il cinema orientale è eccezionale, ed in questi anni ci ha regalato autori incredibili, che sanno emozionare e coinvolgere come pochi altri. E' un cinema viscerale, poetico, dolce, violento, malinconico che ti entra dentro e non ti molla più.
premetto che quelli verrano sono tutti commenti scritti di mio pugno.
Wong kar-Wai è un grandissimo.
Angeli Perduti
Regia splendidamente allucinata e molto accattivante per un film bellissimo. Kar-Wai mette in scena due storie solo apparentemente parallele, immerse nella metropoli di Hong Kong oscura. Pare che giri senza una vera sceneggiatura e direi che si vede anche, nel senso che a volte le immagini e gli avvenimenti si susseguono senza un vero filo logico, ma con un'unica tensione di natura puramente estetica. Personalmente mi piace moltissimo. Trovate registiche ottime.
8/9
Hong Kong Express
Mi sono mancate un po' le atmosfere noir e la regia spledidamente allucinata di Angeli perduti. Anche questa pellicola tratta due storie, solo apparantemente parallele, unite da qualche rimando. Lascia più spazio ai sentimenti e alla storia d'amore ambientata sempre nella metropoli frenetica quanto claustrofobica di Hong Kong. Camera sempre a mano mossa con grande stile, ma anche riprese ferme ed intense; qui Kar-Wai racconta minuto per minuto i propri personaggi, evidenziandone splendidamente i caratteri.
8+
As tears go by
Un buon esordio alla regia per Kar-Wai, abile nel raccontare una storia basata su tre personaggi: un "piccolo" gangster (Ah Wah), il suo incontrollabile protetto (Fly) e la fragile cugina del primo (Ah Ngor). Nella struttura narrativa del film non c’è una trama chiara né un diagramma lineare, poiché l’atmosfera e la storia nascono e crescono lentamente dall’interazione dei tre personaggi principali e dalle loro personalità. Buone e cariche di pathos le scene violente; il finale, per quanto significativo, è fin troppo frettoloso.
6,5
Happy together
Con un percorso sublime e straniante, ma del tutto coinvolgente, Kar-Wai racconta con grande maestrìa, (raggiunta ormai una grandissima maturità e grande padronanza del mezzo con la sua camera a mano sempre molto convincente, che scruta, osserva...) la storia di un'unione tormentata. Un altro grande affresco sull’amore e ciò che ne deriva. Splendidamente fotografato da Chris Doyle. L’atmosfera del film è resa ancora più magica dalla colonna sonora, tra tanghi argentini e la canzone di Frank Zappa che dà il titolo al film. Meraviglioso ed affascinante.
8,5
Days of being wild
La poetica di Kar-Wai inizia a prendere forma, quella che si perfezionerà nei film a seguire: Hong Kong Express, Angeli perduti e troverà il suo apice tecnico/poetico-sentimentale in In the mood for love. I temi come i rapporti d'amore e la relazione col tempo (ingannatore) ed il suo utilizzo compongono l'asse principale del suo modo di fare cinema. Il tutto è enormemente sorretto dalla splendida fotografia di Chris Doyle (prima collaborazione) e da un cast molto in sintonia ed affiatato.
7,5
Edward Yang
Yi Yi... e uno e due
Edward Yang scrive e dirige con immenso talento registico le vite di 4 famiglie, scansionando i problemi quotidiani da cui sono afflitti. Osserva, scruta, senza mai giudicare, in maniera compassata, sobria (durante il film sono presenti degli inevitabili momenti di “stanca”) con ampi piani-sequenza che si susseguono uno dopo l’altro, con riprese spesso a camera ferma, alternando perfetti fuori campo e riprese con soggetti ripresi da lontano, delineando sentimenti, amori, stati d’animo, angosce, paure, crisi esistenziali, gioie.
9
Takeshi Kitano
Sonatine
Gran bel film di Kitano che dirige, sceneggia e monta. Sulla spiaggia ad Okinawa si alterneranno momenti di pura violenza a momenti di gioco tanto infantile quanto pericoloso. E proprio sulla spiaggia, la scena delle morra cinese mi ha davvero smosso lo stomaco. Incredibile come con poco si possa creare una sequenza così d'impatto. I tempi sono molto buoni, c'è stile e si vede, i temi sono ben equilibrati e le musiche sono un'ottima parte integrante del film e si fondono molto bene con la sceneggiatura.
7+
Kim Jee-Won
I saw the devil
Un'altra bellissima storia di vendetta, volutamente "ad episodi" con un continuo gioco del gatto e del topo, che culminerà nel bellissimo finale di un'intensità davvero notevole (gli ultimi 20 minuti sono da applausi). Con una regia di altissimo livello, che spazia dalla morbosità nel soffemarsi sui copri straziati mescolando punte di gore e horror, sempre e comunque ben gestito, a parti piuttosto concitate, con la mdp che spazia e converge molto bene. L'Oldboy Min-sik Choi è davvero grande!
8
per ora mi fermo qua, spero possa servire a qualcosa
