Duke Fleed
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Non vorrei farmi scannare e/o lapidare da tutti gli appassionati di Tolkien, ma, senza nulla togliere all'immensità della sua opera, IMHO a livello narrativo non lo reputo un grande scrittore...l'ambientazione, il mondo, la mitologia create da Tolkien sono qualcosa di incredibile, un lavoro monumentale, un pilastro non solo della fantasy, ma anche della narrativa mondiale. Penso si possa tranquillamente dire che Tolkien ha creato un genere narrativo. Questo, però, non significa che Tolkien non abbia dei grossi limiti come scrittore. IMHO una grave carenza di ritmo, una divisione tra bene e male troppo "semplicistica" (mancano personaggi ambigui o comunque alla fine tutti fanno una scelta che li porta da un lato o dall'altro della barricata), che porta inevitabimente ad una caratterizzazione a mio avviso troppo superficiale dei personaggi, un crollo della drammaticità e della tensione proprio in quelli che dovrebbero essere i momenti topici della storia...Benwest ha detto:Non è avere le fette di salame davanti agli occhi vedere il "nulla" dopo Tolkien... il fatto è che Lui ha creato un mondo talmente profondo e denso di significati che gli autori successivi non hanno neppure minimamente tentato di imitare...
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| Gandalf che, dopo il lungo inseguimento nelle miniere di Moria, affronta il Balrog e...cadono giù dal ponte dopo 4 righe di narrazione... Gandalf che si trova di fronte al signore dei Nazgul e...non succede niente... Sauron che muore senza aver fatto niente, se non "buttato l'occhio" di qua e di là senza concludere niente... ...e si potrebbe andare avanti a lungo |
Il tutto, ovviamente, IMHO e, ripeto, senza nulla togliere ai suoi enormi meriti.
Paradossalmente, per quanto anch'io li abbia trovati davvero "paccosi" e difficilmente digeribili, alcune parti del Silmarillion e dei Racconti sono molto più epiche (per quanto stringate e praticamente narrate in forma di "riassunto") delle scene topiche del Signore degli Anelli.
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| Per dirne una, Feanor che "muore in un agguato combattendo contro i Balrog"... |
Non sono d'accordo, ci sono saghe fantasy validissime che non hanno nulla a che vedere col Signore degli Anelli. Il problema è che molti, anzi, troppi scrittori di fantasy, si ispirano in maniera talmente palese a Tolkien da rasentare il plagio (e qui è ovvio che si senta aria di "già sentito"), ma in realtà gli "spazi" per creare qualcosa di diverso ci sono, eccome, e molti scrittori lo hanno dimostrato.Benwest ha detto:...Ecco perchè dopo Tolkien non si può legere nulla di fantasy che non dia l'impressione del "Già sentito"... è inevitabile...
Scrivere un buon libro fantasy, o addirittura un gran libro fantasy, non richiede necessariamente un migliaio di pagine "di preparazione" con il background storico di un mondo intero. IMHO Tolkien era un buon scrittore, nulla di più, il grosso del suo merito è aver creato un genere narrativo ed essere stato in grado di creare una storia ed una mitologia (praticamente ex-novo) per il suo mondo, ma questo fa di lui uno storico con una grande immaginazione ed un grandissimo ricercatore, non necessariamente un grande scrittore.
Come già scritto, non sono d'accordo. IMHO Moorcock (per quanto gotico e baroccheggiante, per non dire allucinato) e Howard (per quanto spartano nell'essenzialità del suo stile e nella "brutalità" della narrazione) sono pari se non superiori a Tolkien come scrittori ed i loro "mondi" non hanno niente a che vedere con la mitologia Tolkeniana. Chiaro che, se si guarda l'opera complessiva, questi due autori (e praticamente tutti gli altri scrittori di fantasy) sembrano svanire al cospetto del lavoro monumentale di Tolkien e, soprattutto il secondo, mancano di quel respiro epico grandioso che caratterizza la saga della Terra di Mezzo, ma ripeto, questo non significa che le loro storie (e quelle di altri autori) siano meno godibili, anzi, spesso hanno dei pregi invece assenti nelle opere di Tolkien.Benwest ha detto:Il problema del genere Fantasy, a mio avviso, è che dopo aver iniziato ad amare il genere, grazie al padre indiscusso, ovvero Tolkien, qialsiasi altra saga, trilogia, mondo o universo creato, non può non sapere di "già visto" o "già sentito"...
Anche secondo me merita la lettura, ma, soprattutto nei primi capitoli, è di una pesantezza non indifferente. Intanto io suggerirei la lettura de "Lo Hobbit", che narra la storia di Bilbo e del rinvenimento dell'anello, e che sotto certi aspetti IMHO è un libro riuscito anche meglio del Signore degli Anelli. Poi, se proprio Tolkien vi appassiona e vi sentite in vena di leggere un "malloppone" (non tanto per il numero di pagine, quanto per la pesantezza del contenuto), passate al Silmarillion, che praticamente è la "Bibbia" della Terra di Mezzo.Benwest ha detto:Per ama Tolkien e (follia) non l'avesse ancora letto consiglio caldamente il Silmarrillion...
Un saluto,
Max
P.S. per fare un parallelismo con altri scrittori famosi. Lovecraft è IMHO uno dei più grandi scrittori del genere horror in assoluto, ma una grossa parte del suo merito è di aver creato una mitologia che collega gran parte dei suoi racconti e di aver "inventato" un "senso di orrore cosmico", come nessuno era mai riuscito a fare prima. Così come Tolkien, anche Lovecraft ha uno stuolo di ammiratori ed imitatori o perlomeno di scrittori che si sono ispirati alle sue storie, anche se ai giorni nostri mi sembra che la sua influenza si sia estremamente assottigliata, mentre quella di Tolkien è sempre fortissima, forse perché Lovecraft ha "solo" creato un "sottogenere", mentre Tolkien ha inventato ex-novo un genere narrativo che prima praticamente non esisteva o, meglio, era rilegato alla storia, alle leggende e al mito. Però Lovecraft, così come Tolkien, ha i suoi grossi limiti come scrittore (a livello narrativo, non a livello creativo, intendiamoci). I dialoghi nei racconti di (Tolkien) EDIT
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