lorenzo82 ha detto:
…ma non un numero finito di gradazioni...quello è definito, all'interno della fetta del gamut di riferimento in questione, dalla profondità colore in bit, giusto?
Oltre al numero di sfumature determinate dalla profondità colore e dal gamma, alla quale viene elaborata l'immagine, bisogna anche considerare che l'occhio umane non riesce a distinguere tutte le sfumature che ne derivano, ma ne confonderà moltissime.
La capacità di discriminazione dell'occhio è rappresentata dal Delta che misura la differenza fra due valori.
Esistono molti tipi di Delta, ma di solito ci si riferisce all'illuminante, cioè alla temperatura colore del bianco di riferimento per quel determinato spazio colore.
Il DeltaE è quello più usato perché l'illuminante E corrisponde alla luce diurna alle nostre latitudini, cioè 5400°K.
Quindi il DeltaE rappresenta le differenze di visione nella migliore condizione possibile, alla luce del sole.
Convenzionalmente un DeltaE 1 rappresenta la minima differenza percepibile dall'occhio umano.
Sulla base di questo si può calcolare quanti colori siano percebili all'interno di un determinato spazio colore ed il numero è di molto inferiore a quelli realmente presenti.
Qui trovi alcuni
esempi e tanto per dirne una, gli spazi di lavoro in uso per il video arrivano intorno a 850.000.
E aumentandolo che succede?
La stessa cosa.
Il valore del gamma indica l'esponente della funzione di trasferimento fra segnale in ingresso e segnale in uscita.
Se questo esponente è 1, la curva derivante dalla funzione di trasferimento sarà una retta ed i valori in ingresso saranno uguali in uscita.
Se invece l'esponente è maggiore o minore di 1, le curve risultanti avranno andamento iperbolico o parabolico ed alcuni valori saranno eliminati per approssimazione.
Ad esempio un gamma 2.22 (o 0.454545), porta il range a 8 bit da 256 sfumatura a 184 per canale.
Ma non spaventarti, ormai tutti gli elaboratori di immagine che equipaggiano i moderni display, TV, proiettori, ecc…, sono come minimo a 10 o 12 bit per canale, in questo modo gli errori di approssimazione sono praticamente inesistenti.
Come fa a rispettare lo spazio colore originale se converte in un diverso spazio colore…
Quando si parla di "spazi di lavoro" si parla di spazi teorici che servono come riferimento per spazi reali.
PAL, NTSC, HDTV, sono spazi di lavoro.
I colori al loro interno posso essere rappresentati con diversi metodi. alcuni con perdita di informazioni, altri senza perdite.
Nel caso del lettore DVD la conversione è fatta fra metodi di colore diversi, YUV per il materiale codificato sul DVD ed RGB per l'uscita video.
Lo spazio entro il quale questi due metodi lavorano "deve" essere lo stesso per entrambi e se gli standard sono rispettati (ed il sistema ben calibrato) non ci sono perdite di informazioni.
O almeno, questo dovrebbe essere l'obiettivo.
Ciao.