revenge72 ha detto:
la comparsa di artefatti derivanti dalla interpolazione IMHO tarpa la discussione in partenza....
La generazione e, soprattutto, l'
effettiva visibilità degli artefatti dipende essenzialmente dalla bontà degli algoritmi di interpolazione. Se stiamo discutendo dello stato attuale delle cose, direi che
non abbiamo abbiamo ancora visto nulla! Vero Nicola?

(nemmeno le alternative
già presentate -lo ricordo- anche da Panasonic ed Epson).
Se invece stiamo discutendo "in linea di principio", allora ho capito qual è il presupposto che ci preclude l'intesa: riferendoti ai limiti di fluidità del cinema così come lo conosciamo oggi (anche nelle sale digitali!) tu dici:
revenge72 ha detto:
(...) pensi veramente che tutti i registi ci vorrebbero rinunciare (anche la grana di una pellicola è un difetto eppure viene ricercata anche nel cinema digitale vedi "300" )?
Da ciò deduco che tu continui a considerarla parte del linguaggio visivo.
Potrei farti una lunga lista di
apparenti difetti della fotografia che invece, almeno nella testa del bravo regista o direttore della fotografia, hanno un significato o danno un preciso contributo alla scena. Chi non ha profondamente odiato, ad esempio, la fotografia
ter-ri-bi-le ma magnificamente
funzionale della prima parte di "Irréversible"? (lì gli "scatti", se c'erano, c'erano perchè proprio inevitabili... non certo per scelta!)
Nella mia lunga lista di difetti,
come ho già scritto in precedenza, c'è ad esempio la grana, non c'è dubbio... fa parte da sempre del linguaggio fotografico e assolutamente non si tocca! Attenzione ai filtri NR!!
Ma in questa lista non riesco proprio a collocare la "scattosità" da frame-rate insufficiente (Non parlo degli errori evidenti: parlo di ciò che disturba qualunque panning che superi una certa soglia di velocità, nemmeno tanto alta!).
Dunque, dato che sono su questo forum per apprendere e fare tesoro di ogni nuova informazione, ti sarei grato se mi segnalassi almeno un caso in cui tale disturbo sia stato usato "ad arte" e con cognizione di causa da un cineasta al di sopra di ogni sospetto, magari spiegandomi anche perchè questi non avrebbe rinunciato mai a questo limite tecnico.
Attenzione però! Non confondere le variazioni di frame-rate
in ripresa che hanno CERTAMENTE una loro espressività:
- accelerazioni del frame-rate di ripresa (per ottenere in proiezione un effetto
slow-motion)
- rallentamenti (riprese in
time-lapse per rapresentare, ad esempio, il sorgere del sole in una manciata di secondi)
- e,
soprattutto, visto che si parla di "scatti", tecniche derivate come il
ramping (chi ha citato Matrix?

)
revenge72 ha detto:
IMHO stai sottovalutando parecchio il lavoro di queste persone; quando parli di Storaro ad esempio credi veramente che non sia partecipe nella realizzazione del DVD e/o di un ipotetico Blu Ray?
Beh, credo di ignorare, come del resto anche tu, quale ruolo possano realisticamente giocare in questa fase che non rientra strettamente nelle loro competenze. Ma il punto non è questo! Nel mio post precedente, col riferimento a Storaro, volevo solo dirti che, se vuoi valutare la fotografia di un film potendone cogliendone anche tutti i difetti ed errori, per poter distinguere un bravo
cinematographer da uno cattivo, allora devi valutare
in pellicola, dunque
in sala (sperando in una copia ben fatta

)
A proposito della bontà delle copie che circolano: ho il grande rammarico di aver troncato a metà, per mancanza di tempo, una piacevolissima e molto istruttiva conversazione con Edoardo Ercoli riguardo la qualità e modalità delle duplicazioni in fotomeccanica o in digitale, nonchè delle modalità di telecine/scannerizzazione delle pellicole.
Bene... lo stesso Ercoli, che voi tutti -suppongo- conoscete e stimate, quantifica il dettaglio mediamente presente nelle copie circolanti nelle sale cinematografiche in soli 1,5 megapixel. D'altro canto, siamo tutti d'accordo sul fatto che a casa, con un buon digitale ed una sorgente HD, ormai "si vede meglio" che al cinema. E molti ancora non contenti, sono alla continua, affannosa, ricerca del VPR più "razor"
(*).
Ecco... non capisco proprio questa incongruenza: se si può andare
"oltre" il Cinema al quale siamo abituati, perchè inseguire solo il dettaglio e non anche qualunque altra cosa sia
migliorabile come ad esempio (e lo predico da molto tempo) la
dinamica? (maggior luminosità massima e contemporaneamente miglior nero, rispetto alle sale cinematografiche). Boh?!
(*) a proposito di questo "neologismo anglofono": "razor" da solo, nel nostro contesto, non vuol dire un amato.... mmmhhh!!! :ncomment:
Per assumere un significato và necessariamente abbinato a "sharp" (nitido, tagliente, ecc.): immagine "razor-sharp" = "affilata come un rasoio", e non immagine "razor"... "immagine-rasoio"!

O forse pretendete che il vostro proiettore si avventi come Freddy Kruger sul vostro costosissimo telo?!
