Gli 8000 sono ormai obsoleti, con i loro 8 bit che si traduceva in un po' di rumore di fondo, si può ancora utiizzarli su un sub, in cui il rumore viene filtrato dal passa basso.
Le differenze tra i vari "2496" sono già indicate nel nome:
Il DCX2496 è tipicamente un crossover elettronico, versatilissimo e con il quale si può gestire al meglio una multiamplificazione/multivia, se l'uso principale è quello della correzione acustica direi che non è molto adatto; MDL ne ha impiegato qualcuno nel suo impianto.
Il FBQ2496 è un anti-larsen e dispone di 20 filtri paramatrici per canale, canali che sono interamente indipendenti tra loro.
Adatto all'uso che ci interessa, non ha altre funzioni accessorie ed è quello che costa meno.
Il DEQ2496, quello maggiormente usato, offre 10 fitri parametrici per canale, due equalizzatori grafici a terzi d'ottava, più 10 filtri parametrici per canale utilizzati nella funzione di feedback destroyer; i due canali sono completamente indipendenti.
Ha un analizzatore di spettro in tempo reale e una visualizzazione VU-Meter con varie possibilità e presentazioni grafiche (a barra o ad ago); possiede altre funzioni che non servono ai nostri scopi, quali un espansore/compressore di dinamica e un elaboratore di scena stereo; offre anche la possibilità di variare il ritardo dei canali in modo molto preciso ed in funzione della temperatura, funzione questa che può tornare utile.
Ha l'ingresso per un microfono di misura da utilizzare per rilevare e visualizzare la risposta in ambiente e la possibilità dell'autoequalizzazione, i cui risultati, in ambito Hi-Fi - HT non sono però granchè.
Per il nostro uso penso che quelli da uitilizzare siano il DEQ e il FBQ.
Il FBQ ha la possibilità di essere controllato tramite il programma RoomEqWizard.
Per quanto riguarda la questione se convenga o meno usarli, la cosa è spinosa; ponendo la domanda a persone diverse probabilmente la risposte che ottereste sarebbero di due tipi:
- "Assolutamente no, da evitare come la peste",
oppure
- "Certamente, se ne ottengono indubbi vantaggi".
La prima risposta verrà, in genere, dai puristi, da chi vuole il minimo dei componenti nella catena audio, solitamemte persone che riescono a sentire le differenze di 0,2 dB a 20 KHz.
La seconda risposta può venire da quelle persone con orecchio molto meno raffinato, che riescono a sentire solo le differenze di 10 o più dB introdotte dalle risonanze nella risposta in frequenza dall'acustica dell'ambiente, anche utilizzando i migliori diffusori e amplificatori.
La differenza si sente anche con un impianto di media qualità, però va fatta una premessa molto importante: per ottenere risultati discreti bisogna perderci un bel po' di tempo a provare e riprovare (non a orecchio, ma tramite micro e appositi programmi)
Le alternativa sono l'impiego di un PC e del programma DRC (gratuito), che richiede un notevole impegno per essere padroneggiato e altrettanto tempo per la messa a punto, oppure i sistemi automatici basati su procedimenti molto simili a quelli di DRC ed in cui, una volta tarati, basta premere un pulsante per inserirlo nella catena audio; l'inconveniente di questi sistemi, di cui uno di costruzione italiana (PAC), è attualmente il costo, di qualche migliaio di Euro, che ne giustifica l'impiego solo su impianti di alto livello.
Ciao