Mi fa piacere aver "movimentato" la discussione e mi auguro vivamente che resti nei termini di corretteza pur nella disparità di vedute.
Rispondo brevemente ad alcune cose sparse in giro per thread, meritevoli di attenzione secondo il mio punto di vista.
@biancoverde: ovviamente no, non ritengo che farsi giustizia da sé sia la soluzione quale che sia il problema. Per la materia in oggetto però il discorso è credo diverso per svariati motivi che vado ad elencare.
La tanto famigerata Urbani è stata approvata nonostante fossero state proposte soluzioni anche economicamente vantaggiose per le major: segno che la legge (e lo si è detto da subito) doveva essere così com'è grazie alle capacità lobbystiche delle aziende di cui sopra.
Il parere di molti è stato del tutto ignorato e, nonostante lo stesso Urbani si fosse impegnato per modificarne il testo, nel 2005 all'atto di ripresentare la legge per le opportune verifiche previste già nel testo del 2003 la legge dopo l'accordo in commissione è rimasta identica.
Idem per la tassa siae: dopo l' approvazione all'unanimità in Commissione Bilancio per la sua abolizione guarda caso l'inserimento di tale norma nel maxiemendamento alla Finanziaria non c'è stato; segno che ancora una volta hanno vinto le lobbies dei potenti.
Nel mentre dal 2003 è successa una cosa strana: vista l'impossibilità di rimanere competitivi sui supporti, molte aziende hanno visto ridursi il giro d'affari (e quindi meno iva), sono passate al nero contabile (ancora meno iva), sempre più cittadini hanno inziato ad acquistare all'estero (meno iva e meno soldi alla domanda interna) mentre i profitti siae salivano grazie alla tassa.
Quindi abbiamo ottenuto 2 cose essenziali: minor gettito fiscale per lo stato, maggiore evasione fiscale e più profitti per gli editori; abbiamo drenato risorse pubbliche verso categorie di privati oggettivamente già privilegiate dal punto di vista economico. A ciò aggiungi la recente chiusura del primo stabilimento italiano nella produzione dei supporti con licenziamento di 250 persone ed hai un quadro chiaro della situazione.
La torta per quanto grande non è infinita: se va di più ad settore ne va di meno all'altro; si tratta quindi di contemperare molteplici esigenze(pensa ad esempio al boom delle banda larga e dell'hardware in quota alla "pirateria") nell' interesse il più possibile generale.
Ma se l'interesse tutelato resta uno solo, l'unico modo che ci resta per far sentire la nostra voce è questo: disobbedienza civile, che nulla a che fare ad esempio con la violenza di questi giorni a Milano, che resta teppismo puro e semplice.
Io da anni ho deciso di non comprare più musica per svariati motivi (dal prezzo all'impossibilità di recuperare ciò che mi piace ascoltare, ovvero hardcore e straightedge); ed ho parimenti deciso di acquistare solo dvd sui 10-12€ massimo.
Se nel contempo amici mi prestano i loro originali per la visione, credo di fare esattamente ciò che si è sempre fatto prima dei dvd e di cui nessuno si è mai lamentato; e non venitemi a dire che mai nessuno si è fatto prestare un film, un disco o un software da un amico.
La sostanza è questa: se invece del prestito brevi manu da un amico lo scarico con la mia adsl sono un criminale che rischia 3 anni di galera; se mi prendo il rischio è forse perché credo che la libertà di tutti passa anche dai gesti dei singoli.
@MartinRiggs: se hai visto sono di Napoli e, nonostante ciò, sono il primo a dire che lucrare sul lavoro altrui è sbagliato. Vorrei però chiarire alcuni punti che sebben possano semvrare accademia nel nostro caso fanno la differenza a mio giudizio.
Le bancarelle che ci sono in giro per Napoli vendono materiale pirata, prodotto dalla malavita organizzata e commercializzato con finalità di lucro; mi pare evidente il danno prodotto, visto anche il chiaro manifestarsi della volontà di acquisto di chi vi si reca.
Io sono il primo a dire che questo tipo di pirateria, come quello di chi ti installa software facendoti pagare le licenze ma senza retribuire i titolari dei diritti ed intascando in prima persona, va combattuto senza pietà con pene molto severe.
Solo che la legge ad oggi equipara il tutto sotto la voce di profitto, che comprende anche il beneficio che si trae dal visionare ad esempio un film in attesa di acquistare il dvd.
Ora converrai che comprare materiale pirata sulle bancarelle o scaricarselo da internet comporta ricadute socio-economiche abbastanza diverse; ebbene nonostante ciò si arrestano i pirati della rete, ma le bancarelle ci sono sempre.
Andrebbero fermate le organizzazioni che lucrano nel vero senso della parola sulla contraffazione in generale e andrabbe trovato il modo di consentire l'uso personale stabilendo un giusto risarcimento dei titolari; ma allo stato dei fatti così non è.
Per voi copiare un dvd preso in prestito da un amico è rubare, il solo visionarlo però non vi crea problemi; eppure la violazione del diritto è la medesima.
Che ci sia chi approfitta di spazi di libertà per delinquere nel vero senso della parola è sicuramente da condannare; ma questo non significa che per colpa di pochi si debbano limitare le libertà di tutti.
Ed è esattamente quello che sta succedendo dal 2001: si comprimono gli spazi di libertà di tutti, in nome della sicurezza e dei diritti; ma il risultato è che siamo tutti meno liberi, ma anche con meno diritti e sicurezza.
Portavi l'esempio degli spinelli: finche me ne vado in giro e ne faccio un uso personale non mi si può addebitare nulla; se spaccio ne pago le conseguenze.
Ma non puoi pensare di arrestarmi con la presunzione di spacciare perché vado in giro con degli spinelli; perché oggi sono gli spinelli, domani potrebbe essere (nuovamente) perché ho idee politiche diverse, o perché sono di religione diversa.
A prescindere dal punto di vista che ognuno di noi ha sulla questione ribadisco un concetto per me fondamentale: qui si parla di libertà di fruizione e di accesso a forme di cultura, su cui tutti ci dovremmo batterci perché afferiscono al concetto di libertà individuale.
Se più libertà poi porta a maggiori comportamenti devianti bisogna organizzarsi per contrastarli e non limitare la libertà dei molti per colpa di pochi.
Ultima cosa: non sono soldi persi per tutti, ma semplicemente soldi ripartiti in spese diverse; tu (generico, non Tu Martin nello specifico) concentri l'acquisto sul 100% poniamo di orginali, io generico sul 50% orginali, 30% adsl-hardware-enel, 20% consumabili.
Cerchiamo di massimizzare l'utilità dei soldi spesi da tutti in maniera lecita ripartendoli in maniera equa e vedrai che staremo tutti meglio.
@pietris: è una delle assurdità di questa legge, ti consiglio in merito la lettura di Punto informatico:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=58318&r=PI
che ha questi ed altri interessantissimi articoli.
Ciao a tutti

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Scusate la lunghezza immane del post

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