Abbiamo anche detto dove vederlo al meglio in Italia. E secondo noi c'è prima di tutto la proiezione all'Arcadia in 70mm: proiezione analogica, sia ben chiaro, che vince sulle sale digitali, anche quelle 'with laser' come Orio, come risoluzione, contrasto e audio. E abbiamo anche detto il perché basandoci sui fatti.
L'unico vantaggio della sala di Orio, citata nell'articolo due volte, è il riprodurre quei 30-35 minuti (prima o poi riuscirò a cronometrarli) con rapporto d'aspetto in 1,89:1 invece che in 2,20:1 ma con un rovescio della medaglia mica da poco: schermo silver, risoluzione inferiore, contrasto inferiore, logo IMAX che rimane acceso durante la proiezione sulla parete a sinistra e alcuni led blu del porta bibita che proiettano direttamente sulla retina.
Ho anche aggiunto che alle sale IMAX Digital in genere, anche a quella di Orio, preferisco le migliori sale digitali 4K. E ho spiegato anche il perché.
Il vero problema, secondo me, è che non sei d'accordo con la nostra analisi. Ma mi sfugge ancora il perché ritieni la sala IMAX di Orio la migliore in Italia per vedere Oppenheimer.
La sala IMAX di Orio ha un rapporto di contrasto che è oggettivamente basso, ha uno schermo con superficie silver che esalta oggettivamente lo sparkling (lo sbrilluccichio), la proiezione a doppia immagine fa perdere oggettivamente risoluzione e dettaglio. Di soggettivo c'è giusto l'audio che, secondo me, non brilla per articolazione.
A me sembrava di essere stato abbastanza chiaro ma evidentemente devo essere più esplicito.
Perché secondo me la sala di Orio andava considerata eccome nel confronto, almeno per l’Italia?
Perché, come ho spiegato ieri, la produzione e soprattutto la
post-produzione di questo film fa sì che la versione IMAX (sia in pellicola che in digitale) abbia accesso a una fonte di partenza nettamente superiore a tutte le altre versioni: ovvero un IP 15/65 invece che una riduzione ottica a 5/65 (sempre IP).
E questo è un vantaggio incolmabile perché è un
master intrinsecamente superiore non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello filologico dell’opera che è stata GIRATA in 15/65, seppur in modo parziale. Che siano 32 minuti o 79 come Dunkirk il discorso non cambia di una virgola.
Dunque quando dici che l’unico vantaggio è l’aspect ratio a 1.89:1, semplicemente ti sbagli, perché se la versione IMAX deriva da una pellicola 15/65 e tutte le altre da una riduzione ottica 5/65 va dà sé
che le altre non potranno MAI raggiungere la stessa qualità, perlomeno sulle scene girate in IMAX.
L’altro discorso sul contrasto etc, lo comprendo perfettamente ma anche qui
vorrei mettere in risalto un elemento:
Il motivo per cui si usa il doppio proiettore nelle sale IMAX Premium, sistemato denominato IMAX Laser GT (
Grand Theater) è dovuto al fatto che gli schermi sono enormi: quello di Orio al Serio è circa 30 metri di base, il secondo più grande d’Europa dopo quello in Germania addirittura da
38 metri di base che hanno aperto da poco (che è anche il più grande del MONDO).
Va da sé che proiettare su uno schermo di tali dimensioni RICHIEDA un doppio proiettore per garantire la luminanza necessaria a coprirne tutta la superficie.
Infatti NON credo proprio che esista una sala Dolby Cinema al mondo con uno schermo di dimensioni anche solo paragonabili
Sia l’Energia di Melzo che la sala IMAX di Orio sono sale con schermo da
30 metri di base per quasi 500 mq di superficie! E allora come si fa a paragonarle con sale che hanno schermi da 20 metri o da 15 metri?
L’Arcadia di Melzo in digitale proietta anche lei col doppio proiettore e siccome non ci sono sistemi laser non-IMAX adeguati per uno schermo da 30 metri, si è arrangiata aggiungendo in retrofit
DUE fonti Cinemeccanica Laser Lux per aumentare la luminanza ai due proiettori digitali che già aveva.
Allora cosa dovremmo dire, che anche la Sala Energia di Melzo è sconsigliabile perché c’è un calo di risoluzione dovuta all’uso del doppio proiettore?
Sono sicuro che le due sale "Energia" di Stezzano con proiettori laser siano meravigliose e che dal punto di vista dei parametri tecnici siano parecchio superiori alla sala di Melzo. Come contrasto, come luminanza, come tutto…
C’è solo il piccolo particolare che lo schermo
ha 10 metri in meno di base…
E onestamente non so in quanti rinuncerebbero ad avere il 100% di area d’immagine in più in cambio di un contrasto migliore.
Perché se la vogliamo mettere solo sul piano dei valori tecnici come contrasto e luminanza allora oggi non avrebbe più senso andare al cinema.
Non c’è una sala cinematografica al mondo che possa competere con dei display auto-emissivi con contrasto perfetto e luminanza sopra i 1000 nits (oltre alla riproduzione di colori che vanno ben oltre il DCI-P3).
Il Dolby Cinema non arriva neanche a 110 figuriamoci a 1000. I DCP normali sono tarati per 48 nits. Che sono gli stessi che vanno anche a Stezzano per i loro fiammanti proiettori Laser. Ma un OLED da 30 metri di base non esisterà mai: è il fattore IMMERSIVO che manca e che rende l’esperienza in sala irripetibile a casa.
Quindi in conclusione: non esiste oggi un sistema digitale migliore dell’IMAX Laser per schermi da 500 mq e il DCP IMAX parte da una fonte che nessun altro formato può usare per questo film:
quella originale dell’opera, così come voluta dal suo autore…
Sono questi i motivi per cui la sala di Orio rappresenta un modo unico in Italia per Oppenheimer così come lo è, in modo diverso, la visione in 70mm all’Arcadia, a cui ho peraltro già assistito.
PS. Per quanto riguarda la questione audio: la differenza inizialmente era abissale a favore dell’Arcadia ma ho notato recentemente un netto miglioramento dell’impianto di Orio in occasione di Avatar 2 lo scorso Natale. Possibile dunque che sia stato “ritarato”?