Monaco di Baviera München Muenchen Munich High End 2016 - II
Dopo anni di visioni "mostrose" in Italia e all'estero ho capito che, come nel settore enologico, ci sono annate "sì" e annate "no". All'inizio questa, forse a causa di una certa flessione degli espositori e soprattutto del pubblico (anche se in un giorno e qualche ora di tempo avevano staccato ben 13.000 biglietti), mi era sembrata una annata no. Ma il tempo è galantuomo: nel tardo pomeriggio della domenica si era invece trasformata in un'ottima annata sì, con qualche conferma e qualche sorprendente scoperta.
Le conferme
La prima conferma è rappresentata dalle mie amatissime Wilson Audio, qui davvero "prezzemoline" e speakers d'eccezione di moltissimi sistemi, declinate nei modelli aggiornati di Sasha e Alexia.
La seconda conferma è rappresentata dagli speakers TAD, purtroppo - nella mia prima visita - non con il modello
par excellence, le "Reference Evolution One" (da Nirvana) ma con uno nuovo, per così dire, più piccolo che però non ha affatto sfigurato, le Compact Evolution One e poi con le Reference Compact Evolution One (
editio minor delle top di gamma). Sarà per la qualità dei progetti di Andrew Jones (ora passato a Elac, e si è notato!), sarà per la realizzazione di altissimo livello, sarà per la professionalità di "presentatori" dei programmi di ascolto ma di fatto passare lì qualche mezzora (con l'indispensabile tranquillità d'animo) apre nuovi orizzonti acustici e fa comprendere cosa voglia dire fare ascolti di qualità. Imperdibili!
Le scoperte
La prima scoperta è costituita dalle Focàl! Sì, proprio il celeberrimo marchio francese presente da anni a tutte le manifestazioni audio del mondo. Non sono mai impazzito, anche e soprattutto con le grandi, per quel suono (per così dire) soprattutto in gamma bassa. Da Di Prinzio qualche tempo fa e a questa mostra ho però ascoltato i modelli 2 e 3 della nuova serie "Sopra", che hanno costituito per me una autentica sorpresa: belle, tonicamente equilibrate, particolarmente piacevoli all'ascolto. Senz'altro da considerare positivamente.
In accoppiamento alle elettroniche D'Agostino Inc. per la prima volta ho potuto apprezzare anche le Sonus Faber, per la precisione il modello Lilium; si tratta di un notissimo o blasonatissimo marchio italiano che, per miei evidenti limiti personali, non ho mai amato particolarmente a causa della singolarissima resa in gamma bassa. Per mia ignoranza non so se si tratti ancora di un progetto di Franco Serblin, ma quel paio di altoparlanti aveva una pregiata ebanisteria, emetteva un eccellente suono e creava una spaventosa e dimensionalmente enorme immagine sonora. In quel set le SF suonavano divinamente, anche se in questa sede forse è meglio non quantificare il costo totale delle elettroniche, va...
Fantastico mi è sembrato anche il nuovo prodotto del citato Andrew Jones, le nuove Elac Concentro con le "specchiose" elettroniche Burmester (altra sorpresa: queste notissime e blasonate elettroniche in questo set stavolta suonavano, eccome!): maestose ma pacate, equilibrate ma profonde, limpide ma non stridenti, grande scena. Congratulazioni!
L'impianto forse meno conosciuto e meglio suonante di tutti, per me e Claudio, è stato quello con elettroniche valvolari Triode, Junone + Audio Zen, per circa 70K complessivi. Suono pieno e profondo, medio acuto esteso ma non tagliente: davvero eccellente! Abbiamo passato lì una buona mezzora, alla faccia dei marchi blasonati e dei vari fanboysmi di maniera!
Altro bell'impianto (purtroppo costoso anche questo) quello di "Kawero!" e "Kondo", con elettroniche valvolari ex Audio Note (Japan). A basso volume aveva una resa meravigliosa, ma alzando un po' si irrigidiva non poco. Eccellente per ascolti rilassati.
Tralascio le solite meravigliose (per chi ama il genere) MBL e Martin Logan per passare a parlare di una autentica sorpresa: gli (a me sconosciuti) speakers Atohm. Non so se ci fosse un workaround del tipo di un sub nascosto da qualche parte, magari dietro al "paraventone" (mi auguro davvero di no), ma la dinamicità, la vividezza di quella roba ci ha davvero impressionato. La gente andava dietro all'installazione a cercare i sub, Claudio si è alzato per verificare che la coppia di sub posti ai lati non emettesse suoni o vibrazioni e non fosse collegata. Boh! Sarei portato a dire: troppo bello per essere vero. Ripasseremo il prossimo anno e approfondiremo la questione.
La delusione
La profonda delusione è rappresentata dal ciclopico sistema di speaker Konzept/Concept di Burmester, dal peso complessivo di 1ton. Sì, avete letto bene: una tonnellata, 500 kg. per speaker! Movimentazione difficilissima, costo elevatissimo, risonanze (immagino) azzerate per un suono complessivamente davvero deludente, malgrado i nuovi finaloni mono 159. Peccato!
Comunque tutto è andato molto bene. Nel corso delle giornate passate con i miei amici dell'AVMag Roman Panel ho incontrato prima K (di cui i più avvezzi alle discussioni di Oppo e Krell ricorderanno molto) e poi il patron di AVMag, Emidio Frattaroli, della cui compagnia abbiamo potuto godere in occasione della solita visita al sistema audiovideo di CineMike, causa (provvidenziale? Fantomatica?

) chiamata in sala stampa.
Esaurita una prima succinta panoramica generale, passiamo a pubblicare qualche immagine.