 
Ultima modifica:
Il nostro arrivo all'aeroporto di Mwaleshi (:D ), Elisabetta, Ramon (lo spagnolo che ci ha ospitato nel suo lodge ed ha organizzato il trekking), il pilota e, sotto l'ala, uno scout.

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Eccomi, pronto per il trasferimento al lodge: il Delia Camp.

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Lungo la strada ci fermiamo ad ammirare il paesaggio:

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Primi incontri con l'animale più diffuso del parco:

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P.S.: le immagini sono ridotte, senza alcuna modifica con PP (di solito lavoro un po' su contrasto, esposizione, curve, ombre e luci...)
 
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