Su materiale NTSC la scattosità è inevitabile.
Da Wikipedia:
3:2 pulldown
Il processo di conversione di materiale girato a 24 fotogrammi al secondo in 29.97 fps viene definito 3:2 pulldown o, in gergo, tirare giù. Viene svolto in due fasi distinte. La prima è di rallentare, o tirare giù, appunto, la velocità della pellicola dello 0,1%. Questo non è percepibile per lo spettatore, e riduce la cadenza di proiezione a 23.976 fotogrammi al secondo.
La seconda fase è il pulldown vero e proprio. A 23.976 fotogrammi al secondo, ci sono 4 fotogrammi di pellicola per ogni 5 quadri televisivi NTSC:
Questi quattro fotogrammi sono stirati entro cinque quadri usando una tecnica di interlacciamento simile a quella vista per il PAL. Per ogni quadro NTSC, ci sono in realtà due semiquadri o campi, uno per le linee dispari e uno per le linee pari. Il rapporto è, quindi, di dieci semiquadri per ogni 4 fotogrammi, e il telecinema ne dispone alternativamente uno su due semiquadri, il successivo su tre, il successivo su due, e così via. Questo ciclo si ripete ogni quattro fotogrammi, chiamati quadri A, B, C, e D.
Si noti come questo schema sia in realtà una conversione 2-3, 2-3. Il nome "3:2 pulldown" è un riferimento arcaico a uno schema usato dai telecinema una volta. Le apaprecchiature moderne usano la tecnica 2-3.
Questo procedimento crea un piccolo errore nel segnale video se confrontato con il filmato originale. Questo è il motivo per cui i film in NTSC visti su apparecchi domestici ordinari possono presentare discontinuità e poca fluidità nei movimenti rispetto alla proiezione cinematografica. Questo fenomeno (chiamato judder) è particolarmente visibile sui movimenti di macchina lenti.
Pierlo