Letteratura Fantasy: cosa avete letto e cosa secondo voi vale la pena di leggere?

Benwest ha detto:
Non è avere le fette di salame davanti agli occhi vedere il "nulla" dopo Tolkien... il fatto è che Lui ha creato un mondo talmente profondo e denso di significati che gli autori successivi non hanno neppure minimamente tentato di imitare...
Non vorrei farmi scannare e/o lapidare da tutti gli appassionati di Tolkien, ma, senza nulla togliere all'immensità della sua opera, IMHO a livello narrativo non lo reputo un grande scrittore...l'ambientazione, il mondo, la mitologia create da Tolkien sono qualcosa di incredibile, un lavoro monumentale, un pilastro non solo della fantasy, ma anche della narrativa mondiale. Penso si possa tranquillamente dire che Tolkien ha creato un genere narrativo. Questo, però, non significa che Tolkien non abbia dei grossi limiti come scrittore. IMHO una grave carenza di ritmo, una divisione tra bene e male troppo "semplicistica" (mancano personaggi ambigui o comunque alla fine tutti fanno una scelta che li porta da un lato o dall'altro della barricata), che porta inevitabimente ad una caratterizzazione a mio avviso troppo superficiale dei personaggi, un crollo della drammaticità e della tensione proprio in quelli che dovrebbero essere i momenti topici della storia...
Spoiler:
Gandalf che, dopo il lungo inseguimento nelle miniere di Moria, affronta il Balrog e...cadono giù dal ponte dopo 4 righe di narrazione...

Gandalf che si trova di fronte al signore dei Nazgul e...non succede niente...

Sauron che muore senza aver fatto niente, se non "buttato l'occhio" di qua e di là senza concludere niente...

...e si potrebbe andare avanti a lungo

Il tutto, ovviamente, IMHO e, ripeto, senza nulla togliere ai suoi enormi meriti.
Paradossalmente, per quanto anch'io li abbia trovati davvero "paccosi" e difficilmente digeribili, alcune parti del Silmarillion e dei Racconti sono molto più epiche (per quanto stringate e praticamente narrate in forma di "riassunto") delle scene topiche del Signore degli Anelli.
Spoiler:
Per dirne una, Feanor che "muore in un agguato combattendo contro i Balrog"... :eek: :eek: :eek:

Benwest ha detto:
...Ecco perchè dopo Tolkien non si può legere nulla di fantasy che non dia l'impressione del "Già sentito"... è inevitabile...
Non sono d'accordo, ci sono saghe fantasy validissime che non hanno nulla a che vedere col Signore degli Anelli. Il problema è che molti, anzi, troppi scrittori di fantasy, si ispirano in maniera talmente palese a Tolkien da rasentare il plagio (e qui è ovvio che si senta aria di "già sentito"), ma in realtà gli "spazi" per creare qualcosa di diverso ci sono, eccome, e molti scrittori lo hanno dimostrato.

Scrivere un buon libro fantasy, o addirittura un gran libro fantasy, non richiede necessariamente un migliaio di pagine "di preparazione" con il background storico di un mondo intero. IMHO Tolkien era un buon scrittore, nulla di più, il grosso del suo merito è aver creato un genere narrativo ed essere stato in grado di creare una storia ed una mitologia (praticamente ex-novo) per il suo mondo, ma questo fa di lui uno storico con una grande immaginazione ed un grandissimo ricercatore, non necessariamente un grande scrittore.
Benwest ha detto:
Il problema del genere Fantasy, a mio avviso, è che dopo aver iniziato ad amare il genere, grazie al padre indiscusso, ovvero Tolkien, qialsiasi altra saga, trilogia, mondo o universo creato, non può non sapere di "già visto" o "già sentito"...
Come già scritto, non sono d'accordo. IMHO Moorcock (per quanto gotico e baroccheggiante, per non dire allucinato) e Howard (per quanto spartano nell'essenzialità del suo stile e nella "brutalità" della narrazione) sono pari se non superiori a Tolkien come scrittori ed i loro "mondi" non hanno niente a che vedere con la mitologia Tolkeniana. Chiaro che, se si guarda l'opera complessiva, questi due autori (e praticamente tutti gli altri scrittori di fantasy) sembrano svanire al cospetto del lavoro monumentale di Tolkien e, soprattutto il secondo, mancano di quel respiro epico grandioso che caratterizza la saga della Terra di Mezzo, ma ripeto, questo non significa che le loro storie (e quelle di altri autori) siano meno godibili, anzi, spesso hanno dei pregi invece assenti nelle opere di Tolkien.
Benwest ha detto:
Per ama Tolkien e (follia :eek: ) non l'avesse ancora letto consiglio caldamente il Silmarrillion...
Anche secondo me merita la lettura, ma, soprattutto nei primi capitoli, è di una pesantezza non indifferente. Intanto io suggerirei la lettura de "Lo Hobbit", che narra la storia di Bilbo e del rinvenimento dell'anello, e che sotto certi aspetti IMHO è un libro riuscito anche meglio del Signore degli Anelli. Poi, se proprio Tolkien vi appassiona e vi sentite in vena di leggere un "malloppone" (non tanto per il numero di pagine, quanto per la pesantezza del contenuto), passate al Silmarillion, che praticamente è la "Bibbia" della Terra di Mezzo.

Un saluto,
Max

P.S. per fare un parallelismo con altri scrittori famosi. Lovecraft è IMHO uno dei più grandi scrittori del genere horror in assoluto, ma una grossa parte del suo merito è di aver creato una mitologia che collega gran parte dei suoi racconti e di aver "inventato" un "senso di orrore cosmico", come nessuno era mai riuscito a fare prima. Così come Tolkien, anche Lovecraft ha uno stuolo di ammiratori ed imitatori o perlomeno di scrittori che si sono ispirati alle sue storie, anche se ai giorni nostri mi sembra che la sua influenza si sia estremamente assottigliata, mentre quella di Tolkien è sempre fortissima, forse perché Lovecraft ha "solo" creato un "sottogenere", mentre Tolkien ha inventato ex-novo un genere narrativo che prima praticamente non esisteva o, meglio, era rilegato alla storia, alle leggende e al mito. Però Lovecraft, così come Tolkien, ha i suoi grossi limiti come scrittore (a livello narrativo, non a livello creativo, intendiamoci). I dialoghi nei racconti di (Tolkien) EDIT:) Lovecraft (chiedo scusa, intendevo Lovecraft, ma ho scritto Tolkien! :D) sono piuttosto terrificanti...e non nel senso che fanno paura...nel senso che, come ha detto lo stesso King, "nessuno nella vita reale parla in quel modo". Lovecraft è sicuramente un grande (e ha dei meriti enormi che vanno al di là della sua abilità come scrittore), ma come scrittore King gli fa mangiare la polvere. Stesso discorso, IMHO, vale per Tolkien. Senza nulla togliere alla sua immensa creatività, la sua abilità narrativa ha dei grossi limiti, che quelle di altri scrittori, magari meno "immaginifici" di lui, non hanno.
 
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discussione interessante...

a mio avviso, a tolkien, va il grande merito di aver portato avanti un grande progetto,, dettagliato e di gran peso... in tutti i sensi. Molti lo hanno imitato e molti a mio avviso si sono fatti leggere con più facilità e piacere. La saga di shannara, ad esempio, pur con i suoi limiti, si lascia leggere molto di più della trilogia. Purtroppo, dove Terry Brooks è carente, è proprio nell'originalità, le varie trilogie sono un ripetersi di situazioni in cui cambiano solo i nomi dei personaggi (tra l'altro tutti parenti) e poco altro.
Ultimamente, Licia Troisi, autrice italiana, ha venduto moltissimo con le sue cronache del mondo emerso... ma anche li una buona dote di scrittura narrativa, qualche idea particolare e poi molto ripescaggio nel calderone della trilogia.

Attualmente dopo aver letto molto di quello che c'era in giro, posso affermare che IL SEGNO lo lascia un autore come il signor MARTIN, che ha creato qualcosa di cui forse anche lui non immaginava la vastità.
Attualmente uscito in 9 volumi e con altri in preparazione è una vera e propria epopea. Migliaia i personaggi presenti nella storia, una facilità di scrittura ed una narrazione mai pesante e sempre avvincente, e originalità in tantissimi aspetti... Non affezionatevi a quello che potreste pensare essere il personaggio centrale del romanzo... qualcuno ve lo farà fuori...

io ho comprato tutti i volumi pubblicati in un colpo ed ho cominciato a leggere molti mesi fa, ora sono al 4 libro nella suddivisione italiana della storia e sebbene non possa farlo in maniera giornaliera, quando decido di cominciare a leggere non mi stacco facilmente...
La bellezza di queste Cronache del ghiaccio e del fuoco, sta nel fatto che, per come sono esposte, sembrano realmente accudute, a volte mi aspetto di leggere un tomo di storia medioevale e mi chiedo se a scuola avessi letto di queste nobili famiglie.
In ogni volume nel retro ci sono decine di pagine con tutta la genealogia delle varie casate e vi assicuro in più di una occasione sono andato a vedere questo o quel personaggio come fosse inquadrato nel contesto.

consigliatissimo...

un avvertimento, a differenza di shannara e affini, non è possibile leggerlo in parte in quanto la storia è UNICA e si vorrà sempre sapere come va a finire... e nessuno dei libri va a finire per il momento.
 
Duke Fleed ha detto:
... Questo, però, non significa che Tolkien non abbia dei grossi limiti come scrittore. IMHO una grave carenza di ritmo...

Secondo me invece è uno dei suoi punti di forza... credo, senza timore di essere smentito, che nessuno abbia mai riproposto delle descrizioni così accurate della natura e dei paesaggi della TdM come Tolkien. Lo conferma il fatto che il buon J.R.R sia stato per anni sommerso da lettere di naturalisti e botanici che gli chiedevano spiegazioni sulle varietà vegetali della TdM :eek:

una divisione tra bene e male troppo "semplicistica" (mancano personaggi ambigui o comunque alla fine tutti fanno una scelta che li porta da un lato o dall'altro della barricata)...

Anche qui non mi trovi d'accordo. I personaggi ambigui ci sono eccome, primo fra tutti Boromir con le sue debolezze tipicamente umane ed il desiderio di impossessarsi dell'Anello per fare del bene... cosa ovviamente impossibile. Parliamo poi di Gollum e della sua caduta verso il male ?
Lo stesso Sauron all'inizio era un Valar... ovvio che alla fine tutti trovano poi una collocazione o nel Bene o nel Male, ma questo accade sempre... che storia finisce senza determinarmi e concludermi il destino di uno dei personaggi fondamentali ?

Non sono d'accordo, ci sono saghe fantasy validissime che non hanno nulla a che vedere col Signore degli Anelli. Il problema è che molti, anzi, troppi scrittori di fantasy, si ispirano in maniera talmente palese a Tolkien da rasentare il plagio (e qui è ovvio che si senta aria di "già sentito"), ma in realtà gli "spazi" per creare qualcosa di diverso ci sono, eccome, e molti scrittori lo hanno dimostrato....

Dipende da cosa si intende per fantasy... io per fantasy intendo l'"eroic fantasy" quel genere letteraio che trae principalmente ispirazione dalla letteratura epica medievale, che trae spunto dal romanticismo europero in contasto al mito crescente del razionalismo e della modernità; nel caso di Tolkien rivisitando inoltre i canoni della mitologia nordica e celtica in ottica cristiana... quindi abbiamo tutta una serie di figure fondamentali dalle queli non si può prescindere, es: eroi, maghi, elfi, creature leggendarie ed una natura onnipresente e viva. Qui, secondo me non c'è spazio per qualcosa di "nuovo". Occorre spostarsi su altre definizioni di fantasy, come ad esempio la "sword and sorcery" che raggiunge l'apice nei romanzi di R.E. Howard... con ad es. la saga di Conan il Barbaro.

Scrivere un buon libro fantasy, o addirittura un gran libro fantasy, non richiede necessariamente un migliaio di pagine "di preparazione" con il background storico di un mondo intero. IMHO Tolkien era un buon scrittore, nulla di più, il grosso del suo merito è aver creato un genere narrativo ed essere stato in grado di creare una storia ed una mitologia (praticamente ex-novo) per il suo mondo, ma questo fa di lui uno storico con una grande immaginazione ed un grandissimo ricercatore, non necessariamente un grande scrittore....

Io non credo l'opera di Tolkien abbia trovato una diffusione al mondo seconda solo a quella della Bibbia solo basandosi sulle qualità di ricercatore e puntiglioso professore di Oxford del suo autore... non credi ;) Io penso che la prosa di Tolkien, sia quasi poetica... poi mi trovo d'accordo sul fatto che alcuni passaggi potessero essere risolti in meno pagine... ma questo è solo un mio modestissimo parere.

Come già scritto, non sono d'accordo. IMHO Moorcock (per quanto gotico e baroccheggiante, per non dire allucinato) e Howard (per quanto spartano nell'essenzialità del suo stile e nella "brutalità" della narrazione) sono pari se non superiori a Tolkien come scrittori ed i loro "mondi" non hanno niente a che vedere con la mitologia Tolkeniana....

E' proprio questo il punto... chi li conosce ? Io forse, tu, e magari altri 5 qui nel forum, forse non credi che ci sia un motivo per il quale la loro opera non ha trovato così grande diffusione ?
Credo che il 90% di chi sente nominare Conan il Barbaro non può che pensare ai film con Shwarzenegger più che alla saga di Howard :(

I dialoghi nei racconti di Tolkien sono piuttosto terrificanti...e non nel senso che fanno paura...nel senso che, come ha detto lo stesso King, "nessuno nella vita reale parla in quel modo".

Nessuno qui da noi... ma nella Terra di Mezzo parlano realmente tutti così ;)

Bye
 
Benwest, io adoro Tolkien, ma i punti citati da Duke sono validi e ammessi da molti.
Tolkien era un linguista e, soprattutto, un uomo di un'altra epoca. Lui voleva creare una struttura coerente del suo mondo per un fine ultimo che era lo studio di un'evoluzione linguistica artificiale. Motivo per cui la maggior parte dei suoi appunti erano sulle lingue e le genealogie.

io ho apprezzato il Silmarillion se non altro perchè appassionato di mitologia e ne apprezzai il valore come tale... ma come romanzo non regge... c'è pco da fare..

Inoltre.. leggiti George Martin... ottima fantasy, dialoghi più sanguigni e reali e personaggi vermente ambigui... non basta un Boromir che cade in tentazione e si redime per fare un vero personaggio in crisi. ;)

Diamo onore al merito, ma non glissiamo sui punti solenti solo perchè ci ha dato tanto.

Cheers
 
Non ho dubbi, qualcuno lo ha accennato: le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. Martin.....assolutamente spettacolare, epico, te lo consiglio ad occhi chiusi! Veramente una saga incredibile e sta scrivendo ancora, siamo all'ottavo libro.... (versione odiosa italiana)

Ciao

Gabriele
 
Gabriele ha detto:
Veramente una saga incredibile e sta scrivendo ancora, siamo all'ottavo libro.... (versione odiosa italiana)

Hanno diviso i libri in due questi fessi.. e il terzo che nel paperback inglese era diviso in due per problemi di stampa addirittura in tre parti!!

In inglese siamo a 4 libri, il quinto si spera in arrivo presto.

Un consiglio ai lettori poliglotti.. NON prendetelo in italiano!!!

CHeers
 
Andhaka ha detto:
Un consiglio ai lettori poliglotti.. NON prendetelo in italiano!!!

io li ho tutti in italiano, ma non potrei fare altrimenti, e non mi sembra affatto male, mi sapresti evidenziare il perchè di quello che dici?
La traduzione credo sia di Sergio Altieri, che ha fatto molto fantasy...

In italia ci sono 9 libri (ultimo la guerra dei sette regni).

Titolo originale A Game of Thrones:
in italia in 2 volumi:
-Il trono di spade
-Il grande inverno

Titolo originale A Clash of Kings:
in italia in 2 volumi:
-Il regno dei lupi
-la regina dei draghi

Titolo originale A Storm of Swords:
in italia in 3 volumi:
-tempesta di spade
-I fiumi della guerra
-Il portale delle tenebre

Titolo originale A Feast for Crows:
in italia in 2 volumi:

-Il dominio della regina
-La guerra dei sette regni
 
Bene. Provvedo a cercarli su amazon.com e vi considero responsabili :D per quanto sto per spendere e per il tempo che sottrarrò alle mie prossime vacanze per leggerli.

:D
 
Andhaka ha detto:
io ho apprezzato il Silmarillion se non altro perchè appassionato di mitologia e ne apprezzai il valore come tale... ma come romanzo non regge... c'è pco da fare....

Su questo sono d'accordo. Mi premeva solo evidenziare l'importanza del Silmarillion nell'ottica complessiva dell'opera tolkieniana. Non si discute che la lettura risulti... "complessa" :D

Inoltre.. leggiti George Martin... ottima fantasy, dialoghi più sanguigni e reali e personaggi vermente ambigui...
Cheers

Vedrò di colmare questa lacuna, dato che, da più parti viene descritta come un'ottima saga...

Bye
 
Rispolvero questo thread (sigh...sono un caso disperato...devo ancora compilare la lista dei romanzi fantasy che ho letto e di quelli che consiglio! :cry: ) per segnalare che, già alcune settimane fa, ho notato in libreria "I draghi degli abissi dei nani - Le cronache perdute", di Margaret Weis e Tracy Hickman, che è il primo libro di una trilogia dedicata ai mitici protagonisti delle prime saghe di Dragonlance (per intenderci: Tanis, Raistlin, Caramon, Sturm, etc.). In questa trilogia verranno narrati tutti gli avvenimenti ai quali c'erano stati solamente degli accenni nella prima trilogia (quella dei draghi), come accade in questo libro (che, se non erro, dovrebbe narrare della ricerca del martello di Kharas, che serviva a forgiare le Dragonlance).

Bieca operazione commerciale o buona opera fantasy? Chi può dirlo? Io mi sono deciso ad acquistare il libro (spinto, lo ammetto, da nostalgici ricordi) pochi giorni fa, ma era sparito. La settimana entrante vedrò se riesco a reperirlo in qualche altra libreria. Comunque sia, mi pareva il caso di segnalarlo a tutti gli appassionati di questa bella saga fantasy, che magari vorrebbero leggere nuove avventure dei loro eroi.

Inoltre, ringrazio tutti quelli che mi hanno consigliato l'interminabile saga fantasy di George T.T. Martin! Mi sono procurato i primi 7 libri (quelli già usciti in edizione economica) e sto già divorando il secondo! :D

Mi pare che sul piano dell'azione la saga sia, al momento, un pò moscia, ma il dipanarsi della storia, la caratterizzazione dei personaggi e gli eccellenti dialoghi fanno passare in secondo piano tutto il resto. Bello davvero, non posso che consigliarlo anch'io!
 
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ciao


rispolvero la discussione.

ho preso " i figli di hurin" altra opera di tolkien completata dal figlio che ha raccolto il materiale del padre per spiegarci ancora meglio l'origine di tutto

appena iniziato...vi terrò informati.
ciao
 
Preso anche io; credo lo comincerò nei prossimi giorni, ci si aggiorna.

In merito alla discussione, dopo aver quotato in pieno chi considera il Silmarillion una coltellata (sicuramente una grande opera di costruzione di un mondo fantastico, delle sue lingue e della sua mitologia, ma parlando da lettore... una vera mazzata!), vi suggerisco la "Saga di Deverry" di Katharine Kerr (Editrice Nord) ormai giunta al dodicesimo/tredicesimo capitolo (ho perso il conto...): ben costruita e piacevole da leggere.
 
Io non loderò mai abbastanza l'immensa saga di George R. R. Martin...sono arrivato al settimo libro (l'ultimo che avevo trovato in edizione economica), dopo aver letto i primi 6 uno dietro l'altro a ritmi da "crisi d'astinenza da lettura"! :D

Di fantasy finora ha poco (è un mondo dove la magia e le creature incantate sono meno pressoché estinti, anche se man mano che procede la saga qualcosa inizia a far capolino) e le scene d'azione sono piuttosto sporadiche, ma IMHO è scritto davvero bene, con una splendida caratterizzazione dei personaggi e dei dialoghi memorabili. Per non parlare dello svolgimento della storia, che non è mai banale e scontata. E, soprattutto, è realistico e "non perdona", pur non scadendo mai nella "tragedia ad effetto"...se Martin avesse scritto il Signore degli Anelli, Frodo non sarebbe mai arrivato vivo a Mordor! :D

IMHO da non perdere, consigliatissimo! Leggetevi almeno il primo libro, sono sicuro che molti di voi rimarranno intrappolati nella rete narrativa di Martin come è successo a me! :D
 
Duke Fleed ha detto:
Io non loderò mai abbastanza l'immensa saga di George R. R. Martin...

Dopo i vostri caldi consigli, nel giro di 2 mesi mi sono letto i primi 4 libri della saga del "Ghiaccio e del Fuoco"... posso ora, a ragione, fare qualche paragone con il mondo Tolkieniano. Come giustamente dice il buon Duke Fleed di fantasy c'è poco, anche se i continui richiami ad un passato di magia e creature fantastiche non mancano mai. Lo sfondo è sul modello di un medioevo europeo crudo e violento dove si intrecciano le vicende di un'infinità di personaggi, alcuni riusciti altri meno IMHO, le cui vite si snodano tra guerre, alleanze, assassinii, e via dicendo.

Tento di spiegare, perchè, nonostante la voglia di vedere "come va a finire" non manchi, la saga finora non mi abbia particolarmente entusiasmato...

- Secondo me è molto penalizzata, come già fatto notare da qualcuno, dalla traduzione italiana, che appiattisce non poco la narrazione e toglie poesia alle descrizioni delle lande dei "Sette Regni", non prive del loro intrinseco fascino.
- La componente fantasy pura, come già detto viene fatta percepire continuamente, ma pure continuamente mortificata, alemno fino alla nascita dei "cuccioli" ;)
- Manca totalmente il fascino Tolkieniano dell'Avventura, inteso come il Viaggio verso l'ignoto di Frodo & C. alla volta di Mordor... il piacere puro del romanzo di formazione per capirci, dove il lettore viene preso per mano dal protagonista e lo segue partecipando con lui delle sue avventure. Nella saga di Martin si susseguono tutta una serie di eventi scatenati, sembra, più per casualità che per un disegno complessivo, in cui rientrano le sorti di tutte le genti.
- Anche le descrizioni delle battaglie non sono paragonabili a quelle del SDA, il phatos e la suspense di Tolkien qui vengono IMHO sostituite da dosi di "gore" a volte eccessive.
- Nonostante la descrizione della natura e del "wilderness" sia varia, ricca di dettagli e particolareggiata a mio avviso non raggiunge le vette poetiche di Tolkien, ma qui firse, ripeto è la traduzione a penalizzare.

Ripeto, di fantasy c'è poco a mio avviso. E' una piacevole saga con personaggi che conquistano, più per i loro lati negativi, che per quelli positivi; c'è la voglia di andare avanti.... ma lo zio Tolkien rimane IMHO inarrivabile.

Ora voglio provare con Terry Brooks e Shannara.... ;)

Bye
 
Terry Brooks è sicuramente piacevole da leggere, ma imho è un po' troppo "infantile" (passatemi il termine); sicuramente non è neanche lontanamente paragonabile a Tolkien, ma tutto sommato gli preferisco anche Paolini, benchè i due libri di Eragon sappiano un po' di già visto.
 
Duke Fleed ha detto:
...sono arrivato al settimo libro (l'ultimo che avevo trovato in edizione economica)....

il 4 novembre è uscito "Il Dominio della regina" in edizione Oscar Mondadori, se vai sul sito della feltrinelli risulta...
 
Grazie, me lo son preso oggi, anche perché ieri sera ho finito il settimo libro ed ero già in crisi di astinenza...micidiale, sta saga!!! :D
 
Consiglio a tutti la trilogia delle cronache di "Thomas Covenant, l'incredulo" di Stephen R. Donaldson, mi pare recentemente ristampate da Fanucci.

Mi sento anche di consigliare l'intera saga di "Eymerich l'inquisitore" di Valerio Evangelisti. Anche se non è un fantasy puro, ne conserva alcune caratteristiche che lo rendono un prodotto unico della letteratura di genere.
 
I figli di Hurin

Terminata la lettura, posto le mie impressioni:

1. nonostante inizialmente incompleto e la pubblicazione postuma è assolutamente Tolkien, nel bene e nel male;

-nel bene: descrizioni come sempre accuratissime di luoghi e personaggi, e atmosfera assolutamente credibile ed adeguata alla narrazione (forse un po' troppo cupa); la trama è un buon mix tra i "mattoni" stile Silmarillion e i racconti più "infantili" come "Il cacciatore di draghi";

-nel male: descrizioni come sempre accuratissime di luoghi e personaggi... in alcuni casi si è talmente sommersi di dettagli che si fa fatica a cogliere l'intera scena, il che è secondo me uno dei più grossi limiti di Tolkien come scrittore (cosa che infatti non è mai stato);

2. un certo senso di "soffocamento", geograficamente parlando, rispetto agli spazi dello Hobbit o del Signore degli anelli: sembra quasi il tutto si svolga in una piccola cittadina circondata da mura, con il racconto che non riesce mai a prendere il volo dando realmente l'idea di essere nella Terra di Mezzo;

3. la trama è un po' povera e fine a se stessa: nulla aggiunge e nulla toglie alla saga Tolkeniana e, nonostante pagine e pagine di introduzione, si fa fatica a collocare temporalmente gli avvenimenti narrati;

4. per gli aficionados resta comunque un must; per chi deve ancora imparare a conoscere Tolkien, mille volte meglio scegliere altro.

Ciao
 
Dopo aver letto questo questo topic ho deciso di gettarmi a capofitto nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco.
Vi farò sapere quanto prima le mie impressioni.
 
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