benegi ha detto:
Quindi cosa si propone in alternativa al consumismo o per meglio dirla al capitalismo ??
Quindi non passibili di licenziamento.... al max ci rimettono pure loro se la "società" va male
per metterla giù molto ma mooolto semplice:
In senso assoluto e pratico,
il non licenziamento non ha senso....
Garantire il non garantibile provoca solo grandi casini....
Per quanto mi riguarda, la vita sarebbe senz'altro migliore se ci fosse il senso del lavoro, guadagnare, spendere, risparmiare e una volta fatti i soldini (se ci si riesce

, comprarsi il comprabile)
Peccato che così, una grossa fetta dell'umanità non avrebbe possibilità di affrontare grosse spese (vedi auto, casa, yacht

), così è arrivata la possibilità di avere i soldoni subito, e dilazionarli nel tempo (che sarebbe anche una idea di una moralità notevole, offrire a tutti la possibilità di aspirare a cose a cui neanche potrebbe pensare, in qualità del suo stipendio....)
Peccato però poi che chi i soldi ce li ha sul serio (le banche), se li faccia pagare e profumatamente, anche se non sembra.....Da qui poi l'appartamento diventa villa, la macchinetta diventa fuoriserie, tanto basta solo aumentare il numero delle rate...(e non ditemi che non è così, perchè negli ultimi anni la gente si è fatta prendere la mano, eccome)
E via con mutui trentennali, prestiti personali anche per andare in vacanza....
Il modello americano, insomma, che ti fa magnare lo stipendio prima ancora di guadagnartelo, e che ripeto, va benissimo, fino a che il sistema non si incrina, per poi sfasciarsi miseramente....
E a quel punto, tu che ingenuamente hai creduto (o ti hanno fatto credere) che il tuo lavoro fosse intoccabile, ti ritrovi nella cacca....
(vedi sempre USA, ma tra un po' toccherà anche a noi)
Il capitalismo/consumismo è decollato insieme alla possibilità per i vecchi poveri di comprarsi finalmente qualcosa, creando tantissimi posti lavoro, ed un enormità di offerta....
Offerta per forza di cose in continuo rinnovo (vedi il concetto di obsolescenza del bene) altrimenti agli operai che producono il lettore dvd, cosa gli faccio assemblare, quando tutta la popolazione ha in casa il dvd, e non gli passa neanche per l'anticamera del cervello di comprersene uno nuovo?
E' una catena quasi perfetta, costruire, assemblare anche il non necessario per placare la sete di nuovo del consumatore, dare posti lavoro, creare profitti, e siamo tutti felici e contenti (o quasi, perchè poi esiste sempre il problema di chi non si accontenta, ma questo è un altro discorso)
Quindi se la Sony non vende quanto necessario a mantenere il proprio flusso di lavoro, chiaramente avrà forza lavoro in esubero e, come farebbe chiunque di voi se si trovasse in detti panni, ridimensionerà il proprio organico....
Sfido chiunque a dire che sia una bella cosa, ma anche a trovare il modo di evitarla.....