sasadf ha detto:
Questo significa che le banche per prestare loro dei soldi per gli investimenti non si fidano più delle azioni come garanzia,…
Non mi risulta che le grandi aziende diano azioni proprie in garanzia dei prestiti. Al limite ci sono state grandi intromissioni del sistema bancario in grosse aziende, da noi FIAT ad esempio, che a fronte di credito a rischio di insolvenza sono entrate direttamente nei capitali aziendali.
Ma il problema relativo all'attuale deprezzamento dei corsi azionario è ancora più vasto e devastante ed il suo effetto lo vedremo fra pochi mesi.
Secondo i famosi accordi di Bretton Woods, quelli che nel '44 stabilirono le direttive economiche, finanziarie e contabili mondiali, i valori delle partecipazioni azionarie ed obbligazionarie possono essere iscritte a bilancio al valore storico, quello dell'acquisto, fino ad un deprezzamento dei corsi attuali del 30% per le azioni e del 40% per le obbligazioni (o viceversa, non ricordo bene).
Questo significa che azioni pagate 100 ma che sono quotate a 70 possono apparire in bilancio con valore 100. Se invece sono sotto i 70 allora devono essere iscritte al bilancio alla quotazione media non ricordo bene di quale ultimo periodo.
Il problema, quindi, è che al di sotto di quelle percentuali c'è l'obbligo di svalutazione ed oggi ci sono molte azioni che sono ben al di sotto del 50%, con punte anche del -70% o -80%. La stessa Sony quotava $ 55 a inizio anno ed oggi è a $ 21 = -60%.
Quando al 31/12/2008 si dovranno redigere i bilanci societari assisteremo ad una vera ecatombe di Stati Patrimoniali soprattutto di banche e multinazionali, soprattutto quelle, come SONY, che basano gran parte del loro Bussiness su associate e controllate e che dovranno svalutare gran parte del loro patrimonio.
Allora si che ne sentiremo delle belle.
Ciao.