Jobs sfida gli hacker dell'iPhone
"Se sbloccato non funzionerà più"
Offensiva Apple contro i telefoni manomessi via software o hardware
In attesa dell'arrivo in Germania il 9 novembre. In Italia trattativa arenata.
La minaccia dell'azienda: nessuna assistenza ai telefoni craccati
E il prossimo aggiornamento potrebbe mandarli in tilt.
Negli Usa Apple ha annunciato che non fornirà assistenza e supporto agli l'iPhone manomessi, via hardware o software, per essere utilizzati con operatori differenti da AT&T. La disposizione si applica, ovviamente, anche agli iPhone sotto garanzia. E già si parla di centri assistenza che hanno respinto al mittente alcuni telefoni.
Ma l'azienda di Cupertino ha deciso di andare oltre e ha dichiarato che il prossimo aggiornamento del firmware, atteso per questa settimana, potrebbe rendere completamente inutilizzabili gli iPhone modificati. "Non operiamo in maniera specifica per disabilitare i telefoni sbloccati", ha affermato il numero due dell'azienda Phil Schiller, spiegando, però che Apple non può essere ritenuta responsabile per i malfunzionamenti causati da software di terze parti.
Terrorismo psicologico? Per ora non è chiaro, così come non è chiaro se può mettere al riparo da questi rischi il ripristino totale del software di sistema, operazione che viene illustrata su alcuni siti ma piuttosto complicata. Nessuna preoccupazione, per ora, per l'installazione di software di terze parti che non riguardino le funzionalità di rete di iPhone, anche se Cupertino non ne garantisca il funzionamento con i futuri update.
E non è escluso che le contromisure di Steve Jobs si esauriscano qui. Secondo alcune indiscrezioni, Apple potrebbe ricorrere alla Digital Millennium Copyright Act, la legge che blocca i mezzi che possano essere usati per aggirare le misure di accesso ai lavori protetti dal diritto di copia. Ma qui i commenti si diversificano: alcuni esperti, infatti, ritengono che il DMCA abbia scoraggiato molti sviluppatori open-source, altri sostengono che questa legge scoraggerà solo i programmatori americani. e c'è chi sostiene che l'unica via sarebbe lo sviluppo costante di aggiornamenti software.
Una voce fuori dal coro è quella di Charles Miller, principale analista di sicurezza per l'Independent security evaluators: "I continui aggiornamenti non scoraggeranno gli hacker - sostiene - ma, anzi, li stimoleranno a un attacco più deciso". Miller, inoltre, è critico verso la politica di Apple contro l'open-source: gran parte del mercato, dice, è attratta dalla possibilità di sviluppare del codice per la personalizzazione del proprio dispositivo.
Fonte: Repubblica
http://www.repubblica.it/2005/b/sez...ndomac/iphone-a-rischio/iphone-a-rischio.html