Di niente, è un piacere poter esprimere le proprie esperienze.sebi ha detto:Grazie Deykon per l'intervento esaustivo ed equilibrato![]()
Interessante paragone, ed è la verità quando dici che ho rappresentato il punto di vista dell'audiofilo. Invece credo che paragonarci ad un filtro loudness sia errato.Il punto di vista dell'audiofilo è ben rappresentato, insieme con il "paradosso" dell'audiofilo: sono enfatizzati gli estremi e rimane un grosso buco sui medi![]()
Lo so benissimo. Infatti io non possiedo apparecchi Accuphase, magari potessi, ma il mio PC non è proprio un oggetto assemblato al supermercato. Me lo sono fatto costruire appositamente da un gruppo di professionisti nel campo dell'HTPC, utilizzando ottima componentistica. Certo non è pensato per l'hifi, ma ti assicuro che suona molto bene.Come dire...non tutto quello che suona è un Accuphase et similia o un PC assemblato da bancone del supermercato, in mezzo c'è tanta altra roba.
Mi spiace, ma questa tua osservazione la trovo fuori luogo. La volontà di progettazione di una sorgente che possa assicurare risultati da riferimento è tutt'altro che poco. Spesso, se non sempre, è frutto di anni di lavoro ed esperienze accumulate nel tempo e di un enorme, appassionato, imprescindibile amore per la musica. Il vedere tutto questo solo come destinato "all'esaltazione dell'audiofilo" è fortemente riduttivo, denota un velo di pregiudizio (parola piuttosto svalutata di questi tempi...) e per i costruttori che lavorano e vivono di hifi potrebbe essere anche decisamente offensivo....la progettualità che prelude ad un risultato da riferimento va bene, è un ottimo punto di partenza, ma di per sè vuol dire poco, nuda e cruda serve solo all'esaltazione dell'audiofilo che vede rappresentata in maniera esemplare l'idea di "cosa ben fatta" che nel suo background si associa all'alta fedeltà senza compromessi, talora a prescindere.
Trovo particolarmente triste il voler insistere su questo punto. Come se noi audiofili fossimo un guppo di personaggi obsoleti certi della loro superiorità nobiliare, razza destinata all'estinzione per mano della luminosa newage dell'elettronica di consumo odierna. Inoltre oserei dire che siamo anche OT, visto che qui dovremmo parlare di qualità delle sorgenti e non di quanto siano vecchi e sorpassati gli audiofili.In ambito audio, in tal senso, abbiamo poco: il gusto personale, del tutto soggettivo, il risultato dei test, sicuramente più oggettivo. In ambedue le situazioni non è infrequente, negli ultimi tempi, raccogliere esperienze, tecniche e non, che rilanciano la "qualità" dell'audio da PC anche al cospetto di elettroniche più blasonate e mi rendo conto che la cosa può far storcere il naso ai puristi risentiti per l'offesa di lesa maestà.
In punta di piedi quindi, da non audiofilo, il consiglio è di tentare di rinvigorire i propri convincimenti, di tanto in tanto, con qualche confronto sul campo. Laddove la tecnologia corre e le certezze acquisite capita che subiscano degli scossoni non è del tutto improbabile trovarsi di fronte a risultati inaspettati.
Il tuo è un punto di vista che denota una profonda misconoscenza di cosa sia davvero l'audiofilia. E' vero, verissimo che l'audiofilo basa le sue idee e la sua decisione di cosa acquistare o meno seguendo la soggettività. Ma non riesco a capire cosa poi ci sia di così male, se poi voi non audiofili basate le vostre scelte su dei parametri che non rispecchiano nulla della realtà. Noi amiamo ascoltare musica, ci piace farlo e ci regala piacere farlo; vogliamo farlo con un impianto in grado di regalarci emozioni, impianto che scegliamo esclusivamente dopo averlo ascoltato. Voi invece acquistate apparecchi basandovi su test e misure... e poi che ci fate? Li usate per misurare? No, li usate per una cosa diversa: ascoltare musica! Parafrasando un intervento di Marlenio supponiamo che vi si presentino de automobili davanti: una bella, meravigliosa e comodissima, scattante e veloce in strada, ma con i test del motore al banco non assolutamente perfetti; l'altra , scomoda all'uso, non particolarmente prestante in strada e magari anche un po' bruttina, ma con i test del motore al banco perfetti.
Voi cosa scegliereste se vorreste farci dei viaggi emozionanti?
Il tutto risulta ancor più denigrante se ci mettiamo in mezzo tutti i luoghi comuni legati all'audiofilia, luoghi comuni nati da gente che evidentemente di audiofilia non ne capisce una beneamata mazza. Ma davvero pensate che per noi è il nome a fare l'importanza? Niente di più sbagliato amico mio.
Certo, esistono anche personaggi un po' folli, come i collezionisti o gli appassionati monomarca. Conosco gente che non ascolta musica se non hanno solo occhi blu davanti (McIntosh) e altri pazzoidi del genere, ma sono pochi, come tutti quelli che seguono altre filosofie piuttosto di quella del buon ascolto. E che comunque non mi sento assolutamente di criticare! A loro piace così? Benissmo, felici loro felice io.
No, la realtà è che gli audiofili, tutti gli audiofili, non perdono occasione per ribaltare le loro convizioni e cogliere la palla al balzo se c'è qualche novità che possa semplicemente migliorare il suono del loro impianto. Guarda cosa è successo con il terremoto della classe T, o in anni passati con l'introduzione dei convertitori sigma delta al posto dei superati sistemi di oversampling del PCM. E potendo non perdono occasione di misurare il misurabile (leggi un numero di AudioReview), ricordando però che alla fine del giro quello che conta è solo qelloche entra nelle orecchie.
Un esempio? Prendiamo i nuovi diffusori di riferimento JBL, le Everest. Costano 66.000 euro la coppia: una cifra enorme, al limite dell'umana ragionevolezza. Saranno in casa di pochi, pochissimi. Chi le ha ascoltate dice che siamo veramente di fronte ad un nuovo riferimento dell'ascolto musicale. Poi leggiamo le caratteristiche dichiarate, in particolare la risposta in frequenza. 45-50.000 Hz.
Come come? 45 Hz in basso e non 20? Siamo fuori dal range che ufficialmente dichiara un diffusore come un apparecchio HIFI. LA misura conferma la cosa.
Esattamente: le Everest sulla carta, e alle misure, non sono diffusori HIFI. Il buon Marlenio le scarterebbe a priori. (scusa se ti tiro in ballo di continuo
Insomma: il 3D è iniziato con una domanda: può il PC sostituire una sorgente dedicata? La risposta è certamente si, ma ti ho esposto e descritto il perché tuttavia il PC non può superare una certa soglia qualitativa, soglia già ampiamente superata oggi da apparecchi in commercio da anni. Ovviamente ci possono essere delle eccezioni, magari costruendo PC estremamente dedicati e costosi (ed escludiamo le macchine utilizzate per l'incisione, che non sono da considerare sorgenti). Questi pc magari possono suonare anche molto bene, ma in tal caso sarebbero eguagliati da lettori dedicati dal prezzo molto inferiore.
Le cose potranno cambiare in futuro? Forse, ma ci vorrà tempo, lavoro e molti cambiamenti.
Ora, dopo tutto questo, perché si parla ancora di rigidità da parte nostra?
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