• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Oppo: addio compatibilità ISO DVD e BD

Anzi, direi di più, i film che non si riescono a vedere come ISO sono già comunque in tuo possesso come BD fisico, quindi fruibili senza alcuna limitazione per tutto il tempo che vorrai (se non li usi anche come sottobicchieri difficilmente si rovineranno) e se proprio vuoi trasferirli basta farlo nel formato 1:1.

Ciao
 
Non voglio sollevare alcuna polemica su un tema "rovente" e comunque delicato, solo riportare una semplice notizia di stampa.

Il cosiddetto "equo compenso" ("tassa" prevista per decreto dalla fine del 2009) viene automaticamente applicato "su ogni prodotto elettronico finalizzato alla riproduzione o alla registrazione di contenuti digitali". Esso indennizza PREVENTIVAMENTE la SIAE di qualsiasi copia privata (protetta da copyright) fatta dall'acquirente. La Corte di Giustizia della UE ha stabilito che debba essere ancorato al suo effettivo utilizzo per fare copie private e quindi non debba essere applicato indiscriminatamente. In Francia e Spagna è stato già abolito. (Notizia tratta da l'Espresso, n. 5 del 2.2.12.)
 
Non credo che il paragone calzi.
I file che non si potranno leggeri come iso sono regolarmente in vendita mentre quei libri non si sarebbero più potuti trovare per essere letti.

Interpretandola così, non posso che darti ragione.
Io, però, la interpreto come obbligare il mondo a fare quello che conviene a qualcuno. Un qualcuno che vorrebbe il controllo totale. E non mi piace.

Ribadisco: io compro ciò che ritengo valido (se me lo posso permettere). Poi se dovesse capitare di scaricare qualcosa, sarebbe un di più che, se mi fosse tolto, non mi cambierebbe minimamente la vita.
Quello che mi cambierebbe la vita sarebbe vivere in un mondo dominato dalle megacorporazioni che decidono cosa devo vedere.
 
Poi se dovesse capitare di scaricare qualcosa, sarebbe un di più che, se mi ..........[CUT]
Nessuno decide cosa tu debba vedere, solo evitano di fartelo vedere gratis. Credo che ognuno tenti di tutelare il suo lavoro nel miglior modo possibile che sia intellettuale o meno, che sia una mega corporazione o un libero professionista.
Se qualcuno fruisse gratuitamente del tuo lavoro, saresti contento?
Ciao
Luigi
 
Nessuno decide cosa tu debba vedere, solo evitano di fartelo vedere gratis. Credo che ognuno tenti di tutelare il suo lavoro nel miglior modo possibile che sia intellettuale o meno, che sia una mega corporazione o un libero professionista.
Su questo punto non si discute. Ma quando un autore decide di far ascoltare gratis le proprie canzoni, vedi ad esempio il concerto di Genova (e si potrebbero citare altri esempi), e la SIAE chiede agli organizzatori di pagare i diritti per cantarle allora il discorso di salvatopo sulle megacorporazioni lo quoto in pieno!
 
... solo evitano di fartelo vedere gratis. Credo che ognuno tenti di tutelare il suo lavoro nel miglior modo possibile che sia intellettuale o meno...
Se qualcuno fruisse gratuitamente del tuo lavoro, saresti contento?
Luigi

Sparo anch'io la mia: ho scaricato gratuitamente e legalmente su tablet otto libri tra cui: "Anna Karenina", "Madame Bovary", "Il ritratto di Dorian Gray" "Moby Dick", più altri diversi capolavori letterari.
Premettendo la mia infinita ignoranza nel non aver avuto mai modo di leggerli, il fatto di averli ottenuti in questo modo (gratuitamente) mi dà la possibilità di farlo in futuro, quando ne avrò la possibilità e il tempo.
Con ciò voglio dire questo: Tolstoj, Flaubert, Melville ecc. (pace all'anima loro) non potranno più godere dei diritti d'autore; le case editrici che mettono in vendita questi testi forse si.
E' sacrosanto che l'autore di un film, con tutto lo stuolo di personaggi che girano attorno ad esso, siano ricompensati delle loro fatiche e delle loro genialità: siano essi pagati da una entità stabilita a livello internazionale, con premi equiparati al successo della loro opera.
Liberalizziamo il contenuto artistico che potrà essere usufruito da tutti (poveri o ricchi che siano), alla fine si potrà decretare il vero successo o l'insuccesso di essa.
Ad uscirne sconfitti saranno tutti coloro che stanno incamerando compensi dal mondo sommerso del mercato parallelo.
Vi continuo a leggere con passione.
 
Non conosco la faccenda del concerto di Genova, però c'è da dire una cosa: il fatto che un artista canti le proprie canzoni non vuol dire che non ci siano diritti da pagare.

Ad esempio, la musica potrebbe essere stata scritta da lui ma le parole da un altro (o viceversa) ovvero firmata da più persone oltre a chi la sta interpretando; altro punto, il brano musicale sicuramente è stato edito da qualche società editrice, che ha appunto i diritti per l'esecuzione e distribuzione.

Ultima cosa, poichè ho visto qualche volta accennare al fatto che venga chiesto il pagamento dei diritti per materiale il cui autore è deceduto da oltre 50 (o 75, non ricordo) anni, quindi non più esigibili.

In questo caso non si pagano i diritti d'autore, ma i diritti sulla proprietà della realizzazione.

Non posso pertanto fotocopiare o mettere in rete la Divina Commedia stampata un anno fa da Mondadori (un nome a caso), con commenti e note, magari con illustrazioni del Dorè, anche se Dante è morto da più di 75 anni, mi sembra :D, e cosi pure Gustave Dorè, mentre posso tranquillamente e liberamente mettere in rete la stessa se limitata strettamente al solo testo.

Ciao
 
Non conosco la faccenda del concerto di Genova, però c'è da dire una cosa: il fatto che un artista canti le proprie canzoni non vuol dire che non ci siano diritti da pagare.
Infatti i diritti si devono pagare lo stesso e questo è uno dei mali del copyright; questa parte è una delle cose assolutamente da rivedere... Com'è da rivedere il fatto che la SIAE si debba intascare una percentuale anche in eventi ad ingresso gratuito (ad esempio i Cineforum)! Per quale bislacco motivo in queste occasioni non a scopo di lucro si deve intromettere tra gli organizzatori e gli autori/scrittori/editori/ecc...??? Perchè è così difficile fare in modo che sia l'organizzazione di un evento particolare (beneficenza/cineforum/karaoke) ad accordarsi con glu autori stessi? Saranno così loro (o chi li rappresenta) a decidere se concedere il premesso gratuitamente o meno!

Per il concerto di Genova successe così:
Beppe Grillo e colleghi organizzatori andarano direttamente alla SIAE chiedendogli espressamente di aderire anch'essi alla beneficenza rinunciando alla loro percentuale... La risposta fu negativa e questo non solo è vergognoso, ma è un esempio del discorso di salvatopo sulle megacorporazioni.
Ad esempio, la musica potrebbe essere stata scritta da lui ma le parole da un altro (o viceversa) ovvero firmata da più persone oltre a chi la sta interpretando; altro punto, ..........
E allora dovrebbero essere loro a dare il permesso o meno di esercitare tali diritti d'autore, non la SIAE!
 
Mi sembra che in tutti i Paesi industrializzati esista un ente cui gli autori, editori e tutti quanti i detentori dei vari diritti hanno demandato tale compito, le modalità dl come questo poi avvenga in pratica credo vari, ma forse non di molto.

Teoricamente sarebbe giusto che la cosa avvenisse direttamente, ma in pratica sarebbe impossibile.

Prova a pensare all'atto pratico.

Tu vai a fare un concerto e prepari una scaletta, a questo punto prendi carta e penna (metaforici, sicuramente lo farai tramite email) e chiedi ai singoli autori (magari anche più di due per ogni brano) il permesso di poterlo eseguire e quanto devi pagare e come, ovviamente sapendo per prima cosa a chi scrivere, ti dovrai pertanto informare, fare il versamento, inviare la ricevuta o simili e attendere la risposta affermativa, poi passi al secondo brano, ec. ecc., solo allora li potrai suonare/cantare, non male come lavoro, ovviamente potresti crearti un ufficio che pensa a fare tutto il lavoro necessario (questo vale per sale da ballo, discoteche, emittenti Radio/TV, luoghi pubbllci in cui viene eseguita la musica, giorno dopo giorno).

Passa ora dalla parte dell'autore (o più di uno) pensa che traffico di email gli arriveranno ogni giorno con il suo brano suonato/cantato/messo in onda in mille parti diverse e lui a rispondere ad ognuno fornendo le indicazioni per il pagamento dei diritti e inviando l'autorizzazione.

Sicuramente poi ci sarebbero quelli che direbbero "ma sì, chi vuoi che vada a dire a Felder, Frey e Henley che ho suonato/messo in onda Hotel California, quando mai lo verrebbero a sapere? Vai tranquillo: uno, due, tre, quattro: On a dark desert Highway....".

Magari anche i vari autori per stare dietro alle varie richieste di permesso dovrebbero creare un uffici apposito.

In pratica è quello che fanno i vari Enti che svolgono tale compito.

Non mi sta assolutamente simpatica la SIAE (una volta ho preso una multa per aver compilato un poezzo del borderò con una biro rossa, purtroppo quando si è su un palco non si pensa a simili sottigliezze), non la difendo e sicuramente tutta la questione andrebbe rivista, specialmente i metodi di suddivisione dei compensi, ma non certo nel senso che indichi tu, ossia con la "contrattazione privata singola".

Quanto alla storia del concerto di beneficenza non credo che la SIAE possa tecnicamente esimersi da quello che è il mandato affidatole, magari qualche autore straniero (o anche italiano) avrebbe potuto rispondere: "Fatela pure la beneficenza, ma con i vostri soldi", discutibile, ma innegabile, magari qualcuno dei detentori dei diritti avrebbe potuto benissimo non essere d'accordo con le finalità del concerto.

Ciao
 
Io non ho scritto di escludere la SIAE in tutti gli eventi e spettacoli, ma solo in quelli senza scopo di lucro od organizzati per devolvere l'intero incasso in beificienza; in quest'ottica per me è possibilissimo...
Quanto alla storia del concerto di beneficenza non credo che la SIAE possa tecnicamente esimersi da quello che è il mandato affidatole, magari qualche autore straniero (o anche italiano) avrebbe potuto rispondere: "Fatela pure la beneficenza, ma con i vostri soldi", discutibile, ma innegabile, magari qualcuno dei detentori dei diritti avrebbe potuto benissimo non essere d'accordo con le finalità del concerto
Noto che non conosci i retroscena dell'evento in questione, io si: gli autori erano tutti d'accordo (ripeto tutti e nessuno escluso) ed infatti nessuno di essi ha guadagnato un euro. Vedila un po' come vuoi, per quanto mi riguarda la SIAE poteva eccome devolvere l'intera percentuale in beneficienza e non riesco a capire cosa c'entri l'aspetto tecnico; qualunque privato o qualunque azienda ha la facoltà di devolvere in beneficienza ciò che vuole ed infatti nel conto economico di esse è sempre presente una voce denominata "donazioni".
 
Nessuno decide cosa tu debba vedere, solo evitano di fartelo vedere gratis. Credo che ognuno tenti di tutelare il suo lavoro nel miglior modo possibile che sia intellettuale o meno, che sia una mega corporazione o un libero professionista.
Se qualcuno fruisse gratuitamente del tuo lavoro, saresti contento?
Ciao
Luigi

Io lavoro nell'IT, quindi risolvo problemi informatici.
Ora, se un Collega guarda come faccio per fare una cosa, va a casa e fa pure lui come me, secondo te sta rubando a me?
Se vado in un ristorante, mangio una cosa buona e poi preparo una cena con lo stesso piatto ad amici, sto rubando?

Magari per le attuali leggi si, ma così si congela di fatto qualunque tipo di conoscenza nelle mani di pochissimi.
 
Il paragone non è assolutamente calzante: se tu guardassi un film, ascoltassi un disco, leggessi un libro e poi traessi spunto per creare una tua opera, non infrangeresti alcuna legge (a meno di non scadere nel plagio, ovvero in una copia pedissequa).
Il problema è che non si tratta di ispirarsi a qualcosa o di imparare a farne un'altra, si tratta proprio di appropriarsi del lavoro altrui: il fatto che si tratti di file che si possano copiare non implica che copiarli non costituisca una distribuzione arbitrariamente perpetrata da chi non ha alcun diritto su quel lavoro, a meno di non voler stabilire che tutto quello che si può copiare deve poter essere distribuito gratuitamente da chiunque (il che, come già detto, trovo sia una pretesa assurda).
 
gli autori erano tutti d'accordo (ripeto tutti e nessuno escluso)...
Può darsi che lo fossero gli autori, ma non ci sono solo quelli che hanno dei diritti su un brano musicale, ad esempio la casa editrice cui gli autori molte volte sono anche legati con contratti, per cui la "loro" opera non è più solo "loro".

Esempio banale anche se vecchissimo: Verdi era sicuramente autore delle sue opere (assieme al librettista), ma tutto quanto era poi in mano all'editore Ricordi, che era quello che già allora si faceva pagare per le rappresentazioni (non c'era la SIAE), probabilmente se Verdi avesse detto che non voleva nulla per una rappresentazione di beneficenza dell'Aida Ricordi, magari, avrebbe detto: Tu no, ma io sì" (erano altri tempi e probabilmente Ricordi sarebbe stato pure lui d'accordo :D).

Ciao
 
Ma come si fa a difendere l'indifendibile? Dai su.... siamo seri. La SIAE mette una gabella anche sui supporti vergini perchè "potresti" usarli per fare una copia pirata e siamo ancora qua a dire che la legge è questa e va rispettata? ....ma dai.
Siamo vessati da questi squali assetati di sangue per cui io guardo favorevolmente alla possibilità di potersi difendere da quelli che spesso sono solo soprusi.
Senza contare che se tutto il sistema del copyright fosse saldamente nelle mani delle major si creerebbe un cartello fra le varie case che farebbe salire ancor di più i prezzi.
E' un po' come il nostro sistema di utenze domestiche: siamo in un regime di monopolio e o lo accetti o te ne stai senza acqua, luce, gas, ecc..., perchè non hai la possibilità di dire: "questo fornitore non mi soddisfa (oppure: è troppo caro) e me ne scelgo un altro".
 
Ti ripeto che non è il caso del Concerto di Genova. Comunque, per tornare in topic, il problema è anche questo:
probabilmente se Verdi avesse detto che non voleva nulla per una rappresentazione di beneficenza dell'Aida Ricordi, magari, avrebbe detto: Tu no, ma io sì"
c'è sempre chi vuole guadagnarci a tutti i costi a scapito di coloro i quali (noi) vogliono semplicemente esercitare i propri diritti sull'opera che hanno legalmente acquistato.
 
Ritornando IT..........
Questa nuova "feature" è una vessazione bella e buona, perchè io, avendo Tera di HDD con le copie di BU dei miei BD, non ne posso più usufruire comodamente con un semplice gesto del telecomando, spaparanzato sul divano senza dovermi alzare, accendere la luce e cercare il BD da gustarmi.
E' la stessa ragione per cui volevo comprarmi questo




ma quei geni della Sony hanno deciso che noi europei non eravamo degni di cotanta meraviglia.
Quindi evitiamo di continuare a far valere l'equazione ISO BD=PIRATERIA, perchè, visto che il nocciolo è sempre quello........."Chi ha il sospetto ha il difetto"..........
 
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