New JVC DLA-RS1 1080p D-ILA Projector

m.tonetti ha detto:
miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii che precisino.....:D
la verità è che Marçelo ama la pasta, quella soprattutto le tagliatelle paglia e fieno e si è lasciato trasportare dalla gola....:cool:
 
AlbertoPN ha detto:
Ma qui la tua tendenza è quella di "screditare" la tecnologia DLP a singolo chip, nei confronti degli LCD riflessivi. E ti posso garantire invece che rainbow a parte (per quelle persone che ne soffrono), i microspecchi della Texas Ins. hanno ancora parecchie freccie al loro arco.


Ho scritto il post precedente in risposta ai diversi post di possessori dello Sharp 1080 che tendevano a dare del JVC un’immagine secondo me sbagliata, etichettandola come una macchina un po’ ruffiana, cioè di una macchina che si accattiva la preferenza degli altri per il suo modo di proporsi e non per quello che è.

L’unica concessione a questo mi sembra in realtà il gamut che consapevolmente JVC ha scelto di regolare secondo un’impostazione consumer a livello di regolazioni OOTB.

Per il resto si è secondo me equivocato facendo confusione tra i vari livelli di questo proiettore.
Questo non è un puledro che faccia una sua grande figura per i finimenti che ha addosso.
C’è secondo me un cavallo di razza che va anche un po’ addomesticato, tutto il contrario quindi.
Se non si è abituati a quel grande contrasto che si esprime in un’immagine senza iris, se non si è abituati alla ricchezza di quei colori così vividi (e anche se non si regola per bene la colorimetria di base), si può avere l’impressione che qualcosa si discosti dal solito modo di vedere.

Esattamente, credo.

Si discosta e anche sensibilmente, ma per motivi prevalentemente di sostanza non perché ci sia "panna" da vendere.
Quel “punch” è figlio di un contrasto nativo impressionante e senza iris, un’immagine senza i soliti strozzamenti innaturali dell’iris, è figlio di colori che prima che saturi sono vividi e molto belli.
Un’immagine che fino ad oggi sui digitali era quasi impossibile da vedere.
Non meraviglia che abbia catturato i presenti allo shootout assai più di quella dello Sharp.

Non penso proprio che i possessori del JVC vedranno scadere nel tempo il loro apprezzamento per questo proiettore, come accadrebbe se fosse effettivamente una macchina ruffiana, credo anzi che una volta abituatisi a quel “punch” there is no going back, indietro non ci si vuole tornare, saranno gli altri a dover camminare in avanti.
(e naturalmente spero che lo faccia anche JVC che questo proiettore è perfettibile).

Ed è per questo motivo che ho voluto fare presente che caso mai era l’inverso, che era lo Sharp che presenta stratagemmi, mentre il JVC no.

Per quanto riguarda il primo, la mia frase che per quanto riguarda ciò che è fondamentale in un proiettore, il JVC stia messo ben diversamente, corrisponde a una affermazione sbagliata, nel senso che è esagerata.
Lascia sottintendere un gran divario tra le due macchine, che non è certo il caso dello Sharp.
Personalmente considero lo Sharp un gran bel pezzo di tecnologia, costruito benissimo, esce con delle misure OOTB da riferimento ed è certamente in grado di soddisfare estimatori esigenti.
Ciò non toglie che sia un dlp monomatrice e che utilizza un iris regolabile e qui non è che ci sia molto da girargli intorno.

Personalmente i dlp monomatrice non hanno effetti su di me.
Apprezzo lo loro grande nitidezza/focus/sharpness, oltre naturalmente a tutto quello in cui superano ulteriormente gli LCD.
Ma apprezzo nel senso che noto questa loro superiorità, non che la cerco.
Anche depurata dal rainbow di cui soffro, la loro prolungata visione mi stanca, segno di una sostanziale mancanza di morbidezza dell’immagine, certi eccessi di nitidezza dei monomatrice mi fanno sentire come uno studente alle prese con un vetrino al microscopio, ma io sono semplicemente uno che vuole vedersi un film.
I loro colori non mi entusiasmano. Personalmente li trovo troppo “irreggimentati” e l’impressione complessiva è quella di una macchina veramente troppo digitale.
La mia impressione sui colori di un dlp mi porta a pensare che una qualche differenza la ruota la faccia.

Leggevo con interesse di una presunta incapacità dei dlp monomatrice ad estendere profondità e spazio colore secondo le specifiche del nuovo standard che sarà veicolato con l’HDMI 1.3.
Segno che delle differenze ci devono essere rispetto ad esempio ad altri proiettori LCD, semplicemente non sono in grado di dare un fondamento tecnico di spiegazione, (se avessi ragione e se possibile) alle mie impressioni non molto favorevoli riguardo alla mia percezione dei colori di un DLP.

Inoltre a me non piacciano i digitali in genere, i dlp sono semplicemente quelli che mi piacciono di meno e i riflessivi semplicemente quelli che mi dispiacciono di meno, tutto qui.
Nessuna particolare avversione per i dlp, (ho aspettato diversi post prima di replicare).
Molto semplicemente non mi piacciono e certe loro soluzioni oltre che subirle e patirle non mi ispirano proprio.

Personalmente non credo che i monochip abbiano ancora molte freccie al loro arco, indipendentemente dalla qualità della tecnonologia che caratterizza le loro matrici, credo che anzi sia l’ora di spingere con decisione verso il mondo dei tre matrici.
Se ce l’ha fatta la JVC da sola senza realizzare economie di scala e introiti di brevetti a ridurre di tre volte il costo dei suoi proiettori, non potrebbero riuscire i dlp a tre chip a ridurre di quattro volte il loro prezzo?
 
francis ha detto:
Se ce l’ha fatta la JVC da sola senza realizzare economie di scala e introiti di brevetti a ridurre di tre volte il costo dei suoi proiettori, non potrebbero riuscire i dlp a tre chip a ridurre di quattro volte il loro prezzo?
Non posso che quotarti! E dire, che se questo tipo di tecnologia, ha fatto enormi passi (qualitativi) in due anni, riducendo in modo drastico i prezzi...tutto è possibile! ;).....o almeno auguriamocelo!
 
Ciao Francis,

francis ha detto:
Anche depurata dal rainbow di cui soffro, la loro prolungata visione mi stanca, segno di una sostanziale mancanza di morbidezza dell’immagine, certi eccessi di nitidezza dei monomatrice mi fanno sentire come uno studente alle prese con un vetrino al microscopio, ma io sono semplicemente uno che vuole vedersi un film.
I loro colori non mi entusiasmano. Personalmente li trovo troppo “irreggimentati” e l’impressione complessiva è quella di una macchina veramente troppo digitale.
La mia impressione sui colori di un dlp mi porta a pensare che una qualche differenza la ruota la faccia.

Diciamo che il modo di generare l'immagine a schermo di un singola matrice DLP, anche se una persona non è sensibile al rainbow, crea comunque per una prolungata visione un senso di "stranezza", non lo definirei affaticamento. Di DLP monomatrice ne ho visti a bancali per ore nei mesi passati, e non sono mai stato stanco, ma "stranito" alla fine della giornata si. Sebbene io non soffra di arcobalenite.
Credo (ma dovrebbe avere qualche fondamento scentifico) che la colpa sia imputabile comunque al nostro cervello che analizza ed osserva le tre immagini parziali sovrapporsi a schermo, sebbene il nostro occhio "non se ne accorga" (se non vedi il rainbow, appunto). Questo, alla lunga, induce sensazioni di "non naturalità" in qualcosa. Poi anche li credo si sia più o meno sensibili. Mi è capitato di vedere tre film di fila e non avere questa sensazione, altre volte già con un solo film era presente. Dipende da macchina a macchina e da come è implementato il processing interno.

Riguardo ai colori che invece è in grado di generare, beh, li il discorso è più complesso. Il reparto R&D ha due scelte : colori perfetti e luminosità fiacca, o colori meno saturi sui primari ma buona luminosità generale. La virtù stà sempre nel mezzo.
I filtri dicroici delle ruote colore sono esattamente simili a quelli posti davanti alle singole matrici di un 3 chip DLP (o di qualunque altro digitale), per cui alla fine, volendo, il triangolo del gamut sarebbe identico fra le due tecnologie. Quello che cambia sostanzialmente è che in un mono chip il fascio luminoso (= potenza luminosa) della lampada viene filtrato 6 (o più) volte, per cui l'immagine completa è meno luminosa di quanto la potenza della lampada stessa non lasciasse presagire ; in un 3 chip "te la becchi" tutta quanta, ed ecco anche il perchè sono prodotti destinati a grandi superfici di proiezione.
Per limitare questi effetti (chiamali difetti), solitamente le scelte dei filtri dicroici (e dei notch filters da spargere qua e la per il percorso ottico) per un singola matrice sono diversi da uno per un tre matrici. Ma è proprio una questione tecnica.

francis ha detto:
Leggevo con interesse di una presunta incapacità dei dlp monomatrice ad estendere profondità e spazio colore secondo le specifiche del nuovo standard che sarà veicolato con l’HDMI 1.3.
Segno che delle differenze ci devono essere rispetto ad esempio ad altri proiettori LCD, semplicemente non sono in grado di dare un fondamento tecnico di spiegazione, (se avessi ragione e se possibile) alle mie impressioni non molto favorevoli riguardo alla mia percezione dei colori di un DLP.

Il problema vero è la velocità dei microspecchi del DMD, che per ragioni "fisiche" (sono pur sempre incernierati meccanicamente su di un perno) non possono muoversi oltre una certa velocità (considera anche che la posizione deve essere ON / OFF e quindi esiste anche un minimo tempo di latenza). Se quindi devi generare sfumature di colore (rimanendo in posizione di ON per un tempo opportuno, quando il fascio luminoso colorato in arrivo dalla Ruota Colore colpisce la superficie del DMD) ad 8 bit, hai "solo" 256 posibili tempistiche, per profondità colore a 10/12/14/16 bit - colore ti lascio calcolare il disastro che ne esce. Impossibile allo stato attuale da mettere in pratica. Anche perchè non avrebbe alcun senso pratico ... tutta la filiera andrebbe "velocizzata" di conseguenza, e credimi se ti dico che già adesso è un mezo miracolo che tutto funzioni come deve.

francis ha detto:
Inoltre a me non piacciano i digitali in genere, i dlp sono semplicemente quelli che mi piacciono di meno e i riflessivi semplicemente quelli che mi dispiacciono di meno, tutto qui.

Quella DLP è la tecnologia rilessiva per antonomasia, ma ho capito quello che intendi dire.

francis ha detto:
Personalmente non credo che i monochip abbiano ancora molte freccie al loro arco, indipendentemente dalla qualità della tecnonologia che caratterizza le loro matrici, credo che anzi sia l’ora di spingere con decisione verso il mondo dei tre matrici.

Su questo mi trovi d'accordo al 101% .

Il vero problema è che fa tutto in casa mamma TI (= monopolio), sia a livello di DMD, di ASIC di controllo e tutto il resto. Alle case che adottano questa tecnologia è dato solo di poter operare in minima parte per affinare alcuni aspetti del processo tecnologico che sovrintende la costruzione dell'immagine, ma capisci bene che non puoi operare sconvolgimenti radicali.
Visto il recente passato, credo di non essere troppo ottimista se vedo in 12/18 mesi la comparsa sul mercato di 3 chip DLP (sia a 720p, che saranno la base dell'offerta, come di 1080p) a prezzo assolutamente abbordabile (< 7000 Euro), e con prestazioni sicuramente degne di nota. Ma è la TI che si deve svegliare, e sicuramente l'immissione sul mecato di macchine come questa JVC hanno messo un pò di pepe sulla coda ai Sigg del Texas .... vedremo cosa succede.

mandi !

Alberto :cool:
 
francis ha detto:
....
Ed è per questo motivo che ho voluto fare presente che caso mai era l’inverso, che era lo Sharp che presenta stratagemmi, mentre il JVC no.

Beh .. regolare lampada e iris in modo da ottenere circa 170-180 lumen e metterlo *accanto* ad un vpr che se ne esce con .. quanto? 1000 lumen? .. non mi sembra poi un grande "arruffianamento" da parte dello Sharp .. casomai l'opposto .. però, ribadisco, non l'ho visto il Jvc .. so solo che lo Sharp in quell'impostazione a confronto con un vpr luminoso "sparisce" per motivi proprio di fisica, non di qualità.
 
Marçelo ha detto:
probabilmente in merito Andrea o Alberto PN, ne sanno molto più di me, ma non credo sia proprio così, o meglio è vero che non esiste sul JVC un Iris dinamico, ma parlando qua a Parma con un venditore/tecnico che lo vende mi ha parlato di un sistema interno chiamiamolo ad Iris Fisso che "abbatte" l'intensità luminosa, per permettere alla macchina di essere più naturale...;)


Andrea Manuti su HTProjectors ha detto:
Ciononostante, ho letto una recensione che sosteneva che questo proiettore ne è comunque dotato: se guardate dentro l’obiettivo, in effetti una lamella si vede. Peccato che dei 9 (nove) display che ho in questo momento a disposizione per le prove, questa cosa avvenga per 8 di loro: parlerei di una struttura a diaframma fisso per minimizzare le aberrazioni, più che di un diaframma per ridurre il livello del nero. Ma si sa, a volte la ricerca dello scoop è più forte di quella del ricordo che dal proprio paese sono venute ottiche fotografiche di alto blasone, tutte dotate di diaframma...

:p Indovina a chi mi riferivo ed indovina dove ha letto questa cosa il tuo venditore...
Prova a fare 8 foto ad 8 proiettori a caso che hai a casa, e vedrai quanti "IRIS fissi" (che a suo tempo si chiamavano diaframmi) troverai... :D
 
Preceduto di poco da una voce più autorevole della mia, ma il diaframma (che ora è di moda chiamare iris) da che mondo è mondo è sempre esistito all'interno degli obiettivi delle macchine fotografiche, anche quelle da poche lire, con ottica fissa, in cui, appunto, il diaframma è fisso, solitamente un po' chiuso in modo da dare una grande profondità di campo ed eliminare quindi anche la necessità della messa a fuoco.

Uno dei compiti, non secondari, del diaframma è appunto quello di ridurre le aberrazioni degli obiettivi, infatti in quelli regolabili, esiste sempre un range, solitamente intorno alla metà, in cui la resa ottica è migliore.

Con il diaframma completamente aperto la resa ottica cala sempre comunque un pelino, così come utilizzare uno zoom al massimo della sua focale.

Per cui non vedo questo fatto di avere un diaframma più o meno aperto come un fatto negativo.

Ciao
 
Andrea Manuti ha detto:
:p..... a chi mi riferivo ed indovina dove ha letto questa cosa il tuo venditore...
Prova a fare 8 foto ad 8 proiettori a caso che hai a casa, e vedrai quanti "IRIS fissi" (che a suo tempo si chiamavano diaframmi) troverai...


la voce della sapienza !!!!!!:p :p
Come volevasi dimostrare, infatti il passo che hai citato Andrea fa parte
della tua rece, e siccome che i tuoi reportage ormai sono un riferimento
non son stato l'unico a leggerla anche il mio negoziante/tecnico la deve
aver letta, se poi ci mettiamo che anche di suo ne sa....a proposito
Alberto PN dovrebbe anche sapere bene chi è qua in quel di Parma;) ;)
Comunque anche lui ha ammesso che il JVC utilizza per abbattere la luce
e diminuire le aberrazioni un sistema veramente di livello assoluto....e qui secondo me c'è il grosso merito dei tecnici della JVC, cioè nel riuscire dove altri hanno avuto difficoltà. Comunque quoto anche NORDATA che dimostra di avere ottime conoscenze da fotografo, il fatto di avere o meno un IRIS per un digitale non è motivo di peculiarità, di sicuro fin adesso le macchine che lo usano non hanno dato risultati incredibili, ma ultimamente su tal campo abbiamo avuto dei miglioramenti incredibili, il
mio vw 50 utilizza questo sistema e devo dire che a macchina tarata i
risultati sono di tutto rispetto...!!!!!! Quindi se tanto mi da tanto, lo sharpone non può che essere un riferimento Rainbow a parte s'intende!!!!;)
 
Marçelo ha detto:
la voce della sapienza !!!!!!:p :p
Come volevasi dimostrare, infatti il passo che hai citato Andrea fa parte
della tua rece,


No, Marcello, non mi autocitavo, mi riferivo a questo, per essere più chiaro...
http://www.cine4home.com/ ha detto:
We spoke to JVC about this phenomenon. Reason for these large differences is a combination of extremely large Zoom range of the optics and the iris in the focus. It is not correct in any way that the HD1 has no iris in the optical path, which is falsely stated in some reviews. In the focus of the optics a static iris is placed, which clearly increases the contrast of the image.

Iris for scattered light in the optics

In the bigger "professional brothers" of the HD1, the iris mechanically adapts to the adjusted zoom and thus allows contrast and brightness to be the same. In the HD1 however, a static iris was used, so that above tolerances regarding zoom are to be considered as normal.

Diciamo che si sono lasciati andare...
Come ha spiegato Nordata in modo totalmente condivisibile, non si tratta di una novità, ma di una tecnologia di circa 45 anni fa... ed i tedeschi, che facevano (fanno) eccellenti lenti (bella questa allitterazione, eh?), lo dovrebbero sapere bene... ;)
 
Non rientrando fra i possessori del JVC posto per intanto qui l'ottimizzazione, (elementare) di Cine4home sull'HD1, ottenuto per mezzo di un filtro di vetro, volta principalmente ad avere un effetto positivo, (secondo loro) sui colori, contrasto e livello del nero.

Sarebbe interessante approfondire come si svolge l'iter, vista la serietà comunque di Cine4Home, un qualche effetto positivo potrebbe anche esserci.

Lo traduce in qualche modo Babelfish.
 
francis ha detto:
Non rientrando fra i possessori del JVC posto per intanto qui l'ottimizzazione, (elementare) di Cine4home sull'HD1, ottenuto per mezzo di un filtro di vetro, volta principalmente ad avere un effetto positivo, (secondo loro) sui colori, contrasto e livello del nero.
....


E' il vecchio "trucco" che usavano i possessori del glorioso LCD Sony 10ht (nei modelli successivi mi sembra che addirittura la Sony fornisse nella confezione un filtro simile, dato il successo nei vari forum del "trick" in questione).
Sul SOny, non l'ho mai trovato così "sensazionale" la temperatura colore veniva alterata irrimediabilmente.
 
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