Edoardo Ercoli ha detto:
(...) e soprattutto quando si pensa a cosa va nel fotogramma che vede l'occhio SX e quello che va in quello che vede l'occho DX. E' il modo in cui viene gestita la visione stereoscopica (...)
Non è proprio esatto. Real D non ha mai avuto nulla a che fare con la lavorazione, ma semplicemente con la proiezione, con il brevetto dello Z-Screen. InTru 3D è una mera trovata di marketing, cioè solo il nome che Dreamworks, Intel ed HP hanno deciso di dare alla combinazione HW/SW di tool più o meno proprietari impiegati dallo studio di Katzenberg per produrre materiale stereoscopico.
E' la stessa cosa, per intenderci, del "Disney Digital 3D". Tecnicamente, non vuol dire niente.
Edoardo Ercoli ha detto:
(...) I film, sia che siano realizzati in Real-D che Intru-3D possono essere riprodotti con tutti i sistemi 3D per cinema digitali disponibili (...)
Quasi. In realtà oggi esiste una differenza fondamentale: Real D utilizza DCP cosidetti "ghostbusted", cioè masterizzati appositamente per eliminare la gran parte parte del ghosting dovuto al crosstalk (cioè, alla non perfetta filtrazione) degli occhiali polarizzati. XpanD e Dolby 3D possono invece utilizzare lo stesso materiale "non-ghostbusted".
Per risolvere il problema, Real D sta vendendo ai produttori di server la licenza per mettere gli algoritmi di ghostbusting direttamente all'interno delle macchine utilizzate per la riproduzione in sala, ma se ne parlerà tra qualche mese.
Edoardo Ercoli ha detto:
(...) anche se un po' di luce viene sempre assorbita dall'occhiale, è sempre molto meno grave della situazione con occhiali attivi (che ne tolgono molta di +) (...)
Gli occhiali sono il meno... stabilito che l'efficienza di qualunque sistema stereo monoproiettore/monolampada non può per definizione essere superiore al 50% (perchè la stessa luce si deve dividere in due canali separati, e sì, anche io sarei molto curioso di vedere una macchina dual lamp, anche se credo che l'allineamento di due xenon sarebbe folle, e' gia' complicato con una sola), non è il sistema shutter in sè a togliere la maggior parte della luce.
E' *la fase di blanking*, cioè di "buio", che deve necessariamente separare un frame ed il successivo, e che è presente, per vari motivi, in *tutti e tre i sistemi*. A questo Real D e Dolby aggiungono i vari filtri, risultando, alla fine, meno efficienti... ho davanti a me un'occhiale di Real D, e già da solo di luce ne toglie un bel pò. Altro che trasparente
Comunque, alla fine si parla di un'efficienza di oltre il 20% con i nuovi occhiali (più veloci, e quindi con meno necessità di blanking) di XpanD che già con i vecchi era al 18%, contro il 14% di Dolby e il 12% di Real D.
Poi è chiaro, e non smetterò mai di ripeterlo, che tutto dipende dalla singola implementazione. Mi piacerebbe vedere uno shootout serio a parità di condizioni, in particolare tra i due sistemi con schermo matte.
Edoardo Ercoli ha detto:
(...) l'occhiale attivo costa 50 euro ed è a batteria, mentre quelli Dolby tra i 10 e i 20 euro e sono lavabili in una lavarice.
Vanno tutti e due in lavatrice. Sul costo non posso scendere in dettagli, ma è sostanzialmente equivalente. Chiaramente quelli di XpanD hanno una batteria, sigillata negli attuali e sostituibile nei nuovi.